Archivio | novembre 26, 2007

OMICIDIO PERUGIA: LUMUMBA, MAI PICCHIATO, MA SENTITO UMILIATO

(AGI) – Roma, 26 nov. – “Non ho mai detto di essere stato picchiato dalla polizia, ma certo non mi sono mai sentito cosi’ umiliato nella mia vita”. Patrick Lumumba, ospite della trasmissione ‘Matrix’ di Canale 5, corregge parzialmente il tiro rispetto alla versione fornita alla stampa britannica sui momenti seguiti all’arresto per l’omicidio di Meredith Kercher.
  “Hanno fatto la faccia dura per farla confessare?”, gli chiede Enrico Mentana. “Si’ – risponde Lumumba -, ma nessuno mi ha picchiato, quello che mi ha umiliato e’ che sono venuti a bussare alla mia porta, mi hanno preso e mi hanno portato in Questura senza spiegarmi niente. Non ci sono stati atti di violenza – ribadisce – gli agenti hanno fatto il loro lavoro e io li rispetto ma qualcuno avrebbe dovuto spiegarmi qualcosa”.
  (AGI)

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OMICIDIO PERUGIA: LUMUMBA, DA AMANDA ACCUSATO NON PER VENDETTA

(AGI) – Roma, 26 nov. – In un’ora di trasmissione, Lumumba ripercorre personaggi e situazioni del giallo finito sulle prime pagine di tutti i giornali. “Meredith – racconta – era una ragazza molto gentile e molto aperta, molto diversa da Amanda che dava sempre l’impressione di volere essere protagonista, di voler essere al centro della scena. Raffaele veniva a prendere Amanda la sera, poco prima che lei staccasse dal lavoro, ed era una persona molto tranquilla, inizialmente non sapevo nemmeno che fossero fidanzati, me lo ha detto un cliente. Rudi? Non lo conosco di persona, forse l’ho visto una volta nel mio locale per uno o due minuti, mentre lavoravo ma non sono nemmeno sicuro che fosse davvero lui”.
  Il gestore del pub “Le chic” racconta di aver saputo dell’assassinio “il venerdi’ verso le 6 e mezza, le sette, quando nel mio locale sono arrivate due amiche americane che mi hanno detto che era stata uccisa l’amica di Amanda, ‘quella che abita con lei’. Io non sapevo che fosse Meredith, ‘quella che sembra un po’ indiana?’ ho chiesto e loro mi hanno detto di si.
  Ho chiamato Amanda, lei mi ha confermato la cosa ma mi ha detto di non poter parlare perche’ era impegnata con la polizia”.
  Lumumba conferma anche la sua versione sullo scambio di sms avuto con la ragazza americana la sera del delitto: “stasera c’e’ poco movimento, le ho detto, e’ meglio che tu non venga (Amanda lavorava a Le Chic solo il martedi’ e giovedi’, ndr) e lei mi ha risposto ‘certo, ci vediamo dopo, buona serata’”. “ma perche’ amanda ha accusato proprio lei?” chiede Mentana. “Non lo so – ribadisce – sicuramente non e’ una cosa premeditata, perche’ se fosse cosi’ il venerdi’ o il sabato, quando Le Chic era regolarmente aperto, avrebbe potuto lasciare qualche prova, che so un coltello o uno straccio nel mio locale”. Lumumba dice di non aver mai avuto problemi di razzismo, “ma in questa storia sono stati usati due pesi e due misure, non tanto perche’ io ero un nero e lei un’americana, ma forse perche’ io ero un uomo e lei una donna. Un esempio: in carcere il prete e’ andato da Amanda, io sono forse piu’ cattolico di lei ma non e’ venuto da me. Perche’?”. “Non mi sono ancora reso conto bene di quello che e’ successo – e’ come un brutto sogno, un fulmine a ciel sereno: praticamente vivo ai domiciliari, abito al sesto piano, non posso uscire di casa perche’ giu’ ci sono sempre i giornalisti. se credo che Amanda possa essere colpevole? Qualche volta si e qualche volta no, e’ una vicenda troppo complicata”. (AGI)

Meredith, concluso l’incidente pobatorio

Entro domani la decisione su un nuovo esame del corpo

Omicidio Meredith Guede nega la violenzaMeredith, Sollecito chiede colloquio al pm

Mentre la difesa di Sollecito chiede di riesaminare i coltelli

Perugia, 26 nov. – Si è conclusa nel primo pomeriggio la prima udienza dell’incidente probatorio per stabilire orario e cause della morte di Meredith Kercher. All’udienza, davanti al Gip Claudia Matteini partecipavano il pubblico ministero Giuliano Mignini, e l’avvocato Francesco Maresca, che rappresenta i congiunti della studentessa uccisa. Presenti anche i legali dei quattro indagati per l’omicidio di Mez, la studentessa americana Amanda Knox, lo studente pugliese Raffaele Sollecito, il musicista congolese Patrick Diya Lumumba e l’ivoriano 21enne, Rudy Hermann Guede, che continua a dichiararsi innocente e a fornire la sua versione dei fatti.

I periti del gip di Perugia decideranno entro domani se sarà necessario un nuovo esame sul cadavere di Meredith Kercher per accertare le cause e l’ora della morte della studentessa inglese. Dagli accertamenti medico legali eseguiti finora è emerso che Meredith Kercher potrebbe essere morta tra le 21 e le 23 del primo novembre scorso, colpita da un coltellata al collo mentre si trovava nella camera dell’abitazione presa in affitto a Perugia.

Per quanto riguarda la causa della morte, il medico legale l’ha individuata in un shock metaemorragico da lesione vascolare al collo da ferita da arma da punta e taglio. Dai primi rilievi del consulente dell’accusa è emerso che la lesione non aveva interessato la carotide “per cui la morte era stata preceduta da una agonia abbastanza lenta, circostanza questa che permette di far risalire indietro nel tempo i fatti criminosi. Con la conseguenza – si legge sempre nell’ordinanza – che questi possono collocarsi tra le 21.30 e le 23.30 del primo novembre, orario che può arretrare dalle 20.30 alle 22.30, qualora si tenga conto della consumazione della cena in un orario antecedente alle ore 21”.

Frattanto i difensori dello studente pugliese nel corso dell’incidente probatorio di oggi hanno chiesto di stabilire anche l’eventuale compatibilità tra i coltelli sequestrati a Raffaele Sollecito e la possibile arma del delitto.
Fonte La VOCE quotidiano online

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OMICIDIO PERUGIA: LEGALE KERCHER, SPERIAMO NON ALTRI ESAMI

(AGI) – Perugia, 26 nov. – “Nella giornata di domani speriamo di avere una risposta, i periti inizieranno a lavorare da subito unicamente sulla necessita’ o meno di procedere a nuovi accertamenti, speriamo non siano necessari, cosi’da poter procedere con la sepoltura”. Lo ha detto l’avvocato Francesco Maresca che assiste la famiglia Kercher, dopo l’udienza per il conferimento dell’incarico agli esperti che dovranno arrivare a stabilire orario e cause della morte della studentessa inglese uccisa nella notte tra l’uno e il 2 novembre scorso. Si attende comunque per la tarda mattinata di domani la decisione dei periti (ai medici Anna Aprile dell’universita’ di Padova e Mariano Cingolani dell’istituto di medicina legale dell’universita’ di Macerata, il Gip Claudia Matteini ha aggiunto Giancarlo Umani Ronchi, dell’universita’ la Sapienza di Roma; i medici legali nominati dal PM sono Marco Lalli e Mauro Bacci entrambi di Perugia e Vincenza Liviero, medico legale della polizia in servizio alla Direzione anticrimine centrale). (AGI)

Perugia, il gip ha nominato i periti.Diranno come e quando è morta Meredith

Si è svolto l’incidente probatorio: entro il 2 febbraio i risultati delle perizie.
Il padre di Sollecito ribadisce l’innocenza del figlio: “Davanti al pc fino alle 3.30”

Domani si saprà se è necessario un supplemento di autopsia

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PERUGIA – Si è concluso nel primo pomeriggio l’incidente probatorio per stabilire orario e cause della morte di Meredith Kercher. All’udienza, davanti al Gip Claudia Matteini partecipano il pubblico ministero Giuliano Mignini, e l’avvocato Francesco Maresca, che rappresenta i congiunti della studentessa uccisa. Presenti anche i legali dei quattro indagati per l’omicidio di Mez, la studentessa americana Amanda Knox, lo studente pugliese Raffaele Sollecito, il musicista congolese Patrick Diya Lumumba e l’ivoriano 21enne, Rudy Hermann Guede, che continua a dichiararsi innocente e a fornire la sua versione dei fatti.
Consulenti. Entro domani i consulenti nominati dal gip dovranno pronunciarsi in merito alle modalità operative con cui la nuova perizia medico-legale, finalizzata ad accertare le cause, le circostanze e l’ora della morte della studentessa inglese Meredith Kercher, dovrà essere svolta. Durante l’udienza di questa mattina si è proceduto al conferimento dell’incarico ai vari consulenti nominati dalle parti.

I periti del gip, in particolare, dovranno stabilire se il nuovo accertamento potrà essere svolto sulla base degli atti e deglielementi già emersi in sede di autopsia o se ci sarà la necessità di ulteriori indagini sul cadevere di Meredith, che non è stato ancora sepolto in Inghilterra. I legali dello studente pugliese, Raffaele Sollecito, hanno inoltre chiesto se tramite la perizia venga verificata la compatibilità tra i tre coltelli sequestrati al loro assistito e la ferita inferta alla vittima. Il nuovo esame medico legale, inoltre, dovrà accertare anche l’avvenuta o meno violenza sessuale.

L’udienza è stata quindi rinviata al 2 febbraio 2008 data per la quale dovrebbe avvenire la consegna delle perizie.

Sollecito. Intanto Francesco Sollecito, padre di Raffaele, attualmente detenuto per l’omicidio di Meredith, continua a sostenere l’innocenza del figlio. “C’è stata una prima frettolosa ricostruzione da parte degli inquirenti” ha detto intervenendo questa mattina a “Panorama del giorno”, il programma di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5, “adesso invece sembra le cose stiano andando per il verso giusto. Gli inquirenti hanno finalmente dato credito ai dati obiettivi, cioè riscontri oggettivi nella stanza di quella povera ragazza. Per quanto riguarda il computer di mio figlio, i nostri periti hanno dimostrato esattamente il contrario di quel che hanno detto gli inquirenti. Non solo mio figlio ha utilizzato il computer, lo ha utilizzato fino alle 3 e mezza di notte. Il pc è stato anche collegato ad Internet, come risulta dai dati in nostro possesso che abbiamo depositato nella perizia”.

“Lui non c’entra assolutamente nulla in questa storia” ha aggiunto. “Raffaele mi ha confermato che quella sera è rimasto a casa, ha cenato poi è stato al computer e dopo è andato a letto. Questa è una vicenda dai contorni e dai tratti oscuri. L’unico dato che mio figlio non ricorda con esattezza è se Amanda fosse rimasta tutta la notte con lui a casa sua oppure fosse uscita. Non ricordando esattamente questo passaggio non ricorda neanche se è uscita e semmai a quale ora è uscita o rientrata. Per il resto lui ha dato sempre la stessa versione dei fatti”.

Francesco Sollecito ribadisce poi di “sapere della passione di mio figlio per i coltelli. Uno dei coltelli l’ho anche comprato io. Glielo avevo regalato. Ma tra oggi e domani depositeremo una consulenza di parte che dimostra che nessuno dei coltelli in possesso di mio figlio è compatibile con la lesione che forse ha provocato la morte di quella povera ragazza”.

“Abbiamo ingaggiato vari periti per dimostrare l’innocenza di mio figlio: due tecnici informatici per il computer, un medico legale per le impronte, uno per la compatibilità della ferita, un altro per quanto riguarda i riscontri ematologici” Sul ‘fronte droga’ il padre precisa: “Non sapevo che mio figlio facesse uso di spinelli. Comunque non ha mai usato droghe pesanti. E’ possibile che quella notte non fosse pienamente cosciente di quel che stava facendo. Negli spinelli c’è cannabis che, come si sa, dà un senso di analgesia e di anestesia. Da questo punto di vista potrebbe essere stato effettivamente in uno stato confusionale”.

(La Repubblica 26 novembre 2007)

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MEREDITH/ PADRE SOLLECITO: RICOSTRUZIONE FRETTOLOSA INQUIRENTI

Intervista a Canale 5: “E’ una storia che resta oscura”

34 min fa da APCOM

Roma, 26 nov. (Apcom) – Il padre di Raffaele Sollecito, l’ex fidanzato di Amanda Knox, indagato insieme con la giovane americana e Rudy Hermann Guede dell’omicidio di Meredith Kercher è convinto che la ricostruzione del delitto fatta inizialmente dagli inquirenti sia stata frettolosa. Francesco Sollecito lo ha dichiarato a “Panorama del giorno”, il programma di Maurizio Belpietro in onda su Canale 5. Il padre de giovane barese coinvolto nel delitto di Perugia ha raccontato di aver incontrato spesso il figlio in carcere, ogni volta che il regolamento lo ha permesso. “Raffaele non ha fatto altro che confermarmi tutte le cose che ha detto nelle varie deposizioni rese agli inquirenti. Cioè che lui non c’entra assolutamente nulla in questa storia, che quella sera è rimasto a casa, ha cenato poi è stato al computer e dopo è andato a letto”, ha dichiarato nell’intervista a Belpietro.

“Questa è una vicenda dai contorni e dai tratti oscuri. Secondo me c’è stata una prima frettolosa ricostruzione da parte degli inquirenti, adesso invece sembra le cose stiano andando per il verso giusto. Gli inquirenti hanno finalmente dato credito ai dati obiettivi”, ha aggiunto.

Francesco Sollecito entra nel merito dell’alibi fornito dal figlio e ribadisce che per quanto riguarda l’uso del computer quella notte, i periti di parte hanno dimostrato esattamente il contrario di quel che hanno detto gli inquirenti: “Non solo mio figlio ha utilizzato il computer, lo ha utilizzato fino alle 3 e mezza di notte. Il pc è stato anche collegato ad Internet, come risulta dai dati in nostro possesso che abbiamo depositato nella perizia”, ha spiegato.”L’unico dato che mio figlio non ricorda con esattezza – ha aggiunto – è se Amanda fosse rimasta tutta la notte con lui, a casa sua oppure fosse uscita”.

La passione per i coltelli dei figlio era una cosa nota, sottolinea poi il padre che rivela: “Tra oggi e domani depositeremo una consulenza di parte che dimostra che nessuno dei coltelli in possesso di mio figlio è compatibile con la lesione che forse ha provocato la morte di

quella povera ragazza”. I periti ingaggiati dalla famiglia Sollecito sono, infatti, numerosi: due tecnici informatici, un medico legale per le impronte, uno per la compatibilità della ferita, un altro per quanto riguarda i riscontri ematologici.

Il padre dello studente barese ha raccontato di aver scoperto con rammarico che il figlio facesse invece uso di spinelli: “Comunque – ha sottolineato – non ha mai usato droghe pesanti. E’ possibile che quella notte non fosse pienamente cosciente di quel che stava facendo”. Di Amanda Knox, la fidanzata americana, Francesco Sollecito sapeva, ma poche cose, niente che facesse pensare a qualcosa di strano: “Sapevo perfettamente della relazione di mio figlio con Amanda. Lui me ne parlava quando ci sentivamo al telefono. Mi raccontava che aveva conosciuto questa ragazza, che stavano assieme, che uscivano, che dormivano assieme, che andavano in giro a fare passeggiate. Non mi ha mai parlato di Amanda come di una ragazza esuberante”.

OMICIDIO PERUGIA: A INCIDENTE PROBATORIO LEGATA SEPOLTURA MEZ

(AGI)- Perugia, 26 nov – E’ previsto in tarda mattinata l’inizio dell’incidente probatorio avanti al Gip Cludia Matteini, per stabilire cause, circostanze e ora della morte di Meredith Kercher. Al di la’ degli elementi utili al proseguo dell’inchiesta che da 24 giorni sta catalizzando l’attenzione dei media di tutto il mondo, che scaturiranno dall’esame medico legale, se i periti Anna Aprile e Mariano Cingolani stabiliranno che non e’ necessario procedere ad ulteriori esami autoptici ma gli accertamenti possono essere svolti sulla base ‘degli atti e degli elementi’ rilevati durante l’autopsia del 4 novembre scorso, si potra’ dare sepoltura alla giovane (il corpo si trova in Inghilterra). I risultati ai quali si perverra’ (l’udienza odierna e’ utile a formalizzare l’assunzione dell’incarico e verosimilmente i periti avranno necessita’ di piu’ di un incontro per espletarlo), da effettuare in contraddittorio tra le parti, avranno il valore di prova in un futuro processo. A rappresentare la famiglia di Meredith l’avvocato fiorentino Francesco Maresca che ha gia’ annunciato di non nominare propri consulenti, affidandosi a quelli scelti dal PM Giuliano Mignini. Presenzieranno anche i legali di tutti gli indagati, Raffaele Sollecito, Amanda Knox, Rudy Hermann Guede e Lumumba Diya. Aveva chiesto l’accertamento tecnico sull’esatto orario della morte, proprio il collegio difensivo dello zairese, il solo ad essere tornato in liberta’ pur se resta formalmente indagato. (AGI)

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