Archivio | novembre 6, 2007

“Abusi su mio figlio” Uccide la maestra.

Lecce, ferisce anche il marito. La fuga sotto choc, poi viene arrestata

Sequestrati due coltelli: mai presentata una denuncia sulle presunte violenze

Repubblica 6 novembre 2007

di LAURA AMOROSI

LECCE – Da giorni era assillata dal dubbio che il figlio di sette anni fosse stato molestato dal marito della maestra di doposcuola. Un sospetto che le toglieva il sonno. Così ieri pomeriggio non ce l’ha fatta più e prima ancora di sporgere denuncia si è presentata alla porta dell’asilo privato di Parabita, una cinquantina di chilometri a sud di Lecce, per eseguire da sé la sentenza di condanna, con un coltello da cucina.

La vendetta della mamma di 33 anni, della quale gli investigatori non hanno fornito le generalità per tutelare il bambino, non si è fermata nemmeno di fronte al tentativo della maestra che ha fatto da scudo al marito. Così a essere accoltellata a morte è stata Iole Provenzano, 71 anni, che nel centro salentino ha insegnato a leggere e a scrivere a intere generazioni e gestiva anche una sorta di asilo privato.

La tragedia si è consumata in pochi minuti alle prime ore del pomeriggio di ieri, tra le mura dell’appartamento della coppia in via dei Mille, nella parte alta del paese. I rapporti tra i due e la donna, che nel paese del basso Salento è titolare di un noto negozio di abbigliamento, si sono limitati fino a quel momento alle ripetizioni che il ragazzino riceveva ogni giorno, proprio in quella casa. Nessuna ombra, mai un dubbio. I genitori di Parabita mandavano con fiducia i loro figli a fare i compiti dalla maestra in pensione.

Quella madre, però, a un certo punto ha sentito tradita quella fiducia e ha usato senza esitare uno dei due coltelli che aveva portato con sé. Ha sferrato più fendenti all’insegnante, almeno una decina, mentre l’anziana cercava scampo scendendo i gradini che portano al piano interrato.

La abbandona lì, in un lago di sangue, prima di raggiungere Luigi Compagnone, dieci anni più vecchio della moglie, sarto ormai non più in attività, e assestargli un profondo colpo all’addome. Poi va via, sconvolta. La troveranno in stato di choc, appena rientrata a bordo della sua auto, i carabinieri della locale stazione e quelli della compagnia di Casarano. Poco più tardi, i militari recupereranno anche i due coltelli di cui si era libera sul litorale sud di Gallipoli.

Luigi Compagnone viene soccorso e trasportato in gravi condizioni all’ospedale Ferrari di Casarano, dove è stato sottoposto a un intervento. Prima però ha fornito al fratello della moglie, Giuseppe, 73 anni, che vive all’estero e in questi giorni era ospite di sorella e cognato nel Salento, le indicazioni essenziali per risalire in poche ore alla negoziante, ascoltata a lungo in caserma Per la mamma di Parabita è scattato l’arresto per omicidio volontario e tentato omicidio. Sulle presunte violenze non sono mai state presentate denunce.
(6 novembre 2007)

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