Una vita in guanti bianchi (Rignano)

Dicembre 18, 2007 at 12:39 pm 

di Wildgreta 

I dubbi sollevati dalle parti civili sulle perizie dei Ris a Rignano, mi hanno fatto pensare che forse è possibile non lasciare le proprie tracce in casa propria. Basta girare sempre con i guanti  bianchi e non sputare mai. Poi, se per sbaglio si tocca qualcosa, basta sterilizzarla subito. A monte, sottolineo che ci sono migliaia di persone che passano su questo mondo senza lasciare alcuna traccia, quindi perché stupirsi della mancanza di tracce sugli oggetti trovati in casa di alcuni indagati di Rignano? Vedremo dopo l’udienza cosa emergerà e passiamo ai tanti personaggi che si sono espressi in questi giorni sulla mancanza di riscontri fra il Dna dei bambini e quello degli indagati.
Primo fra tutti, lo psicologo Meluzzi, il portavoce di Don Gelmini. Meluzzi  ha affermato serenamente che le maestre di Rignano sono innocenti e lui, pur non avendo letto le carte, ne è sempre stato sicuro. Bravo! Così alle cinquanta denunce per abusi sessuali da cui deve verbalmente difendere Don Gelmini, potrà aggiungere le circa 30 di Rignano Flaminio. Non saranno troppe per un uomo solo?
Seconda penna felice, Renato Farina: dopo aver difeso se stesso da tutt’altro tipo di accuse, per tenersi in allenamento, decide di scrivere un articolo in cui si dice certo DELL’INNOCENZA degli indagati di Rignano e titola il suo pezzo:”Noi l’avevamo detto”. Anch’io l’avevo detto che non tutti sono obbligati a scrivere qualcosa. E poi, il pezzo da novanta, il giornalista Carlo Bonini di Repubblica che, fra un elicottero di Speciale e un fascicolo che scotta, chiede che l’indagine per abusi sessuali sui trenta bambini di Rignano Flaminio venga definitivamente archiviata. Essendo però una penna raffinata, non lo fa con la rozzezza degli altri. In pratica egli propone di “far cadere la cosa”, citando il termine inglese “drop the investigation”. Purtroppo, appena ho letto l’inizio del suo articolo, mi è venuta in mente una vecchissima scenetta di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia recentemente riproposta.Ciccio teneva in braccio Franco, e quando Franco diceva “Facciamo cadere la cosa” Ciccio  rispondeva “ Sì, facciamola cadere” e mollava Franco per terra. Era esilarante. Ma il talento si vede anche nel titolo che, forse non ha fatto lui ma che sicuramente porterà fortuna al suo autore: “Indagini senza futuro”Anche Bonini, come Farina, “lo aveva detto” che a Rignano non era successo niente ma io, ogni volta che sento ostentare tanta sicurezza in casi così complessi, mi domando: “Andrei a casa di una persona sconosciuta che afferma di aver subito un furto a dirgli, guarda che ti sei sbagliato, a te non è sparito niente. I ladri te li sei inventati.” No, perché non conosco la persona, non so cosa c’era a casa sua e non avrei gli elementi per affermare che non gli sia sparito nulla. In più, non conoscendolo affatto, non potrei neppure dargli del pazzo o del visionario. Ma a Rignano Flaminio tutto è permesso, si va a casa degli altri e si emette una sentenza inappellabile. Tanto chi li conosce quelli? Valgono e contano meno di zero. Una trentina di mocciosi manipolati da genitori impazziti, che peso vuoi che abbiano nella società? Nessuno, rispetto a tanti bravi giornalisti.
  fonte: www.vivicentro.org  caso Rignano

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