dicembre 17, 2008

STRAGE ERBA, ROSA SVIENE QUANDO SA OLINDO IN ALTRO CARCERE

Posted in Strage di Erba tagged , , , at 19:25 di wildgreta

2008-12-17 17:47
ROMA – E’ sbiancata in volto ed e’ svenuta Rosa Bazzi, non appena ha saputo che suo marito, Olindo Romano, non e’ stato trasferito assieme a lei nel carcere di Vercelli ma in quello di Piacenza. I coniugi, condannati all’ergastolo per la strage di Erba, hanno lasciato ieri il carcere di Como convinti di ritrovarsi di nuovo assieme, di li’ a poco, nello stesso penitenziario seppure in due sezioni diverse. Rosa – secondo quanto si e’ appreso in ambienti penitenziari – avrebbe passato la notte in bianco, piangendo e chiedendo di Olindo. Solo stamattina il direttore del carcere di Vercelli le avrebbe comunicato che suo marito era stato trasferito altrove. A decidere in tal senso e’ stato il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), nonostante il parere contrario di psicologi ed educatori che avevano evidenziato, in alcune relazioni, inclinazioni suicide per entrambi. Sia per Rosa sia per Olindo e’ stata disposta la sorveglianza a vista e la garanzia di un sostegno psicologico.

STRAGE ERBA, I ROMANO IN CARCERI DIVERSI: DIFESA, SEPARAZIONE CONTRO SENSO UMANITA’

Posted in Strage di Erba tagged , , , at 04:58 di wildgreta

(agi) – Como, 16 DIC. – Quando li hanno chiamati separatamente per dir loro che era giunto il momento di fare fagotto e partire verso un altro carcere nessuno ha detto loro nulla.
Tutti sul vago. Poi solo durante il viaggio marito e moglie hanno cominciato a capire. Cosi’ alla loro partenza dal carcere del Bassone non ci sono state scene di pianto o di isterismo. A bordo di due diversi cellulari della penitenziaria lui e’ partito Piacenza, lei verso Vercelli. Una separazione giunta a sorpresa un po’ per tutti visto che il Provveditore alle Carcere della Lombardia, Luigi Pagano aveva sempre detto che si sarebbe cercata una soluzione tale da garantire loro di restare nello stesso carcere. Cosi’ non sara’ anche se lo stesso Pagano assicura che continueranno ad avere la possibilita’ di contattarsi seppur, almeno inizialmente, solo via telefono.
Immediata la reazione dell’avvocato Fabio Schembri che con i colleghi Enzo Pacia e Luisa Bordeaux assiste la coppia Erbese: “Un provvedimento assurdo e contrario a qualsiasi senso di umanita’. Faremo immediatamente ricorso”. Altrettanto tempestiva la replica degli avvocati di parte civile a partire da Roberto Tropenscovino che assiste Azouz Marzok: “Ora si che giustizia e’ fatta fino in fondo”, mentre per l’avvocato Francesco Tagliabue a nome della famiglia Castagna ritiene che “da oggi iniziano davvero a scontare la loro pena”. Stesso tenore le dichiarazioni dell’avvocato Manuel Gabrielli per conto del superstite della Strage di Erba, Mario Frigerio: “Abbiamo ottenuto quanto si chiedeva sin dall’inizio: la separazione”, quella del quadrupede, come il Pm Astrori ha definito Olindo Romano e Rosa Bazzi durante la sua requisitoria del mese scorso. “Ora capiranno davvero – ha aggiunto Gabrielli – cosa vuol dire perdere un affetto”.

dicembre 12, 2008

Olindo e Rosa insieme nell’anniversario della strage

Posted in Senza Categoria tagged , , , , , at 23:09 di wildgreta

I coniugi sono stati condannati all’ergastolo in primo grado per il massacro di via Diaz dell’11 dicembre 2006
Sciopero della fame finito per Azouz Marzouk: il tunisino torna a mangiare

Rosa Bazzi e Olindo Romano si vedranno in carcere. Come ogni giovedì. Azouz, nella sua cella, ripenserà a chi non c’è più. Lo stesso faranno i Castagna, e pure i Frigerio. Perché oggi, 11 dicembre 2008, è il secondo anniversario della strage di Erba che nel 2006 spense quattro vite, quella del piccolo Youssef, di appena 2 anni, di sua mamma Raffaella Castagna, di sua nonna Paola Galli, e della vicina di casa Valeria Cherubini. Massacrati in pochi minuti, in una sera di dicembre, poco dopo le 20. Quando i telegiornali raccontavano notizie all’Italia senza sapere ancora che la storia più crudele degli ultimi anni si stava materializzando sotto i colpi di due coltelli e di una spranga. Rosa Bazzi e Olindo Romano sono stati condannati all’ergastolo dalla Corte d’Assise di Como. Leggi il seguito di questo post »

dicembre 2, 2008

STRAGE DI ERBA:I ‘mostri’ Olindo e Rosa spopolano su YouTube

Posted in Cronaca tagged , , at 18:22 di wildgreta

Nei video c’è lei che mima come sgozzò Youssef. Il più cliccato è quello del presidente Alessandro Bianchi mentre legge la sentenza che condanna i coniugi Romano

Como, 29 novembre 2008 – SPOPOLANO su YouTube. Danno da cliccare e da discutere al popolo invisibile ma sterminato di internet. Su di loro si fanno blog. Olindo Romano e Rosa Bazzi sono i nuovi protagonisti del web. Il video più cliccato è quello del presidente Alessandro Bianchi mentre legge la sentenza che condanna i coniugi Romano all’ergastolo e a tre anni di isolamento diurno per la strage di Erba.In rete ci sono anche quelli con Olindo che racconta ai giudici dell’Assise come sarebbe stato indotto a confessare, Rosa che zittisce il marito tappandogli la bocca con una mano, l’agghiacciante confessione della donna che racconta, mimando la scena, come accoltellò il piccolo Youssef fino alle dichiarazioni del netturbino nell’udienza del 19 novembre: “Sono confuso, mi capita di avere dei vuoti di memoria”. E le note di Only you fanno da sottofondo al video “Olindo e Rosa in love”.

g. mor
QUOTIDIANO.NET 2 DICEMBRE 2008

novembre 26, 2008

Erba: Olindo ribadisce la sua innocenza, i dubbi di Azouz, la pista straniera. Stasera la sentenza.

Posted in Cronaca tagged , , , , , , , , , at 19:20 di wildgreta

Erba, Marzouk shock: ha dei dubbi sugli assassini della sua famiglia

La difesa si affida alla moglie del “siriano”.Gli avvocati: «I coniugi ci hanno ringraziato»
Ieri sono stati nuovamente in carcere, a trovare Rosa Bazzi e Olindo Romano. Il pool di avvocati della difesa ha salutato per l’ultima volta gli imputati prima della sentenza, che dovrebbe giungere oggi nel tardo pomeriggio.

Strage di Erba: Olindo ribadisce la sua innocenza, stasera la sentenza

di Wildgreta

Davvero tanti i colpi di scena in questa terribile storia.L’ultimo stamattina, quando un misterioso personaggio avrebbe comunicato ai genitori di Azouz che gli assassini non sono i coniugi Romano. I giudici non danno peso e si ritirano. Grande attesa per la sentenza, visto che il dubbio, negli ultimi mesi, si è insinuato in questa storia la cui sentenza sembrava certa sin dall’inizio. Di seguito tutto quello che di importante è successo oggi.

Un’ultima udienza caratterizzata da colpi di scena quella di stamane al processo di Erba. Spunta  un misterioso personaggio che avrebbe comunicato ai genitori di Azuz che gli attuali Imputati al processo per la strage di Erba non sono quelli che hanno commesso gli omicidi. La notizia è spuntata fuori come un macigno quando Azuz Marzouk è stato chiamato dal giudice per testimoniare sui fatti di cui si era venuti a conoscenza mediante un fax inviato da un uomo che ha raccolto le dichiarazioni del tunisino durante il tragitto di ritorno, dopo l’ultima udienza, verso il carcere di Vigevano dove è attualmente detenuto per spaccio di droga.

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novembre 23, 2008

Strage di Erba: la lettera dei Frigerio, l’ultima recita di Olindo e il Dio di Azouz

Posted in Cronaca tagged , , , , , , , , at 20:45 di wildgreta

olindo01g

Note di Wildgreta: ho raccolto gli ultimi eventi del processo per la strage di Erba. Dalle dichiarazioni di Olindo, alle lettere di Azouz e della famiglia Frigerio.

I Frigerio contro Olindo: «Parole agghiaccianti»

Intanto il legale di Azouz annuncia una querela per calunnia a carica di Rosa Bazzi

Ci hanno pensato e ripensato. Giorni e giorni nel dolore e nel disagio. Fino ad arrivare a rompere gli indugi. E ad affidare a un comunicato stampa, per il rischio di essere fraintesi, la loro rabbia. La loro indignazione di vittime della strage di Erba. A poche ore dal ritorno in aula la famiglia Frigerio attacca frontalmente Olindo Romano, critica le dichiarazioni spontanee dell’imputato e l’atteggiamento dei difensori di quest’ultimo.
Nel mirino, ovviamente, finisce anche la moglie di Olindo, Rosa. «Quelle parole agghiaccianti offendono gravemente le vittime e i familiari», scrivono Mario Frigerio e i figli Andrea ed Elena.
E poi: «Riteniamo che il monologo di Olindo Romano non abbia nulla di spontaneo, ma che rientri in una strategia difensiva per noi infondata e prossima a capitolare», lasciando chiaramente intendere quale siano le loro aspettative: «Desideriamo che gli imputati vengano condannati al carcere a vita e che poi gli stessi non possano più incontrarsi, neppure per pochi minuti».
Il legale della famiglia Frigerio, Manuel Gabrielli, spiega che il dolore della famiglia è forte, acuto, reso ancora più insopportabile nell’avvicinarsi della sentenza nella prossima settimana: «Soffrono, stanno male. Hanno sentito in aula la descrizione dell’uccisione della madre Valeria, hanno sentito cosa è accaduto al padre. E adesso vogliono la condanna».
«Quei due hanno distrutto la nostra famiglia – prosegue il comunicato dei Frigerio – E non possiamo perdonarli. Il nostro dolore, la nostra rabbia non ce lo consentono».
La nota, diffusa dal legale, si conclude con una richiesta chiara, eloquente: «Chiediamo di lasciarci soli nella nostra intimità familiare». Tutto qui.
Domani, intanto, si ritorna in aula. Elena, che la settimana scorsa ha rischiato di crollare dopo le dichiarazioni di Olindo, forse non ci sarà. Insieme con Gabrielli, in Assise, dovrebbe esserci soltanto Andrea. Papà Mario, se ce la farà, verrà in aula per la sentenza, mercoledì.
Ma la novità delle ultime ore è anche un’altra. Roberto Tropenscovino, il legale di Azouz, ha pronta una denuncia per calunnia. La depositerà al Tribunale subito dopo la lettura della sentenza. Destinataria Rosa Bazzi, che in un video shock – proiettato in aula nei mesi scorsi e poi diffuso da Matrix – ha accusato il tunisino di essere stato la causa del massacro. Rosa ha puntato l’indice contro Azouz, accusandolo di essere entrato nella sua abitazione e di averla violentata. «Parole inventate, senza riscontri – dice Tropenscovino – Non si può fare finta di nulla. Ecco perché abbiamo deciso di denunciarla per calunnia».

Marco Romualdi Corriere di Como 23 novenbre 2008

“Ci hanno distrutto la vita: solo carcere a vita e separati”
domenica 23 novembre 2008
Rabbia, dolore ed indignazione. La famiglia di Mario Frigerio, il superstite della strage di Erba, rompe gli indugi ed esce allo scoperto a poche ore dalla ripresa del processo per il massacro di via Diaz: domattina tutti in aula per le arringhe della difesa con i tre legali tutti impegnati a parlare ai giudici per cercare di convincerli dell’estraneità ai fatti contestati di Olindo Romano e della moglie Rosa. Ma i Frigerio non ci stanno. E dicono basta anche prima di questi interventi. E sopratutto dicono che la loro indignazione è tanta dopo le ultime dichiarazioni spontanee dell’ex netturbino erbese nell’udienza di mercoledì scorso. La rabbia della famiglia del superstite – che ha inchiodato Olindo alle sue responsabilità in diverse occasioni – è quella che esce da un comunicato stampa letto dall’avvocato Manuel Gabrielli alla stampa. Ecco il testo integrale giunto in redazione: “Innanzitutto, intendiamo esprimere il nostro disagio e la nostra indignazione per le dichiarazioni spontanee rese da Olindo Romano all’ultima udienza. Quelle agghiaccianti parole offendono gravemente le vittime di questa strage, nonchè i familiari delle stesse.
Riteniamo che il monologo di Olindo Romano non abbia nulla di spontaneo, ma che rientri in una strategia difensiva per noi infondata e prossima a capitolare. Non comprendiamo come il collegio difensivo si ostini a proclamare l’innocenza degli imputati quando tutte le prove emerse nel corso del dibattimento dimostrano in modo inconfutabile la loro piena colpevolezza.
Desideriamo che gli imputati vengano condannati al carcere a vita e che gli stessi non possano più incontrarsi, neppure per pochi minuti. Solo tale pena potrà far loro comprendere la gravità delle loro colpe, nonchè il dolore che si prova a non poter più vedere e riabbracciare una persona cara. Nessuno ci potrà risarcire per la perdita della nostra cara Valeria, la mancanza dei suoi sorrisi, del suo dolce affetto, delle sue carezze e delle sue premure.
Nessuno ci potrà più restituire quella gioia di vivere che avevamo prima di quel maledetto 11 dicembre 2006. Gli imputati hanno distrutto la nostra famiglia, il nostro mondo. E vogliamo che agli stessi venga tolto il loto, la loro casa, i loro beni e che rimangano soli con i loro incubi.
Che sia chiaro: a noi non interessano i loro soldi, ma abbiamo diritto al risarcimento ed a ottenere che la loro vita carceraria non possa essere alleviata da disponibilità economiche o dal pensiero di poter conservare il loro patrimonio. Alle istituzioni non chiediamo nulla di più se non una giusta ed esemplare condanna, che tenga conto non solo dell’efferatezza degli omicidi, ma anche del loro comportamento processuale e dei loro odiosi sorrisi che ci offendono gravemente ed aggiungono ulteriore dolore ai nostri cuori.
Non possiamo perdonarli. Il nostro dolore, la nostrarabbia e la nostra indignazione per una scelta processuale moralmente inacettabile non ce lo consentono. Nella speranza che le richieste di condanna trovino accoglimento, vi chiediamo di lasciarci soli nella nostra intimità familiare.

Mario Frigerio, Andrea Frigerio, Elena Frigerio.”

Ciao Como 23 novembre 2008

REPORTAGE
L’ultima recita di Olindo

«Confessai solo perchè mi ero immedesimato nell’assassino». I suoi avvocati: assolvetelo o fategli una perizia psichiatrica
MARCO NEIROTTI
INVIATO A COMO
Tre volte attore suo malgrado e tre volte tradito. Per camerino la cella. Così si è mostrato ieri mattina Olindo Romano, quando gli è stata data parola. Anziché teatro del clamore («ho fatto tutto io, salvate Rosa», era il tam tam della notte), ha messo in scena quello dell’isolamento del pensiero. Mai reclamata la parola «innocenti», non dice di non aver mai compiuto la strage, piuttosto ci tiene a ribadire che sulla «Bibbia» dei pizzini non l’ha mai «rivendicata». Parla con una ostinata, spietata lontananza dai giorni dei fatti e da quello così prossimo della sentenza.

Identico alle altre volte: un po’ di armeggi con il microfono, poi «penso che si senta bene», identico anche nella fine: «Con questo concludo così, non voglio dire altro». Quasi una richiesta di comprensione in apertura: «Vado indietro nel tempo perché soffro di vuoti di memoria». E allora deve precisare qualcosa su tre crucci: lo psichiatra Picozzi, la Bibbia, i medici del carcere. Li allinea, ma non trae una conclusione, mai, utile alla riflessione della corte.

Primo: «Il professor Picozzi venne in carcere come consulente della difesa con una piccola telecamera. Gli chiesi a che serviva. Rispose: per poi redigere la valutazione. Assicurò che quel che dicevo non sarebbe finito in nessun modo su tv e giornali e da nessuna altra parte. Acconsentii. Tre sedute dove dovevo ripercorrere una confessione. Poi non l’ho più visto. Lo stesso con mia moglie».

La «recitazione» con la Bibbia annotata: «Sta in un contesto dove noi, anzi io perché io ho scritto, uso il singolare… Avevo appena fatto una confessione, agli occhi degli agenti, dei detenuti, di chiunque arrivava ero il mostro di Erba: dovevo esprimere del pentimento. Ci sono punte di rabbia, ma era un modo per sfogarsi, un passatempo, lì non c’è nulla da fare». Conclusione? Mal interpretati gli scritti? No, quello che conta è la non rivendicazione, non la negazione d’aver agito.

Terzo tradimento. «Gli psichiatri in carcere. Ne sono cambiati tre, cinquanta, sessanta incontri, ma loro, come ha detto il pm, dovevano venire solo per la terapia. Dei fatti ho parlato con la psicologa». Non lo dice espressamente, ma la lamentela è la medesima: là dove ho collaborato mi sono ritrovato tutto contro. Sottolinea ogni parola con mani e braccia. Torna in gabbia: ha chiarito, non ha chiesto una riflessione, nulla ha reclamato. Ha messo in chiaro tre punti. L’esito di tutto appartiene a un’altra sfera. Quello che pareva pronto a essere un attacco frontale al primo psichiatra con la videocamera, si è sciolto in una puntualizzazione cui sembra tenere più per la chiarezza con se stesso che con chi lo giudicherà. Il video di Rosa fu allegato agli atti dalla difesa di allora perché conteneva la ricostruzione dell’asserito stupro da parte di Azouz, quindi una spiegazione al gesto in vista di un rito abbreviato. Si ritorse in elemento dell’accusa.

L’attore «tradito» sembra soddisfatto di aver preso le distanze da chi oggi vede come regista d’allora, nemmeno del disastro di oggi dopo la requisitoria di Massimo Astori. Nelle considerazioni sul diario clinico l’accusa ha letto di «tranquillità, adeguatezza nell’eloquio». E poi: «Riferisce di essere tranquillo, di non pentirsi del fatto. Ritiene solo di avere necessità di incontrare sua moglie». Di lei: «Afferma di sentire un po’ di rimorso per il bambino, ma senza particolare partecipazione emotiva».

Olindo avrebbe voluto fare un lungo intervento per difendere i tre legali – Pacia, Bordeaux e Schembri – bersagliati da pm e parte civile, ma loro l’hanno convinto a evitare quel bizzarro ribaltamento. E intanto hanno deciso: «Assolvetelo o fategli una perizia psichiatrica». Lui ha puntualizzato quel che gli stava a cuore più per sé che per il processo in aula e per quello mediatico. Estraneo alla sera di dicembre così lontana come alla sentenza così vicina, con lo sguardo da lupo spaventato e minaccioso, robusto e tozzo intento a mettere i puntini sulle i con le mani accusate di ferocia pazzesca e per lui incapaci di uno schiaffo, al massimo di stringere quella che altri chiamano spranga e per lui è soltanto una «stanghetta».
La Stampa 20 novemre 2008

 Olindo, ho solo recitato la parte dell’assassino

Romano ritrattò la confessione di aver ucciso 4 persone Olindo: «Entrai nel personaggio dell’assassino»COMO Chi si aspettava rivelazioni sconvolgenti da Olindo Romano ieri è rimasto deluso. L’ex netturbino, per la seconda volta nel corso del dibattimento per la strage di Erba, ha preso la parola per dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte d’assise di Como.Home Interni Esteri

Quei giudici che dovranno decidere se condannare lui e la moglie Rosa Bazzi all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno, come chiesto dal pm Massimo Astori per l’omicidio di quattro persone – tra queste un bambino di poco più di due anni – e il ferimento di una quinta.
La prima volta fu per ritrattare la propria confessione e dire che era stato «incastrato» dai carabinieri con la promessa di una pena contenuta: lui e Rosa quella sera non c’erano nella corte di via Diaz, teatro del massacro. Ieri Olindo, con la sua voce sottile che stride con il suo corpo da omone, con la sua erre arrotata, con indosso il solito maglione, ha voluto affrontare «tre argomenti» di cui si era dimenticato di parlare. «Il primo riguarda il professor Picozzi, il secondo la Bibbia, e poi, il terzo, gli psichiatri», ha premesso gesticolando nervosamente. Riguardo il criminologo Massimo Picozzi, che realizzò con la coppia una videointervista in funzione di una perizia psichiatrica, Olindo ha ricordato: «Io con lui ho avuto tre sedute, la terza è durata sì e no mezz’ora. Nella prima seduta la prima cosa che mi ha chiesto è stata se poteva riprendermi con la videocamera. Io gli chiesi a cosa serviva e lui mi rispose che quella videocamera serviva esclusivamente per redigere la mia valutazione psichiatrica». Il contenuto, invece, finì in un libro, la videointervista di Rosa fu trasmessa in Tv: «Riordinai la confessione, immedesimandomi nel personaggio».
Quale personaggio l’ex netturbino l’ha spiegato parlando della Bibbia: è il personaggio del Mostro di Erba. «Io mi ero dichiarato pentito – ha detto -. In carcere agli occhi degli agenti, agli occhi dei detenuti e di chiunque arrivava, io ero il Mostro di Erba, pentito ma sempre il Mostro di Erba. Di conseguenza, gli scritti sulla Bibbia sono in linea con il mio pentimento. È vero quello che è stato detto l’altro giorno, che alcuni sono stati scritti con rabbia. Un modo come un altro per sfogarsi». Non erano «rivendicazioni», come ha detto il pm.
Poi il rapporto con gli psichiatri: «Con tutti e tre non ho avuto altro che degli incontri, 50-60 incontri come ha detto il pm, ma solo ed esclusivamente per la terapia. Per la questione dei fatti ne ho parlato, ma con la psicologa».
Dichiarazioni apparentemente sibilline, quelle di Olindo, ma rese più comprensibili dalle parole di uno dei suoi legali, Enzo Pacia, che, in subordine all’assoluzione chiederà una perizia psichiatrica: quella perizia che il pm aveva giudicato inutile.
Rosa, invece, non ha parlato, raggomitolata in gabbia nel suo maglioncino rosa. È apparsa stanca, provata. Come spesso negli ultimi tempi.
Il Tempo 20/11/2008

 ##Strage Erba/ Azouz: per i Romano ergastolo senza conforto di Dio
Parti civili chiedono oltre 5 milioni di risarcimento “teorico”
postato 3 giorni fa da APCOM
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Como, 19 nov. (Apcom) – Doveva essere il giorno delle dichiarazioni spontanee di Olindo Romano, accusato insieme alla moglie Rosa Bazzi di essere l’autore della strage di Erba, ma nei cinque minuti in cui si è seduto di fronte alla Corte d’Assise di Como l’imputato non ha fatto altro che ribadire la propria posizione difensiva: la confessione, poi ritrattata, a suo parere non ha valore perchè “mi immedesimai nel personaggio”, così come la valutazione psichiatrica del criminologo Massimo Picozzi. Protagonista è stato invece Azouz Marzouk, padre, marito e genero di tre delle quattro vittime, che attraverso il proprio legale, Roberto Tropenscovino, ha fatto leggere una lettera nella quale auspica la condanna dei coniugi Romano “non più come dicevo alla pena di morte, ma all’ergastolo senza Dio” e chiesto un risarcimento “teorico”, vista la posizione patrimoniale degli imputati, di 2,6 milioni di euro. 

Nel testo il tunisino, che da alcuni giorni è in sciopero della fame anche per protestare contro la propria espulsione dall’Italia in seguito alla condanna patteggiata per traffico di droga, ammette di aver sbagliato, ma sottolinea anche di avere pagato “un conto duro” con la giustizia “che mi ha rovinato la vita. Questo però non è il mio processo, ma il processo degli assassini che hanno sterminato la mia famiglia, cambiato la mia vita e la vita di tante altre persone. Per favore trattate anche me come vittima di questa orrenda strage, una vittima come i Castagna, i Frigerio, non come Azouz lo spacciatore”. Marzouk ha ricordato di essere venuto in Italia “per vivere, lavorare, ho sposato una italiana, ho avuto un figlio, una famiglia, ora mia moglie è morta, il mio angelo Youssef è morto… e poi ho sbagliato io. Però hanno sbagliato anche quelli che hanno ucciso le uniche cose belle che avevo Raffa e Youssef. Di questo bisogna tenere conto e non dimenticare”. Un concetto ribadito anche da Tropenscovino che ha fatto riferimento al “supplemento di dolore” subito “dall’amico Azouz” per il fatto di essere stato inizialmente considerato il responsabile della strage.

“Ho chiesto di parlare – ha esordito Olindo dopo le richieste delle parti civili – perché nelle altre volte a causa dei miei vuoti di memoria sono rimasto indietro nel tempo”. Tre gli argomenti affrontati dall’imputato e ripresi dalla sua ultima deposizione del 18 febbraio. Prima alcune precisazione sui colloqui in carcere, filmati e poi diffusi in tv, con il criminologo Massimo Picozzi: “Durante le riprese non feci altro che riordinare le mie confessione immedesimandomi nel personaggio”. Il secondo riferimento è ai ‘pizzini’ dal tono confessorio scritti in cella sulla Bibbia: “Quegli scritti sono in linea con il pentimento. E’ vero che alcuni appunti li ho scritti con una punta di rabbia, ma era uno modo per sfogare e non per rivendicare qualcosa”. L’ultimo riferimento è agli psichiatri incontrati in carcere una sessantina di volte, “ma solo ed esclusivamente per la terapia”, mai per parlare “della questione, dei fatti”.

Un ennesimo tentativo di difesa che non ha scalfito le certezze delle famiglie Castagna e Frigerio allineate alla richiesta del pm, Massimo Astori, di condannare i coniugi Romano all’ergastolo. “Se avete sperato in un’assoluzione, se qualcuno vi ha ingannato, ve ne accorgerete presto” ha detto Francesco Tagliabue, legale dei Castagna, che ha chiesto solo un risarcimento simbolico. “L’unica vera forma di risarcimento – ha aggiunto – sarebbe che gli imputati smettessero di mentire alla Corte e a sè stessi”. Molto più concreta la “richieste accalorata” di Manuel Gabrielli, legale dell’unico sopravvissuto alla strage, Mario Frigerio, di una provvisionale di almeno 320mila euro, immediatamente esecutiva, per consentire al suo assistito di “poter affrontare con maggiore serenità il calvario” al quale è stato sottoposto per le coltellate che lo hanno reso invalido al 70%: ricoveri, interventi chirurgici e “continue visite e cure”. I Frigerio, compresi i due figli avuti dalla quarta vittima Valeria Cherubini, Andrea e Elena, hanno chiesto complessivamente 2,7 milioni di euro.

Il processo riprenderà lunedì 24 novembre con le repliche della difesa. La sentenza è attesa per mercoledì 26.

novembre 17, 2008

Strage Erba: pm chiede ergastolo e isolamento diurno per 3 anni per i coniugi Romano- Bazzi

Posted in Cronaca tagged , , , , , at 22:56 di wildgreta

olindo-e-rosa

(ANSA) – COMO, 17 NOV – Il pm Massimo Astori ha chiesto la condanna di Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati per la strage di Erba, all’ergastolo. Chiesti inoltre 3 anni di isolamento diurno. Il pm ha chiesto l’ergastolo per gli omicidi di Raffaella Castagna, di sua madre Paola Galli, del piccolo Youssef e della vicina Valeria Cherubini, nonche’ 20 anni per il tentato omicidio del marito di quest’ultima, Mario Frigerio; altri 4 anni per l’incendio e altrettanti per la tentata distruzione di cadaveri.

TRAGE ERBA: PM, ROSA PER OLINDO E’ STATA COMPAGNA ARMI
Stampa Invia questo articolo(AGI) – Como, 17 nov. – Rosa Bazzi e’ stata la compagna d’armi di Olindo Romano. Cosi’ la definisce il Pm massimo Astori nel ricostruire la strage di Erba dopo aver riletto parti delle lettere scritte in carcere dell’ex netturbino sequestrati insieme a una Bibbia che Olindo aveva nella sua cella. “Nelle sue memorie scritte, Olindo ci dice chiaramente che quel massacro a parer suo e della moglie doveva essere fatto. Ci dice che se quel giorno che fu arrestato avesse saputo che erano li’ per portarli in carcere ‘quei tre carabinieri non se ne sarebbero andati vivi da casa nostra’. Li avrebbe uccisi”.
Astori rimarca e sottolinea piu’ volte “l’assenza totale di vero pentimento” dei due coniugi, di come Olindo nei suoi pizzini prometta di andare “a prenderli uno ad uno quando usciro’ dal carcere”, quelli “al soldo di Carlo Castagna”: dal luogotenente Luciano Gallorini che con la sua intuizione indirizzo’ verso i due coniugi le indagini, ai giornalisti. Il Pm ha gia’ detto come non sia credibile l’accusa lanciata da Rosa sui presunti tentativi di abusi sessuali ai suoi danni, dello stupro che avrebbe subito da Azouz Marzouk. “Per noi – dice Astori – sono solo calunnie. Un mero tentativo, con le sue false lacrime da commediante, di convincerci ancora una volta che quel massacro lo si doveva fare. Non ci indica, invece, una ritrattazione”. Non dimentica Astori di far presente ai giudici come la difesa a suo tempo annuncio’ la presenza di un supertestimone in grado di scagionare completamente Olindo e Rosa, ma che non si e’ mai visto. Ha criticato, il Pm, i periti e consulenti della difesa mentre il pool difensivo non ha portato “nulla se non suggestioni, illazioni su quei venti minuti di orrore”. “Qui siamo di fronte non a una associazione per delinquere, ma una ‘societa’ a due: Olindo e Rosa vivevano nel loro esclusivo mondo”.

ottobre 21, 2008

Strage di Erba, fra un mese tutti in aula. Frigerio:”Io voglio l’ergastolo per quei due…”

Posted in Cronaca, Strage di Erba tagged , , , , , , at 12:00 di wildgreta

“Io e la mia famiglia chiediamo solo una cosa in questo processo: che i giudici possano infliggere la pena più alta possibile prevista dal codice per quei due…”. Le parole sono di Mario Frigerio, pronunciate con un filo di voce. La conferma arriva da Manuel Gabrielli, il suo legale, a trenta giorni esatti dalla ripresa del processo (17 novembre) per la strage di Erba nel quale lui è parte civile assieme ai Castagna e ad Azouz Marzouk. Il superstite, insomma, vuole vedere finire al più presto il dibattimento – sospeso da aprile per i ricorsi (tutti rigettati) presentati dai coniugi Romano, gli imputati – e cercare di mettersi alle spalle, se mai ci riuscirò, una cosa tanto tragica.

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ottobre 4, 2008

STRAGE ERBA: SENTENZA PREVISTA PER MERCOLEDI’ 26 NOVEMBRE E NO A RICUSAZIONE GIUDICE

Posted in Cronaca, Strage di Erba tagged , , , at 18:37 di wildgreta

(AGI) – Como, 3 ott. – La sentenza di primo grado del processo in Corte d’Assise a Como per la strage di Erba, avvenuta la sera di lunedi’ 21 dicembre 2006 potrebbe essere pronunciata mercoledi’ 26 novembre. Il Presidente della Corte, Alessandro Bianchi, dopo che la Cassazione ha rigettato, ritenendolo inammissibile, anche l’ultimo ricorso della difesa dei coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi, ha fissato il calendario delle ultime udienze. Dopo una pausa lunga sei mesi il processo riprendera’ lunedi’ 17 novembre con la requisitoria del Pubblico ministero Massimo Astori che probabilmente occupera’ l’intera giornata. Lunedi’ 24 tocchera’ agli avvocati delle parti civili e a quelli delle difese prendere parola e, infine, dopo eventuali repliche il 26 novembre la camera di consiglio che, secondo gli osservatori, dovrebbe essere relativamente breve. Leggi il seguito di questo post »

settembre 29, 2008

Spaccio, Azouz Marzouk patteggia 13 mesi. Poi verrà espulso

Posted in Cronaca, Strage di Erba tagged , , , , at 17:55 di wildgreta

 29 settembre 2008 – 16.30

Azouz Marzouk patteggerà tredici mesi di reclusione e al termine dell’espiazione della pena sarà espulso dall’Italia. Il tunisino, che nella strage di Erba ha perso la moglie Raffaella Castagna e il figlio Youssef, era stato arrestato il primo dicembre dello scorso anno con l’accusa di aver spacciato stupefacenti, almeno 360 volte, prima e dopo l’omicidio di Erba. Leggi il seguito di questo post »

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