febbraio 24, 2009

Garlasco, udienza rinviata al 7 marzo.In aula i Poggi ignorano Alberto Stasi

Pubblicato in: Garlasco tagged , , , , , , , a 19:18 di wildgreta

Rignano/ Verifiche su altri bimbi, salta interrogatorio indagati Difensori chiedono nuovo avviso di conclusione delle indagini postato 23 ore fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 23 feb. (Apcom) – Nuovi accertamenti entrano nell’inchiesta sui presunti abusi sessuali a Rignano Flaminio. Nei giorni scorsi ai difensori degli indagati è stato notificato, dalla Procura di Tivoli, il deposito di una consulenza svolta da una pedagoga su 9 bambini e l’accertamento medico legale su un altro piccolo, sempre tra gli otto e gli 11 anni. Secondo quanto si è appreso quasi tutti i minori sono stati ascoltati tra la fine di dicembre del 2007 e la Primavera del 2008, mentre era in svolgimento l’incidente probatorio per raccogliere le dichiarazioni di quei piccoli che sarebbero stati vittime di abusi. Nell’indagine, per cui è stato fatto prima del Natale 2008 il deposito degli atti, sono coinvolte tre maestre della scuola, Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio, che era in servizio nella materna ‘Olga Rovere’ di Rignano, oltre all’autore televisivo Gianfranco Scancarello, marito della Del Meglio. Proprio questi ultimi, nei giorni scorsi, avevano chiesto di essere ascoltati dal pm Marco Mansi, ma alla luce della documentazione che è stata messa a disposizione solo adesso, i difensori hanno deciso di rimandare l’incontro, che era previsto per domani. La relazione della nuova consulente del pm di Tivoli riporta l’osservazione di una serie di sedute avute con i 9 bambini, che non sarebbero comunque identificati come possibili parti lese, ma come testimoni. Il dossier medico-legale, invece, fa riferimento a quel che era stato notato dalla precedente consulente dell’ufficio dell’accusa, la psicologa Marcella Battisti Fraschetti, riguardo le presunte violenze sessuali subìte da un bimbo. Secondo il nuovo accertamento sul piccolo, la lesione perianale che sarebbe stata riscontrata potrebbe esser dovuta solo a problemi di stipsi e non all’azione di un qualche ‘orco’. I difensori della Del Meglio e di Scancarello, gli avvocati Franco Coppi e Roberto Borgogno, potrebbero presentare a breve una istanza per l’emissione di un nuovo atto di conclusione delle indagini, così da avere a disposizione tutti i documenti che sono stati prodotti nel corso dell’attività coordinata dal pm Mansi. In questo senso i penalisti chiederanno anche che la Procura di Tivoli fissi un nuovo interrogatorio per la Del Meglio e Scancarello.

novembre 7, 2008

Garlasco, l’avvocato di Stasi:”Chiara sapeva delle foto nel pc di Alberto”. E l’avvocato dei Poggi annuncia querela.

Pubblicato in: Cronaca, Garlasco, giallo garlasco tagged , , , , a 17:56 di wildgreta

di Wildgreta

Chi ha seguito il caso sin dall’inizio, sa benissimo che la perizia sul pc di Stasi  fu un vero colpo di scena nell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Diecimila file pedopornografici, poi, non possono essere “prodotti” (come li chiama la difesa di Stasi) del destino. Si è detto che la scoperta di quelle foto da parte di Chiara Poggi avrebbe potuto costituire il movente dell’omicidio. Si disse che forse Stasi non voleva si sapesse in giro. Ora che i Ris hanno consegnato le perizie, e che Stasi è stato rinviato a giudizio, sembra strana questa sortita dei suoi legali. Infatti, se  Chiara Poggi avesse saputo dell’esistenza delle foto  a avesse voluto lasciarlo o rivelarlo a qualcuno, il movente ipotizzato rimarrebbe intatto. Infatti, il movente cadrebbe solo se Chiara non avesse saputo dell’esistenza delle foto. Far credere che per la ragazza fosse normale avere un fidanzato che fruiva di pornografia minorile, è indimostrabile, oltre che pocco probabile.

Articoli di qualche mese fa: Giallo Garlasco, legali Stasi:nessuna foto pedopornografica su pc

Chiara sapeva delle foto “pedo-porno”

MILANO (7 novembre) – «Chiara era a conoscenza dei prodotti che Alberto aveva nel suo computer». La dichiarazione è di Angelo Giarda, legale di Alberto Stasi, il giovane indagato per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007. Leggi il seguito di questo post »

ottobre 17, 2008

Delitto Garlasco: ecco le perizie che inchiodano Alberto

Pubblicato in: chiara poggi, Cronaca, Garlasco, giallo garlasco tagged , , , , , , a 17:47 di wildgreta

Per i Ris non erano in due dentro la casa. Nell’inchiesta sentite oltre 400 persone
GARLASCO. Per far luce sul delitto Poggi, 400 persone sentite dai carabinieri. E un’altra relazione dei Ris – depositata a fine agosto – per confutare con la Bpa (Bloodstain pattern analysis) la valutazione della difesa sulle macchie di sangue trovate in casa di Chiara, dove il 13 agosto 2007 la ragazza è stata uccisa. «Le tesi della difesa vengono totalmente smontate», commenta il legale dei Poggi, l’avvocato Gianluigi Tizzoni. I legali di difesa e parte lesa hanno iniziato a visionare i 18 faldoni che contengono gli atti dell’inchiesta chiusa dalla procura l’8 ottobre. Comprendono anche la perizia affidata dalla procura a un ingegnere informatico del politecnico di Torino, che calcola tutti i possibili tragitti di Alberto Stasi sulla scena del crimine. Il 25enne fidanzato di Chiara è accusato di averla uccisa, ma si dichiara innocente. Leggi il seguito di questo post »

ottobre 9, 2008

Garlasco, chiuse le indagini: «Stasi ha ucciso Chiara e l’ha seviziata»

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 01:34 di wildgreta

IL GIALLO DI GARLASCO

L’accusa della Procura dopo la chiusura delle indagini: «Delitto efferato vista l’entità delle ferite»

MILANO – È accusato di omicidio volontario con l’aggravante di aver adoperato sevizie e aver agito con crudeltà verso la vittima. L’avviso di chiusura indagini sul delitto di Chiara Poggi punta il dito contro Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e unico indagato per l’omicidio avvenuto a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007. Leggi il seguito di questo post »

gennaio 29, 2008

Omicidio Garlasco, difesa: scarpe Stasi non dimostrano nulla

Pubblicato in: Cronaca tagged , , a 10:30 di wildgreta

MILANO (Reuters) – L’avvocato che difende Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha detto oggi che nei prossimi giorni depositerà in tribunale una consulenza in cui si sostiene, tra l’altro, che l’accusato aveva “ampio spazio” per camminare sulla scena del delitto senza sporcarsi le scarpe di sangue.Uno dei punti fondamentali usati contro il 24enne, infatti, era il fatto che sulle sue scarpe non era stata ritrovata alcuna traccia di sangue, circostanza giudicata impossibile dall’accusa, che da questo deduceva che Stasi avesse volutamente lavato le scarpe.

Parlando ai cronisti nei corridoi del tribunale di Milano, l’avvocato Angelo Giarda ha detto che la nuova consulenza, redatta insieme al professor Francesco Maria Avato per riassumere tutti i temi difensivi, dimostrerà invece che il fatto che Stasi avesse le scarpe pulite non vuol dire nulla in quanto c’era “ampio spazio” per muoversi nella villetta di Garlasco senza sporcarsi di sangue.

Secondo il legale, infatti, la consulenza ricostruisce “una dinamica dei fatti diversa da quella prospettata dai Ris”.

Inoltre, dice Giarda, il documento mette nuovamente in dubbio i risultati degli esami scientifici effettuati dai Ris sulle tracce biologiche trovate sui pedali della bicicletta sequestrata a Stasi, escludendo che si possa affermare con sicurezza che si tratti di sangue.

“Gli scienziati fanno gli scienziati, non gli indovini”, ha detto Giarda ai cronisti.

La consulenza, che sarà depositata nei prossimi giorni, secondo il legale, conterrà anche i risultati dell’esame dei due hard disk estratti da computer di Stasi e la valutazione degli esami tossicologici effettuati sulla vittima.

Reuters 29 gennaio 2008

gennaio 22, 2008

Delitto Garlasco:Villa dell’orrore, anche il giallo delle scale

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 06:56 di wildgreta

Marianna Bruschi

GARLASCO. Alla cantina della villa di via Pascoli si arriva tramite una scala che fa due curve. Il corpo di Chiara Poggi è stato trovato il 13 agosto alla fine della seconda. Le tapparelle erano abbassate, l’unica fonte di luce era il lucernaio sopra la porta d’ingresso. Come si poteva vedere il corpo della ragazza senza accendere la luce? Anche su questo si concentrano le relazioni dei periti.
La cantina. Ipotesi. Perché solo chi è entrato nella casa di via Pascoli dove Chiara è stata uccisa può capire fino in fondo di cosa si parla quando si fa riferimento a luoghi, tracce e impronte. Il corpo di Chiara è stato trovato in fondo alla scala che porta alla cantina. Un percorso con due curve, buio. Soprattutto perché quella mattina le tapparelle erano abbassate e l’unica luce ad entrare in casa arrivava dal lucernaio sopra la porta d’ingresso. Alberto Stasi, unico indagato per il delitt, spiega di aver visto il cadavere della sua fidanzata, ne ha descritto il viso. Di questa ricostruzione si parlerà nelle due relazioni che stanno preparando il perito della difesa, Francesco Avato, e della famiglia Poggi, Marzio Capra. Capra ha più volto spiegato come sia impossibile entrare in casa senza sporcarsi le scarpe, ma un altro interrogativo rimane quello legato alla possibilità di vedere il corpo di Chiara senza accendere la luce, senza andare avanti nelle scalette, e anche in questo caso senza sporcarsi. Su questo punto comunque sta lavorando anche il perito della difesa, Francesco Avato. Come spiega l’avvocato di Alberto, Angelo Giarda: «E’ un punto su cui stiamo lavorando acquisendo fotografie. Avato sta ricostruendo meticolosamente tutto».
 Le impronte digitali. Un altro punto al centro delle relazioni è la presenza delle impronte digitali sulla scena del delitto. Tra le 82 impronte digitali repertate e le 32 attribuibili non ne sono state trovate di estranei. Questo per l’accusa è significativo. Le uniche impronte di Alberto sono le quattro presenti sui cartoni della pizza (che i due fidanzati hanno mangiato insieme la sera del 12 agosto) e due sul dispenser del sapone, anche se non sporche di sangue. E anche questo segno lasciato nel punto dove è passato l’assassino è un punto importante per l’accusa.
Il computer di Alberto. Un perito informatico sta lavorando sui due hard-disk di Alberto in cui sono state trovate foto e filmati pedo-pornografici. Non c’è ancora stato un confronto tra gli avvocati e il loro assistito e il perito perché il lavoro sulle componenti richiede tempo. Alberto non ha quindi ancora avuto modo di visionare il materiale trovato sul computer. Per non alterarlo, l’hard-disk e la penna Usb sono stati consegnati direttamente al perito.

(La Provincia Pavese 20 gennaio 2008)

Strage di Erba e altre notizie su www.wildgreta.blogspot.com

gennaio 10, 2008

Omicidio Garlasco: interrogato per due ore titolare Magic Star

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 19:39 di wildgreta

10 Gennaio 2008, 21:22

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VARESE – E’ stato interrogato per oltre due ore dai carabinieri di Vigevano, Enzo Cugnasco, il titolare della Magic Star che sostiene di aver ricevuto telefonate di Chiara Poggi nel periodo precedente il misterioso omicidio della ragazza nella casa di Garlasco (Pavia). L’interrogatorio è avvenuto al Comando provinciale dei carabinieri di Varese: poco è trapelato su quanto emerso, dopo che nei giorni scorsi Cugnasco (indagato per un giro di presunte truffe e raggiri legati a maghi e cartomanti tv) aveva riferito di quelle telefonate, che comunque non hanno mai trovato riscontro nell’indagine dei carabinieri. (Agr)

gennaio 9, 2008

OMICIDIO GARLASCO: DIFESA STASI RITIRA COPIA HARD DISK PC

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , a 14:46 di wildgreta

” (AGI) – Milano, 9 gen. – I legali di Alberto Stasi, l’unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto dell’anno scorso, hanno ritirato in Procura a Vigevano una copia dell’hard disk del computer del giovane e, nei prossimi giorni, la faranno analizzare dai loro consulenti. Il pc di Stasi e’ al centro di due nodi cruciali dell’inchiesta condotta dal pm Rosa Muscio: in primo luogo, esso fornirebbe, secondo la difesa, l’alibi al ragazzo che ha sempre detto di stare lavorando alla tesi di laurea, mentre la sua fidanzata veniva uccisa; inoltre, nel computer vi sarebbero anche le tracce del reato di pedopornografia contestato a Stasi. Gli avvocati del laureando in economia hanno, pero’, sempre contestato la modalita’ investigativa con la quale e’ stato esaminato il computer: trattandosi in un atto irripetibile, avrebbe richiesto la presenza della difesa che, invece, non ha potuto assistere all’esame da parte della Procura. Per questa ragione, nei giorni passati, avevano domandato alla Procura di esaminare il disco interno del computer, istanza accolta dagli inquirenti. Entro la fine del mese di gennaio, i legali di Stasi depositeranno la consulenza nella quale ribatteranno, punto per punto, alle accuse mosse ad Alberto. (AGI) Cli/Zer

gennaio 7, 2008

Garlasco, “Nuovo amico per Chiara”

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , a 07:53 di wildgreta

Cartomante: “Era un po’ preoccupata”

Nonostante gli investigatori non diano peso alle sue dichiarazioni, Fabio Schilingi, il cartomante di Varese Sat, continua a ripetere che Chiara Poggi, la giovane uccisa a Garlasco, gli parlò di una nuova amicizia. “L’ho sentita più di una volta, a giugno e luglio, poco prima del delitto. Mi disse di una nuova simpatia, di un uomo di 35 anni. La sentivo abbastanza condizionata, un po’ assuefatta. E un po’ preoccupata”, ha detto a la Repubblica. Chiara avrebbe avuto dei dubbi sulla sua storia con Alberto Stasi. “Mi chiese se quella era la storia della sua vita oppure no, se Alberto era l’uomo giusto per lei. Cose normali che si chiedono a un cartomante quando si vogliono avere consigli sugli affari di cuore”, ha aggiunto Schilingi. Il quale ha anche confermato di aver raccontato tutto agli investigatori: “Ho raccontato tutto quello che sapevo e ricordavo. Non mi voglio fare pubblicità. Io mi sono messo a disposizione per dare un mio contributo alle indagini. Tutto qua”. Il fatto che Chiara Poggi abbia chiamato più volte è stato confermato anche da Enzo Cugnasco, patron della società Magic Star proprietaria della televisione. “Il nome di Chiara è circolato più volte al centralino della Magic Star, perché era una delle clienti che aveva fatto qualche telefonata in più degli altri”, ha detto. Cugnasco ha affermato di essersi ricordato della ragazza ”quando è venuta fuori quella storia della pedopornografia. Ho avuto un flash, anche se prima, all’indomani del delitto, leggendo i giornali in carcere ho collegato che la ragazza morta era Chiara da Garlasco, come lei si qualificava con noi”. Lo stesso Cugnasco ha aggiunto che una mattina dello scorso luglio parlò personalmente con la ragazza: “Era sconvolta perché aveva scoperto una cosa di cui avrebbe voluto parlare sia con i suoi genitori sia con quelli del suo ragazzo. In più mi ha domandato se non era il caso che troncasse quella relazione o addirittura facesse una denuncia”.

Fonte TG COM

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gennaio 6, 2008

Dal computer alle tracce dna: tutti gli indizi contro Alberto

Pubblicato in: Cronaca tagged , , a 12:32 di wildgreta

Fra gli elementi a carico di Stasi anche le immagini di minori sul pc
Foto e video hard considerati il movente d’un possibile litigio fra i due giovani
dal nostro inviato
GARLASCO – L’ultimo inciampo di Alberto Stasi era stato l’archivio pedopornografico trovato sul suo computer: una galleria di immagini con la presenza di minori. Tredici fotografie e nove filmati hard, di cui quattro contenuti in una chiavetta usb. Secondo gli investigatori, e anche secondo Rosa Muscio, il pubblico ministero che indaga sul delitto di Garlasco, questo archivio segreto scovato dai Ris di Parma e documentato nella relazione consegnata alla Procura di Vigevano il 12 dicembre è determinante per la ricostruzione del movente del delitto di Chiara Poggi.E’, in sostanza, un motivo “vero e solido per reggere le tesi dell’accusa” nei confronti dell’unico indagato, Stasi. Chiara che apre il pc e scopre il segreto scandaloso del fidanzato; l’immagine di Alberto bocconiano modello che si sgretola; i due fidanzati che litigano la mattina dell’omicidio su un argomento così delicato da infangare la reputazione di lui. Eccolo il percorso immaginato dagli inquirenti. Perché il timore di vedere svelato un segreto così compromettente e infamante, stando alla loro ricostruzione, può essere bastato eccome per uccidere.

Semmai gli indizi a carico di Stasi diverranno prove, insomma, una cosa gli investigatori sono convinti di averla messa a fuoco: il perché. Perché quella mattina del 13 agosto Chiara ha smesso di vivere.

Ma quali sono gli indizi che gravano su Alberto? Al centro di tutto, al netto di cinque mesi di indagini tradizionali e scientifiche, c’è il computer. Il pc sul quale Alberto stava lavorando alla tesi di laurea, attività nella quale giura di essere stato impegnato anche la mattina del delitto. Ma è lo stesso pc che smentisce il ragazzo. Il registro del sistema operativo del Compaq rivela due cose in particolare: gli orari di utilizzo del computer nelle ore mattutine del 13 agosto, e il materiale di cui si è detto, immagini, file, mail, transitate sulla “macchina” fino a quel momento. Le analisi dei Ris dicono che il pc il 13 agosto è stato usato solo tre minuti per guardare una foto hard, poi spento e riacceso dalle 10.15 alle 12.30 ma senza che Stasi sfiorasse mouse e tastiera.

Dalle tracce informatiche a quelle biologiche: e anche qui il fidanzato di Chiara deve, dovrà spiegare molte cose. Innanzitutto perché, essendo entrato, come dice, in casa per soccorrere la ragazza – il pavimento della villetta era pieno di sangue – le scarpe che sostiene di aver indossato non si sono sporcate minimamente.Secondo: possibile che nei punti dell’appartamento dove Alberto dice di essere passato gli investigatori non abbiano trovato impronte delle sue sneaker Lacoste? E ne abbiano trovate invece – di mani – sul dispenser del sapone in bagno, proprio dove l’assassino secondo i detective è andato a lavarsi dopo il delitto?

Terzo: le tracce di sangue di Chiara. Quelle trovate sui pedali della bicicletta di lui. Da dove viene quel sangue? “Chiara aveva le mestruazioni, ha perso sangue e io l’ho calpestato” si è giustificato Alberto, senza convincere.
(p. b.)

(La Repubblica 6 gennaio 2008)

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