maggio 10, 2008

Fritzl, fare sesso con mia figlia era una mania

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Nuove rivelazioni sulla vicenda di Amstetten. A parlare ancora Josef Fritzl, l’uomo che ha segregato e stuprato la figlia per 24 anni. “E’ stato una specie di circolo vizioso, dal quale non c’era nessuna via d’uscita né per Elisabeth né per me: avere rapporti sessuali con lei era come una mania. Non ho stuprato mia figlia da quando aveva 11 anni, non sono un uomo che abusa di bambini piccoli”.
Sembra inoltre che l’uomo abbia ammesso di aver progettato la prigionia della figlia Elisabeth già da qualche anno. E’ vero, dev’essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata. Poi ho creato l’isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero.
Quello che Fritzl chiama “circolo vizioso” è il motivo, secondo lui, che lo ha portato a commettere i ripetuti abusi sulla figlia. E aggiunge: “Con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle e, veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera. Ho avuto paura di essere arrestato e paura che la mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine”.
Comunque Fritzl sapeva che quello che stava facendo costituiva una violenza nei confronti della figlia che non era per nulla intenzionata ad accettare la situazione. Eppure Fritzl non riusciva a resistere all’impulso. Ha inoltre affermato di aver desiderato i figli che poi la figlia ha partorito tant’è che quando nacque il primo figlio di questi abusi, nel 1988, nella cantina-bunker c’erano già pronti asciugamani, disinfettanti, pannolini e dei libri di medicina perché la figlia potesse documentarsi. “Ero contento della nascita del bambino, perché per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini”.
Alessio Morrone

IL Giustiziere degli angeli

maggio 6, 2008

Austria, i verbali dell’orrore.”Per 24 anni prigioniera nel bunker”

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IL REPORTAGE/La figlia di Josef Fritzl: “Nel 1982 avevo 16 anni e sono fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo, ma la polizia mi riportò a casa”

dal nostro inviato GIAMPAOLO VISETTI
Il retro della casa degli orrori ad Amstetten in Austria
AMSTETTEN – Elisabeth avrebbe potuto salvarsi. Fu la polizia, inconsapevolmente, a consegnarla nelle mani del suo carnefice. Josef Fritzl, l’uomo che per 24 anni l’ha tenuta prigioniera nel bunker-labirinto sotto casa, capo della famiglia segreta che doveva replicare quella ufficiale, fino all’ultimo era pronto a sterminare le sue vittime pur di non essere scoperto. Sua moglie Rosemerie, una settimana prima della liberazione, scoprì la verità ma avrebbe taciuto proprio perché temeva una strage.

I verbali della prime dichiarazioni rilasciate da Elisabeth e Josef, trapelate ieri, chiariscono l’orrore di una tragedia unica nella storia criminale.

Sabato 26 aprile, quando vengono fermati fuori dall’ospedale dove era ricoverata la loro figlia Kerstin, Elisabeth è terrorizzata dagli agenti. “Nel 1982 – spiegherà più tardi in caserma – avevo 16 anni ed ero fuggita da casa. Lui mi stuprava da molto tempo. Dall’autogrill di Strengberg, mi ero nascosta a Vienna. Dopo due settimane la polizia mi trovò. Supplicai gli agenti di non riconsegnarmi a mio padre. Dissi loro che se fossi tornata da lui per me sarebbe stata la fine. Ma non ci fu nulla da fare”. Elisabeth sarebbe riuscita a confidare tutto a un’amica che ora la polizia sta cercando di rintracciare. Leggi il seguito di questo post »

Gli orrori di Fritzl, frequentava anche un bordello

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Josef Fritzl, l’elettrotecnico che ha tenuto segreta la figlia in un bunker per ben 24 anni e dalla quale ha avuto più di un figlio, sarà sentito domani per il primo interrogatorio. Ad interrogarlo sarà la procura di St. Poelten, così come dichiarato dal portavoce, Gerhard Sedlacek. Quanto alla vita privata di Josef Fritzl, si è saputo che frequentava abitualmente un bordello, il Linz, così come hanno confermato alcune ragazze che ivi lavorano.

Ancor più sconcertante ciò che è stato riportato dal ‘Sun’ che ha affermato che il mostro avrebbe violentato anche Kerstin, la nipote-figlia, diciannovenne, in fin di vita attualmente in ospedale.

Ad ascoltarlo domani nel processo di prima udienza sarà il p.m. Christiane Burkheiser. Lo stesso Fritzl potrebbe poi esser nuovamente interrogato dalla polizia. A dover essere ascoltate ancora sono le vittime: la mamma-figlia, Elisabeth, e i suoi tre figli.

Il tabloid “Oesterreich”, dopo aver fatto qualche domanda ad un ex cameriere e barista della casa chiusa ha affermato che il mostro era un uomo avaro; il ragazzo ha infatti affermato: “Non dimenticherò mai la sua avarizia, se pagava un conto di 97 euro con una carta da cento, dovevo dargli il resto”. Il giovane si chiama Cristoph F. e per sei anni ha prestato sevizio presso la casa d’appuntamenti “Villa Ostende”.

Le ragazze, prostitute della casa, avevano paura di lui; imponeva loro ordini e lo faceva con cattiveria e perversione. Tant’è che nonostante loro lo facessero per mestiere nessuna voleva andare con lui in camera. Ad essere ora minacciato è il difensore Rudolf Mayer, che ha infatti affermato: “Ricevo da giorni telefonate, lettere ed e-mail da tutto il mondo con pesanti minacce, anche di morte”.

Barimia Sabrina Schilardi 6 maggio 2008
Barimia 6 maggio 2008

maggio 4, 2008

AUSTRIA/ COGNATA: FRITZL SCONTO’ 18 MESI CARCERE PER STUPRO NEL ’67

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Figlia Elisabeth fuggì casa a 17 anni, sei mesi dopo fu segregata

Amstetten (Austria), 4 mag. (Ap) – Josef Fritzl avrebbe scontato una pena di 18 mesi in prigione per uno stupro nel 1967: a confermarlo in un’intervista rilasciata ieri sera ad Ap è Christine R., sorella minore di Rosemarie, moglie del “mostro di Amstetten”.

Gli inquirenti hanno già rivelato che un atto legale del 1967, di cui le autorità disporranno la settimana prossima, accusa Fritzl di stupro. Il padre-mostro di Amstetten avrebbe cominciato ad abusare della figlia quando Elisabeth aveva 12 anni, cioè nel ’78.

E dopo Elisabeth, la primogenita di Fritzl, oggi 42enne, tenuta segregata e stuprata per 24 anni nello “scantinato degli orrori”, anche la cognata difende Rosemarie, la quale non avrebbe saputo niente degli abusi perpetrati contro la figlia “scomparsa” nel 1984. Elisabeth, che ora si trova ricoverata in una clinica di Amstetten assieme ai figli cresciuti nella prigione, sarebbe fuggita di casa quando aveva 17 anni e si sarebbe rifugiata proprio da lei, rivela la cognata. Circa sei mesi dopo è stata rinchiusa nel bunker sotterraneo.

Secondo la cognata, Fritzl si comportava come “un tiranno”, capace di far regnare la paura, quella che probabilmente ha permesso di fare credere senza timore di essere contraddetto che la figlia era fuggita in una setta e aveva abbandonato tre figli, trovati davanti a casa, in realtà frutto dei rapporti incestuosi a cui la obbligava.

Fritzl, ingegnere 73enne, ha confessato di essere il padre di sette figli (uno dei quali morto poco dopo il parto) avuti dalla figlia Elisabeth, rinchiusa nello scantinato a 18 anni.

 

maggio 3, 2008

PADRE-MOSTRO, POCHE SPERANZE PER KERSTIN

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MEDICI PESSIMISTI

Le speranze di salvare Kirstin, la figlia-nipote diciannovenne di Josef Fritzl, sono ormai poche. I medici che l’hanno in cura nell’ospedale di Amstetten hanno detto al quotidiano britannico ‘Mirror’ che la ragazza “ha scarsissime possibilita’ di sopravvivere”. Fu la sua malattia a permettere di scoprire la casa degli orrori in cui il padre-mostro teneva segregata da 24 anni una delle figlie e aveva avuto da lei sette bambini. Se Kirstin non dovesse farcela sarebbe la seconda a morire dopo un fratello deceduto poco dopo il parto nella cantina-prigione. L’accusa, in questo caso, sarebbe di omicidio come conseguenza di negligenza. (AGI) – Vienna, 3 maggio -

maggio 2, 2008

Austria: Fritzl imito’ voce figlia in telefonata alla moglie

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Si indaga su camera a gas

(ANSA)- AMSTETTEN (AUSTRIA), 1 MAG – In una telefonata alla moglie Josef Fritzl finse di essere Elisabeth, la figlia che teneva prigioniera nello scantinato di casa. Nel 1994, imitando la voce della figlia, Fritzl telefono’ alla moglie per chiederle di prendersi cura del bambino che aveva lasciato di fronte alla porta di casa. Lo ha rivelato la polizia di Amstetten. Fritzl aveva anche minacciato le sue vittime -la figlia ed i figli avuti da lei- di avvelenarle con il gas nel caso gli fosse capitato qualcosa.

AUSTRIA/ COGNATA FRITZL: “SCENDEVA NELLO SCANTINATO OGNI MATTINA”

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Intanto sul web circola un ritratto invecchiato di Elisabeth

Vienna, 1 mag. (Ap) – Josef Fritzl scendeva in cantina ogni mattina verso le 7 per – diceva – lavorare ai piani per realizzare le macchine che vendeva alle aziende” e spesso trascorreva la notte nello scantinato-prigione: a raccontare le abitudini del padre-mostro di Amstetten è la cognata, Christine R., sorella minore della moglie di Fritzl, Rosemarie, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Oesterreich”.”Rosi non poteva portargli nemmeno un caffè”, ha raccontato la sorella 56enne, sottolineando che Fritzl “era un despota, lo odiavo”. Ha sempre “sminuito” la moglie Rosemarie, rimasta – secondo la sua versione dei fatti – all’oscuro dell’orribile vicenda.

Un (ex) amico di Fritzl, invece, tale Anton Graf, ha raccontato che l’uomo che è stato capace di segregare la figlia per 24 anni obbligandola a un rapporto incestuoso che ha portato alla nascita di sette figli, era molto convincente nel raccontare la fuga di Elisabeth, oggi 42 anni, e che nessuno si era insospettito.

Nel frattempo circola un ritratto di Elisabeth Fritzl, realizzato da un artista: nel disegno – pubblicato anche dal sito internet di SkyNews – si vede la donna con i capelli bianchi e con la pelle molto invecchiata. L’artista si è basato sulle informazioni ricevute dai medici e dai poliziotti che seguono la donna. Il suo aspetto è il risultato di anni vissuti sottoterra, secondo gli esperti. Elisabeth fu rinchiusa nello scantinato degli orrori quando aveva 18 anni. Secondo i dottori dimostra molto di più dei suoi 42 anni.

 

AUSTRIA/ CASA ORRORI, RICERCA-SONAR E 100 INQUILINI SOTTO TORCHIO

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Gli investigatori: la ‘luce’ si è accesa pochi giorni faAmstetten (Austria), 2 mag. (Ap) – Le ricerche nella casa degli orrori proseguono coi sonar, per verificare che non ci siano altre stanze nascoste. Ma il dubbio principale di chi indaga sulla triste vicenda che ruota attorno ai 24 anni di segregazione e di violenze incestuose inflitti da Josef Fritzl alla figlia Elisabeth resta un altro: come sia possibile che l’uomo abbia occultato la verità per tanto tempo. Non solo alla moglie e agli altri familiari, ma anche agli oltre cento affittuari che il padre-mostro ha avuto come ospiti paganti nella palazzina.

La polizia ha rintracciato e sta interrogando tutti gli inquilini. Dalle prime testimonianze, emerge una clausola contrattuale imposta loro verbalmente da Fritzl: gli scantinati sono off-limits, vietate anche le riprese fotografiche se non volete essere sbattuti fuori.

Con i 24 anni di orrori avvolti ancora nel mistero, gli investigatori hanno ricostruito la cronologia recente degli avvenimenti. La vicenda è venuta alla luce una decina di giorni fa, quasi per caso: lo scorso 19 aprile Kerstin, la figlia maggiorenne dell’incesto, è stata ricoverata in ospedale con un’infezione misteriosa e i medici hanno rivolto un appello televisivo alla madre della ragazza perchè si facesse viva con le informazioni necessarie a capire quale fosse la storia sanitaria di Kerstin; una settimana dopo, il 26, è stato Josef ad accompagnare Elisabeth dai medici dell’ospedale.

Incesto Austria, un milione di dollari per una foto delle vittime del mostro

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di Wildgreta

Come si può pensare di assediare una clinica per avere una foto delle vittime? A chi interessa vedere in faccia una tragedia? Forse a tutti, ma tutti sappiamo anche che non è giusto rivelare i volti di persone che dovranno addirittura avere una nuova identità. Per questo, trovo immorale la ricerca di uno scatto. Io, quel milione di dollari, se lo avessi, lo donerei alle vittime.

2/5/2008 (13:11) – INCESTO – VIOLENTATA PER 24 ANNI

La polizia dà la caccia ai paparazzi, che tentano di rubare una foto, appostati davanti alla clinica dove sono ricoverati sette membri della famiglia Fritzl
VIENNA
È cominciata la gara tra i media internazionali per accaparrarsi le prime foto delle vittime dell’agghiacciante caso di incesto di Amstetten, in Bassa Austria, dove Josef Fritzl, di 73 anni, per 24 anni ha tenuto sequestrata in uno scantinato la figlia che ha sistematicamente violentato avendo da lei sette figli.

La polizia dà letteralmente la caccia ai paparazzi che tentano di nascondersi dietro gli alberi attorno alla clinica dove sono ricoverati sette membri della famiglia Fritzl, scrive oggi il quotidiano ‘der Standard’, aggiungendo che l’ospedale ha incaricato anche un servizio di sicurezza privato dopo una rissa tra una squadra televisiva e un dipendente della clinica.

Secondo ‘der Standard’, anche all’ospedale dove è ricoverata la figlia maggiore di Elisabeth Fritzl nata dal rapporto incestuoso con il padre Josef, è stato deciso di chiudere a chiave tutti gli ingressi laterali dell’edificio per evitare che entrino truppe televisive o fotografi. A quanto si dice – scrive ‘der Standard’ – una testata avrebbe offerto un milione di dollari per una foto attuale di una delle vittime.

La Stampa 2 maggio 2008

maggio 1, 2008

Austria.Il padre-mostro minacciava i figli: “Se mi capita qualcosa vi uccido”

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INCESTO IN AUSTRIA

Josef Fritzl minacciava le sue vittime di avvelenarle con il gas se gli fosse successo qualcosa. Gli inquirenti hanno hanno effettuato delle “verifiche” nel rifugio per vedere se ci fossero dei congegni tali da fare passare il veleno
Amstetten (Austria), 1 maggio 2008 – Vivevano come prigionieri con il terrore di essere uccisi da un momento all’altro: Josef Fritzl, il padre austriaco che ha sequestrato la figlia per 24 anni obbligandola a un rapporto incestuoso che ha portato alla nascita di 7 figli, minacciava le sue vittime di avvelenarle con il gas se gli fosse successo qualcosa.
Sei esperti hanno effettuato delle “verifiche” nel rifugio sotterraneo di 60 metri quadri dove da decenni erano rinchiusi Elisabeth e tre dei suoi figli, per sapere se un simile diabolico meccanismo esisteva realmente, ha spiegato il portavoce della polizia criminale Helmut Greiner all’Afp. “Abbiamo controllato se del gas poteva veramente essere introdotto (nel sotterraneo, ndr) nel caso in cui gli fosse successo qualcosa”, ha precisato.
“Andava verificato se si trattava unicamente di minacce per spaventare i suoi prigionieri, cioè la figlia e i suoi figli”, ha aggiunto Greiner.
Gli esperti hanno esaminato inoltre il sistema di chiusura elettronica, con telecomando, della porta in cemento armato di 300 chili attraverso la quale il padre-padrone accedeva al bunker senza finestre. Secondo gli inquirenti, Fritzl ha spiegato di aver realizzato un’apertura automatica delle porte con un leggero “ritardo”, ma di aver anche posto all’interno del nascondiglio, vicino alla porta, degli strumenti necessari per disinnescare il dispositivo nel caso in cui non fosse riuscito a raggiungere i suoi ostaggi.
Pare tuttavia che il padre-mostro avesse deciso di liberare i suoi detenuti: l’anno scorso avrebbe fatto scrivere una lettera alla figlia Elisabeth nella quale la donna spiegava che dopo la fuga nella setta voleva tornare a casa, ma che “non era ancora possibile”. Le prove del Dna, ha spiegato l’agente Franz Polzer, dimostrano che Elisabeth, rinchiusa nella cella da quando aveva 18 anni, ha scritto la lettera alla sua famiglia. “Potrebbe avere programmato di mettere fine alla prigionia ad un certo punto”, secondo Polzer.

Quotidiano.net 1 maggio 2008

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