novembre 23, 2008

Strage di Erba: la lettera dei Frigerio, l’ultima recita di Olindo e il Dio di Azouz

Posted in Cronaca tagged , , , , , , , , at 20:45 di wildgreta

olindo01g

Note di Wildgreta: ho raccolto gli ultimi eventi del processo per la strage di Erba. Dalle dichiarazioni di Olindo, alle lettere di Azouz e della famiglia Frigerio.

I Frigerio contro Olindo: «Parole agghiaccianti»

Intanto il legale di Azouz annuncia una querela per calunnia a carica di Rosa Bazzi

Ci hanno pensato e ripensato. Giorni e giorni nel dolore e nel disagio. Fino ad arrivare a rompere gli indugi. E ad affidare a un comunicato stampa, per il rischio di essere fraintesi, la loro rabbia. La loro indignazione di vittime della strage di Erba. A poche ore dal ritorno in aula la famiglia Frigerio attacca frontalmente Olindo Romano, critica le dichiarazioni spontanee dell’imputato e l’atteggiamento dei difensori di quest’ultimo.
Nel mirino, ovviamente, finisce anche la moglie di Olindo, Rosa. «Quelle parole agghiaccianti offendono gravemente le vittime e i familiari», scrivono Mario Frigerio e i figli Andrea ed Elena.
E poi: «Riteniamo che il monologo di Olindo Romano non abbia nulla di spontaneo, ma che rientri in una strategia difensiva per noi infondata e prossima a capitolare», lasciando chiaramente intendere quale siano le loro aspettative: «Desideriamo che gli imputati vengano condannati al carcere a vita e che poi gli stessi non possano più incontrarsi, neppure per pochi minuti».
Il legale della famiglia Frigerio, Manuel Gabrielli, spiega che il dolore della famiglia è forte, acuto, reso ancora più insopportabile nell’avvicinarsi della sentenza nella prossima settimana: «Soffrono, stanno male. Hanno sentito in aula la descrizione dell’uccisione della madre Valeria, hanno sentito cosa è accaduto al padre. E adesso vogliono la condanna».
«Quei due hanno distrutto la nostra famiglia – prosegue il comunicato dei Frigerio – E non possiamo perdonarli. Il nostro dolore, la nostra rabbia non ce lo consentono».
La nota, diffusa dal legale, si conclude con una richiesta chiara, eloquente: «Chiediamo di lasciarci soli nella nostra intimità familiare». Tutto qui.
Domani, intanto, si ritorna in aula. Elena, che la settimana scorsa ha rischiato di crollare dopo le dichiarazioni di Olindo, forse non ci sarà. Insieme con Gabrielli, in Assise, dovrebbe esserci soltanto Andrea. Papà Mario, se ce la farà, verrà in aula per la sentenza, mercoledì.
Ma la novità delle ultime ore è anche un’altra. Roberto Tropenscovino, il legale di Azouz, ha pronta una denuncia per calunnia. La depositerà al Tribunale subito dopo la lettura della sentenza. Destinataria Rosa Bazzi, che in un video shock – proiettato in aula nei mesi scorsi e poi diffuso da Matrix – ha accusato il tunisino di essere stato la causa del massacro. Rosa ha puntato l’indice contro Azouz, accusandolo di essere entrato nella sua abitazione e di averla violentata. «Parole inventate, senza riscontri – dice Tropenscovino – Non si può fare finta di nulla. Ecco perché abbiamo deciso di denunciarla per calunnia».

Marco Romualdi Corriere di Como 23 novenbre 2008

“Ci hanno distrutto la vita: solo carcere a vita e separati”
domenica 23 novembre 2008
Rabbia, dolore ed indignazione. La famiglia di Mario Frigerio, il superstite della strage di Erba, rompe gli indugi ed esce allo scoperto a poche ore dalla ripresa del processo per il massacro di via Diaz: domattina tutti in aula per le arringhe della difesa con i tre legali tutti impegnati a parlare ai giudici per cercare di convincerli dell’estraneità ai fatti contestati di Olindo Romano e della moglie Rosa. Ma i Frigerio non ci stanno. E dicono basta anche prima di questi interventi. E sopratutto dicono che la loro indignazione è tanta dopo le ultime dichiarazioni spontanee dell’ex netturbino erbese nell’udienza di mercoledì scorso. La rabbia della famiglia del superstite – che ha inchiodato Olindo alle sue responsabilità in diverse occasioni – è quella che esce da un comunicato stampa letto dall’avvocato Manuel Gabrielli alla stampa. Ecco il testo integrale giunto in redazione: “Innanzitutto, intendiamo esprimere il nostro disagio e la nostra indignazione per le dichiarazioni spontanee rese da Olindo Romano all’ultima udienza. Quelle agghiaccianti parole offendono gravemente le vittime di questa strage, nonchè i familiari delle stesse.
Riteniamo che il monologo di Olindo Romano non abbia nulla di spontaneo, ma che rientri in una strategia difensiva per noi infondata e prossima a capitolare. Non comprendiamo come il collegio difensivo si ostini a proclamare l’innocenza degli imputati quando tutte le prove emerse nel corso del dibattimento dimostrano in modo inconfutabile la loro piena colpevolezza.
Desideriamo che gli imputati vengano condannati al carcere a vita e che gli stessi non possano più incontrarsi, neppure per pochi minuti. Solo tale pena potrà far loro comprendere la gravità delle loro colpe, nonchè il dolore che si prova a non poter più vedere e riabbracciare una persona cara. Nessuno ci potrà risarcire per la perdita della nostra cara Valeria, la mancanza dei suoi sorrisi, del suo dolce affetto, delle sue carezze e delle sue premure.
Nessuno ci potrà più restituire quella gioia di vivere che avevamo prima di quel maledetto 11 dicembre 2006. Gli imputati hanno distrutto la nostra famiglia, il nostro mondo. E vogliamo che agli stessi venga tolto il loto, la loro casa, i loro beni e che rimangano soli con i loro incubi.
Che sia chiaro: a noi non interessano i loro soldi, ma abbiamo diritto al risarcimento ed a ottenere che la loro vita carceraria non possa essere alleviata da disponibilità economiche o dal pensiero di poter conservare il loro patrimonio. Alle istituzioni non chiediamo nulla di più se non una giusta ed esemplare condanna, che tenga conto non solo dell’efferatezza degli omicidi, ma anche del loro comportamento processuale e dei loro odiosi sorrisi che ci offendono gravemente ed aggiungono ulteriore dolore ai nostri cuori.
Non possiamo perdonarli. Il nostro dolore, la nostrarabbia e la nostra indignazione per una scelta processuale moralmente inacettabile non ce lo consentono. Nella speranza che le richieste di condanna trovino accoglimento, vi chiediamo di lasciarci soli nella nostra intimità familiare.

Mario Frigerio, Andrea Frigerio, Elena Frigerio.”

Ciao Como 23 novembre 2008

REPORTAGE
L’ultima recita di Olindo

«Confessai solo perchè mi ero immedesimato nell’assassino». I suoi avvocati: assolvetelo o fategli una perizia psichiatrica
MARCO NEIROTTI
INVIATO A COMO
Tre volte attore suo malgrado e tre volte tradito. Per camerino la cella. Così si è mostrato ieri mattina Olindo Romano, quando gli è stata data parola. Anziché teatro del clamore («ho fatto tutto io, salvate Rosa», era il tam tam della notte), ha messo in scena quello dell’isolamento del pensiero. Mai reclamata la parola «innocenti», non dice di non aver mai compiuto la strage, piuttosto ci tiene a ribadire che sulla «Bibbia» dei pizzini non l’ha mai «rivendicata». Parla con una ostinata, spietata lontananza dai giorni dei fatti e da quello così prossimo della sentenza.

Identico alle altre volte: un po’ di armeggi con il microfono, poi «penso che si senta bene», identico anche nella fine: «Con questo concludo così, non voglio dire altro». Quasi una richiesta di comprensione in apertura: «Vado indietro nel tempo perché soffro di vuoti di memoria». E allora deve precisare qualcosa su tre crucci: lo psichiatra Picozzi, la Bibbia, i medici del carcere. Li allinea, ma non trae una conclusione, mai, utile alla riflessione della corte.

Primo: «Il professor Picozzi venne in carcere come consulente della difesa con una piccola telecamera. Gli chiesi a che serviva. Rispose: per poi redigere la valutazione. Assicurò che quel che dicevo non sarebbe finito in nessun modo su tv e giornali e da nessuna altra parte. Acconsentii. Tre sedute dove dovevo ripercorrere una confessione. Poi non l’ho più visto. Lo stesso con mia moglie».

La «recitazione» con la Bibbia annotata: «Sta in un contesto dove noi, anzi io perché io ho scritto, uso il singolare… Avevo appena fatto una confessione, agli occhi degli agenti, dei detenuti, di chiunque arrivava ero il mostro di Erba: dovevo esprimere del pentimento. Ci sono punte di rabbia, ma era un modo per sfogarsi, un passatempo, lì non c’è nulla da fare». Conclusione? Mal interpretati gli scritti? No, quello che conta è la non rivendicazione, non la negazione d’aver agito.

Terzo tradimento. «Gli psichiatri in carcere. Ne sono cambiati tre, cinquanta, sessanta incontri, ma loro, come ha detto il pm, dovevano venire solo per la terapia. Dei fatti ho parlato con la psicologa». Non lo dice espressamente, ma la lamentela è la medesima: là dove ho collaborato mi sono ritrovato tutto contro. Sottolinea ogni parola con mani e braccia. Torna in gabbia: ha chiarito, non ha chiesto una riflessione, nulla ha reclamato. Ha messo in chiaro tre punti. L’esito di tutto appartiene a un’altra sfera. Quello che pareva pronto a essere un attacco frontale al primo psichiatra con la videocamera, si è sciolto in una puntualizzazione cui sembra tenere più per la chiarezza con se stesso che con chi lo giudicherà. Il video di Rosa fu allegato agli atti dalla difesa di allora perché conteneva la ricostruzione dell’asserito stupro da parte di Azouz, quindi una spiegazione al gesto in vista di un rito abbreviato. Si ritorse in elemento dell’accusa.

L’attore «tradito» sembra soddisfatto di aver preso le distanze da chi oggi vede come regista d’allora, nemmeno del disastro di oggi dopo la requisitoria di Massimo Astori. Nelle considerazioni sul diario clinico l’accusa ha letto di «tranquillità, adeguatezza nell’eloquio». E poi: «Riferisce di essere tranquillo, di non pentirsi del fatto. Ritiene solo di avere necessità di incontrare sua moglie». Di lei: «Afferma di sentire un po’ di rimorso per il bambino, ma senza particolare partecipazione emotiva».

Olindo avrebbe voluto fare un lungo intervento per difendere i tre legali – Pacia, Bordeaux e Schembri – bersagliati da pm e parte civile, ma loro l’hanno convinto a evitare quel bizzarro ribaltamento. E intanto hanno deciso: «Assolvetelo o fategli una perizia psichiatrica». Lui ha puntualizzato quel che gli stava a cuore più per sé che per il processo in aula e per quello mediatico. Estraneo alla sera di dicembre così lontana come alla sentenza così vicina, con lo sguardo da lupo spaventato e minaccioso, robusto e tozzo intento a mettere i puntini sulle i con le mani accusate di ferocia pazzesca e per lui incapaci di uno schiaffo, al massimo di stringere quella che altri chiamano spranga e per lui è soltanto una «stanghetta».
La Stampa 20 novemre 2008

 Olindo, ho solo recitato la parte dell’assassino

Romano ritrattò la confessione di aver ucciso 4 persone Olindo: «Entrai nel personaggio dell’assassino»COMO Chi si aspettava rivelazioni sconvolgenti da Olindo Romano ieri è rimasto deluso. L’ex netturbino, per la seconda volta nel corso del dibattimento per la strage di Erba, ha preso la parola per dichiarazioni spontanee davanti ai giudici della Corte d’assise di Como.Home Interni Esteri

Quei giudici che dovranno decidere se condannare lui e la moglie Rosa Bazzi all’ergastolo con tre anni di isolamento diurno, come chiesto dal pm Massimo Astori per l’omicidio di quattro persone – tra queste un bambino di poco più di due anni – e il ferimento di una quinta.
La prima volta fu per ritrattare la propria confessione e dire che era stato «incastrato» dai carabinieri con la promessa di una pena contenuta: lui e Rosa quella sera non c’erano nella corte di via Diaz, teatro del massacro. Ieri Olindo, con la sua voce sottile che stride con il suo corpo da omone, con la sua erre arrotata, con indosso il solito maglione, ha voluto affrontare «tre argomenti» di cui si era dimenticato di parlare. «Il primo riguarda il professor Picozzi, il secondo la Bibbia, e poi, il terzo, gli psichiatri», ha premesso gesticolando nervosamente. Riguardo il criminologo Massimo Picozzi, che realizzò con la coppia una videointervista in funzione di una perizia psichiatrica, Olindo ha ricordato: «Io con lui ho avuto tre sedute, la terza è durata sì e no mezz’ora. Nella prima seduta la prima cosa che mi ha chiesto è stata se poteva riprendermi con la videocamera. Io gli chiesi a cosa serviva e lui mi rispose che quella videocamera serviva esclusivamente per redigere la mia valutazione psichiatrica». Il contenuto, invece, finì in un libro, la videointervista di Rosa fu trasmessa in Tv: «Riordinai la confessione, immedesimandomi nel personaggio».
Quale personaggio l’ex netturbino l’ha spiegato parlando della Bibbia: è il personaggio del Mostro di Erba. «Io mi ero dichiarato pentito – ha detto -. In carcere agli occhi degli agenti, agli occhi dei detenuti e di chiunque arrivava, io ero il Mostro di Erba, pentito ma sempre il Mostro di Erba. Di conseguenza, gli scritti sulla Bibbia sono in linea con il mio pentimento. È vero quello che è stato detto l’altro giorno, che alcuni sono stati scritti con rabbia. Un modo come un altro per sfogarsi». Non erano «rivendicazioni», come ha detto il pm.
Poi il rapporto con gli psichiatri: «Con tutti e tre non ho avuto altro che degli incontri, 50-60 incontri come ha detto il pm, ma solo ed esclusivamente per la terapia. Per la questione dei fatti ne ho parlato, ma con la psicologa».
Dichiarazioni apparentemente sibilline, quelle di Olindo, ma rese più comprensibili dalle parole di uno dei suoi legali, Enzo Pacia, che, in subordine all’assoluzione chiederà una perizia psichiatrica: quella perizia che il pm aveva giudicato inutile.
Rosa, invece, non ha parlato, raggomitolata in gabbia nel suo maglioncino rosa. È apparsa stanca, provata. Come spesso negli ultimi tempi.
Il Tempo 20/11/2008

 ##Strage Erba/ Azouz: per i Romano ergastolo senza conforto di Dio
Parti civili chiedono oltre 5 milioni di risarcimento “teorico”
postato 3 giorni fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA
strage erba/ marzouk: condannateli ad…
strage erba, il legale di azouz chiede…
strage erba/ legale azouz chiede 2,6…
Altri
Como, 19 nov. (Apcom) – Doveva essere il giorno delle dichiarazioni spontanee di Olindo Romano, accusato insieme alla moglie Rosa Bazzi di essere l’autore della strage di Erba, ma nei cinque minuti in cui si è seduto di fronte alla Corte d’Assise di Como l’imputato non ha fatto altro che ribadire la propria posizione difensiva: la confessione, poi ritrattata, a suo parere non ha valore perchè “mi immedesimai nel personaggio”, così come la valutazione psichiatrica del criminologo Massimo Picozzi. Protagonista è stato invece Azouz Marzouk, padre, marito e genero di tre delle quattro vittime, che attraverso il proprio legale, Roberto Tropenscovino, ha fatto leggere una lettera nella quale auspica la condanna dei coniugi Romano “non più come dicevo alla pena di morte, ma all’ergastolo senza Dio” e chiesto un risarcimento “teorico”, vista la posizione patrimoniale degli imputati, di 2,6 milioni di euro. 

Nel testo il tunisino, che da alcuni giorni è in sciopero della fame anche per protestare contro la propria espulsione dall’Italia in seguito alla condanna patteggiata per traffico di droga, ammette di aver sbagliato, ma sottolinea anche di avere pagato “un conto duro” con la giustizia “che mi ha rovinato la vita. Questo però non è il mio processo, ma il processo degli assassini che hanno sterminato la mia famiglia, cambiato la mia vita e la vita di tante altre persone. Per favore trattate anche me come vittima di questa orrenda strage, una vittima come i Castagna, i Frigerio, non come Azouz lo spacciatore”. Marzouk ha ricordato di essere venuto in Italia “per vivere, lavorare, ho sposato una italiana, ho avuto un figlio, una famiglia, ora mia moglie è morta, il mio angelo Youssef è morto… e poi ho sbagliato io. Però hanno sbagliato anche quelli che hanno ucciso le uniche cose belle che avevo Raffa e Youssef. Di questo bisogna tenere conto e non dimenticare”. Un concetto ribadito anche da Tropenscovino che ha fatto riferimento al “supplemento di dolore” subito “dall’amico Azouz” per il fatto di essere stato inizialmente considerato il responsabile della strage.

“Ho chiesto di parlare – ha esordito Olindo dopo le richieste delle parti civili – perché nelle altre volte a causa dei miei vuoti di memoria sono rimasto indietro nel tempo”. Tre gli argomenti affrontati dall’imputato e ripresi dalla sua ultima deposizione del 18 febbraio. Prima alcune precisazione sui colloqui in carcere, filmati e poi diffusi in tv, con il criminologo Massimo Picozzi: “Durante le riprese non feci altro che riordinare le mie confessione immedesimandomi nel personaggio”. Il secondo riferimento è ai ‘pizzini’ dal tono confessorio scritti in cella sulla Bibbia: “Quegli scritti sono in linea con il pentimento. E’ vero che alcuni appunti li ho scritti con una punta di rabbia, ma era uno modo per sfogare e non per rivendicare qualcosa”. L’ultimo riferimento è agli psichiatri incontrati in carcere una sessantina di volte, “ma solo ed esclusivamente per la terapia”, mai per parlare “della questione, dei fatti”.

Un ennesimo tentativo di difesa che non ha scalfito le certezze delle famiglie Castagna e Frigerio allineate alla richiesta del pm, Massimo Astori, di condannare i coniugi Romano all’ergastolo. “Se avete sperato in un’assoluzione, se qualcuno vi ha ingannato, ve ne accorgerete presto” ha detto Francesco Tagliabue, legale dei Castagna, che ha chiesto solo un risarcimento simbolico. “L’unica vera forma di risarcimento – ha aggiunto – sarebbe che gli imputati smettessero di mentire alla Corte e a sè stessi”. Molto più concreta la “richieste accalorata” di Manuel Gabrielli, legale dell’unico sopravvissuto alla strage, Mario Frigerio, di una provvisionale di almeno 320mila euro, immediatamente esecutiva, per consentire al suo assistito di “poter affrontare con maggiore serenità il calvario” al quale è stato sottoposto per le coltellate che lo hanno reso invalido al 70%: ricoveri, interventi chirurgici e “continue visite e cure”. I Frigerio, compresi i due figli avuti dalla quarta vittima Valeria Cherubini, Andrea e Elena, hanno chiesto complessivamente 2,7 milioni di euro.

Il processo riprenderà lunedì 24 novembre con le repliche della difesa. La sentenza è attesa per mercoledì 26.

giugno 21, 2008

Strage di Erba, tempi più lunghi: slitta l’udienza della Cassazione

Posted in Cronaca, processo erba, Strage di Erba tagged , , , , at 01:34 di wildgreta

martedì 17 giugno 2008
I tempi si allungano. A dismisura. E così la sentenza per la strage di Erba rischia di andare al prossimo autunno, se andrà tutto bene. Oggi, infatti, niente udienza in Cassazione a Roma per decidere se Etv ha alimentato, come sostengono i due imputati (circostanza respinta fortemente dall’emittente lariana), una campagna di odio verso di loro. Udienza aggiornata e nuovo ruolo – in attesa di definire una nuova data – per un errore di notifica ad una delle parti. A Roma oggi non c’era nessuno dei protagonisti, neppure i legali di Olindo e Rosa. Ma i giudici della settima sezione hanno ravvisato questo errore e deciso di fissare una nuova data. Difficile dire se la stessa sarà prima o dopo l’estate. I giudici della Corte Suprema devono anche decidere su un altro ricorso presentato dai coniugi erbesi che rischiano l’ergastolo: quello contro i giudici dell’Assise di Como, accusati di avere in parte già emesso un verdetto contro di loro. Anche questa udienza deve ancora essere messa in calendario dalla Cassazione. Sentenza, come detto, destinata ad arrivare solo in autunno inoltrato.Olindo Romano e Rosa Bazzi, arrestati nel gennaio del 2007, inizialmente hanno ammesso ogni responsabilità di questo orrendo massacro, salvo poi fare una clamorosa marcia indietro con l’arrivo dei nuovo legali. Entrambi hanno ritrattato tutto arrivando a professarsi innocenti. Nella strage sono morte quattro persone tra cui il figlio di Azouz Marzouk e Raffaella Castagna, il piccolo Youssef.

maggio 13, 2008

STRAGE ERBA: GIUDICI, NO A RICUSAZIONE CORTE ASSISE COMO

Posted in processo erba, Strage di Erba tagged , , , , , at 12:55 di wildgreta

(AGI) – Milano, 13 mag. – I giudici della V Corte d’appello del Tribunale di Milano hanno rigettato l’istanza di ricusazione presentata, nei giorni scorsi, dai legali di Olindo e Rosa Bazzi, nei confronti della Corte d’Assise di Como, chiamata a giudicarli per la strage di Erba. Secondo la difesa dei coniugi, la Corte d’Assise di Como avrebbe anticipato il giudizio di condanna, attraverso l’ascolto del file audio, in aula, dell’interrogatorio sostenuto dal superstite Mario Frigerio. (AGI)

maggio 8, 2008

La ricusazione dei giudici di Como, a Milano nessuna decisione

Posted in Cronaca, processo erba tagged , , , , , at 16:31 di wildgreta

giovedì 08 maggio 2008
Una udienza prettamente interlocutoria. E’ quella che si è svolta oggi in Corte di appello a Milano davanti ai giudici della quinta sezione per discutere sull’istanza di ricusazione presentata da Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati della strage di Erba, contro i giudici della Corte di Assise di Como. Nessuna decisione presa: la stessa arriverà entro i prossimi cinque giorni. I giudici milanesi, come prassi vuole, si sono riservati di rendere nota la sentenza dopo aver studiato gli atti depositati dalle varie parti in mattinata. Pg De Petris e parti civili hanno spiegato perchè, a loro giudizio, l’istanza dei Romano, oggi non presenti, è da considerarsi inammissibile e infondata: perchè arrivata fuori tempo utile e perchè la corte di Assise di Como, facendo sentire l’audio di Mario Frigerio, non avrebbe in alcun modo anticipato alcuna sentenza di colpevolezza. Assenti gli imputati, in aula c’era solo Azouz Marzouk con il suo legale Tropenscovino.La difesa, rappresentata dai tre legali di Olindo e Rosa (Pacia, Schembri e Bordeaux), insiste perchè a loro giudizio in quell’occasione è stata formata una “perizia abnorme” contro i Romano. E, dunque, una chiara anticipazione di sentenza di colpevolezza. Sulla tempestività i tre hanno spiegato in aula di non aver recepiti, nella stessa udienza, le parole esatte. Ognuno, insomma, resta sulle proprie posizioni. Tutto rinviato ai prossimi giorni quando i giudici milanesi faranno sapere la loro decisione in merito.

Ciao Como 8 maggio 2008

maggio 7, 2008

STRAGE ERBA: CONIUGI, GIUDICI COMO GIA’ CONVINTI COLPEVOLEZZA

Posted in Cronaca, processo erba, Senza Categoria, Strage di Erba tagged , , , , , , , , at 22:48 di wildgreta

(AGI) – Milano, 6 mag. – I giudici della Corte d’Assise di Como avrebbero “manifestato chiaramente un convincimento di colpevolezza evidenziando e valutando una presunta prova determinante a carico degli imputati”. Lo scrivono Olindo e Rosa Bazzi, imputati nel processo per la strage di Erba con l’accusa di aver ucciso quattro persone, nell’istanza di ricusazione dei giudici comaschi, che verra’ discussa dopodomani davanti alla V sezione della Corte d’Appello di Milano. I coniugi spiegano che la “presunta prova” a loro dire decisiva per le sorti del processo riguarda la decisione della collegio comasco di ascoltare il file audio del primo interrogatorio sostenuto da Mario Frigerio, superstite e grande accusatore di Olindo e Rosa. Secondo gli imputati, i giudici, riascoltando autonomamente il file audio della testimonianza, avrebbero formato la prova “in modo anomalo” perche’ la frase percepita in aula sarebbe stata di tutt’altro tenore rispetto a quanto inteso dai piu’. Per la difesa, Frigerio avrebbe affermato: “per me stavano uscendo a un bel momento…non ho capito perche’ hanno aperto…per me stavano uscendo…ho visto che e’ uscita”. Invece, la versione maggioritaria e’: “perche’ e’ stato Olindo, l’avevo visto, l’ho capito perche’ era dentro, perche’ e’ stato Oindo al cento per cento…”. “La davvero amara considerazione – scrivono Olindo e la moglia nell’istanza – e’ che, a questo punto, essendo fissata la discussione, la difesa non potra’ far emergere davanti a un giudice terzo e imparziale un erroneo convincimento che da solo potrebbe far valere una condanna all’ergastolo”. (AGI)

aprile 13, 2008

Erba, il sostituto procuratore generale: «No alla ricusazione della Corte»

Posted in Cronaca tagged , , , , at 23:56 di wildgreta

 

Atteso il pronunciamento sull’istanza della difesa di Rosa e Olindo

di PAOLA PIOPPI
 

— ERBA —
PARERE NEGATIVO alla ricusazione della Corte d’Assise di Como del processo per la strage di via Diaz a Erba. Il sostituto procuratore generale di Milano, Isabella Pugliese, ieri si è espressa negativamente sull’ammissibilità della ricusazione presentata dai difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi. L’istanza, presentata dai legali della coppia – Enzo Pacia, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux – si fondava sull’accusa ai giudici di aver lasciato indebitamente trapelare il proprio convincimento sull’oggetto del processo, durante l’udienza del 2 aprile scorso, prima della sospensione in attesa della Cassazione che si dovrà esprimere su un’altra istanza presentata dalla difesa, quella di legittima suspicione.

IN QUELL’OCCASIONE venne fatto sentire in aula l’audio della testimonianza raccolta in ospedale il 15 dicembre 2006 in cui si sente la voce di Mario Frigerio – il supertestimone della strage, marito di una delle quattro vittime, Valeria Cherubini – raccontare per la prima volta cosa era accaduto quattro giorni prima. Per l’accusa, nel file si sentiva distintamente il nome di Olindo Romano, ma non per la difesa i cui consulenti avevano trascritto quel colloquio in modo radicalmente diverso. In particolare in un passaggio si è percepita in aula la frase: «Era l’Olindo, perché era l’Olindo, l’ho visto benissimo». Nell’istanza i legali di Rosa e Olindo, si lamentano anche della conduzione della raccolta delle prove dibattimentali, in particolare sulla decisione di consentire ai consulenti della Procura – il genetista Carlo Previderè e il medico legale Giovanni Scola – di rispondere alle contestazioni dei due consulenti della difesa, Carlo Torre e Valentina Vasino. I giudici della Quinta Sezione della Corte d’Appello di Milano, competente a giudicare delle ricusazioni, dovranno tenere un’udienza in camera di consiglio per valutare l’ammissibilità della ricusazione.

IL PARERE NEGATIVO del sostituto procuratore generale toccherebbe non solo questioni riguardanti l’ammissibilità, ma anche il merito della richiesta. La prossima udienza del processo è prevista per il 28 maggio, quando dovrebbe essere arrivata la sentenza della Corte di Cassazione sulla richiesta di remissione del processo, fondata in questo caso su ben altre considerazioni: quella di un ambiente «inquinato» da una campagna mediatica sostanzialmente colpevolista, che non avrebbe lasciato sufficiente spazio e credibilità alla difesa. Se accolta, questa istanza costringerebbe a spostare il processo in un altro Tribunale sede di Corte d’Assise, e a ricominciare da zero con un altro pubblico ministero.

Il Giorno 10 aprile 2008

aprile 6, 2008

PROCESSO DI ERBA, IN ATTESA DELLA CASSAZIONE LA DIFESA ANNUNCIA BATTAGLIA SULLE PAROLE DI FRIGERIO

Posted in Cronaca tagged , , at 06:43 di wildgreta

Domenica 06-04-2008 09:42
Tutto fermo al Tribunale di Como dopo 17, intense, udienze. Si spengono i riflettori sul processo per la strage di Erba in attesa della decisione della Corte di Cassazione che dovrà stabilire se è legittima la richiesta della difesa che vuole spostare dalla città il dibattimento. Ma non si placano le polemiche, in particolare dopo l’ultimo, clamoroso, colpo di scena. Quello di mercoledì dove in Assise i giudici hanno fatto sentire la voce di Mario Frigerio quattro giorni dopo l’aggressione. E dalle sue parole, pronunciate a fatica, il nome di Olindo si sente subito. Parole che, unite alla testimonianza in aula di Frigerio, rendono davvero inataccabile il quadro accusatorio del Pm Massimo Astori.
Ma la difesa non si arrende. Ed annuncia battaglia proprio su questo audio: i legali di Olindo e Rosa hanno dato incarico al loro consulente di trascrivere parola per parola il contenuto.

Il Corriere di Como

aprile 5, 2008

Italia: strage erba, Olindo e Rosa ricusano giudici Como

Posted in Cronaca tagged , , at 22:13 di wildgreta

Como – I difensori di Olindo Romano e Rosa Bazzi hanno presentato un’istanza di ricusazione dei giudici della Corte d’assise di Como davanti ai quali è in corso il processo che vede imputati i coniugi per la strage di Erba (quattro persone uccise e una quinta ferita gravemente). Secondo i difensori di Olindo e Rosa, i giudici,riascoltando autonomamente il file audio della prima testimonianza del sopravvissuto alla strage, Mario Frigerio, del 15 dicembre 2006, avrebbero di fatto “anticipato il giudizio”, oltre che formare la prova “in modo anomalo”.In particolare, la frase ascoltata più volte in aula nell’ultima udienza (che è stata interpretata dai più come è stato l’Olindo, perché era l’Olindo, l’ho visto benissimo..”), per i difensori sarebbe tutt’altra e non vi comparirebbe il nome dell’ex netturbino, come stabilito da un loro consulente. Altra lamentela degli avvocati è il fatto che la Corte abbia respinto una serie di prove da loro chieste: segno che nei giudici si è già maturato un convincimento sulla colpevolezza della coppia.

ATS

    
 

 

 

 

 

aprile 2, 2008

Erba, processo rinviato al 28 maggio. Si attende la Cassazione

Posted in Cronaca tagged , , at 21:46 di wildgreta

La difesa chiese il trasferimento il 31 marzo scorsoErba, 2 apr.- Il processo per la strage di Erba è stato rinviato al 28 maggio prossimo in attesa di una decisione della Corte di Cassazione in merito alla richiesta della difesa trasferimento del dibattimento per “incompatibilità ambientali”. 

La richiesta della difesa è scattata ufficialmente a causa della “oltraggiosa campagna di stampa” che, secondo uno dei legali dei coniugi Romano Enzo Pacia, è stata mossa dagli organi di stampa locali ai danni dei suoi clienti.

Il rinvio previsto dal presidente della Corte d’Assise Alessandro Bianchi potrà essere a sua volta prorogato nel caso non si arrivi ad una decisione per quella data.

aprile 1, 2008

ERBA: CARO AVVOCATO NON SCHERZIAMO

Posted in Cronaca tagged , , , , at 17:11 di wildgreta

 01-04-2008
di Mario Rapisarda

Il lavoro dei cronisti

Le dichiarazioni dell’avvocato Enzo Pacia e il tenore dell’istanza per togliere il processo alla Corte d’Assise di Como sono a dir poco sorprendenti. Si afferma che Etv avrebbe messo in atto una «campagna denigratoria», «un sistema devastante di diffusione del risentimento popolare». Caro avvocato, non scherziamo: Lei sa bene che ciò è assurdo, assolutamente e totalmente falso. È vero, il nostro gruppo – Etv e Corriere di Como – ha dato ampio spazio alle udienze in Corte d’Assise. In particolare la tv, oltre ai telegiornali, ha dedicato tre diverse trasmissioni alla strage di Erba, condotte da altrettanti giornalisti: Marco Romualdi, Dario Campione ed Emanuele Caso. In questo modo ha voluto dare più voci alla cronaca del processo e garantire assoluta imparzialità e pluralità di vedute.
Il collegio difensivo è stato sempre invitato alle trasmissioni. Ma ha sempre rifiutato di presenziare in studio. Al contrario, numerosi giornalisti di testate nazionali e gli avvocati di parte civile sono intervenuti più volte.
Ci permettiamo un parallelo: in questo momento nel nostro Paese vige un regime di par condicio, che detta le regole della campagna elettorale. Se un candidato premier rifiuta il dibattito, anche all’avversario è preclusa la partecipazione alla trasmissione. Ciò riguarda però solo e unicamente il voto, e non certo i resoconti giudiziari sulla strage di Erba: l’avvocato Pacia non può pretendere di impedire alle altri parti processuali di presenziare ai dibattiti. Che sono sempre e comunque moderati da giornalisti che ne garantiscono la totale correttezza, anche in occasione delle numerose telefonate in diretta del pubblico.
Ricordiamo poi che Etv ha comunque dato ampio spazio anche alle tesi della difesa, attraverso l’opinione di giornalisti che, con le loro pubblicazioni, si sono schierati apertamente a supporto della linea espressa da Pacia, Schembri e Bordeaux. Leggiamo ancora nell’istanza presentata ieri: «È palese il tentativo di ridurre la difesa al silenzio». Da parte nostra non è senz’altro così. E sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario. Certo è che non sarà possibile, al contrario, ridurre al silenzio Etv. Che continuerà a seguire questo processo con lo stesso impegno, anche se venisse spostato a Palermo.
mrapisarda@corrierecomo.it

Pagina successiva

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 737 follower