maggio 8, 2009

MEREDITH/ Deposizione della scientifica:Identificate 48 impronte nella casa

Pubblicato in: Omicidio Perugia tagged , , , , , , a 23:14 di wildgreta

IL GIALLO DI MEREDITH

Dalla deposizione del sovrintendente Giuseppe Privitera, della sezione identità giudiziaria, è emerso che sono state 48 le impronte, 35 digitali e 13 palmari, identificate dalla polizia scientifica nella casa dove venne uccisa Meredith Kercher

perugia, la casa di via della Pergola (Crocchioni) Perugia, 8 maggio 2009 – Dalla deposizione del sovrintendente Giuseppe Privitera, della sezione identità giudiziaria, è emerso che sono state 48 le impronte, 35 digitali e 13 palmari, identificate dalla polizia scientifica nella casa dove venne uccisa Meredith Kercher. L’investigatore ha spiegato che cinque sono risultate del giovane pugliese Raffaele Sollecito, una della studentessa americana, Amanda Knox, 17 della vittima, una di Rudy Guede (già condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato) e il resto delle due italiane che abitavano nella casa e dell’allora fidanzato di Mez.

In particolare l’impronta palmare dell’ivoriano, sporca di sangue, venne trovata sul cuscino accanto alla studentessa inglese. Nell’appartamento – ha riferito ancora il sovrintendente Privitera – sono stati rintracciati 108 di quelli che sono stati definiti ‘frammenti papillari’, 61 dei quali risultati ‘utili’ per gli accertamenti avendo 16-17 punti per l’identificazione.

Tredici le impronte non identificate, quattro delle quali nella camera dove venne compiuto l’omicidio (due su un calendario e altrettante sullo stipite della porta). Nel pomeriggio l’udienza è stata interamente dedicata alla deposizione di tre esperti della polizia scientifica che hanno esaminato le impronte. Al termine della loro testimonianza il processo è stato rinviato a domani mattina, alle 9.

la nazione 8 maggio 2009

marzo 15, 2009

PERUGIA, VACILLA L’ALIBI DI SOLLECITO

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MEREDITH:VACILLA L’ALIBI DI SOLLECITO.PARLA IL PATRIGNO DI AMANDA

febbraio 22, 2009

Perugia, Meredith: Biglietto trovato nella casa del delitto

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Perugia, Meredith: Biglietto trovato in casa, la scientifica controlla anche You Tube


febbraio 15, 2009

Perugia, le dichiarazioni spontanee di Amanda

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Amanda con la maglietta inneggiante all'amore

Perugia, Amanda inneggia all’amore. I testimoni: ”Gustava a Rudy Guede”

Omicidio di Meredith- Depone la coinquilina di Montefiascone

Perugia, Amanda: Non sono una maniaca

febbraio 14, 2009

Meredith, arrestato testimone albanese Perugia, Cc trovano cocaina in casa sua

Pubblicato in: omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , , a 01:33 di wildgreta

L’albanese Hekuran Kokomani, uno dei testimoni dell’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher, è stato arrestato dai carabinieri di Perugia che hanno sequestrato nella sua abitazione alcuni grammi di cocaina. Lo straniero – difeso dall’avvocato Antonio Aiello – nega comunque che la droga fosse sua. La cocaina, sembra 8 grammi, è stata trovata in un cassetto. In casa i carabinieri hanno sorpreso anche un altro straniero che è stato perquisito.

Kokomani comparirà davanti al gip di Perugia per l’udienza di convalida dell’arresto. L’interrogatorio si terrà nel carcere di Capanne.

Nell’inchiesta sull’omicidio Kercher l’albanese ha sostenuto di avere visto insieme Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede. Sentito come testimone nel processo con il rito abbreviato all’ivoriano e nell’udienza preliminare nei confronti degli altri due è stato chiamato a deporre anche nel procedimento davanti alla corte d’Assise di Perugia nei confronti della studentessa americana e del giovane pugliese.

novembre 22, 2008

Perugia: chiesta deposizione in aula familiari Meredith

Pubblicato in: omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , a 15:56 di wildgreta

(ANSA) – PERUGIA, 22 NOV – E’ stata chiesta la testimonianza davanti alla Corte d’assise di Perugia dei genitori e dei fratelli di Meredith Kercher. A chiedere la deposizione dei congiunti di Mez sono gli avvocati Maresca e Perna, che li rappresentano come parti civili nel processo a carico di Raffaele Sollecito e Amanda Knox. Verranno sentiti per ricostruire la personalita’ e il carattere della giovane uccisa, ma anche per descrivere la sofferenza subita nell’ultimo anno in seguito all’omicidio.

ottobre 20, 2008

E Raffaele in cella cucina e fa il caffè con Spaccino che ha ucciso la moglie incinta

Pubblicato in: Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , , a 18:00 di wildgreta

di Italo Carmignani e Vanna Ugolini
PERUGIA (20 ottobre) – Pentole e tegami legati con cappio e attaccati al muro della cella, sopra i fornelli. Una scacchiera di cartone sul tavolino, le pedine sono fatte con i tappi delle bottiglie di plastica. Tra i libri un ricettario. In un angolo le lettere: “Raffaele resisti” è il tono di molte. Il caffè condiviso durante le ore di visita con Roberto Spaccino, accusato, diciasette mesi fa, di aver ammazzato a botte la moglie incinta di 8 mesi. Una volta sono riusciti anche a preparare un piatto di pappardelle al sugo. Leggi il seguito di questo post »

ottobre 16, 2008

PEDOFILIA: PARRUCCHIERE MOLESTAVA BAMBINI, ARRESTATO A PERUGIA

Pubblicato in: Abusi sui minori, Cronaca, Pedofilia tagged , , , a 16:42 di wildgreta

(AGI)- Perugia, 16 ott. – P.F., 36enne di Perugia, titolare di una negozio di parrucchiere a Ponte Rio, ai piedi dell’acropoli, e’ stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di molestie sessuali nei confronti di minori.
Le indagini, protrattesi per vari mesi, sono scattate a seguito della denuncia di una coppia che aveva raccolto le confidenze dei due figli, un maschio di 7 anni ed una bimba di 9 su quanto accadeva nel negozio del parrucchiere. Secondo il racconto dei piccoli, da circa due anni, ogni qualvolta il nonno li accompagnava a tagliarsi i capelli, l’uomo non soltanto li toccava nelle parti piu’ intime ma pretendeva, con “un dolce modo di fare”, evidenziano i carabinieri, che a turno loro gli palpassero l’organo genitale. Gli abusi si sono verificati anche alla presenza del nonno che, impegnato a leggere riviste, non si e’ mai accorto di nulla. Soltanto in un’occasione, aggiungono gli inquirenti, all’uscita del negozio aveva notato che i piccoli si erano fermati a parlottare tra di loro, ma sotto voce, per impedirgli di ascoltare.
E’ stata la bambina a confidarsi per prima con la madre, la quale insieme al marito ha avvertito i carabinieri. Leggi il seguito di questo post »

agosto 28, 2008

Perugia: i sopralluoghi nella casa dell’omicidio di Meredith.

Pubblicato in: Amanda, Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , , , , a 19:37 di wildgreta

Fonte: LaNazione 27.agosto.2008

Il sopralluogo dei legali di Sollecito – “Un solo soggetto in casa”
Giulia Bongiorno, Marco Brusco e Luca Mauri, avvocati di Raffaele Sollecito, hanno passato 25 minuti nella casa del delitto. Dopo il sopralluogo il pool non ha rilasciato nessuna dichiarazione ufficiale ma ha sottolineato la facilità d’accesso all’abitazione e si è detto certo che sulla scena dell’omicidio vi fosse una sola persona. Quest’ultima affermazione in particolare ha indignato i legali di Rudy Guede
Perugia, 27 agosto 2008 – Si fa sempre più aspro lo scontro tra i tre indagati per l’omicidio di Meredith Kercher: attraverso i rispettivi legali siamo ormai al tutti contro tutti in vista dell’udienza preliminare del 16 settembre davanti al gup di Perugia Paolo Micheli. Questa mattina, come autorizzato nei giorni scorsi, Giulia Bongiorno, Marco Brusco e Luca Mauri, avvocati di Raffaele Sollecito, hanno compiuto un sopralluogo nella casa del delitto, insieme al medico legale Francesco Vinci e al dirigente della squadra mobile Giorgio Di Munno.

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luglio 19, 2008

Visita in carcere, i progetti di Amanda: amare Raffaele

Pubblicato in: Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , , a 01:02 di wildgreta


Mazzuca a colloquio con la studentessa
Da quasi nove mesi Amanda Knox è rinchiusa nel carcere di Perugia con l’accusa di aver ucciso Meredith Kercher. Giancarlo Mazzuca è andato ad incontrarla: “Non sembra tanto la biondina supersexy, quanto una ragazzina acqua e sapone”

Perugia, 16 luglio 2008 – Bussi alla porta principale del carcere e ti rendi subito conto che, in Italia, ci piangiamo troppo spesso addosso: parliamo di prigioni fatiscenti e sovraffollate, di prigioni maleodoranti e in stato di quasi abbandono, e poi scopri Capanne. Edifici nuovissimi, vasti giardini dove corrono persino i leprotti (un modo per mettere sul ‘chi va là’ le guardie carcerarie?) e addirittura 15 ettari di terreni agricoli coltivati a frutta e ortaggi, purtroppo solo da qualche recluso. Peccato che un’ala intera dell’edificio sia chiusa per mancanza di personale carcerario: a Capanne potrebbero starci oltre 500 detenuti, ne ospita soltanto la metà che, per l’80 per cento, sono stranieri.Qui, da quasi nove mesi, è reclusa Amanda Knox, la ‘Foxy Knoxy’ dei giornali tabloid britannici, per l’omicidio di Meredith Kercher. Il direttore del carcere, Antonio Fullone, gentilissimo e trasferito qui da poco, mi porta subito nella sezione femminile: 28 detenute in tutto, due o tre persone e un televisore per ogni cella. Più che un carcere, sembra un ospedale: pavimenti lucidi, pulizia dappertutto. Amanda mi viene incontro, sorridente.

Non sembra tanto la biondina supersexy e rubacuori, quanto una ragazzina acqua e sapone, molto sveglia, con quegli incredibili occhi azzurri che ti guardano fisso e non s’abbassano mai, la pelle bianchissima, la voce cristallina e un sorriso incredibile. Ti domandi subito: ma com’è stato possibile tutto ciò?

Prendi l’argomento alla larga e le chiedi come trascorre le sue giornate in carcere. Amanda non ha dubbi: “Molto bene, basta avere un progetto di vita”. Lei di progetti ne ha davvero tanti, nonostante quasi nove mesi di reclusione. Intanto, è entrata molto in sintonia con le sue compagne di cella, un’italiana e una bulgara: “L’italiana ha tanti bimbi piccoli e l’ho anche aiutata a dare loro da mangiare”. Poi ha creato un buon rapporto con le guardie carcerarie della sezione femminile, tutte ovviamente donne: “Loro mi comprendono, a differenza di quanto capitò nei primi giorni di interrogatori in Questura, dopo la morte di Meredith”.

Non scrive più memoriali, ma dedica molto tempo a rispondere alle lettere di familiari e amici. Amanda non lo dice, ma il rapporto con Raffaele Sollecito, il fidanzatino pugliese di quella terribile notte dell’omicidio di Meredith, non si è affatto interrotto, anzi: “Ero arrivata a Perugia alla fine di settembre dell’anno scorso, e, quindi, avevo appena conosciuto Raffaele. Allora non si poteva certo parlare d’amore, ma di simpatia reciproca. Dopo siamo stati divisi e anche il padre di Raffaele ha tentato di allontanarmi dal figlio, ma noi non ci siamo mai lasciati”.

Insomma, quella love story, che sembrava finita così drammaticamente, non si è affatto interrotta: pochi giorni fa, al compleanno di Amanda, sono arrivati anche i fiori di Sollecito, subito dirottati nella cappella del carcere: la passioncella è diventata amore, almeno così pare. Se si sofferma volentieri su Raffaele, Amanda è invece molto restìa a parlare di Rudy Hermann Guede, l’ivoriano che è recluso come lei a Perugia per il delitto del 1° novembre: “Lo conosco molto poco, non posso aggiungere altro”.

L’incontro con Amanda Knox, lo confesso, è, per certi versi, molto singolare, quasi unico. Solitamente le persone che vedi dietro le sbarre sono disperate, spesso in lacrime, come mi capitò anche con Anna Maria Franzoni. La studentessa americana, vestita in modo semplice (una maglietta bianca e un paio di jeans blu,) ma ugualmente ricercato considerando il contesto in cui vive, pare reduce da uno stage in un college. È anche un po’ più in carne, nonostante la ginnastica (“Qui si mangia bene: mi piacciono la pasta e il riso”).

Ti continua a parlare di progetti di vita, e ribadisce che fa ottimo uso del suo tempo dietro le sbarre. Attualmente studia contemporaneamente cinque lingue straniere (italiano e tedesco, che sa meglio delle altre, più francese, russo e cinese) e fa il tirocinio con i libri che le inviano i genitori (padre e madre sono separati, ma, a turno, vengono a trovarla ogni quindici giorni: lei insegna, lui è contabile in un istituto finanziario).

La Knox non perde mai la sua ora d’aria, al mattino e al pomeriggio, e va pure a messa: a Pasqua ha parlato a lungo anche con il vescovo di Perugia. Non solo: ha frequentato la palestra in carcere (“sono in buona forma fisica”), mentre ha ultimato un corso di chitarra. “Al saggio finale ho suonato Il mio canto libero (e sorride…) di Lucio Battisti più Hey Jude e Let it be dei Beatles”.

Proprio la chitarra è il mezzo che mi consente di entrare nell’argomento che più mi interessa: quali fossero i suoi veri rapporti con Meredith, la compagna d’appartamento. Amanda smentisce i continui litigi con l’inglesina. Ti guarda negli occhi, si gratta il naso pieno di efelidi e poi ti dice: “Non è vero che ci ignoravamo o ci bisticciavamo sempre, spesso stavamo assieme e, mentre io suonavo la chitarra, lei leggeva avidamente libri gialli”.

Particolare inedito, questo dei libri gialli. Vorrei saperne di più, ma lo sguardo del direttore del carcere mi impedisce di andare oltre: con Amanda posso solo parlare della sua attuale vita da detenuta e non addentrarmi troppo nei particolari di quella notte di sangue. La Knox si limita a ribadire la sua versione: in quella notte lei era a casa di Sollecito, “ricordo che mangiammo pesce e poi facemmo l’amore”. Sarò un po’ codino, ma resto sbalordito dalla naturalezza con cui questa ragazza, che potrebbe essere mia figlia, parla dei suoi rapporti amorosi, quasi un modo per combattere la noia.

E, a proposito di noia, interrogo Amanda sulla sua vita a Perugia, una città che potrebbe sembrare provinciale, ma che è invece cosmopolita con gli studenti provenienti da tutto il mondo che ruotano attorno al centro storico: “Perugia è una città che amo e che continuo ad amare, nonostante quello che mi è successo. Così, come continuo ad amare l’Italia e gli italiani. Mi piaceva, Perugia, soprattutto di giorno, di notte era diverso, era quasi inquietante. Ricordo quando aspettavo qualcuno davanti alla fontana in piazza e in tanti mi si avvicinavano e mi chiedevano se andavo fuori con loro”.

La Perugia dai due volti: quella solare del giorno e quella ricca d’angoscia e carica d’eccessi della notte che diventa un leit-motiv per molte città universitarie italiane e di tanti centri turistici sparsi nel mondo che, soprattutto d’estate, si riempiono di giovani alla disperata ricerca dello sballo.

Scrivi di sballo, ma nell’Amanda che ho conosciuto non pare esserci spazio per questa parola. È incredibile, ma lei non sembra volere sfuggire alle incognite del suo futuro e, anzi, attende con impazienza il giorno del processo: “Mi dicono che comincerà a gennaio, ma io spero tanto che l’inizio sia fissato in novembre”. Non vedo ombra di pentimento nei suoi occhi, anche se ammette che qualche errore (quale?) l’ha commesso, e non c’è un suo pensiero spontaneo per la compagna scomparsa così tragicamente.

In lei c’è, piuttosto, voglia di vivere e del suo avvenire, quello che lei si è costruita nel suo progetto di vita, dice: “Quando tutto sarà finito, tornerò negli Usa, ma non ci starò a lungo. Da grande voglio fare l’interprete e mi piacerebbe vivere un pò qua, un pò là, in giro per il mondo”. Mi chiede poi se andrò al suo processo: ci sarò.

Giancarlo Mazzuca La Nazione

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