giugno 18, 2010

DON MARCO BARESI: CONDANNA CONFERMATA IN APPELLO

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Zoom Foto

I sostenitori di don Marco Baresi attendono in aula la lettura della sentenza FOTOLIVE

Abusi e file hard al Seminario Condannato l’ex vicerettore

IL PROCESSO DI SECONDO GRADO. Nessuno sconto in appello per don Marco Baresi accusato da un ragazzo

Confermata la sentenza dei giudici di primo grado: 7 anni e 6 mesi Per i giudici il prete ha avuto rapporti sessuali

con un 14enne

Don Marco Baresi ha abusato di un ragazzino che frequentava la scuola media del Seminario diocesano di via Bollani e nel suo computer portatile ha scaricato centinaia di files dall’inequivocabile contenuto pedopornografico.

È LA CONVINZIONE dei giudici della corte d’appello (Daniela Genalizzi, presidente, in collegio Enzo Rosina e Umberto Russo) che ieri hanno confermato la condanna inflitta in primo grado al sacerdote, ex vicerettore del seminario diocesano di via Bollani, accogliendo completamente la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Chiaro. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio poco prima delle 15, dopo due ore abbondanti di camera di consiglio. In aula gli avvocati difensori, Luigi Frattini e Stefano Lojacono, l’avvocato di parte civile Pieranna Civera, a tutelare il ragazzino ormai maggiorenne, e i sostenitori del sacerdote, i «FreeDON» che non hanno mai abbandonato don Baresi e gli sono stati vicini in questi anni, dal giorno dell’arresto il 27 novembre del 2007, al giorno successivo quando il gip Silvia Milesi concesse gli arersti domiciliari che il sacerdote sta ancora scontando.
Non era presente don Marco. Il sacerdote ha assistito ad ogni udienza e anche ieri mattina era in aula per le repliche di accusa e difesa, ma ha preferito non essere presente alla lettura del verdetto. I suoi sostenitori hanno atteso la lettura della sentenza fiduciosi in un colpo di scena, confidando in un ribaltone, nell’assoluzione chiesta dai difensori perchè secondo loro nulla di quanto contestato al sacerdote è stato commesso, non gli abusi, non la diffusione di materiale pedopornografico, dato che il pc portatile era accessibile anche a altre persone e non solo a don Baresi. Ma le attese degli amici di don Marco sono state deluse: i giudici non solo non hanno ribaltato il giudizio di primo grado, ma non hanno concesso nemmeno uno sconto di pena.
SOLO POCHI ISTANTI per leggere il dispositivo e il pubblico si fa sentire. «Che schifo» commenta uno dei ragazzi con l’immancabile maglietta «FreeDON». Gli fa eco una ragazza: «È questa la giustizia italiana!». Commenti colti al volo in aula, ma nessuno dei giovani sostenitori ha voluto commentare apertamente: per loro don Baresi è innocente e nulla può fargli cambiare idea, nemmeno due sentenze di condanna. I difensori, ovviamente, aspettano di leggere le motivazioni per preparare il ricorso in Cassazione.
A far finire davanti ai giudici don Marco Baresi sono state le accuse di un ragazzo che nel 2007, poco prima dell’arresto del sacerdote, aveva raccontato di aver avuto rapporti sessuali con l’ex vicerettore del seminario diocesano qualche anno prima, quando aveva all’incirca quattordici anni e frequentava la scuola media di via Bollani. Dalla scuola il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi, senza raccontare nulla nè ai genitori nè agli amici, ma aveva affidato le sue confidenze a una psicologa. L’attendibilità e la credibilità del ragazzino erano state valutate da esperti e il 27 novembre per il sacerdote erano scattate le manette. Le verifiche sul pc avevano riservato una sorpresa: il 28 aprile 2007 alle 12.30 erano stati ordinati 180 files pedopornografici da e-Mule, caricati su una memoria esterna erano stati cancellati prima dell’arresto.
La Curia diocesana ha commentato la condanna: «Il reato per cui è stato condannato è tra i più odiosi e come Chiesa bresciana viviamo con tristezza il momento. Riteniamo che in queste situazioni siano sempre doverosi il rispetto e la cautela. Mentre intendiamo esprimere solidarietà alle vittime di ogni abuso, sappiamo che un accusato ha diritto a essere pensato innocente fino a che intervenga una sentenza definitiva. Il vescovo di Brescia Luciano Monari ha ancora fiducia che don Marco possa dimostrare la sua innocenza e sta predisponendo una lettera per i sacerdoti della diocesi di Brescia affinché questa dolorosa prova possa essere vissuta da tutti con spirito di fede». La lettera sarà diffusa oggi.
Wilma Petenzi

Wilma Petenzi

brescia oggi 17 giugno 2010

giugno 16, 2010

Don Marco Baresi, attesa sentenza di appello per il prete condannato in primo grado

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http://donmarcobaresi.net/forum/download/file.php?id=239&mode=view

Note di Wildgreta: Il pm ha chiesto la conferma della condanna a sette anni e mezzo, per violenza sessuale su un ragazzino che all’epoca dei fatti frequentava le scuole medie interne al seminario di Brescia e per aver scaricato materiale pedopornografico (180 file)-La difesa afferma che quel materiale potrebbe averlo scaricato qualcun’altro. La sentenza è attesa a breve.

Pedofilia, nuova perizia sul pc dell’ex vicerettore


Al via il processo d’appello a don Baresi

In aula il prossimo 6 maggio. E non per la sentenza. Il processo di appello a carico di don Marco Baresi, l’ex vicerettore del seminario di Brescia accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, di detenzione di materiale pedopornografico e condannato per questo a sette anni e mezzo di reclusione, potrebbe richiedere ben più di un’udienza. I giudici di secondo grado, su richiesta dei difensori, hanno infatti deciso una perizia informatica sul computer in uso al religioso, in particolare sulla memoria nella quale gli investigatori della Mobile avevano rintracciato i file che ora costituiscono parte dell’accusa nei suoi confronti.

«Usato da più persone»
Sin dalla fase delle indagini preliminari gli avvocati Luigi Frattini e Stefano Lojacono sostengono che il pc sequestrato e indagato a fondo insieme a una memoria esterna non fosse nell’esclusiva disponibilità dell’imputato. Che diverse erano le persone che potevano accedervi e quindi utilizzarlo, anche per la navigazione in internet. A sostegno della loro tesi, con i motivi d’appello, i legali dell’imputato hanno depositato una consulenza che dimostrerebbe incompatibilità tra la datazione di alcuni file e la presenza davanti al pc del vicerettore del seminario, che è agli arresti domiciliari dal novembre del 2007. Per valutare la fondatezza di questa ipotesi, posta dalla difesa di don Baresi alla base della richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della prossima udienza il presidente della Corte d’appello, la dott.ssa Daniela Generalizzi, conferirà incarico peritale all’ufficiale del Ris di Roma che già nel corso del processo di primo grado valutò l’hard disk sequestrato all’imputato. Qualora dalla perizia risultassero elementi nuovi e quindi la Corte ravvisasse la necessità di approfondire la questione, il processo d’appello farà registrare una nuova fase dibattimentale: una nuova discussione sulla presunta responsabilità di don Baresi.

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maggio 21, 2009

Pedofilia, Tradate: 9 anni all’operaio che abusava e filmava i bambini in garage

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Ha abusato per anni di 3 bambini e ha filmato le violenze

(ANSA)- MILANO,20 MAG- Per anni ha violentato 3 bambini, nella cantina sotto la sua casa: l’uomo, un operaio, e’ stato condannato a Milano a nove anni di reclusione. L’uomo, che viveva a Tradate (Varese), li portava nello scantinato dove filmava le violenze che poi condivideva in rete con altri pedofili. L’imputato e’ stato arrestato il 13/6 2008 nell’ambito di un’indagine della polizia postale su siti pedopornografici. Nella sua casa sono stati sequestrati centinaia di filmati e circa 150 file.

dicembre 20, 2008

Garlasco, chiesta nuova perizia sul pc di Stasi

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stasi-funerale-chiara

GARLASCO (Pavia). Una nuova perizia è stata chiesta sul computer di Alberto Stasi, il giovane di 25 anni accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua villa a Garlasco.
A chiederla è l’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi. La famiglia vorrebbe appurare se sul pc ci siano elementi che possano spiegare un’eventuale lite tra Alberto e Chiara. Stasi, infatti, è anche accusato per materiale la detenzione di materiale pedopornografico. Il giovane aveva portato con sé il portatile a casa della fidanzata, per lavorare alla sua tesi in economia. Un particolare che potrebbe avere un peso nell’indagine. L’udienza preliminare del processo è fissata per il prossimo 24 febbraio, quando il gup Stefano Vitelli valuterà la richiesta di rinvio a giudizio di Stasi.

Pedopornografia, Lombardia: tutte le operazioni degli ultimi 3 giorni

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Milano | 20 dicembre 2008
Un uomo arrestato e 20 indagati in Lombardia in un’operazione contro la pedopornografia

Venti persone indagate e perquisite. Un uomo arrestato. Questo e’ il bilancio dell’operazione denominata ‘RAZORBACK’ condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia in accordo con la Polizia elvetica ed e’ stata diretta a colpire una rete di utenti che hanno diffuso filmati a carattere pedopornografico mediante le modalita’ peer-to-peer utilizzando, quale elemento comune, i server denominati appunto ‘Razorback’.L’uomo arrestato e’ stato sorpreso mentre condivideva in rete tre filmati a carattere pedopornografico.

Pedofilia on-line  cinque arresti
18 dicembre 2008

 Collegati a “e-Mule”, il più noto sistema di condivisione dei file, hanno scaricato la discografia dei Buena vista social club, noto gruppo cubano. Ma anziché musica, all’interno hanno trovato una “pedo-collection” con file distinti in base all’età dei bambini (dai tre ai dieci anni) ritratti in pose hard. È quanto è successo ad alcuni internauti che si sono rivolti alla polizia postale di Bologna.

Così dopo mesi di indagini a livello nazionale, sono state arrestate cinque persone, indagate 33 e sequestrati circa 10 mila tra foto e video, definiti dalla polizia «particolarmente scabrosi». L’inchiesta è partita l’estate scorsa e ha permesso di arrestare in flagranza di reato cinque uomini, tutti incensurati sui 30-40 anni e residenti nelle province di Ferrara, Reggio Emilia, Mantova, Vicenza e Reggio Calabria.

Due di loro, al momento dell’arresto, stavano scambiando materiale pedopornografico, gli altri avevano un’ingente quantità di video e foto. Complessivamente quelle rintracciate sono circa 10 mila. Una mole enorme di materiale che, vista anche la crudezza delle immagini, ha fatto scattare l’arresto (provvedimento facoltativo e deciso di volta in volta dalla procura tanto che, secondo gli investigatori bolognesi, un sesto arresto è stato chiesto ai magistrati di Como ma negato).

Altre 33 persone – da diciottenni a pensionati, residenti in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna – sono state indagate sempre per il reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Perciò per mesi gli agenti della polizia postale, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio della procura di Bologna, hanno prima scandagliato la rete per cercare di conoscere il contenuto del file chiamato “Buenavista social club” (non sempre all’etichetta del documento corrispondeva il materiale hard), poi fatto una scrematura tra quanti avevano già scaricato quel materiale o lo stavano facendo e quanti lo condividevano.

In effetti, come hanno spiegato gli agenti, in fase di download di un file, si può cambiarne il nome. Un escamotage seguito dai più scaltri per evitare guai con la giustizia, ma non da tutti. Alcuni infatti avevano nel loro computer la “pedo-collection” in originale. E all’interno volti e corpicini di bambini ignari. Intanto a Eboli è stato arrestato un uomo di 69 anni, A. R. che per due anni aveva costretto ad atti di libidine una bambina di appena 5 anni, che frequentava l’asilo da lui gestito. L’accusa è di aver sottoposto, dall’autunno del 1999 al febbraio del 2001, a ripetuti e continui atti sessuali la minorenne. I carabinieri hanno dato esecuzione a una sentenza di condanna per pedofilia a 5 anni e 6 mesi di reclusione passata in giudicato.
Il Tempo 17 dicembre 2008

dicembre 6, 2008

Pedopornografia: 5 arresti in maxi-operazione ‘Anime Bianche’, ma a quando l’inasprimento delle pene?

Posted in Pedofilia, Pedopornografia tagged , , , , , , , , at 01:42 di wildgreta

Hanno un’età media di 45 anni e appartengono a tutte le categorie sociali – operai, professionisti, militari, fotografi, impiegati statali, imprenditori e commercianti – i 41 italiani indagati nell’ambito della una maxi operazione ‘Anime Bianche’ contro la pedofilia su internet che ha portato a 5 arresti e a perquisizioni in tutta il Paese.

Il Nucleo Investigativo Telematico (NIT) della Procura di Siracusa li ha beccati a diffondere in rete materiali pedopornografici: video e immagini “dal carattere particolarmente abietto, in cui figurano bimbe in tenera età che sono costrette a subire coercizioni criminali fortemente degradanti e umilianti”, ha sottolineato il Procuratore di Siracusa, Ugo Rossi.

Quello che più colpisce di questo business turpe e infame, strettamente legato al turismo sessuale, ha aggiunto Rossi, è “la furia criminale di migliaia di utenti che incessantemente bramano la richiesta di materiali pedofili e alimentano un mercato con migliaia di scambi di foto e di video, rinnovando infinite volte gli abusi sessuali che quei bambini sono stati costretti a subire”.

Tra gli indagati – per i quali si ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzato alla diffusione di materiale pedopornografico – i soliti insospettabili: uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania (accusato di avere diffuso in rete oltre 800 video pedofili), un commerciante di 33 anni, un operaio di 46, un impiegato di 59 anni, un pensionato di 60 anni. Leggi il seguito di questo post »

novembre 13, 2008

Pedofilia, condannato impiegato 52enne: aveva 13mila file pedopornografici

Posted in Cronaca, Pedofilia, Pedopornografia tagged , , , at 16:41 di wildgreta

FORLI’ – Condanna ad un anno e mezzo per un impiegato 52enne, che ha deciso di patteggiare dopo essere stato denunciato due anni fa per essere stato trovato in possesso di materiale pedopornografico. Tutto era partito dalla segnalazione di un’associazione anti-pedofilia, che aveva allertato la polizia postale. Da qui le indagini e l’identificazione del forlivese, attraverso un video-trappola diffuso in rete e che ha consentito di sorprendere diversi pedofili.Il video, come riporta l’edizione forlivese del ‘Corriere Romagna’, era stato nominato con il titolo “Bambina con quattro uomini”; in poche ore il file aveva ottenuto centinaia di richieste di accesso, consentendo così di identificare anche il pedofilo forlivese.

A quel punto è partita l’operazione nei confronti del 52enne, che ha consentito di rinvenire nel suo computer di casa 13mila file con video e mmagini pedopornografiche che vedevano coinvolti bambini tra i 6 e i 12 anni, in alcuni casi ritratti anche in atteggiamenti sessuali espliciti

Romagnaoggi 12 novembre 2008

novembre 10, 2008

Marcelletti:arresti revocati, vuole tornare dai suoi piccoli pazienti

Posted in Cronaca tagged , , , , , , at 18:07 di wildgreta

Il tribunale del riesame di Palermo ha disposto la revoca degli arresti domiciliari per il cardiochirurgo Carlo Marcelletti, accusato di concussione, truffa, abuso d’ufficio e produzione di materiale pedopornografico. Il collegio ha imposto al medico l’obbligo di firma per tre volte alla settimana alla polizia giudiziaria in qualunque città risieda o sia domiciliato. “Ora il mio obiettivo – ha detto Marcelletti – è tornare a fare quello che ho fatto per tutta la vita” Leggi il seguito di questo post »

novembre 4, 2008

Pedofilia, Brescia:Al via il processo contro don Baresi

Posted in Cronaca, Pedofilia, Pedopornografia, Scandali ecclesiastici tagged , , , , , , , , , at 19:59 di wildgreta

Il religioso è imputato di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico 

Articoli su don marco Baresi:

Don Marco Baresi: i suoi amici gli dedicano un sito internet

Pedofilia:don Marco Baresi rinviato a giudizio

Pedofilia, chiesto rinvio a giudizio per vicerettore seminario Brescia. La ricostruzione del caso

di Wildgreta

Su questo sito abbiamo parlato diffusamente di don Marco Baresi, ex vicerettore del Seminario di Brescia accusato di pedofilia e detenzione di materiale pedopornografico. Un ragazzo all’epoca minorenne,  lo ha denunciato per abusi che avrebbe subito quando era in seminario. Il destino vuole che anche il predecessore di don Marco sia stato accusato di pedofilia  e che proprio il sacerdote oggi sotto processo, fosse stato chiamato a gestire una situazione particolarmente critica. Negli ultimi mesi è nato anche un sito a sostegno di don Marco Baresi e alcuni dei promotori hanno anche scritto su questo sito alcuni commenti alla vicenda. Stamattina, all’apertura del processo, davanti al tribunale si sono presentati una ventina di fedeli cattolici, tra cui alcune suore, che si sono raccolti in preghiera per sostenere il sacerdote sotto accusa. Di seguito l’articolo di Qui Bescia, sulla prima udienza del processo. Leggi il seguito di questo post »

ottobre 16, 2008

Pedofilia: 61 persone arrestate in Polonia

Posted in Cronaca, Pedopornografia tagged , , at 01:15 di wildgreta

15 Ottobre 2008, 19:04VARSAVIA (Polonia) – 61 persone sono state arrestate in Polonia perché sospettate di aver divulgato su internet materiale pornografico con minorenni. 50 case sono state perquisite, 60 computer e migliaia di Cd, Dvd, e hard disc con materiale pedofilo registrato sono stati sequestrati. Fra le persone fermate ci sono anche studenti e medici. Nell’ambito della stessa operazione la polizia aveva già arrestato 140 persone a settembre. (Agr)

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