febbraio 22, 2013

Elezioni 2013: Pedica e Lerici candidati per “Centro Democratico”

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , , , , a 12:08 di wildgreta

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Un impegno costante a favore dell’infanzia

Da sei anni il senatore Stefano Pedica (Diritti e Libertà) e Roberta Lerici, (presidente dell’associazione Bambini Coraggiosi” e responsabile Infanzia di Diritti e Libertà) si battono per la tutela dell’infanzia e della salute.Insieme hanno combattuto contro la decisione di aprire una discarica nel comune di Riano (RM), vincendo la battaglia.Insieme hanno combattuto contro la pedofilia nelle scuole e la PAS che sottrae i figli alle mamme o ai padri senza ragione, fin da quando nessuno ne parlava. Insieme hanno conseguito risultati importanti anche se non tutte le loro battaglie sono state vinte. Se però oggi alcuni di questi temi sono arrivati all’attenzione dei media e delle istituzioni è anche grazie al loro costante impegno. Un impegno che deve continuare anche dopo le elezioni. Per questo comunichiamo che il senatore Pedica e Roberta Lerici sono candidati per il partito “Centro Democratico”, nella coalizione di centro sinistra con PD e Sel. Per votarli basta barrare il simbolo senza aggiungere nomi. Grazie a chi vorrà sostenerli.

22 febbraio 2013

dicembre 1, 2011

Turismo sessuale minori: agli italiani l’atroce record

Pubblicato in: turismo sessuale tagged , , , , , , , a 10:02 di wildgreta

Turismo sessuale minori: agli italiani l'atroce record

di Ilaria Cozzi

Si è conclusa l’11 novembre l’Assemblea di ECPAT International, l’organizzazione che dal 1990 combatte la prostituzione minorile.

Grazie a ECPAT si è potuto, nel corso degli anni, approfondire e comprendere meglio il fenomeno, in modo da poterlo contrastare nel miglior modo possibile.

Infatti si stima che il “fatturato” annuo del traffico di donne, uomini e bambini sia di 32 miliardi di dollari. In questo mercato i minori corrispondono al 22% delle persone messe in vendita.

Cifre confermate tragicamente dalle vittime identificate. Sono 21.400, secondo l’Ufficio delle nazioni Unite. Dal 2003 l’incidenza dei minori su questa atroce statistica è passato dal 15% al 22%.

L’età dei minori varia dai 14 ai 17. In contesti in cui vi sono forti stereotipi di genere si è riscontrato un traffico a fini di prostituzione anche di bambini tra gli 11 e 12 anni. Oltretutto, è in aumento anche il mercato di persone all’interno dei paesi stessi: in Centro e Sud America e in Africa il traffico interno sembra prevalere sul traffico internazionale.

Oggi il turismo sessuale con bambini è un problema globale. Il crescere del turismo di massa e dei voli low cost rendono alla portata di tutti viaggi verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese. Internet facilita la conoscenza delle nuove mete e la condivisione di materiale pedopornografico. Si aggiunga, a tutto ciò, una specifica sui nostri connazionali, turisti del sesso con bambini. Negli ultimi anni hanno scalato pesantemente i primi posti di questa terribile “classifica” in Repubblica Dominicana, Colombia e Brasile. Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya.

Ma chi sono i turisti sessuali? I turisti sessuali a danno di minori possono essere sposati o single, maschi o femmine, stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Anche se non ci sono particolari distinzioni nei modelli di comportamenti sociali o specifici manierismi, è possibile separare i turisti sessuali in tre distinte categorie: turisti sessuali occasionali (spesso in quel Paese per lavoro), la maggioranza; turisti abitudinari (acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno) e, infine, pedofili. L’età del turista sessuale si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni) e non corrisponde più esclusivamente al vecchio cliché del pedofilo classico. Leggi il seguito di questo post »

giugno 12, 2011

LA MONICA, CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER EX CONSULENTE STEFANO ZANETTI

Pubblicato in: attualità tagged , , , , , a 22:38 di wildgreta

Il sociologo Stefano Zanetti

Di Wildgreta

Dopo la chiusura del suo blog “Il Giustiziere” da parte dell’autorità giudiziaria, un’altra batosta per il sociologo Stefano Zanetti, ex consulente di Pino la Monica, il maestro di teatro condannato per abusi su 8 allieve a 9 anni e nove mesi.L’accusa per Zanetti è quella di aver esercitato pressioni su di una testimone del processo di Pino La Monica. Zanetti si è proclamato innocente e infatti lo è e lo sarà, fino a prova contraria.Ovvero fino a quando non ci sarà una sentenza. Quindi attendiamo le notizie e, al contempo, facciamo i nostri migliori auguri a un ex blogger ed ex consulente, che aveva fatto del garantismo verso le persone processate per pedofilia una sua battaglia personale.Anche noi siamo garantisti, il problema è quando il garantismo si estende anche nei confronti dei condannati in via definitiva, restiamo perplessi. Là il nostro garantismo si ferma, per qualcun’altro invece prosegue con il vento in poppa, e ancora con maggior vigore.  Seguiremo il caso Zanetti come abbiamo fatto con altri casi, ma senza particolare enfasi.

Consulente di Pino nel mirino del pm “Processatelo”

Chiesto il rinvio a giudizio per il sociologo Zanetti per aver contattato una testimone poi sentita a processo

  • di Tiziano Soresina

Mentre il processo d’appello sulla delicata vicenda che coinvolge l’educatore-attore 38enne Pino La Monica rischia di avere tempi molto lunghi, è invece ormai prossimo all’udienza preliminare un caso giudiziario nato proprio durante il contrastato evolversi del procedimento – a porte chiuse – per pedofilia.

Si tratta dell’inchiesta scattata nel giugno 2009, quando il pm Maria Pantani, rilevò in aula che quanto riferito da una persona sentita in udienza configurava un reato, annunciando così alla Corte che intendeva procedere per subornazione di testimone contro un consulente della difesa, cioè il sociologo bolognese 42enne Stefano Zanetti.

Nel gennaio 2009 era stato annunciato – con un comunicato-stampa – l’ingresso di Zanetti nello staff difensivo di La Monica insieme allo psichiatra Camillo Valgimigli: ma nell’udienza del 10 giugno 2009 i due consulenti della difesa erano stati allontanati dall’aula perché il pm Pantani aveva contestato la loro presenza, rimarcando che si trattava di un processo a porte chiuse e che la legge prevede possano assistere alle testimonianze solo l’imputato e il suo difensore. Valutazioni fatte proprie quel giorno dalla Corte che, con un’ordinanza, aveva fatto uscire dall’aula i due consulenti.

Ma per il sociologo Zanetti in quell’udienza i contrasti con la pubblica accusa sarebbero divenuti più pesanti, perché la psicologa sentita quel giorno in aula svelava di essere stata contattata alcuni mesi prima da «qualcuno» facente parte dello staff di consulenti della difesa. E quel «qualcuno» lo identificava nel sociologo bolognese, che si sarebbe fatto vivo con lei per chiederle un incontro.

Una «mossa» ritenuta non legittima dal pm Pantani, perché quel contatto fra Zanetti e la psicologa (ritenuta un testimone importante dalla procura) sarebbe avvenuto quando le indagini sul caso-La Monica non erano ancora chiuse e con l’intenzione di far ritrattare la professionista, da qui l’accusa per il sociologo di subornazione di testimone.

Una ricostruzione sempre contestata da Zanetti che sostiene d’aver agito correttamente e non certo per mettere «pressione» alla psicologa. Di diverso avviso il pm Pantani che ha chiuso l’inchiesta e chiesto il rinvio a giudizio per il sociologo

La professionista, come consulente di una scuola, aveva raccolto i racconti allarmanti di alcune minorenni frequentanti i corsi di teatro tenuti da La Monica, mettendo poi quelle parole delle studentesse nero su bianco in una relazione poi consegnata al preside dell’istituto scolastico.

http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/06/10/news/consulente-di-pino-nel-mirino-del-pm-quot-processatelo-quot-1.343540

maggio 23, 2011

PEDOFILIA, DON SEPPIA: FEDELI SOTTO SHOCK, ‘SIAMO SFIDUCIATI’

Pubblicato in: chiesa e pedofilia, Don Seppia, Pedofilia tagged , , , , , , a 17:43 di wildgreta

foto Ansa

18:17 – Dopo l’episodio delle telefonate a sfondo erotico denunciate da un medico, sulla condotta di don Seppia spunta un’altra testimonianza, questa volta interrna alla Chiesa. L’atteggiamento di don Riccardo non era piaciuta a don Piercarlo Casassa, parroco di San Giovanni a Recco. Il prete racconta che don Riccardo la mattina in parrocchia non c’era mai ma che soprattutto i chierichetti e gli scout provavano un forte disagio a stare con lui.

Don Piercarlo si lamentò con il cardinale Tettamanzi, all’epoca vescovo di Genova. Dopo qualche tempo don Seppia venne trasferito. A ciò si aggiunge l’episodio della vacanza al mare con i ragazzi dell’oratorio oraganizzata da don Seppia: al rientro nessuno volle più ripetere l’esperienza.

Note di Wildgreta

Insomma, il prete era chiacchierato, si sapeva che faceva tardi la notte, che frequentava locali gay.E’ incredibile che con tutte queste voci, nessuno abbia fatto nulla.Pare che l’unica cosa che non si sapesse in giro era che avesse una predilezione per i bambini. Per il resto, tutto rientrava nella norma?

(AGI) – Genova, 23 mag. – E’ sotto shock e sfiduciata la comunita’ di fedeli di via Calda, a Sestri Ponente, dopo l’arresto con l?accusa di pedofilia di Don Riccardo Seppia, ex parroco della Chiesa di Santo Spirito. “Siamo sfiduciati – afferma un anziano parrocchiano – perche’ non ce lo aspettavamo. Giravano voci sul fatto che tornasse tardi di notte e che frequentasse locali per omosessuali ma non si sapeva nulla riguardo ai bambini. Ci vorra’ molto tempo prima di riavvicinarci alla chiesa”. Le voci sull?ex parroco sono confermate anche dagli altri residenti della zona. “Avevo sentito delle storie su Don Riccardo – racconta un uomo che abita a pochi metri dalla parrocchia – ma non avevo dato loro troppo peso. Ha anche battezzato mia figlia e mia moglie portava sempre mio figlio in chiesa e a catechismo. Io lo conoscevo di vista e non mi ero accorto di nulla”. Un anziano, che, appena interrogato sulla vicenda si professa ateo, ricorda che “anche il prete che c’era prima di Don Seppia dicono che bevesse e fosse un donnaiolo. Lui poi…e’ peggio del peggio.
E’ un vero schifo”. Una giovane mamma confessa di essere “sotto chock. Adesso e’ uscita anche la notizia della sieropositivita’…Se ha sbagliato e’ giusto che paghi” .

maggio 1, 2011

PAS (SINDROME DA ALIENAZIONE PARENTALE): UN CONVEGNO PER CAPIRE COS’E’

Pubblicato in: Cronaca, Giustizia tagged , , , , , , , , , , , , , , a 12:10 di wildgreta

SINDROME ALIENAZIONE PARENTALE (PAS): 6 MAGGIO CONVEGNO INTERNAZIONALE

http://wildgreta.files.wordpress.com/2011/05/locandinainternet-27aprile.jpg?w=492&h=697

SCARICA LA  LocandinaPDF-

Come l’invenzione di un ideologo della pedofilia è entrata nelle aule dei tribunali Roma, 6 maggio 2011 ore 14.00 – TEATRO LO SPAZIO VIA LOCRI 42/44 (FERMATA METRO SAN GIOVANNI, USCITA COIN)

Relatori del convegno: Girolamo Andrea Coffari, avvocato, presidente del Movimento per l’Infanzia, Firenze Claudio Foti, psicologo psicoterapeuta, presidente del centro Hansel e Gretel, Torino Roberta Lerici, Italia dei Valori e responsabile MIF per il Lazio Roberto Mazza, psicoterapeuta, docente Psicologia sociale Università degli Studi di Pisa Alessandra Lumachelli, sociologa, Università Politecnica delle Marche Andrea Mazzeo, psichiatra, Dirigente Medico, CSM, ASL di Lecce Sonia Vaccaro, psicologa clinica, specialista in “Victimologia y violencia de género”, Madrid

Programma: 14.00-14.20 Apertura del Convegno, saluto on.le Niccolò Rinaldi europarlamentare europeo Gruppo ALDE

14.20-14.40 Saluti iniziali di interventi delle autorità Moderatori Roberta Lerici e G. Andrea Coffari

14.40-15.10 D.ssa Sonia Vaccaro: la situazione in Spagna

15.10-15.40 Dr Andrea Mazzeo: la falsa sindrome in Italia

15.40-16.10 Avv. Girolamo Andrea Coffari: la Pas l’autodafè e la Santa Inquisizione

16.10-16.30 Break

16.30-17.00 Dr Claudio Foti: le radici del negazionisimo dell’abuso sui bambini

17.00-17.30 Roberta Lerici: Gardner e la terapia della minaccia

17.30-18.00 Prof. Roberto Mazza: Il bambino tra “giochi familiari” e istigazione

18.00-18.30 D.ssa Alessandra Lumachelli: La costruzione sociale della PAS 18.30-19.00 Domande del pubblico Conclusioni Sen. Stefano Pedica Moderatori: Andrea Coffari e Roberta Lerici

Segreteria Scientifica: Andrea Coffari, Claudio Foti, Andrea Mazzeo, Roberta Lerici.

Segreteria organizzativa: Associazione Valore Donna

Info: movimentoinfanzialazio@gmail.com

L’evento è rivolto a medici, psicologi, avvocati, assistenti sociali, esperti del settore minorile e persone in generale interessate al tema.

                             Il convegno è gratutito.

dicembre 11, 2010

PEDOFILIA E ABUSI RITUALI: “PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE SARA MAI LINFERNO” LATINA 11 DICEMBRE

Pubblicato in: Pedofilia, Pedofilia e satanismo tagged , , , , , , a 00:19 di wildgreta


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IL POTERE CRIMINALE DELLA PEDOFILIA ORGANIZZATA E LA DEBOLEZZA DELLE ISTITUZIONI

Sabato 11 dicembre a Latina, Circolo Cittadino Sante Palumbo, piazza del Popolo, 2-alle ore 17.00, verrà presentato per la prima volta nel Lazio il romanzo “Che sarà mai l’inferno”, della dottoressa Sandra Pagliuca, psicologa forense napoletana, consulente tecnico di varie procure.
Proprio dall’esperienza maturata ascoltando i bambini vittime di abusi, nasce questo volume molto importante per l’approfondimento di un fenomeno che generalmente lascia nel pubblico un misto di orrore e incredulità: gli abusi rituali collettivi perpetrati in danno dei minori.
Alla presentazione del libro, condotta da Roberta Lerici, scrittrice e Capo Dipartimento Infanzia e Famiglia dell’Italia dei Valori, nonchè vicepresidente dell’Associazione Valore Donna, interverrà l’avvocato Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’infanzia ed alcuni familiari delle vittime di abusi collettivi.

leggi tutto

http://www.diritto.net/bambini-coraggiosi/7680-pedofilia-e-abusi-rituali-presentazione-del-libro-che-sara-mai-linfernolatina-11-dicembre.html

ottobre 23, 2010

DON RUGGERO CONTI: SFILANO I TESTIMONI A FAVORE

Pubblicato in: don ruggero conti, Pedofilia tagged , , , , , , a 21:25 di wildgreta

Messaggero Cronaca di Roma di mercoledì 20 ottobre 2010, pagina 35
Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero

di De Santis Giulio

Il vescovo: «Sono contento di avergli dato i voti» Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero Il parroco accusato di pedofilia difeso anche da persone amiche dei presunti molestati di GIUIJO DE SAN IS «Don Ruggero Conti è un padre di cui fidarmi e un amico con cui confidarmi. Mi manca».

Ieri i suoi ragazzi hanno descritto così il parroco di Selva Candida, accusato di aver violentato sette minorenni tra il 1998 e il 2008. Ventisette testimoni della difesa hanno sfilato per otto ore davanti ai giudici della sesta sezione collegiale. Tutti pronti a mettere le mani sul fuoco sulla integrità morale del sacerdote, Imito in carcere nel 2008 dopo le denuncie delle sette presunte vittime di abusi sessuali. Violenze che, secondo il pubblico ministero Francesco Scavo, il parroco avrebbe compiuto mentre guidava la chiesa della Natività di Maria Santissima. CONTINUA A LEGGERE

 

ottobre 21, 2010

Amandola, sorelline abusate: dopo 11 condanne a processo anche la madre

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, attualità, Pedofilia tagged , , , , , a 18:23 di wildgreta

Sarà processata con rito abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. La vicenda che venne a galla nel gennaio 2007, ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori

Ascoli Piceno, 21 ottobre 2010 - Il caso del giro di pedofilia scoppiò nel gennaio di tre anni fa, quando i carabinieri di Amandola e Ascoli portarono alla luce il calvario di tre sorelline, all’epoca dei fatti minorenni. Le due piu’ grandi, in periodi diversi, erano state sottoposte ad abusi sessuali sessuali ripetuti da parte di uno zio paterno, di un paio di uomini di Amandola e Comunanza, di un anziano e di due gruppi distinti di giovani indiani, fra cui il fidanzato della più grande delle tre minori. Violenze durate anni. Quando la vicenda venne a galla, la giustizia minorile allontanò le tre vittime da padre e madre, così come un fratello, nato proprio nei mesi dell’inchiesta.

 

Pare che la loro madre fosse al corrente di tutto. Pronta a intascare parte dei regali in denaro che le ragazzine ricevevano. Sara’ processata in abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.
Una vicenda terribile, che ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori. Al gup di Ascoli Rita De Angelis i difensori della donna hanno chiesto il rito abbreviato, condizionato all’interrogatorio dell’imputata, che il giudice ha fissato per il prossimo 24 novembre. Per la sentenza però bisognerà attendere gennaio 2011.

 

Secondo il pm Umberto Monti la donna sapeva benissimo che le figlie avevano incontri sessuali con diverse persone in cambio di regali o denaro, che talvolta le ragazzine consegnavano a lei. Le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile poggiano sull’omesso controllo delle figlie.

il resto del carlino 21 ottobre 2010

ottobre 15, 2010

VICENZA, CONDANNATI A 9 ANNI MARITO E MOGLIE BABY SITTER

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , a 07:24 di wildgreta

Bimba violentata, il verdetto:
inflitti 18 anni ai due baby sitter

VERDETTO. Coppia di Dueville ritenuta colpevole degli abusi sessuali. I giudici di Corte d’appello hanno condannato marito e moglie a 9 anni di reclusione ciascuno e ad un forte risarcimento danni

13/10/2010
Zoom Foto 

La minore raccontò le violenze sessuali durante due anni

Vicenza. È la pena più pesante mai emessa per violenza sessuale nei confronti di una donna vicentina: 9 anni di carcere. La sentenza dei giudici d’appello di Venezia ha completamente ribaltato il verdetto assolutorio dei giudici di Vicenza, che l’avevano ritenuta non responsabile degli abusi.
La baby sitter Maria Luigia Peruzzo, 56 anni, di Dueville, dove risiede in via Molinetto, è stata ritenuta colpevole di avere partecipato alle violenze sessuali durate un paio d’anni, assieme al marito Guido Rigon, contro la bambina che era stata loro affidata dai genitori.
I giudici l’hanno condannata anche al pagamento di un forte risarcimento danni. La stessa pena era stata inflitta nel giugno 2008 dal tribunale di Vicenza, che all’epoca però l’aveva assolta, al marito Rigon, 60 anni. Al quale sono stati confermati i 9 anni di carcere.
La corte, dunque, ha accolto in pieno il ricorso del procuratore generale di Venezia che ha parlato di una vicenda ignominiosa, terribile quanto a modalità e conseguenze sulla psiche della minorenne.
È una storia allucinante, ha insistito l’inquirente, venuta fuori quando i genitori, che risiedono nell’Alto Vicentino, avevano iniziato a notare un profondo cambiamento nella bambina. Era diventata silenziosa, scontrosa, abulica. I chiari sintomi, come era emerso dopo una prima visita specialistica in un centro del Nord Italia, di abusi sessuali proseguiti nel tempo.
La madre aveva iniziato ad allarmarsi quando aveva trovato delle strane macchie di sangue su un indumento intimo della figlioletta. La denuncia alla squadra mobile della questura aveva dato il via alle indagini che avevano portato in carcere l’uomo nel corso del 2004.
A coordinare le indagini era stato il pm Giorgio Falcone (ora in servizio alla procura di Padova) che al processo di primo grado conclusosi il 18 giugno 2008 aveva sollecitato 7 anni di carcere per l’uomo e 4 per la donna.
A suo avviso la baby sitter aveva avuto non solo un concorso morale col marito, ma avrebbe partecipato ai giochi a sfondo erotico. «Il suo coinvolgimento è pieno», disse rimarcando la richiesta di condanna. Il tribunale, invece, da un lato aveva ritenuto responsabile l’uomo infiggendogli 9 anni di reclusione, ma dall’altro aveva assolto la donna sostenendo che non era emersa la prova piena della sua partecipazione ai rapporti sessuali avuti dal marito con la vittima. Sulla stessa linea di Falcone si erano mossi gli avvocati Girolamo Coffari e Maria Tardino per conto dei genitori della minore.
«È un verdetto che fa giustizia», ha detto l’avv. Coffari. È stata una lunga battaglia giudiziaria che, come succede in queste drammatiche vicende, si chiuderà in Cassazione, dove i difensori di Rigon e Peruzzo dello studio Rando di Schio sperano di ribaltare il pesante verdetto d’appello.
Secondo i giudicanti la baby sitter avrebbe avuto non solo un ruolo di copertura a sostegno delle malefatte sessuali del marito, ma lei stessa avrebbe avuto un ruolo attivo negli abusi Le pene diventeranno esecutive solo se saranno confermate in Cassazione a Roma. In quel caso i coniugi, che beneficiano di 3 anni di indulto perché i fatti sono del 2001, entreranno in carcere.

Ivano Tolettini Il giornale di Vicenza

giugno 16, 2010

Don Marco Baresi, attesa sentenza di appello per il prete condannato in primo grado

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, chiesa e pedofilia tagged , , , , , , a 11:35 di wildgreta

http://donmarcobaresi.net/forum/download/file.php?id=239&mode=view

Note di Wildgreta: Il pm ha chiesto la conferma della condanna a sette anni e mezzo, per violenza sessuale su un ragazzino che all’epoca dei fatti frequentava le scuole medie interne al seminario di Brescia e per aver scaricato materiale pedopornografico (180 file)-La difesa afferma che quel materiale potrebbe averlo scaricato qualcun’altro. La sentenza è attesa a breve.

Pedofilia, nuova perizia sul pc dell’ex vicerettore


Al via il processo d’appello a don Baresi

In aula il prossimo 6 maggio. E non per la sentenza. Il processo di appello a carico di don Marco Baresi, l’ex vicerettore del seminario di Brescia accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, di detenzione di materiale pedopornografico e condannato per questo a sette anni e mezzo di reclusione, potrebbe richiedere ben più di un’udienza. I giudici di secondo grado, su richiesta dei difensori, hanno infatti deciso una perizia informatica sul computer in uso al religioso, in particolare sulla memoria nella quale gli investigatori della Mobile avevano rintracciato i file che ora costituiscono parte dell’accusa nei suoi confronti.

«Usato da più persone»
Sin dalla fase delle indagini preliminari gli avvocati Luigi Frattini e Stefano Lojacono sostengono che il pc sequestrato e indagato a fondo insieme a una memoria esterna non fosse nell’esclusiva disponibilità dell’imputato. Che diverse erano le persone che potevano accedervi e quindi utilizzarlo, anche per la navigazione in internet. A sostegno della loro tesi, con i motivi d’appello, i legali dell’imputato hanno depositato una consulenza che dimostrerebbe incompatibilità tra la datazione di alcuni file e la presenza davanti al pc del vicerettore del seminario, che è agli arresti domiciliari dal novembre del 2007. Per valutare la fondatezza di questa ipotesi, posta dalla difesa di don Baresi alla base della richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della prossima udienza il presidente della Corte d’appello, la dott.ssa Daniela Generalizzi, conferirà incarico peritale all’ufficiale del Ris di Roma che già nel corso del processo di primo grado valutò l’hard disk sequestrato all’imputato. Qualora dalla perizia risultassero elementi nuovi e quindi la Corte ravvisasse la necessità di approfondire la questione, il processo d’appello farà registrare una nuova fase dibattimentale: una nuova discussione sulla presunta responsabilità di don Baresi.

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