novembre 14, 2010
SARAH SCAZZI: DELITTO IDENTICO NELLA PUNTATA DEI RIS ROMA “LETTERA D’ADDIO” (VIDEO)
(Immagine della puntata “Lettera D’Addio”
QUI TROVATE TUTTO, ARTICOLI, ANALISI DI PAOLO FRANCESCHETTI E VIDEO DELLA PUNTATA IN OGGETTO:
SARAH SCAZZI: DELITTO IDENTICO NELLA SERIE “DELITTI IMPERFETTI RIS ROMA” (VIDEO)
novembre 9, 2010
SARAH SCAZZI: IL GIORNO DELLA VERITA’ PER SABRINA
| Il giorno della verità per la difesa e l’accusa di Sabrina |
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| di MIMMO MAZZA
AVETRANA – Ci sono i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari per tenere Sabrina Misseri in carcere con l’accusa di aver sequestrato e ucciso la cugina Sarah Scazzi? La domanda da stamattina sarà all’attenzione del tribunale del riesame, chiamato a vagliare il ricorso presentato dagli avvocati Vito Russo ed Emilia Velletri contro l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Martino Rosati lo scorso 21 ottobre. Direttamente in udienza il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero depositeranno i nuovi elementi emersi nei confronti di Sabrina (che ha chiesto di essere presente in aula), a partire dal verbale dell’interrogatorio a cui Michele Misseri, padre di Sabrina, è stato sottoposto venerdì scorso.
Ma nel faldone dovrebbero confluire anche due ulteriori testimonianze – pare particolarmente incisive – contro la giovane, una nuova ricostruzione di quel 26 agosto – a partire dall’orario del delitto che sarebbe avvenuto in un lasso di tempo doppio rispetto a quello ipotizzato in un primo momento – mentre non dovrebbero invece esserci trascrizioni di intercettazioni telefoniche e ambientali. Si parla anche di un elemento molto importante, un atto di inchiesta emerso addirittura prima del ritrovamento del telefonino di Sarah – consegnato ai carabinieri da Michele Misseri il 29 settembre – e ritenuto decisivo per le indagini, anche se si tratta di una indiscrezione e come tale va riportata sulla quale peraltro non trapela null’altro. Leggi il seguito di questo post » |
ottobre 24, 2010
SARAH, AUDIO DEPOSIZIONI MICHELE MISSERI, SABRINA E MARIANGELA
Sarah, confessione Michele Misseri: audio interrogatorio

SARAH,PARLA MARIANGELA.AUDIO INTEGRALE DEPOSIZIONE
ottobre 23, 2010
SARAH SCAZZI: NOTIZIE 23 OTTOBRE 2010
Sarah Scazzi/ Legale Sabrina: in carcere piange e pensa a cugina
- 23 ottobre 2010
- apcom
Taranto , 23 ott. (Apcom) – E’ appena uscito dal carcere di Taranto, Vito Russo, l’avvocato di Sabrina Misseri. Ha parlato con la ragazza ed è preoccupato per lo stato di prostrazione in cui è caduta. “Sabrina pensa a Sarah e piange – spiega Russo – non riesce a trattenere le lacrime quando ricorda la cugina”. La figlia di Michele Misseri, accusata insieme al padre dell’omicidio della quindicenne, ha chiesto al suo legale notizie della mamma Cosima, della sorella Valentina e della zia Concetta. Solo del padre, Sabrina non vuole sapere niente. E’ come se volesse cancellarlo dalla sua mente. “Non riesce a credere a quanto Michele Misseri è stato capace di compiere – riferisce Russo – e soprattutto non si capacita del motivo per cui anche lei è rinchiusa in carcere”. L’avvocato Russo racconta del libro che Sabrina sta leggendo nella sua cella, ‘Cado dalle nubi’ del comico Checco Zelone. “Gliel’ho consigliato io – spiega il legale – per aiutarla a pensare in positivo e a stare un pò più serena. Ha bisogno di essere tranquilla e lucida per ricordare con precisione quanto ha vissuto il giorno della scomparsa di Sarah e potersi difendere”. Sabrina è demoralizzata, si trova in isolamento giudiziario, non può guardare la televisione, legge i giornali e si sente sola. Per questo Vito Russo e la moglie Emilia Velletri, entrambi difensori della ragazza, si recano ogni giorno in carcere a trovarla.
ottobre 20, 2010
OMICIDIO SARAH SCAZZI, ZIO MICHELE SULLA VIA DELLA “REDENZIONE”

Di Wildgreta
Da ieri sera i colpi di scena nel giallo del delitto della piccola Sarah si susseguono senza sosta.Tra indiscrezioni, anticipazioni e deduzioni, abbiamo capito che:
1)Misseri potrebbe aver mentito ed essersi immolato per salvare un “guaio” combinato da qualcun’altro (Sabrina? Sua moglie Cosima? Qualcun’altro?)
2) Misseri forse all’ora del delitto dormiva.Infatti amici di Misseri testimoniano che alle 14.00 Misseri faceva sempre un riposino pomeridianoe l’ipotesi sarebbe confermata anche da alcune intercettazioni. Ma, secondo ipotesi non confermate, potrebbe essere stato svegliato da moglie e figlia subito dopo l’omicidio per accordarsi sulla strategia.La sua presenza davanti al garage, intento a sistemare qualcosa nel bagagliaio dell’auto, all’arrivo dall’amica di Sabrina, Mariangela, confermerebbe questa ipotesi.
3) Il Gip attende le intercettazioni, previsto per oggi, per confermare o meno l’arresto di Sabrina
wildgreta, 20 ottobre 2010
marzo 14, 2010
DELITTO VIA POMA, CARLIZZI: CHI HA SUICIDATO VANACORE?
settembre 26, 2009
Garlasco: Amica di Stasi fra i sospetti
Alberto Stasi
LEGGI L’ARTICOLO: Garlasco:Un’amica di Stasi fra i sospetti
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giugno 1, 2009
Alberto Bevilacqua: Marco Pantani e la fine del ciclismo epico

Corriere della Sera – 6 marzo 2008
Marco Pantani: nella sua vicenda, l’ avvertimento: si tratta anche di te. O più esattamente: potrebbe toccare a chiunque emerga, senza certe protezioni, in questo mondo irriducibile nei suoi intrighi e colpi alla schiena. In Era mio figlio (Mondadori), c’ è una madre, Tonina Pantani, che evoca – dai giovanili trionfi alla disgrazia finale – il figlio vittima, paradossalmente, più delle sue glorie di corridore ciclista che della trama, ancora indecifrata, che lo ha portato a una tragica morte. Cervantes l’ ha stabilito nel Don Chisciotte: gli splendori del talento generano il verme roditore di tutte le virtù, ossia l’ invidia che si nutre del rancore dei mediocri e dei crimini degli affaristi.
Dell’ evocazione della madre Tonina, si fa messaggero e interprete Enzo Vicennati, che ha l’ accortezza di servirsi del tono più congeniale, quello dell’ epica minore, con un andante che echeggia il verso esametro, per i greci: epos, gesta emozionanti ed eroi senza bardature. Sfide memorabili e tragedie pressoché inevitabili. Senza il crisma fatale della Storia, ma con le suggestioni affettuosamente umane che portano le folle a inventarsi il mito corporale di un proprio simile particolarmente dotato, per potersi immedesimare in lui.
La vicenda di Pantani, risvolti d’ indagine a parte, sta tutta qui, nei destini comandati che regolano l’ «epica», di cui il ciclismo, e i suoi protagonisti, sono stati l’ umile specchio nell’ ultimo secolo. Narratori e poeti ne sono stati suggestionati. Tante le citazioni possibili. Jean Cocteau che scrive la ballata dei corridori «vestiti con le loro iniziali». Dino Buzzati che venne inviato al Giro d’ Italia dal «Corriere della Sera» e si ritrovò, stordito e stupefatto, fra ali di folla che, da poco terminata la guerra, animava l’ idea di un domani migliore e il sentimento di una ripresa morale esaltando le imprese di Coppi o Bartali. È talmente epica, il ciclismo, che Buzzati diede al «vecchio» Bartali il nome omerico di Ettore e al più giovane Fausto Coppi quello di Achille. Tracciò schizzi di metaforiche battaglie con guerrieri issati non su cavalli, ma su biciclette. Dopo una tappa, scrisse il bellissimo capitolo su Cassino, con i morti che si alzavano dalla terra.
Sempre in tema di Giro e di Tour, sarebbero da riscoprire i servizi di Indro Montanelli, Alfonso Gatto, Vasco Pratolini. Gatto arrivò a idealizzare Bartali come un nuovo Gesù Cristo che si confrontava con dodici discepoli, più gregari da fatica che apostoli. E si abbandonava a lirismi di questo tenore: «Son tutti gialli, verdi, grigi, vermigli, i girini della carovana. Facciamone un bel mazzo, come se fossero tanti fiori campestri, e appuntiamoli sul petto della primavera». E poi Gianni Brera. Anche lui sfoggia ardite metafore evangeliche. Di Bartali scrive: «Conquista il Paradiso pedalando. Si ritiene a suo modo apostolo. Nei suoi garretti d’ acciaio fiammeggia Santa Teresa del Bambino Gesù». Sostituita ai voli mistici la grinta polemica, Brera è il primo a scagliarsi contro le esagerazioni e i trucchi che si insinuano nei controlli antidoping; arriva a sostenere: «Disgustiamo il mondo con analisi dubbie per tutti, addirittura colpevoli per gli interessati». Accusa profetica che sembra pronunciata la mattina del 5 giugno 1999, quando Marco Pantani viene fermato a Madonna di Campiglio, già sicuro vincitore del Giro, per l’ ematocrito alto, stabilito da un test più che approssimativo, a cui il corridore avrebbe potuto sottrarsi (sei mesi dopo, l’ Unione ciclistica internazionale, riassestando i parametri di controllo, implicitamente ammetterà l’ inaffidabilità di quel test e, retroattivamente, che Pantani era a posto).
Brera fa di più. Intervistando Coppi, riesce a spingerlo a una confessione sconvolgente per i tempi d’ oggi: «Sissignori, prendo pillole, faccio iniezioni. Sono un atleta periodicamente costretto a stress immani: la chimica e la medicina mi aiutano. Sono io stesso a volerlo». Chi sottopone i corridori a sforzi disumani non «droga» psicologicamente gli spettatori, mostrando come un uomo può andare a pezzi sul Mortirolo?
Pantani chiude l’ età dell’ epica ciclistica. Sulla sua fine molto mistero. L’ epica non è estranea a simili svolte. Pensiamo a Ottavio Bottecchia, vincitore di due Tour de France, assassinato durante un allenamento, nel giugno del ‘ 27.
Bevilacqua Alberto
marzo 9, 2009
Maria Geusa: Un giorno in Pretura ricostruisce il caso
Vi consiglio la lettura di questo articolo del 2004 in cui si ipotizza che la piccola Maria Geusa, sia stata una vittima sacrificale durante un rito esoterico:
Pedofilia,la rete infame: quella che collega Belgio e Italia
L’omicidio della piccola Maria Geusa ricostruito da stasera su Rai Tre
Il tragico omicidio della piccola Maria Geusa, la bimba di 2 anni e 7 mesi uccisa nell’aprile del 2004, con la morte avvenuta dopo il ricovero all’ospedale di Città di Castello, sarà raccontato in quattro puntate della nota trasmissione televisiva “Un giorno in Pretura”, in onda ogni sabato notte su Rai Tre a partire dalle 23.40. Quella odierna sarà la prima puntata dedicata alla brutta storia quasi cinque anni fa, con l’imprenditore Giorgio Giorni di Sansepolcro che sconta l’ergastolo e la madre della bimba, Tiziana Deserto (nella foto), accusata di concorso in omicidio e violenza sessuale nei confronti della figlia. La donna, come noto, è difesa dagli avvocati tifernati Gianni ed Eugenio Zaganelli.
Inserita il : 07-03-2009 11:27 da Redazione







