dicembre 8, 2011

Stasi assolto, la mamma di Chiara: “Questa sentenza condanna solo noi”

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I coniugi Poggi lasciano il palazzo di Giustizia di Milano dove ancora una volta l’omicidio della figlia è rimasto impunito

 Senza verità dopo quattro anni:«Ma non ci arrendiamo»

FABIO POLETTI
milano

Alberto Stasi prima sorride e poi piange. E si capisce che dopo quattro anni è un macigno che si sbriciola: «Sono contento… È giusto così». La signora Rita, la mamma di Chiara, non piange ma esce dall’aula della Corte d’Assise, bianca come un foglio di carta. Lei con quel pesante macigno ci deve ancora convivere e chissà fino a quando: «Io non voglio essere l’unica condannata, condannata a non sapere chi ha ucciso mia figlia. Io sono la mamma di Chiara, io voglio saperlo e non mi arrenderò. Ho ancora fiducia nella giustizia».

In meno di un minuto e in neanche dieci metri, la vicenda di Chiara Poggi uccisa a Garlasco vicino a Pavia il 13 agosto di quattro anni fa da chissà chi, sgocciola per l’ennesima volta in una storia ancora senza fine e per qualcuno, per i genitori di Chiara, ancora senza pace.

I genitori di Chiara e Alberto siedono sulle panche di legno della Corte D’Assise, gli uni dietro all’altro. Alberto in prima fila davanti al suo giudice, circondato dai suoi avvocati. Rita e Giuseppe Poggi la fila dietro, davanti all’enormità di questa storia che per loro è peggio di una condanna. Al giudice Anna Conforti bastano dieci secondi per arrivare alla parole «conferma della sentenza di primo grado». Non c’è bisogno d’altro. Ad Alberto con il suo golfino blu da bravo ragazzo e gli occhialini alla Harry Potter basta e avanza per iniziare a sorridere. Poi si alza e abbraccia il professor Angelo Giarda, due processi così, due assoluzioni importanti e per un certo verso definitive che la Cassazione a questo punto potrà fare non molto. Ammette il legale: «Io e Alberto abbiamo pianto».

Dietro al doppio cordone di carabinieri nella ressa di fotografi e telefonini branditi come un surrogato di telecamera, una giornalista bionda spara una domanda improbabile: «Allora chi ha ucciso Chiara, chi l’ha uccisa?». Alberto Stasi forse nemmeno sente, di sicuro non risponde: lui oggi è innocente, per la seconda volta innocente. Il suo avvocato con i lapis infilati nel taschino della giacca, nemmeno ci prova a dare una risposta: «Non tocca a me, non tocca a noi…». Poi cerca di spiegare che in teoria e in diritto, Alberto fino ad oggi è stato considerato un presunto colpevole, mentre avrebbe dovuto essere trattato come un possibile innocente: «Alberto in questi quattro anni ha vissuto malamente, come chi sa di essere innocente e si vede colpito da affermazioni improprie e inadeguate come da espressioni “assassino”».Adesso che questi quattro anni sono finiti forse per sempre, Alberto potrà cercare di trovare un’altra vita, magari lontano da qui.

La mamma di Chiara, la signora Rita, nemmeno le guarda quelle lacrime di gioia e di sollievo di questo ragazzo che lei fino al 13 agosto di quattro anni fa conosceva tanto bene e poi chissà. «No, Alberto non l’ho guardato», risponde a chi curioso le chiede di quest’ultimo brivido. Poi con una mano stringe la borsetta, si aggrappa al marito e si infila in auto direzione Garlasco, la villetta bianca di sempre in via Pascoli dove di Chiara è rimasta la memoria e la stanzetta, la stessa di quando era bambina. C’è solo il tempo di ripetere a tutti, parole che nella loro semplicità sono affatto banali: «Quello che è successo è molto doloroso. Io chiedo di sapere, che si accerti la verità. Io sono la mamma di Chiara». Leggi il seguito di questo post »

ottobre 28, 2009

GARLASCO: AGGIORNAMENTI 28 OTTOBRE 2009

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Garlasco: Stasi mente sulla telefonata al 118? Spunta nuovo testimone

Garlasco, nuova perizia su cellulare Chiara. Gup si riserva sequestro bici Stasi

ottobre 6, 2009

GARLASCO: SECONDO GABRIELLA CARLIZZI E’ UN “SACRIFICIO”

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settembre 29, 2009

Garlasco, Stasi scagionato dalla perizia medico legale

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l documento “super partes” sgretola la teoria accusatoria della Procura

Chiara Poggi morì nella mattinata dopo un’agonia di decine di minuti

Feddo il commento dell’imputato: “Sono abbastanza contento”

Garlasco, Stasi scagionato dalla perizia medico legale

MILANO – Alberto Stasi scagionato dalla perizia “super partes” del medico legale. Punto per punto, l’esperto chiamato dal giudice per rifare le indagini sul delitto di Chiara Poggi, ribalta le conclusioni dei colleghi che finora hanno indagato sull’omicidio di due anni fa a Garlasco.

L’ora del delitto? “Non si può determinare con precisione”. Le macchie sulla bici? “Non è detto sia sangue”. E quelle sul sapone “non sono una prova”. Non è sostenibile neppure il sospetto che le scarpe del presunto assassino siano state ripulite per cancellare gli indizi: “Il sangue sul pavimento era secco”. Il processo riprenderà tra qualche settimana ma dopo la perizia disposta dal giudice di Vigevano, tutto è diverso e l’imputato sembra già assolto.

Eppure la cospicua relazione dei Ris – 235 pagine di fotografie e analisi – sembrava univoca nell’indicare le responsabilità dell’indiziato. La Procura aveva addirittura formulato la richiesta di 30 anni di reclusione. Poi però il giudice per le udienze preliminari ha deciso di rifare le perizie e ora i giochi si riaprono, ma la reazione di Alberto Stasi appare fredda e distaccata: “Sono abbastanza contento”, è stato il laconico commento alla notizia della perizia.

“L’ora del delitto non è valutabile”. A partire dall’ora del delitto, elemento chiave per dimostrare l’innocenza dell’unico imputato. Il professor Lorenzo Varezzo, perito del Gup, ha scritto che non è “valutabile con precisione l’epoca della morte, se non affermando che essa avvenne nel corso della mattinata”. Espressione che lascia spazio alla tesi di Alberto Stasi sicuro che in quelle ore era a casa sua a lavorare sul pc, come una recente perizia parzialmente conferma.

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settembre 26, 2009

Garlasco: Amica di Stasi fra i sospetti

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Alberto Stasi Alberto Stasi

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settembre 13, 2009

Garlasco, video della perquisizione

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maggio 2, 2009

Garlasco, sentenza rimandata: il gup ordina superperizia

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Il giudice di Vigevano decide 5 supplementi di inchiesta e nuove audizioni dei testimoni
La famiglia di Chiara: “Vogliamo il vero colpevole”. Stasi: “Mi interessa solo la verità”

Garlasco, il gup ordina superperizia.Rifate le indagini, sono incomplete”

VIGEVANO (Pavia) – Nessuna sentenza per Alberto Stasi, accusato di aver ucciso la fidanzata Chiara Poggi. Dopo quattro ore di camera di consiglio il gup Stefano Vitelli dispone cinque nuove perizie. “Emergono significative incompletezze di indagine”, ha scrive il magistrato. E lancia un affondo contro la polizia giudiziaria: “Agirono sul pc di Stasi – perno essenziale dell’alibi dell’imputato, ndr – secondo una metodologia sicuramente scorretta”, che potrebbe aver alterato “il contenuto del documento informatico”.

Cinque nuove perizie. Servono quindi nuove indagini per decidere la sorte di Alberto Stasi. Bisognerà chiarire prima di tutto l’orario della morte della vittima. Poi risolvere il dubbio sulle scarpe indossate dal giovane che rimasero pulite nonostante il pavimento macchiato di sangue. E infine definire l’orario in cui l’imputato lavorò al proprio pc quel 13 agosto 2007. Secondo la difesa Stasi era a casa a scrivere la propria tesi, mentre qualcuno – forse addirittura due persone – uccideva Chiara. Secondo l’accusa, che ha chiesto il massimo della pena, 30 anni, l’imputato massacrò invece “la ragazza perché si era rifiutata di sottoporsi a qualcosa di più rispetto ai loro rapporti intimi”.

“Riascoltate i testimoni”. Il giudice ritiene necessari anche nuovi sopralluoghi nella villetta di Garlasco dove avvenne il delitto e accertamenti più approfonditi sulle tracce di Dna trovate sui pedali della bicicletta di Stasi – per l’accusa è sangue di Chiara – e sul barattolo di sapone liquido nel bagno di casa Poggi sul quale l’accusa sostiene di aver rilevato tracce di sangue della vittima miste alle impronte di Alberto. Infine, il giudice vuole risentire i vicini di casa di Chiara, alcuni carabinieri e il perito Piero Boccardo che aveva analizzato la camminata di Alberto sul pavimento della villetta. In pratica, il giudice chiede di rifare l’intera indagine.

Nessuna decisione per le foto pedopornografiche. Nessuna decisione neppure sull’accusa di detenzione di materiale pedopornografico contestata in un procedimento parallelo. Anche in questo caso il giudice ha disposto una nuova perizia sulla memoria del computer di Alberto nella quale erano custodite migliaia di foto hard e filmati con minorenni. La sentenza per l’omicidio slitta pertanto al prossimo autunno.

Stasi: “L’importante è che tutto sia chiaro”. Al processo, svoltosi a porte chiuse e con rito abbreviato, erano presenti oltre all’imputato, i genitori e il fratello della vittima: “Aspetteremo, vogliamo il vero colpevole, mai voluta una giustizia veloce”, dicono Giuseppe e Rita Poggi. “Continueremo ad aspettare sperando nella giustizia per nostra figlia”. Stasi ha accolto la decisione del giudice con calma e serenità: “Sono interessato solo a che si arrivi alla verità. Avrei voluto esserne già fuori – commenta – ma l’importante è che tutto sia chiarito”.

(la Repubblica 30 aprile 2009)

aprile 20, 2009

Garlasco. Difesa Stasi chiede assoluzione: “Contro di lui indizi, e non prove”

Pubblicato in: chiara poggi, Garlasco tagged , , , , a 22:58 di wildgreta

Nell’ultima udienza per il delitto di Garlasco, in cui venne uccisa Chiara Poggi, i legali di Alberto Stasi chiedono l’assoluzione: gli indizi, dicono, non sono prove di colpevolezza.
di Cecilia Dalla Negra
L’ULTIMA UDIENZA – Tanti indizi ma nessuna prova. Dodici ore per stabilirlo nell’arringa della difesa: sei durante l’udienza dello scorso 9 aprile, altre sei in quella di ieri, 18 aprile. I legali di Stasi non invertono il copione che ci si aspettava nell’ultima puntata di questo processo con rito abbreviato, che non consente la possibilità di dibattimento, ma solo le arringhe delle parti. Per accusare invece Alberto Stasi dell’omicidio della sua fidanzata, Chiara Poggi, il pm Rosa Muscio la scorsa settimana ci aveva impiegato appena tre quarti d’ora, chiedendo 30 anni di reclusione e sostenendo a spada tratta la sua colpevolezza. Ieri Angelo Giarda, uno dei legali del collegio di difesa dell’unico imputato per questo delitto, ha inondato l’aula con un fiume di parole per ripetere una cosa sola: “Alberto Stasi è innocente: deve essere assolto per non aver commesso il fatto”.

LA RICHIESTA DI ASSOLUZIONE – La sua assoluzione viene portata avanti sulla base di molte motivazioni, ma quella che spicca è una, e parla di “indizi: soltanto indizi. Ma le prove?”. È questa la domanda che risuona nell’aula del tribunale di Vigevano, davanti al giudice per le udienze preliminari Stefano Vitelli. Una risposta scontata, per la difesa: gli indizi, per quanto stringenti, non sono una prova di colpevolezza. A loro parere la pubblica accusa avrebbe in mano una pista, ma niente in grado di inchiodare Stasi alle sue presunte responsabilità che, secondo Giarda, non ricadono su di lui. Prima di tutto “manca il movente”. E ancora “non è mai stata ritrovata l’arma del delitto, né accertata con precisione l’ora della morte di Chiara”. Leggi il seguito di questo post »

marzo 7, 2009

Garlasco: nuove consulenze contro Stasi

Pubblicato in: chiara poggi, Garlasco tagged , , , , a 19:49 di wildgreta

GARLASCO: AGGIORNATA AL 13 UDIENZA PER MATERIALE PEDO-PORNO

OMICIDIO GARLASCO: TRE NUOVE CONSULENZE CONTRO ALBERTO STASI


febbraio 10, 2009

Garlasco: difesa Stasi verso rito abbreviato

Pubblicato in: Garlasco, giallo garlasco tagged , , , a 11:45 di wildgreta

Garlasco, legale: “Ci pensiamo”

“Rito abbreviato per un processo ad Alberto Stasi? Non lo escludiamo. Ci stiamo pensando”. A dichiararlo è Angelo Giarda, legale del ragazzo accusato di aver ucciso Chiara Poggi, il 13 agosto 2007 nella sua villa di Garlasco, in un servizio sul quotidiano “La Provincia Pavese”. Tra due settimane, il 24 febbraio, si terrà l’udienza preliminare per l’omicidio di Chiara. Stasi è l’unico indagato e si dichiara innocente.

La difesa del giovane indagato ha sempre detto di puntare a far scagionare il proprio assistito già davanti al gup di Vigevano. Ma adesso si profila anche la possibilità di una richiesta di rito abbreviato, che eviterebbe un eventuale processo davanti alla Corte d’Assise di Pavia.

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