giugno 14, 2009

OMICIDIO GARLASCO: ASCOLTATI I 6 TESTIMONI, UDIENZA FINITA DOPO 5 ORE

Posted in alberto stasi, Garlasco tagged , , , , at 14:11 di wildgreta

http://passionemotori.files.wordpress.com/2007/09/stasi-raikkonen.jpg?w=470

Garlasco: il giudice ascolta sei dei 100 testimoni

aprile 4, 2009

GARLASCO: NON ERA CHIARA A COLLEGARSI AI SITI PORNO

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Garlasco, Accesso ai siti porno: in quelle ore Chiara era al lavoro. Il mistero della lettera anonima

Garlasco: la famiglia di Chiara chiede 10mln di euro di risarcimento

aprile 3, 2009

Garlasco/ Migliaia di file hard sul pc di Chiara Poggi.

Posted in alberto stasi, chiara poggi, Garlasco tagged , , , , , , , , , , , , , at 16:17 di wildgreta

di Wildgreta

Se ne occupa anche la televisione, oggi, di queste perizie del Ris sul pc di Chiara Poggi. La giornalista di Libero, che ha pubblicato la notizia, dice che sono stati visitati siti porno anche quando Stasi era a Londra. E adesso chissà quanti altri tormenti dovranno sopportare i genitori di Chiara che, oltre ad aver perso la loro unica figlia, dovranno assistere ad infinite discussioni sulla sua vita privata. La tv ha  già scomodato gli psicologi per capire come mai una ragazza fruisca di materiale pornografico, ma Vera Slepoj è stata chiarissima: le donne lo fanno insieme agli uomini, la pornografia alle donne non interessa come pratica solitaria. “Una vita sessuale libera”, hanno detto i commentatori nei riguardi della coppia dei due fidanzati . Ma ora giunge la smentita dei legali della famiglia Poggi, il computer nons arebbe stato usato da Chiara. E allora perchè la giornalista di Libero, oggi a “L’Italia sul due” ha detto che il pc di Chiara  era stato usato anche quando Alberto era a Londra? Perchè si parla se non si hanno informazioni certe?

OMICIDIO GARLASCO: LEGALE POGGI, BASTA DIFFAMAZIONI CONTRO CHIARA

Garlasco/ Secondo un quotidiano migliaia di file hard sul pc di Chiara Poggi.

Garlasco, requisitoria PM: ”tutte le bugie di Alberto Stasi”

febbraio 9, 2009

Garlasco: Immagini sconvolgenti e storie “hard” nel pc di Stasi

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stasi-funerale-chiara

Trovati centinaia di file sconvolgenti. Chiara aveva scoperto il suo lato oscuro?
Bimbi stuprati e storie “hard” nel pc di Stasi

GARLASCO 07/02/2009 – Bambini stuprati, video “fetish”, don­ne violentate, immagini porno e racconti erotici. Ma anche cuccioli indifesi, aerei militari e fotografie di una storia d’amore che andava avanti da quattro anni.Il prossimo 24 febbraio il giallo di Garla­sco finirà sui banchi del Tribunale di Vigevano. Prove, indizi, testimonianze, per tentare di dare un nome al colpevole, ma l’elemento chiave dell’accusa rima­ne il computer di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio. I carabinieri del Ris, infatti, hanno «torchiato» il compu­ter portatile, hanno passato al setaccio file e cartelle salvate o cancellate malde­stramente. E dall’archivio elettronico del “bocconiano” laureato a pieni voti sono venute a galla immagini raccapric­cianti: foto di bambini costretti ad atti sessuali e a rapporti orali con adulti, bambini di 5 anni nudi e in pose esplici­te. E costretti a sorridere, a mostrare i loro visi angelici.

L’ARCHIVIO
Interrogando il pc di Stasi emerge, tas­sello dopo tassello, cartella dopo cartel­la, foto dopo foto, personalità comples­sa, solare e cupa, dove i contrari diventa­no speculari. Alle foto di cuccioli si contrappongono immagini pedoporno e hard, schedate maniacalmente; migliaia di sequenze a luci rosse, specialmente fetish. Il laptop Compaq, sequestrato ed esaminato dal Ris, racconta molto di lui: ne esce a prima vista il ritratto di un ragazzo normale. Ci sono immagini por­nografiche. Tantissime, migliaia. E alcu­ne hanno protagonisti inquietanti: mi­nori e, in altri casi, violenze e perversio­ni.

IMMAGINI RACCAPRICCIANTI
Come la maggior parte dei ragazzi, Stasi scaricava file dal sistema pair to pair eMule. Ma tra i migliaia di file salvati sul pc ce ne sono 21 (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornografico per i quali Stasi risulta indagato, insieme ad altre 102 persone, in seguito a un’opera- zione della polizia postale della Lombar­dia, coordinata dal vicequestore Filippo Ninni, che ha portato alla chiusura del sito R@ygold.Il volto delle piccole vitti­me è sempre visibile, mentre non si ve­dono mai completamente gli adulti. Si tratta, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006 e copiati su un hard disk esterno. Secondo l’accu­sa, questo fatto «evidenzia la volontà – e non la casualità – dell’utente di archivia­re il materiale per poterne usufruire in momenti successivi». E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, com­prendono anche donne violentate, per­sone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici strava­ganti. Alcune immagini provengono dal­la navigazione in vari sexy shop online. Ci sono poi le foto amatoriali. E si sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.

Il computer oltre a fornire il ritratto di Alberto Stasi dice anche cosa ha fatto durante la mattina del 13 agosto, quella del delitto. «Stavo lavorando alla tesi» si è sempre difeso, ma oggi gli esperti di­mostrano che mentiva: quella mattina infatti non ci sono tracce di modifiche sul file. L’ultimo salvataggio risulta effet­tuato dall’utente la sera del 12 agosto, giorno in cui c’è anche un trasferimento dati dal pc di Alberto a quello di Chiara, per copiare le foto della vacanza a Lon­dra. Ed è qui che l’accusa prova a insi­nuare un dubbio: Chiara potrebbe esser­si imbattuta nel lato oscuro del fidanza­to?

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DI ARIANNA GIUNTI CRONACA QUI 8 FEBBRAIO 2009

febbraio 2, 2009

Garlasco: Difesa Stasi prepara contrattacco

Posted in alberto stasi tagged , , , , , at 17:46 di wildgreta

I legali di Stasi affilano le armi

Tenterà il tutto per tutto la difesa di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Per scagionare il proprio assistito, il pool di avvocati sta preparando una risposta a tutte le consulenze del pm in vista dell’udienza preliminare fissata per il prossimo 24 febbraio davanti al gup di Vigevano (Pavia). Non sarà un’impresa facile quella che attende i legali del bocconiano: le foto mostrate dall’accusa, e tra l’alto diffuse in Tv, mostrerebbero in maniera inequivocabile come il racconto fino ad oggi fornito da Stasi in merito ai suoi spostamenti nella casa di Chiara non corrisponda a verità.

“Stiamo preparando una serie di contro-consulenze” – Lo ha dichiarato il prof. Angelo Giarda che guida il pool difensivo di Stasi – in risposta a quelle della Procura, comprese le più recenti”. Alla domanda se la difesa sia anche intenzionata a chiedere il rito abbreviato, Giarda ha risposto: “non abbiamo finora valutato questa l’ipotesi, sarà una considerazione che faremo in vista dell’udienza, una volta rivisto tutto il materiale in modo da avere un quadro preciso”. Giarda è comunque dell’avviso che difficilmente verrà scelto l’abbreviato.

La famiglia Stasi andrà via da Garlasco? – Mentre cresce l’attesa per l’udienza preliminare, che arriva a poco più di un anno e mezzo dal delitto (13 agosto 2007), una serie di voci tengono banco tra gli abitanti di Garlasco. L’ultima è che la famiglia Stasi voglia lasciare Garlasco vendendo la villa di via Carducci. Una possibilità che era balenata nei mesi immediatamente successivi al delitto, come emerso nelle intercettazioni telefoniche, ma che poi non ha avuto corso. Ora, secondo notizie di stampa, torna alla ribalta ma Nicola Stasi, padre di Alberto, tramite i difensori, ha definito la circostanza “priva di fondamento” aggiungendo di “non avere alcuna intenzione di vendere la casa”

Tiscali notizie 2 febbraio 2009

gennaio 19, 2009

Garlasco, i misteri del pc di Stasi: un’ora e mezzo per uccidere Chiara

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stasi-funerale-chiara

Fonte: Cronaca qui 13 gennaio 2009
Quarantadue immagini nella memoria del suo pc Stasi le ha guardate un’ora prima del delitto
Giallo di Garlasco, l’hobby di Alberto: bimbi di cinque anni stuprati dai pedofili

GARLASCO 13/01/2009 – Filmati inequivocabili. Bambini di appena cinque anni obbligati a fare sesso e ad avere rapporti orali con uomini adulti. Fotografie raccapriccianti, che non lasciano dubbi sull’età dei protagonisti. Per Alberto Stasi sarà difficile ribattere all’accusa di deten­zione di materiale pedopor­nografico. A inchiodarlo sono le imma­gini che trovano spazio nella relazione di 88 pagine del Ris di Parma. Materiale ille­gale trovato nel computer portatile dell’ex studente modello e in un hard disk esterno.

IMMAGINI ORRIBILI
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gennaio 13, 2009

Garlasco: PC di Stasi spento all’ora del delitto. Sparisce l’alibi

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IL DELITTO DI GARLASCO
«Computer spento all’ora del delitto»
Anna Mangiarotti
La perizia dei Ris toglie l’alibi ad Alberto
La difesa: «Il Pc toccato da troppe mani»

GARLASCO. Delitto Poggi: filtrano nuovi elementi dalle analisi dei Ris. Primo: la sera prima della morte di Chiara Poggi, nessuna foto porno è stata aperta sul computer del fidanzato Alberto Stasi, accusato del delitto. Quindi, non è per questo che i due ragazzi hanno litigato. E la mattina dopo – il 13 agosto 2007 – non c’è attività fra le 10.37 e le 11.57 sul pc che Alberto sostiene invece di aver usato fino a mezzogiorno, a casa sua, per completare la tesi.
«Il tempo per uccidere». Quindi: se Chiara come sostiene l’accusa è morta fra le 11 e le 11.30, cade il perno per l’alibi di Alberto. La prima e più corposa (88 pagine) relazione dei Ris analizza il contenuto dell’hard disk del pc di Stasi, indagato anche per possesso e diffusione di immagini pedopornografiche. Premessa: per il movente del delitto, si era ipotizzata (mai ufficialmente) anche la scoperta da parte di Chiara di un segreto di Alberto che lei avrebbe minacciato di rivelare. E come causa scatenante di un’ultima lite, la visione delle foto hard la sera prima del delitto, trascorsa insieme nella casa dei Poggi in via Pascoli, dove poi Chiara è stata uccisa. Secondo i Ris è certo che quella sera le foto e i filmati pedoporno non sono stati aperti. «Anche perché erano arrivati per caso sul pc di Alberto – dice il suo avvocato Giuseppe Colli – che le aveva cancellate già mesi prima». Ribadisce poi che «sul contenuto originale del pc per almeno 20 giorni dopo il delitto c’è stata un’attività non ufficiale dei carabinieri, e questo ha falsato il materiale». Su questo punto ci sarà battaglia all’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per Stasi che inizierà il 24 febbraio.
Orari sul pc da verificare. Secondo i Ris, il pc di Alberto la mattina del 13 agosto è stato acceso alle 9.36. Dalle 23.34 del 12 agosto alla mattina del 13 alle 9.36 non c’è attività sul computer. Alle 9.57 è stato aperto un programma per modifiche delle immagini. Subito dopo Alberto avrebbe guardato un’anteprima su un filmato porno. E ancora alle 10.05 Stasi – che archiviava immagini hard con diciture fittizie tipo “cose militari” – ha guardato un video porno, con immagini di adulti. Ma ci sarebbe una discrepanza, pare di un’ora, fra l’orario registrato dal computer e quello reale. Anche su questo lavoreranno i consulenti informatici della difesa e quello della parte lesa, rappresentata dall’avvocato Gianluigi Tizzoni. Ancora: per i i Ris alle 10,17 «viene registrata su Internet Explorer l’apertura o chiusura del file della tesi. Poi non ci sono poi tracce di un utente che interagisce con il pc». E in mattinata «non esistono file temporanei che identificano la digitazione di nuove parti di testo con salvataggio».
«Foto pedoporno salvate». Si ribadisce che «sono stati individuati file e foto pedoporno condivisi su Internet», questo successivamente al 22 ottobre 2006, data di installazione di E-mule. E ancora: «Le copie sull’hard disk evidenziano la volontà di usufruirne successivamente».
(La PROVINCIA PAVESE 13 gennaio 2009)

dicembre 13, 2008

Garlasco, consegnata perizia:”Alberto ha mentito fin dal primo giorno”

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11/12/2008 (7:16) – RETROSCENA
“Alberto ha mentito fin dal primo giorno”

Garlasco, in 130 pagine gli scienziati smontano la difesa dell’imputato
CLAUDIO BRESSANI
GARLASCO (PAVIA)
Centomila «camminate virtuali» e zero possibilità di non sporcarsi le scarpe di sangue: «Non c’è una sola prova che non intercetti tracce ematiche». Gli inquirenti l’avevano intuito fin da subito, di fronte ad un corridoio cosparso di macchie e ad un paio di scarpe senza la più microscopica traccia sotto le suole. Ora un ingegnere del Politecnico di Torino l’ha dimostrato scientificamente. E le 129 pagine (più un centinaio di allegati) della relazione tecnica depositata in Procura a Vigevano il 4 febbraio scorso da Piero Boccardo, 44 anni, professore associato di Telerilevamento al dipartimento di Ingegneria del Territorio, Ambiente e Geotecnologie, già perito del caso di Cogne, potrebbe avere un peso determinante sulla sorte processuale del 25enne laureato alla Bocconi, che il 24 febbraio dovrà comparire davanti al gup di Vigevano con l’accusa di omicidio volontario.

Insieme a cinque collaboratori del Siti, l’Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione, il professor Boccardo, nominato consulente dal pm di Vigevano Rosa Muscio, ha applicato una tecnica che non ha precedenti in Italia in un’indagine penale. Hanno rilevato con un laser scanner le scarpe Lacoste color bronzo sequestrate ad Alberto in caserma e ne hanno generato al computer un «modello solido», tridimensionale. Poi, per undici ore, il 20 dicembre 2007, hanno eseguito sofisticatissimi rilievi sulla scena del crimine, nel corridoio della villetta di Garlasco. Hanno ripreso i locali con tecniche fotogrammetriche digitali, poi hanno effettuato rilievi topografici e quindi rilievi tridimensionali mediante laser scanner terrestre, un’apparecchiatura che di solito si usa per il territorio e che qui è stata impiegata all’interno di un’abitazione.

I dati acquisiti sono stati elaborati fino ad ottenere un «modello fotogrammetrico orientato» del corridoio. Quindi hanno preso le centinaia di foto delle macchie di sangue scattate sulla scena del crimine dagli inquirenti e le hanno acquisite dopo una procedura di «raddrizzamento» per correggere le distorsioni prodotte dagli obiettivi fotografici. E infine, con i due modelli a disposizione, quello delle scarpe e quello del corridoio, utilizzando un software appositamente sviluppato, hanno dato il via alle simulazioni al computer. Il punto di partenza sono state le dichiarazioni rese a più riprese dall’imputato, che ha descritto i suoi spostamenti all’interno della casa prima e dopo aver scoperto il corpo di Chiara sottolineando di essersi mosso «con passo celere» e «senza fare attenzione a dove ponevo i piedi».

Per questo, afferma il consulente, «l’evento relativo allo spostamento sulla scena del crimine è un evento casuale e come tale modellizzabile statisticamente». Sono stati presi in considerazione solo i tre tragitti principali: dall’ingresso alla stanzetta sul fondo, da quest’ultima alla porta d’accesso al vano scale della cantina (dove giaceva il cadavere) e infine da qui all’uscita. In totale i percorsi simulati sono stati 809.186, di cui più di 100 mila relativi al percorso totale, ipotizzando varie andature e falcate e tutte le possibili traiettorie. Risultato: Alberto Stasi ha fatto mediamente 19,4 passi e più della metà (10,7) toccano il sangue. Ma soprattutto non c’è stata una sola simulazione in cui ciò non sia avvenuto.

In alcuni test è stato considerato un numero estremamente più ridotto di tracce ematiche, escludendo tutte quelle (circa i due terzi) più piccole, di superficie inferiore ai 4 millimetri quadrati, assumendo l’ipotesi particolarmente favorevole per Alberto che si fossero già coagulate (benché i testimoni abbiano detto che non era così e comunque il Combur test rileva anche il sangue coagulato). Il risultato non è stato molto diverso: il numero di passi che hanno pestato sangue è diminuito, ma non c’è stata una sola prova «immune da calpestio di tracce ematiche». La risposta al quesito formulato dal pm è dunque netta: «Vista la probabilità nulla calcolata, si può affermare come tale evenienza sia impossibile». C’era anche un secondo quesito, relativo alla possibilità di aprire la porta a soffietto del vano scale senza pestare il sangue.

In questo caso, su 227.493 camminate simulate, sono solo lo 0,6% quelle in cui ciò non avviene entro 75 centimetri dal battente. E tra l’altro, per farlo, bisogna assumere una posizione estremamente innaturale, con le punte delle scarpe quasi a contatto e i talloni molto divaricati. Questo risultato fa concludere che «tale eventualità è statisticamente assolutamente improbabile». L’ingegner Boccardo nella sua relazione sottolinea che in molte occasioni «a cautela dell’indagato sono state considerate una serie di ipotesi a lui favorevoli». Ad esempio per le scarpe è stata utilizzata «la proiezione ortogonale invece che quella secondo la superficie di rullaggio delle suole», più ampia; «non sono state prese in considerazione eventuali macchie presenti in corrispondenza delle fughe delle piastrelle»; soprattutto, non sono stati analizzati una serie di ulteriori spostamenti, come quelli «che l’indagato dichiara di avere effettuato in prossimità delle porte di accesso al bagno, alla saletta tv e al garage», nonché i gradini, uno o due, fortemente imbrattati, che dice di aver sceso dopo aver aperto la porta a soffietto per vedere il corpo di Chiara

lA sTAMPA 11 DICEMBRE 2008

Garlasco,computer “smaschera” Stasi
Consulente del pm: “Mente sul sangue”
“Abbiamo simulato al computer 800mila percorsi nella villetta: impossibile non aver sporcato le scarpe di sangue”. E’ la tesi portata avanti dal pm nel caso dell’omicidio di Chiara Poggi. E per incastrare l’unico indagato, Alberto Stasi, si è avvalso di un professore del Politecnico di Torino che ha realizzato un software che ha ricreato tutti i possibili percorsi fatti da Stasi all’interno della casa di Garlasco. Lo pubblica oggi La Stampa. 

In 129 pagine e un centinaio di allegati il professore Piero Boccardo descrive il lavoro svolto all’interno della villetta dell’orrore assieme ai suoi cinque collaboratori dell’Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l’Innovazione. E’ stato il pm di Vigevano Rosa Muscio a chiedere la consulenza del professor Boccardo già noto alle cronache perché aveva avuto un ruolo simile nel caso Cogne.

L’ingegnere ha praticamente usato scanner tridimensionali per riprodurre la villa di Garlasco in una realtà virtuale. Successivamente ha elaborato un software per simulare tutti i possibili percorsi che l’indagato (sono stati 809.186), Alberto Stasi, avrebbe potuto fare. Molte le variabili tenute in considerazione. A partire dalla velocità dei passi, dovuta alla concitazione del momento; alla posizione dei piedi in ogni momento; alla possibile coaugulazione del sangue a terra, alle fughe delle piastrelle che avrebbero potuto impedire il contatto con la suola.

Il risultato, secondo questa perizia, è inequivocabile: Stasi la mattina del 13 agosto del 2007 ha compiuto una media di 19,4 passi e almeno la metà di questi (10,7) devono avere avuto un contatto col sangue della vittima. Le scarpe di Alberto, quello che lui ha consegnato ai Ris e che dice di avere avuto quella mattina sono invece risultate pulite. La conclusione del pm è diretta: Stasi ha mentito da subito. Nei test effettuati dal docente del Politecnico di Torino sono stati presi in considerazione anche situazioni a favore della difesa ma c’è un punto della casa dove Stasi non può non essersi sporcato: davanti alla porta che conduce alle scale della cantina dove è stato rinvenuto il cadavere di Chiara. Delle 227mila prove fatte, solo lo 0,6% sono a favore dell’imputato. Ma per evitare di toccare il sangue “Stasi avrebbe dovuto mantere una posizione estremamente innaturale, con le punte delle scarpe quasi a contatto e i talloni molto divaricati […] tale eventualità è estremamente improbabile”.
tg com 12 dicembre 2008

ottobre 9, 2008

Garlasco, chiuse le indagini: «Stasi ha ucciso Chiara e l’ha seviziata»

Posted in Cronaca tagged , , , , at 01:34 di wildgreta

IL GIALLO DI GARLASCO

L’accusa della Procura dopo la chiusura delle indagini: «Delitto efferato vista l’entità delle ferite»

MILANO – È accusato di omicidio volontario con l’aggravante di aver adoperato sevizie e aver agito con crudeltà verso la vittima. L’avviso di chiusura indagini sul delitto di Chiara Poggi punta il dito contro Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e unico indagato per l’omicidio avvenuto a Garlasco, in provincia di Pavia, il 13 agosto 2007. Leggi il seguito di questo post »

settembre 24, 2008

Garlasco: avvocato Poggi, “Indizi contro Stasi”

Posted in chiara poggi, Cronaca, Garlasco tagged , , , at 18:30 di wildgreta

24 set 17:03 CronacheROMA – “Siamo convinti che ci siano indizi gravi, precisi e concordanti che vanno nella direzione dell’unico indagato, Alberto Stasi”. Cosi’ l’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi, la ragazza uccisa a Garlasco il 13 agosto dell’anno scorso. Per la fine di settembre e’ attesa la chiusura delle indagini preliminari, e l’aspettativa del legale e’ che si arrivi a una richiesta di rinvio a giudizio per Stasi. “Le versioni fornite da Stasi non ci convincono – dice Tizzoni – mi riferisco al famoso racconto del ritrovamento del corpo della vittima: Alberto Stasi indossava determinate calzature e su queste non e’ stato trovato materiale organico, non sono stati trovati riscontri del dna della vittima e soprattutto non sono state trovate tracce della suola di queste scarpe all’interno dell’abitazione. Ovviamente questa incongruenza per noi e’ un dato importante”. (Agr)

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