dicembre 10, 2008

Gravina, un video accusa il padre Filippo Pappalardi,padre dei due fratellì trovati morti in un pozzo

Pubblicato in: Abusi sui minori, attualità, Ciccio e Tore, fratellini gravina tagged , , , , , a 22:56 di wildgreta

- LA LOTTA DELLA MADRE

La polizia: abbiamo la prova, Filippo Pappalardi ha mentito
MARIA CORBI
GRAVINA (BARI)
Ciccio e Tore riposano insieme, nel cimitero di Gravina, ma non c’è pace per loro. Un video della polizia dimostrerebbe che il padre, Filippo Pappalardi, ha mentito e che quindi alcune delle motivazioni contenute nella richiesta di archiviazione da parte del pm Antonino Lupo alla gip Giulia Romanazzi contengono in sé un vizio di giudizio. Perché, il pm nelle sue 19 pagine, giustifica il suo operato, e la sua decisione di arrestare Pappalardi, buttando, in pratica, la croce addosso alla polizia che avrebbe fatto errori, se non addirittura falsi. Accusa da cui la polizia si difende con un video, registrazione di telefonate, fax.

Ma andiamo con ordine: a convincere il magistrato del coinvolgimento, in qualche modo, di Filippo Pappalardi nella scomparsa dei suoi figli era stata soprattutto la circostanza del ritardo con cui l’uomo aveva riferito alla polizia dell’avvistamento dei bambini in piazza quattro Fontane (dove il super teste minorenne ha detto di aver visto Ciccio e Tore «salire sulla macchina del padre»), poche centinaia di metri dal casolare dove sono stati trovati morti. «Questo ufficio aveva ritenuto che tale colpevole ritardo del Pappalardi avesse contribuito a sviare le indagini», spiega il pm. Leggi il seguito di questo post »

ottobre 22, 2008

Gravina: la mamma si oppone all’archiviazione del caso

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 16:53 di wildgreta

Rosa Carlucci, la mamma di Francesco e Salvatore Pappalardi, i bambini scomparsi a Gravina il 5 giugno 2006 (furono trovati morti il 25 febbraio nella cisterna di un palazzo) ha deciso di presentare ricorso contro l’archiviazione delle indagini. La notizia l’ha data la stessa donna ai giornalisti nei pressi della questura dove si era recata per ringraziare gli investigatori. La settimana scorsa il pm aveva chiesto l’archiviazione del procedimento contro il padre dei ragazzini, Filippo.

aprile 10, 2008

Gravina: una scala per il paradiso

Pubblicato in: Ciccio e Tore, Cronaca, fratellini gravina tagged , , , a 01:53 di wildgreta

La città saluta per l’ultima volta i due sfortunati fratellini.

Io dedico a loro “Stairway ti heaven” dei Led Zeppelin.

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Una gremitissima folla assiepata in piazza Benedetto XIII ha dato l’ultimo, commosso saluto ai corpi senza vita di Ciccio e Tore Pappalardi, i fratellini gravinesi scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati morti lo scorso 25 febbraio nel casolare di via Consolazione. All’interno della Basilica Cattedrale di Gravina si è svolta la solenne celebrazione eucaristica officiata da mons. Mario Paciello alla presenza di Filippo Pappalardi, padre degli sfortunati fratellini, Maria Ricupero, sua convivente, e altri familiari. A fare da contorno al triste evento, uno spiegamento di forze dell’ordine e soprattutto orde di giornalisti come mai se n’erano visti nella nostra città.
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Degne di nota sono state sicuramente le forti parole pronunciate dallo stesso Vescovo della Diocesi di Gravina, Altamura e Acquaviva delle Fonti. “Francesco e Salvatore, marciti in fondo a una cisterna, e altri milioni di bambini che marciscono sotto il cielo, sono la preziosa cintura di Dio che si rovina, perchè è guasta l’aria che respirano, la società e l’ambiente in cui vivono. Quella modalità di morte, quel marcire all’aperto per quasi due anni è un messaggio forte per noi. Ora che ci prepariamo a dare onorata sepoltura ai resti mortali di Ciccio e Tore dobbiamo fare attenzione a non seppellire anche il messaggio che loro ci lasciano”.
E ancora: “E’ impossibile non sentirsi struggere di dolore pensando alle sofferenze lancinanti di Francesco e alla lunga e straziante agonia di fame, freddo, buio, solitudine e paura di Salvatore, ma faremmo bene a piangere noi stessi e sui nostri figli perchè siamo noi che vogliamo questo tipo di società”. Quindi: “Io chiamo tutte le Istituzioni, le agenzie educative, le comunità parrocchiali a prendere atto delle rispettive responsabilità in ordine alla tutela e alla cura dei minori […]. Gli Amministratori Regionali e Locali incoraggino la buona volontà, la creatività progettuale e gli sforzi di privati, associazioni e parrocchie per la realizzazione di progetti per la gioventù”.

funerale.jpg Infine Mons. Paciello ha rivolto l’ultimo saluto affettuoso ai due piccoli angeli gravinesi: “Ciccio e Tore, oggi siete al centro degli sguardi, dell’attenzione, dell’affetto, della preghiera di noi tutti e del mondo intero. Da quella posizione ci state chiedendo per l’ultilma volta aiuto, non più per voi stessi, ma per tutti i nostri ragazzi, con la speranza di essere finalmente ascoltati. Mentre noi, per le mani di San Francesco e della Vergine Maria, vi affidiamo all’abbraccio di Cristo Salvatore, voi pregate per tutti quelli che vi hanno amati e sono nel dolore, per la vostra città, per tutti noi, perchè sappiamo far tesoro dei messaggi che ci avete lasciati. Riposate in pace!”.

Domingo Mastromatteo

Gravina News Mercoledì, 9 Aprile 2008

L’articolo più bello:

Francesco e Salvatore Pappalardi: il finale che li renderà liberi

LA STORIA DALL’ARRESTO DI PAPPALARDI

aprile 9, 2008

In migliaia a Gravina per i funerali di Ciccio e Tore. Il vescovo: ”Siamo tutti responsabili”

Pubblicato in: Ciccio e Tore, Cronaca, fratellini gravina tagged , , , , a 22:38 di wildgreta

Notizia inserita il 9/4/2008

Malore per la sorellina dei due fratellini

Bari. In migliaia hanno dato l’addio oggi a Francesco e Salvatore Pappalardi , i due fratellini ritrovati morti in fondo a una cisterna sotterranea il 25 febbraio scorso, dopo oltre 20 mesi dalla scomparsa. Molti i bambini e i ragazzi presenti. Rosa Carlucci, la madre dei due ragazzini, è arrivata un’ora prima dell’inizio della cerimonia nella cattedrale di Gravina in Puglia, in provincia di Bari. La donna, accompagnata dalla sorellina di Ciccio e Tore che ha avuto un malore anche per l”assalto’ di telecineoperatori, si è seduta in prima fila. Sempre in prima fila, ma dall’altra parte della navata, c’era il padre Filippo Pappalardi, con la nuova compagna Maria Ricupero e gli altri parenti. “Le loro grida mi tormentano”, ha scritto Pappalardi in una lettera letta nella cattedrale da un nipote. “Resto un uomo solo”, si legge ancora. Pappalardi definisce poi i suoi bambini come “angeli” che”in fondo al buio hanno visto la luce di una nuova vita, angeli che, con il loro spirito, hanno chiamato un altro bambino salvando lui e me che resto un uomo solo, che può continuare a vivere libero nel ricordo di tanti giorni felici vissuti insieme. Addio piccoli angeli, il vostro papà”. “E’ impossibile non sentirsi struggere di dolore pensando alle sofferenze lancinanti di Francesco e alla lunga e straziante agonia di fame, freddo, buio, solitudine, paura di Salvatore; ma faremmo bene, come dice Gesù alle donne di Gerusalemme, a piangere su noi stessi e sui nostri figli, perché siamo noi che vogliamo questo tipo di società”, ha detto il vescovo di Gravina in Puglia, Mario Paciello, nell’omelia. “Le disavventure di tutti i bambini, le loro sparizioni, il loro sfruttamento, la loro solitudine, il bullismo degli adolescenti, gli abusi sui minori, l’alcolismo e la droga, con le inevitabili conseguenze di disastrose esperienze sessuali, delitti e stragi in auto, sono solo alcuni dei segnali di un malessere sociale profondo e generalizzato, voluto e da tanti favorito, davanti al quale si continua a tenere pervicacemente gli occhi chiusi – ha affermato – E’ più sbrigativo cancellare le conseguenze di errori morali, anziché insegnare agli adolescenti a rispettare la propria e l’altrui persona, a prepararsi consapevolmente alle grandi scelte della vita e alla genitorialità responsabile”. “Non voglio strumentalizzare la morte dei fratellini, per lanciare anatemi – ha continuato monsignor Paciello – ma non dobbiamo permettere che la morte di Ciccio e Tore, lasci il mondo come si trova”. Ciò che è avvenuto “deve farci capire in quale baratro si trova il mondo oggi; quanto siamo caduti in basso, non i gravinesi, ma la società, la cultura laicista che azzera i valori essenziali della natura umana e legalizza il disvalore della vita e della famiglia, la totale disattenzione ai bambini come soggetti di diritto di nascere e di scegliere. Davanti alle bare di Ciccio e Tore è facile dire: ‘Siamo tutti responsabili’. Dobbiamo ripetercelo e non dimenticarlo dopo questo momento, quando saremo chiamati da una presa di coscienza personale e comunitaria, a creare tutte le condizioni possibili perché siano evitati certi epiloghi tragici”.In chiesa è finito ben presto lo spazio per i fiori e per le persone. Così molti cittadini, nonostante la presenza del maxischermo all’esterno della cattedrale in piazza Benedetto XIII, hanno rinunciato e hanno deciso di seguire i funerali attraverso l’emittente satellitare Telepace. Alle esequie ha partecipato anche il prefetto di Bari, Carlo Schilardi. Il questore di Bari, Vincenzo Maria Speranza, si è avvicinato, al termine dei funerali, sia al padre che alla madre delle due piccole vittime per fare le condoglianze.

Fratelli di Gravina. Nella camera ardente i compagni di scuola

Pubblicato in: Ciccio e Tore, Cronaca, fratellini gravina tagged , , , a 13:59 di wildgreta

I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle ore 16. Attese migliaia di persone

Le due piccole vittime di Gravina
Si terranno questo pomeriggio, nel Duomo di Gravina, le esequie di Ciccio e Tore Pappalardi, i due fratellini noti alle cronache italiane per la tragica morte e il successivo ritrovamento all’interno di un pozzo. Questa mattina a rendere omaggio alle due piccole bare c’erano i compagni di scuola insieme ad alcuni insegnanti. Vicino alle bare il padre, Filippo Pappalardi. (edf)

Tante lettere di bambini per Ciccio e Tore

Pubblicato in: Ciccio e Tore, Cronaca, fratellini gravina tagged , , , , a 02:32 di wildgreta

GRAVINA IN PUGLIA (BARI) – «Quante lettere ho ricevuto specialmente dopo aver scritto la lettera ai ragazzi di Gravina. Mi hanno scritto tanti bambini delle scuole elementari di tutta Italia, ragazzi delle scuole medie, anche genitori, adulti, persone impegnate anche socialmente». Lo ha detto il vescovo della diocesi di Altamura, Gravina in Puglia e Acquaviva delle Fonti, mons.Mario Paciello, nell’omelia pronunciata durante la veglia di preghiera in ricordo di Francesco e Salvatore Pappalardi.
«Vicino a Ciccio e Tore deve restare non solo il nostro ricordo, il nostro dolore, la nostra preghiera per loro e per quelli che soffrono per loro ma deve restare la presa di coscienza che tutti, come ripeterò domani, nessuno escluso, possiamo fare qualcosa di più, molto di più per i nostri ragazzi».
Per il vescovo, in tutti i messaggi ricevuti «la testimonianza data è unanime: di partecipazione piena al dramma di Ciccio e Tore e anche di gratitudine per quello che ho sentito il bisogno di dire ai ragazzi di Gravina. Da quante parti d’Italia è stato detto: abbiamo fatto diffondere questo messaggio perchè i nostri ragazzi, i nostri adolescenti ne avevano bisogno».
Il vescovo ha poi letto alcune righe giuntegli alcune ore fa dalla Sicilia. «Noi tutti – è scritto nella lettera – il giorno dei funerali avremo gli occhi davanti alla Tv. Preghiamo perchè Michele si ristabilisca presto, angelo di cui si è servito il Signore per portare alla luce Ciccio e Tore. E preghiamo perchè la Vergine Maria, così come è stata sotto la Croce di suo figlio Gesù sia sempre vicino a Ciccio e Tore».
Al termine della messa mons.Paciello si è avvicinato a Pappalardi, stringendogli la mano e abbracciandolo ed ha salutato gli altri familiari. Poi è incominciato il passaggio dei fedeli dinanzi alle bare di Ciccio e Tore per l’ultimo saluto.
Tutti, una volta lì davanti, danno loro un bacio con la mano e toccano i feretri, per poi lasciare la cattedrale.8/4/2008

aprile 6, 2008

GRAVINA/ UN PAESE INTERO ASPETTA IL RITORNO DI CICCIO E TORE

Pubblicato in: Ciccio e Tore, Cronaca, fratellini gravina tagged , , , , a 20:53 di wildgreta

Il 30 aprile scadranno i termini per la chiusura indagini

Gravina, 6 apr. (Apcom) – Per Filippo Pappalardi, quella di oggi è stata la prima domenica di libertà assoluta dopo la liberazione di venerdì scorso. Intorno a mezzogiorno l’uomo, tenendo per mano la figlia più piccola, ha lasciato l’abitazione di via Casale a Gravina, per rifugiarsi con molta probabilità, nell’abitazione dei genitori, lontano da telecamere e microfoni, che ormai giorno e notte presidiano la sua abitazione.

‘Come si sente dopo la sua liberazione?’, è stato chiesto a Pappalardi: “Andatelo a chiedere al miglior poliziotto”. Ha risposto il papà di Ciccio e Tore. Una polemica dura ma comprensibile, con la Squadra mobile di Bari. Che per 20 mesi lo ha ritenuto responsabile di aver sequestrato, ucciso e occultato i cadaveri dei suoi figli. Questa polemica fa il paio con quella, rivelata, da alcuni parenti il giorno della scarcerazione di Filippo Pappalardi. Lui stesso, infatti, avrebbe espresso il ‘desiderio’ di non “vedere nessun poliziotto al funerale dei miei figli”.

E’ un uomo distrutto Filippo Pappalardi, un uomo che quando il 27 novembre è finito in carcere, con la pesante accusa di avere ucciso i suoi figli, aveva la convinzione che i due bambini potessero essere ancora in vita. Ora tornato libero, definitivamente, ha una sola certezza dura e amara che la vita gli ha riservato: i cadaveri dei figli. Gravina attende con rabbia e dolore le salme di Ciccio e Tore, i due bambini spariti nel nulla il 5 giugno del 2006 e ritrovati cadaveri lo scorso 25 febbraio all’interno di una cisterna in un casolare abbandonato in via Giovanni Consolazione, nel centro storico della cittadina pugliese.

Nel paese tutto è pronto. Tutti aspettano il ritorno di Ciccio e Tore, per accogliere e tributare il giusto omaggio alle salme dei due piccoli angeli volati in cielo 20 mesi fa. Nella mattinata di domani il sostituto procuratore, Antonino Lupo,della Procura della Repubblica di Bari, firmerà, il nullaosta alla sepoltura. E’ quel momento in poi, si attiverà ufficialmente la macchina operativa per i funerali, che presumibilmente si terranno nel pomeriggio di mercoledì quando a Gravina sarà in detto il lutto cittadino.

Gravina e i gravinesi, quindi, attendono attoniti e ancora increduli l’arrivo delle salme dei due piccoli fratellini. Tutti si stringeranno attorno a Filippo Pappalardi e alla sua famiglia, per fargli sentire quel sostegno che in questo momento ha bisogno. In migliaia si recheranno alla camera ardente che sarà allestita prima presso l’auditorium della chiesa S. Pietro e Paolo e successivamente presso la stessa cattedrale.

I funerali, per volontà del vescovo, saranno trasmessi in esclusiva da Telepace, l’emittente religiosa dei Paolini di Torino, che sarà l’unica autorizzata ad effettuare riprese in chiesa.

Sul fronte dell indagini, invece, il prossimo 30 aprile scadranno i termini per le indagini preliminari nei confronti del padre di Ciccio e Tore. A quel punto per la Procura di Bari si apriranno due strade: la prima, chiedere l’archiviazione per l’indagato Filippo Pappalardi; la seconda, quella della richiesta del rinvio a giudizio.

aprile 2, 2008

Giallo di Gravina: Parla la supertestimone di Pioltello

Pubblicato in: Ciccio e Tore, Cronaca, fratellini gravina tagged , , a 10:58 di wildgreta

Giovanna di Padova è l’unica ad aver visto i fratellini il giorno prima della scomparsa

PIOLTELLO (01/04/2008) – È la supertestimone nel giallo di Gravina. L’unica adulta che ha visto Ciccio e Tore il giorno prima della scomparsa, l’unica che ha parlato con i ragazzini, che li ha persino rimproverati perché «non erano andati a scuola».

Quando ripercorre quella maledetta mattina del 6 giugno, Giovanna Di Padova, ha ancora le lacrime agli occhi. Lei, 68enne che da una vita abita a Pioltello, è originaria di Gravina. E due anni fa, a giugno, era tornata nel paese per partecipare alle nozze di una partente.

LA TESTIMONIANZA
«Ricordo di aver visto Ciccio e Tore – racconta la signora Giovanna – verso le 10 di mattina. Avendo fatto la bidella per anni mi sembrava strano che due ragazzini di quell’età non fossero in classe. Così mi è venuto spontaneo domandare loro il perché. Non avendo avuto risposta li ho rimproverati in modo bonario per aver marinato la scuola».

Di Padova, teste chiave nelle indagini per ricostruire gli ultimi movimenti di Ciccio e Tore prima della scomparsa, nei giorni scorsi è stata più volte ascoltata dagli inquirenti e sembra che proprio la sua testimonianza stia portando a galla la verità. Agli inquirenti, Giovanna ha anche raccontato dettagli particolari sul comportamento dei due fratellini che per un po’ di tempo hanno giocato accanto al portone della sua casa.

«Il più grande, Salvatore, aveva in mano un sacchetto di brioche e ne ha offerta una al fratellino nel tentativo di rallegrarlo visto che sembrava triste – continua la supertestimone – Ancora una volta gli ho chiesto il motivo di quella faccia buia, e ancora una volta non mi hanno risposto. Così sono rientrata in casa e non ho ci più pensato fino al giorno dopo, quando la notizia della loro sparizione era su tutti i notiziari».

LE INDAGINI
Dopo averli riconosciuti la donna ha subito chiamato i carabinieri raccontando l’incontro della mattina precedente. Poi il silenzio. «Nessuno mi ha più cercata fino al giorno del ritrovamento dei loro corpi il 25 febbraio scorso», racconta.

Nel suo racconto, Giovanna ricorda anche la “Casa delle cento stanze”, l’edificio dismesso dove sono caduti e morti Ciccio e Tore. «Da piccola, quello era un convento di suore – spiega – Da 50 anni, invece, è un rudere abbandonato. Gli accessi principali, però, sono sempre stati chiusi da cancellate e lucchetti, ma si sa che i bambini si intrufolano ovunque.

Nei giorni successivi poliziotti e carabinieri hanno battuto palmo a palmo ogni angolo del paese. Però, non so se li abbiano cercati anche lì».

Cronaca qui Milano Alessandro Ferrari

marzo 4, 2008

Fratellini Gravina/sindaco scrive a presidente Regione Puglia

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 19:48 di wildgreta

Scritto da Pasquale Dibenedetto
martedì 04 marzo 2008 20:39
Il sindaco di Gravina ha scritto al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, prendendo spunto dalla tragica conclusione della vicenda dei due fratellini Pappalardi.
Caro Presidente,
ora che sono i giorni dei sentimenti spezzati dall’angoscia, per quel filo di speranza irrimediabilmente reciso,voglio dirti alcune cose.
Ricorderai – per avertene parlato a voce e per iscritto per il tramite de La Gazzetta – le mie riflessioni sulle straordinarietà ed urgenze urbane del centro storico e del nucleo antico di questa città.
Ricorderai le mie insistenze perchè i rappresentanti delle istituzioni regionali scendessero qui per conoscere questa reale complicazione urbana. Soltanto la conoscenza stendhaliana di questa,come di altri pezzi di Puglia,avrebbe provocato le intelligenze e le emozioni adeguate.
Più volte ho raccontato come qui si possa entrare su di una sorta di macchina del tempo per scendere giù,sempre più giù,fino agli inferi,per arrotolare o srotolare i secoli e guadagnare persino il com’era durante l’assedio saraceno, i giorni dell’arrivo di Silla o di Alessandro il macedone.
Questa enormità urbana -un secolo sull’altro- si mantiene e sostiene come scala di bicchieri di cristallo,gli uni sopra gli altri. In bilico. L’ospite si emoziona ma poi s’indigna.
La sensibilità della storia che si fa persona si arrovella,si arrampica,si fa ciclope e poi nessuno. Quindi, con il basta finisci con il convivere.
Le speranze solitarie si esauriscono sempre in rese incondizionate,per cui,prima che qualcuno o qualcos’altro cancelli anche questo memo umanissimo, tenerissimo e tragico,ti chiedo di valutare la estrema,eccezionale urgenza di un punto all’ordine del giorno del Consiglio regionale pugliese perchè la questione etica ed istituzionale sulla conoscenza di questa città,martoriata dagli abbandoni e dall’indifferenza,porti alla rapida istituzione di una taskforce in grado di rassicurare i tumulti di sentimenti in disordine e di porre mano in tempi strettissimi alla realizzazione di sicurezze urbane. E così da piazza Arcangelo Scacchi,scendendo per via Matteotti sino alla punta di via Marconi,attraversata piazza della Repubblica e piazza Plebiscito,assisti ad un disastro ambientale. Una pavimentazione colabrodo con l’acqua che penetra,scivola rapidamente sotto a colmare cantine,foggiane e grotte per sbriciolare,prima o poi,anche le fondamenta dei palazzi circostanti. Per lutti che potranno ripetersi. Il rione Piaggio è abbandonato da quarant’anni,mentre le case sventrate ed implose si aprono negli anditi pericolanti,nei pozzi e sotterranei,invitanti ad un degrado senza limite.
Il rione Fondovito,pure abitato,si rappresenta ancora più pericolosamente per la presenza di voci,di odori,di grida di bambini.
La città del burrone si offre al sole ed alla luna,alle nebbie ed al gorgoglio delle acque de La Gravina tra chiese rupestri e meandri di grotte,riuscendo persino a disegnare una geometria dell’acqua piovana per una sete antica.
A Matera,un giorno dei primi anni cinquanta, scese il Presidente De Gasperi,si commosse,forse pianse e i contadini presero a risalire dai bassifondi. Qui,a poco più di venti chilometri,non è ancora mai sceso nessuno per commuoversi e forse piangere. Qui abita l’ira.
Come vedi,una storia lunga,sofferta,ingiusta,e pure sconcia. Sconcia.
Notizie online 4 marzo 2008

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I ragazzi di Gravina in strada nel ricordo di Ciccio e Tore: “Per sempre nei nostri cuori”

Gravina e la casa della morte. Sotto accusa i proprietari

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 12:22 di wildgreta

GRAVINA IN PUGLIA (Bari) —Alla luce delle fotoelettriche l’orco sembra meno cattivo, niente più di un’immensa cantina. Ma la cisterna che ha ingoiato Ciccio e Tore «le assicuro che con il buio paralizza» dice Luigi Strada, uno deimedici legali nominati dalla difesa di Filippo Pappalardi. Domenica – mentre il Papa all’Angelus ricordava i due piccoli di Gravina dicendosi «profondamente colpito » – il dottor Strada è tornato per la seconda volta nella casa delle cento stanze per un sopralluogo che lo ha tenuto giù, nel pozzo dell’orrore, per l’intera mattinata assieme al collega nominato dalla procura, Francesco Introna, e all’avvocatessa di Pappalardi, Angela Aliani.
PERIZIE – Sono state eseguite misurazioni, ipotizzati punti di caduta, annotati nuovi dettagli, alla fine è stata chiesta una perizia fonica per capire se eventuali urla potevano essere sentite in superficie. Ma non è emerso niente, all’apparenza, che sciolga il nodo fondamentale di quest’inchiesta: perché i due ragazzini sono caduti laggiù? Scappavano da una temuta punizione del padre, come sostengono gli investigatori, oppure si è trattato di una disgrazia nella quale il padre non ha alcun ruolo, come ripete la difesa che ne ha chiesto la scarcerazione? Domenica il parroco, don Michele Paternoster, ha letto la lettera del vescovo e ha commentato: «Bisogna essere vicini ai genitori di Ciccio e Tore che soffrono moltissimo in questi momenti». Il pubblicoministero di Bari, Antonino Lupo, depositerà nelle prossime ore il parere su una misura alternativa al carcere per Filippo Pappalardi e le indiscrezioni del palazzo dicono che il suo, salvo ripensamenti dell’ultima ora, sarà un «no», dopodiché la parola passerà al Gip Giulia Romanazzi che, con tutta probabilità, deciderà entro metà settimana.
L’AUTOPSIA – Comincerà lunedì, invece, l’autopsia sui resti dei due bambini e in mattinata, poi, la procura riceverà l’informativa del Commissariato di Gravina sulla casa delle cento stanze, un dossier che apre la strada a un nuovo filone d’inchiesta per lesioni colpose e mette sotto accusa gli attuali proprietari dell’edificio. Sono undici persone che fanno capo alla Edilarco, la società che acquistò l’immobile diroccato (2000 metri quadrati) nel 2002 con l’intenzione di ristrutturarlo. Il presidente, Serafino Dipalma, giura che «era tutto chiuso» e che «io stesso spesso passavo a vedere che ci fossero catena e lucchetto». Ipotizza che i ragazzini abbiano scavalcato il muro di cinta o che abbiano forzato il lucchetto, «non c’è incuria da parte nostra in questa storia e lo dimostreremo», promette, sapendo che lui e gli altri dieci soci finiranno quasi certamente sotto inchiesta, appunto, per lesioni colpose. «Per ora non mi risulta di essere indagato» dice, aspettandosi anche la denuncia-querela dei genitori di Michele, il ragazzino che cadendo nel pozzo ha consentito la scoperta dei corpi dei fratellini. Loro giurano che non lasceranno correre: «In venti mesi tre bambini sono caduti in quel pozzo. Chi ha sbagliato pagherà perché qualcuno doveva pur tenere quell’area in sicurezza».
FANTASMI – Si raccontano molte storie sulla casa delle cento stanze, un tempo residenza della famiglia Pellicciari, conti e baroni, gente che per Gravina ha sempre voluto dire aristocrazia terriera. È dai Pellicciari che la Edilarco ha comprato la casa (solo uno dei tre palazzi degli eredi), leggende incluse. Come quelle che la vuole infestata dai fantasmi, l’altra che dice che nelle sue viscere sono nascosti tesori o l’altra ancora che i vecchi del paese raccontano con qualche dubbio: lì dentro forse ha vissuto per un po’, nei primi anni del Novecento, anche la nonna di Filippo Pappalardi… I ragazzini di Gravina ne sono sempre stati affascinati. Adesso è un «buco nero che mangia i bambini», come l’ha chiamata domenica mattina una bimba arrivata a portare un orsetto e dei fiori a Ciccio e Tore.Bari News 4 marzo 2008

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