giugno 12, 2011

LA MONICA, CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER EX CONSULENTE STEFANO ZANETTI

Posted in attualità tagged , , , , , at 22:38 di wildgreta

Il sociologo Stefano Zanetti

Di Wildgreta

Dopo la chiusura del suo blog “Il Giustiziere” da parte dell’autorità giudiziaria, un’altra batosta per il sociologo Stefano Zanetti, ex consulente di Pino la Monica, il maestro di teatro condannato per abusi su 8 allieve a 9 anni e nove mesi.L’accusa per Zanetti è quella di aver esercitato pressioni su di una testimone del processo di Pino La Monica. Zanetti si è proclamato innocente e infatti lo è e lo sarà, fino a prova contraria.Ovvero fino a quando non ci sarà una sentenza. Quindi attendiamo le notizie e, al contempo, facciamo i nostri migliori auguri a un ex blogger ed ex consulente, che aveva fatto del garantismo verso le persone processate per pedofilia una sua battaglia personale.Anche noi siamo garantisti, il problema è quando il garantismo si estende anche nei confronti dei condannati in via definitiva, restiamo perplessi. Là il nostro garantismo si ferma, per qualcun’altro invece prosegue con il vento in poppa, e ancora con maggior vigore.  Seguiremo il caso Zanetti come abbiamo fatto con altri casi, ma senza particolare enfasi.

Consulente di Pino nel mirino del pm “Processatelo”

Chiesto il rinvio a giudizio per il sociologo Zanetti per aver contattato una testimone poi sentita a processo

  • di Tiziano Soresina

Mentre il processo d’appello sulla delicata vicenda che coinvolge l’educatore-attore 38enne Pino La Monica rischia di avere tempi molto lunghi, è invece ormai prossimo all’udienza preliminare un caso giudiziario nato proprio durante il contrastato evolversi del procedimento – a porte chiuse – per pedofilia.

Si tratta dell’inchiesta scattata nel giugno 2009, quando il pm Maria Pantani, rilevò in aula che quanto riferito da una persona sentita in udienza configurava un reato, annunciando così alla Corte che intendeva procedere per subornazione di testimone contro un consulente della difesa, cioè il sociologo bolognese 42enne Stefano Zanetti.

Nel gennaio 2009 era stato annunciato – con un comunicato-stampa – l’ingresso di Zanetti nello staff difensivo di La Monica insieme allo psichiatra Camillo Valgimigli: ma nell’udienza del 10 giugno 2009 i due consulenti della difesa erano stati allontanati dall’aula perché il pm Pantani aveva contestato la loro presenza, rimarcando che si trattava di un processo a porte chiuse e che la legge prevede possano assistere alle testimonianze solo l’imputato e il suo difensore. Valutazioni fatte proprie quel giorno dalla Corte che, con un’ordinanza, aveva fatto uscire dall’aula i due consulenti.

Ma per il sociologo Zanetti in quell’udienza i contrasti con la pubblica accusa sarebbero divenuti più pesanti, perché la psicologa sentita quel giorno in aula svelava di essere stata contattata alcuni mesi prima da «qualcuno» facente parte dello staff di consulenti della difesa. E quel «qualcuno» lo identificava nel sociologo bolognese, che si sarebbe fatto vivo con lei per chiederle un incontro.

Una «mossa» ritenuta non legittima dal pm Pantani, perché quel contatto fra Zanetti e la psicologa (ritenuta un testimone importante dalla procura) sarebbe avvenuto quando le indagini sul caso-La Monica non erano ancora chiuse e con l’intenzione di far ritrattare la professionista, da qui l’accusa per il sociologo di subornazione di testimone.

Una ricostruzione sempre contestata da Zanetti che sostiene d’aver agito correttamente e non certo per mettere «pressione» alla psicologa. Di diverso avviso il pm Pantani che ha chiuso l’inchiesta e chiesto il rinvio a giudizio per il sociologo

La professionista, come consulente di una scuola, aveva raccolto i racconti allarmanti di alcune minorenni frequentanti i corsi di teatro tenuti da La Monica, mettendo poi quelle parole delle studentesse nero su bianco in una relazione poi consegnata al preside dell’istituto scolastico.

http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2011/06/10/news/consulente-di-pino-nel-mirino-del-pm-quot-processatelo-quot-1.343540

ottobre 18, 2010

SANTONA DI LUMEZZANE:CHIESTO RINVIO A GIUDIZIO PER LA PRESUNTA SETTA

Posted in sette tagged , , , , , at 00:10 di wildgreta

L’inchiesta

Chiesto il rinvio giudizio per la presunta setta

È stata fissata per il 14 dicembre l’udienza preliminare davanti al Gup per Fiorella Tersilla Tanghetti, l’animatrice di una comunità di recupero di ispirazione religiosa. continua a leggere

Qui sotto, invece, un articolo di giugno 2010 tratto da Brescia Oggi

«Un incubo durato anni ora vogliamo giustizia»

04/06/2010

Ci hanno messo la faccia, per chiedere «giustizia e arresti»: fuori dal Palagiustizia di via Gambara, le presunte vittime della «setta» fondata dalla «santona» Fiorella Tanghetti, sono rimaste in presidio per ore.«Per i bambini mai registrati all’anagrafe, maltrattati, costretti ad atti abominevoli, per i morti senza cure»: parole scritte nero su bianco sui cartelli che stringono tra le mani. «Anch’io ero uno schiavo, nel corpo e nella mente», si legge in un altro cartello.

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ottobre 16, 2009

“ASSOCIAZIONE FALSI ABUSI”, CHIESTA CONDANNA PER VITTORIO APOLLONI

Posted in abusi sessuali., attualità tagged , , , , , , , , , , , , at 10:06 di wildgreta

Aggiornamento novembre 2009: Vittorio Apolloni è stato assolto dall’accusa di diffamazione

da La Stampa cronaca di torino pag. 59 di martedì 13/10/09
MONCALIERI RIVOLI

Chiesta condanna per il padre di Apolloni

In oltre due ore di discussione, di fronte al giudice di Moncalieri, pubblica accusa, parti civili e difesa hanno ricostruito

nell’udienza di ieri le fasi del processo a carico di Vittorio Apolloni: imputato di diffusione di immagini di vittime di un reato a sfondo sessuale e diffamazione .

Un processo che vede alla sbarra il padre dell‘ex presidente della scuola materna di La Loggia Valerio Apolloni,

condannato in appello assieme all’ex direttrice scolastica,Vanda Ballario, per abusi sessuali su alcuni piccoli

allievi: condanna confermata di recente, per entrambi, dalla Corte di Cassazione.

Il padre, dopo la condanna in appello del figlio, aveva intrapreso una battaglia di«opinione» sul caso, con opuscoli

e un sito internet, sollevando critiche sulla genuinità dei metodi scientifici di raccolta delle testimonianze

dei minori abusati. Il pm Patrizia Caputo ha chiesto una condanna ad un anno e tre mesi di reclusione.

Richiesta cui si sono associate le parte civili – Del Sorbo e Cannone – a nome delle famiglie dei bambini coinvolti nella

vicenda. Il difensore, Stefano Loiacono, ha chiesto l’assoluzione per tutti i capi d’imputazione, perché i fatti non

sussistono o non costituiscono reato. Il giudice Silvana Podda ha aggiornato l’udienza al22 ottobre. 1M. PEG.

marzo 18, 2009

Don Ruggero Conti: chiesto il rinvio a giudizio. Dieci anni di sevizie

Posted in abusi sessuali sui minori, abusi sessuali., don ruggero conti tagged , , , , , , , at 02:32 di wildgreta

don-ruggero

di Wildgreta

E dopo alcuni mesi, siamo arrivati alla richiesta di rinvio a giudizio. Mi aspetto qualche commento dalle persone che qualche mese fa hanno discusso, difeso e accusato don Ruggero. Ora don Ruggero rischia anche di tornare in carcere per effetto del decreto sicurezza. L’accusa è pesantissima. Ecco l’articolo.

Abusi su ragazzi in parrocchia, chiesto il rinvio per don Ruggero
Il sacerdote accusato di dieci anni di sevizie

ROMA – Prostituzione minorile e atti sessuali su minori. Per questi reati la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio di don Ruggero Conti, il sacerdote finito in carcere il 30 giugno scorso, nell’ambito di una inchiesta su una serie di episodi di abuso, avvenuti tra il 1998 e il 2008, nel corso di diverse attività parrocchiali della chiesa Natività di Maria Santissima, in via di Selva Candida, alla periferia della Capitale. Il pm Francesco Scavo ha ricostruito, nell’atto d’accusa, una serie di vicende che coinvolgono sette ragazzi.

A don Ruggero, ex garante delle politiche per le periferie e per la famiglia del sindaco di Roma Gianni Alemanno è contestato il fatto di aver approfittato di una «persona a lui affidata per ragioni di educazione culturale e religiosa, di istruzione nonchè di vigilanza e custodia, con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso dei poteri e/o comunque in violazione dei doveri derivanti dalla qualità da lui rivestita di ministro di culto». Nel settembre scorso, dopo che il riesame aveva rigettato una istanza della difesa, il gip Andrea Vardaro ha concesso a don Ruggero gli arresti domiciliari. In seguito alla nuova legge varata dal governo sugli stupri il pm, che si era opposto alla attenuazione della misura cautelare, potrebbe presto fare richiesta al gip per una nuova ordinanza.

Secondo il capo d’imputazione don Ruggero approfittò dei minori in occasione di alcuni campi scuola, durante le vacanze estive e quelle di Pasqua e di Natale. La dinamica descritta è quasi sempre la stessa. Il giovane che frequentava i locali della parrocchia viene attirato in altre stanze e qui costretto a soggiacere ai desideri del sacerdote. In cambio alcuni potevano avere piccole somme, dai 10 ai 30 euro, o altro, come capi d’abbigliamento. In un caso, era stata proprio la madre della giovane vittima a rivolgersi a Don Ruggero «affinchè si prendesse cura del figlio e lo aiutasse a superare i problemi dovuti alla perdita del padre», in un momento di «difficoltà economiche anche in conseguenza del decesso» del familiare. . In base alla ricostruzione dell’accusa, il ragazzino, «in ripetute occasioni (quantificabili in circa trenta/quaranta volte) e in cambio di denaro (dai 10 ai 30 euro in media per ogni singola prestazione) o altra utilità (in genere capi di abbigliamento)», avrebbe compiuto atti sessuali. Da qui la contestazione di prostituzione minorile. Gli altri abusi che, per il pm, configurano quest’ultimo reato, riguardano anche un altro ragazzo che spesso il sacerdote invitava nella propria abitazione «a fermarsi per la notte». Per quanto riguarda gli altri minori (le vittime sono tutte maschi e anche di età inferiore ai 14 anni), don Ruggero approfittava dei momenti più disparati per abusare di loro, come durante una medicazione dopo che un ragazzino aveva riportato delle lesioni durante un litigio o nel corso dei campi estivi organizzati a Santa Caterina Valfurva.
Corriere della Sera

marzo 26, 2008

«Processate don Gelmini» Il pm parla di una rete politica

Posted in abusi sessuali sui minori, abusi sessuali., Cronaca tagged , , , , , , at 07:47 di wildgreta

Dopo un anno chiusi gli accertamenti. L’ex sacerdote: attendo sereno

Il testimone: mi prometteva l’aiuto di Berlusconi
e Imposimato

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Don Pierino Gelmini

ROMA — Una decina di ragazzi sarebbero stati costretti a subire le sue attenzioni, obbligati a soddisfare i suoi desideri particolari. Tra loro, anche due giovani che all’epoca dei fatti erano minorenni. La Procura di Terni chiede il rinvio a giudizio di don Pierino Gelmini. Un anno dopo l’avvio degli accertamenti sul suo conto, sollecita il processo per il fondatore della comunità Incontro per violenza sessuale.

I magistrati ritengono dunque attendibili i racconti di quegli ospiti della struttura di Amelia, in Umbria, che cercavano di uscire dalla tossicodipendenza e hanno affermato di essere stati «molestati, palpeggiati, costretti ad atti sessuali». E chiedono che vengano giudicati anche i collaboratori più stretti, Giampaolo Nicolasi e Pierluigi La Rocca. Li accusano di favoreggiamento per aver tentato di convincere i testimoni a ritrattare.
«Pressioni in cambio di soldi », dice l’accusa. E per sostenere la fondatezza di questa circostanza elenca i viaggi e i contatti con le presunte parti lese. Ma chiede anche il processo per Patrizia Guarino, la madre di uno dei ragazzi che avrebbe subito le violenze. La donna avrebbe avvertito don Gelmini delle indagini in corso e avrebbe poi accettato denaro per condizionare il figlio. In particolare è stata trovata traccia di un vaglia online di 500 euro.

A mettere nei guai il sacerdote sono state le testimonianze di oltre trenta persone che hanno raccontato come don Gelmini li chiamasse nella sua stanza e poi li inducesse a partecipare a giochi erotici. Ma poi si è deciso di inserire nel capo di imputazione soltanto gli episodi che, secondo l’accusa, «erano certamente provati».
Nelle carte depositate al termine delle indagini c’è il verbale di Michele Iacobbi, 34 anni, il principale accusatore di don Pierino, che all’epoca era agli arresti domiciliari presso la comunità. È stato lui a presentare la prima denuncia. E ha accusato il sacerdote di aver sfruttato anche le sue amicizie politiche per convincere lui e gli altri giovani tossicodipendenti a soddisfare le proprie esigenze.
«Mi disse — ha messo a verbale Iacobbi — che siccome io ero accusato di mafia lui poteva parlare con Berlusconi, con Taviani e anche con l’ex senatore Imposimato per farmi avere una pena più lieve». La sua testimonianza è stata ritenuta pienamente attendibile e nel capo di imputazione a don Gelmini viene contestato di aver violentato i ragazzi «minacciando di avvalersi della sua autorità e della conoscenza di numerosi personaggi politici influenti e promettendo favori tramite dette conoscenze». Una tesi che il difensore Filippo Dinacci ha contestato nella sua memoria sottolineando la «completa infondatezza delle denunce presentate».

Agli atti del processo i pubblici ministeri hanno allegato anche numerose intercettazioni telefoniche. Il «filtraggio » delle telefonate per don Gelmini — che non possiede un apparecchio cellulare — viene fatto dai collaboratori più stretti e, come sottolinea l’accusa, «la precedenza viene data ai parlamentari e agli altri graduati della Guardia di Finanza e dell’esercito» con i quali il fondatore di Incontro «è in contatto».

Fiorenza Sarzanini
Corriere della Sera 26 marzo 2008

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