dicembre 1, 2011

Turismo sessuale minori: agli italiani l’atroce record

Posted in turismo sessuale tagged , , , , , , , at 10:02 di wildgreta

Turismo sessuale minori: agli italiani l'atroce record

di Ilaria Cozzi

Si è conclusa l’11 novembre l’Assemblea di ECPAT International, l’organizzazione che dal 1990 combatte la prostituzione minorile.

Grazie a ECPAT si è potuto, nel corso degli anni, approfondire e comprendere meglio il fenomeno, in modo da poterlo contrastare nel miglior modo possibile.

Infatti si stima che il “fatturato” annuo del traffico di donne, uomini e bambini sia di 32 miliardi di dollari. In questo mercato i minori corrispondono al 22% delle persone messe in vendita.

Cifre confermate tragicamente dalle vittime identificate. Sono 21.400, secondo l’Ufficio delle nazioni Unite. Dal 2003 l’incidenza dei minori su questa atroce statistica è passato dal 15% al 22%.

L’età dei minori varia dai 14 ai 17. In contesti in cui vi sono forti stereotipi di genere si è riscontrato un traffico a fini di prostituzione anche di bambini tra gli 11 e 12 anni. Oltretutto, è in aumento anche il mercato di persone all’interno dei paesi stessi: in Centro e Sud America e in Africa il traffico interno sembra prevalere sul traffico internazionale.

Oggi il turismo sessuale con bambini è un problema globale. Il crescere del turismo di massa e dei voli low cost rendono alla portata di tutti viaggi verso mete esotiche e lontane dal proprio Paese. Internet facilita la conoscenza delle nuove mete e la condivisione di materiale pedopornografico. Si aggiunga, a tutto ciò, una specifica sui nostri connazionali, turisti del sesso con bambini. Negli ultimi anni hanno scalato pesantemente i primi posti di questa terribile “classifica” in Repubblica Dominicana, Colombia e Brasile. Se prima in alcuni Paesi eravamo fra le prime 4-5 nazionalità, oggi siamo i più presenti in Kenya.

Ma chi sono i turisti sessuali? I turisti sessuali a danno di minori possono essere sposati o single, maschi o femmine, stranieri o locali, ricchi o turisti con budget limitato. Possono avere un alto livello socio-economico o provenire da un ambiente svantaggiato. Anche se non ci sono particolari distinzioni nei modelli di comportamenti sociali o specifici manierismi, è possibile separare i turisti sessuali in tre distinte categorie: turisti sessuali occasionali (spesso in quel Paese per lavoro), la maggioranza; turisti abitudinari (acquistano residenze che abitano in alcuni periodi dell’anno) e, infine, pedofili. L’età del turista sessuale si è abbassata (tra i 20 e i 40 anni) e non corrisponde più esclusivamente al vecchio cliché del pedofilo classico. Leggi il seguito di questo post »

marzo 3, 2011

PEDOFILIA, 15 ANNI A DON RUGGERO CONTI PER ABUSI SU SETTE BAMBINI

Posted in abusi sessuali sui minori, don ruggero conti tagged , , , at 19:08 di wildgreta

I PARROCCHIANI LO DIFENDONO SU FACEBOOK:

Sul gruppo aperto dai sostenitori dell’innocenza di don Ruggero, è apparsa a sorpresa la notizia della condanna, accompagnata dalla frase “LA GIUSTIZIA ESISTE PER TUTTI”. La risposta, però arriva subito dopo, ed è molto piccata:”che ce fai te su sto gruppo brutto stronzo???.Poi, c’è qualcuno che cerca di mettere pace tra i due:” FARE DEL BENE A MOLTI NON SIGNIFICA FARE DEL BENE A TUTTI”

Giovedì 03 Marzo 2011 – 18:20

ROMA – Ha abusato di sette ragazzini minorenni, nell’arco di dieci anni, tra il 1998 e il maggio del 2008. Arrestato nel giugno di tre anni fa, è stato oggi condannato don Ruggero Conti, ex parroco della Natività di Maria Santissima a Roma. I giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale gli hanno inflitto una condanna di 15 anni e 8 mesi di reclusione. Il sacerdote è stato condannato per tutte le contestazioni, tranne che per un episodio per il quale il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. I giudici, presieduti da Francesca Russo, hanno anche stabilito che l’imputato risarcisca in sede civile le parti offese costitute in giudizio, stabilendo intanto una provvisionale immediatamente esecutiva pari complessivamente ad oltre 200mila euro. Don Ruggero è stato anche condannato a pagare una multa di 42mila euro. Nessun commento è stato fatto alla lettura della sentenza dal prete.

PARROCCHIANI LO DIFENDONO «L’hanno messo in croce come Gesù Cristo». Questi alcuni dei commenti dei parrocchiani venuti a sostenere don Ruggero Conti alla lettura della sentenza di condanna emessa nei confronti del sacerdote. I parrocchiani si sono sfogati contro il tribunale e contro la stampa: «Giustizia è stata fatta», hanno commentato ironicamente. «Meno male che c’è una giustizia divina». «Un grande errore giudiziario». I fedeli sono stati tutti vicini a don Ruggero fino dalla mattina, quando è iniziata l’udienza. Poi si sono anche riuniti in preghiera durante la camera di consiglio. Tra le file dei presenti in aula, defilati anche alcuni poco convinti dell’innocenza del prete, che hanno lasciato il tribunale in silenzio, senza farsi notare.

VITTIMA: NON FARA’ PIU’ MALE A NESSUNO «Dopo tutto quello che mi ha fatto a questo punto me lo aspettavo, ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Speriamo che così non faccia più male a nessuno». Questo quanto riferito all’avvocato di parte civile, Fabrizio Gallo, da una delle vittime degli abusi da parte di don Ruggero Conti. Per il legale oggi «abbiamo perso tutti, una sentenza che colpisce le parti offese irrimediabilmente segnate da questa vicenda e, ovviamente, anche l’imputato che si farà il carcere». Secondo Gallo «il processo ha dimostrato che i fatti sono veri e che quindi le vite di molte persone sono irrimediabilmente distrutte. Mi auguro che la chiesa prenda una soluzione e tenda a risarcire le parti offese che sono state abbandonate, nessuna ha teso una mano per chiedere scusa o aiutarli»

http://www.leggo.it/articolo.php?id=109763&sez=ITALIA

maggio 26, 2010

ABUSI COLLETTIVI SUI MINORI: QUELLI CHE NON CI CREDONO

Posted in Pedofilia tagged , , , , , , at 00:41 di wildgreta


Gli autori di questo libro mettono in dubbio la veridicità degli abusi collettivi sui minori.Peccato che poi qualcuno di loro faccia anche il consulentie nei processi per abusi collettivi sui minori.E’ un po’ come se un vegetariano diventasse giudice del Gambero Rosso: certamente i ristoranti famosi per le carni non verrebbero mai giudicati per il loro reale valore o, magari, non verrebbero addirittura recensiti.Mi domandavo, quindi, che valore possa avere una perizia o una consulenza per un caso di abuso collettivo sui minori, se ad eseguirla è una persona che non crede alla sua esistenza o la mette fortemente in dubbio. Nella presentazione leggiamo che i casi di pedofilia non sono in aumento, ma “è solo che se ne parla di più”. Difficile credere che questa affermazione corrisponda a verità, visto che oggi la pedofilia può trasformarsi in un grande business , come non era possibile fare in passato.E per creare questo grosso business, bisognerà pur reperire i soggetti da filmare, no? E se qualcuno, per ipotesi, decidesse di dare sfogo alle proprie perversioni e, allo stesso tempo, guadagnare grosse somme di denaro? Si tratterebbe di “allarme sociale” o pedofilia?

Ecco la presentazione del libro:

Il fenomeno dell’abuso sessuale minorile ha da diversi anni accentrato su di sé l’interesse di governatori, legislatori, studiosi e gente comune, in ogni angolo del mondo.

Quello che inizialmente si era palesato come un evento, come una possibilità da considerare e prevenire ha attualmente assunto le proporzioni di un vero e proprio problema sociale al punto che pressoché ogni giorno si assiste alla denuncia di un nuovo caso di pedofilia.

Tuttavia, come sempre più spesso accade nella nostra era governata dalle tecnologie informatiche e di comunicazione (ICTs), l’incredibile allarme sociale sollevatosi intorno al fenomeno dell’abuso sessuale minorile non è il prodotto di un reale aumento epidemico nella natura del problema, quanto piuttosto il risultato di una sensibilizzazione estrema dell’opinione pubblica nei confronti del fenomeno stesso.

Nell’ambito di tale processo di sensibilizzazione i mass-media hanno avuto e continuano ad avere un ruolo determinante rendendo, attraverso la drammatizzazione e spettacolarizzazione costante del singolo caso, il fenomeno sempre più attraente ad un numero sempre maggiore di persone.

marzo 29, 2010

Pedofilia, rinviato a giudizio ex parroco di San Nicola Manfredi

Posted in chiesa e pedofilia tagged , , , , , , at 07:42 di wildgreta

Svelato il nome del prete rinviato a giudizio ieri per pedofilia. Lo fa il Mattino, edizione di Benevento del 25 marzo 2010

http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20100325&ediz=BENEVENTO&npag=29&file=obj_2090.xml&type=STANDARD  25/03/2010

Rinvio a giudizio di un sacerdote che fino allo scorso anno era parroco a San Nicola Manfredi. L’imputazione è di molestie sessuali nei confronti di due bambini di 13 e 14 anni. Il sacerdote Jesus Vasquez di 55 anni di nazionalità peruviana, e dell’ordine dei domenicani è stato rinviato a giudizio dal Gip Flavio Cusani. Il processo si svolgerà il prossimo 29 giugno davanti al secondo collegio. L’imputato è stato difeso da Umberto Del Basso De Caro e le parti civili, i genitori dei ragazzi, sono assistite da Angelo Leone e Sergio Rando. Nello scorso anno ci sono state le denunce dei genitori dei due bambini che sono residenti a S. Nicola Manfredi, e che frequentavano la parrocchia. Sono pertanto scattate le indagini della speciale sezione della Squadra Mobile che segue i reati compiuti ai danni dei minori. Sono stati ascoltati non solo i bambini, ma anche altre persone. Sono state raccolte testimonianze da parte di ragazzi fatti oggetto di attenzioni particolari da parte del sacerdote. Alla fine ne è scaturita una informativa alla Procura della Repubblica che a conclusione delle indagini ha chiesto il rinvio a giudizio del sacerdote, che per oltre quindici anni è stato impegnato nella parrocchia di San Nicola Manfredi. Al momento della presentazione delle denunce la stessa Curia arcivescovile ha sollevato il sacerdote dall’incarico a San Nicola Manfredi, sostituendolo con altro parroco proveniente da Pannarano. Il sacerdote indagato è stato anche sostituito nella sua attività di docente di religione che svolgeva presso una scuola media della città e ha lasciato il Sannio per altra località. Una rimozione che aveva suscitato enorme clamore e non solo nel centro sannita.

marzo 28, 2010

Don Ruggiero Conti, Marazzita: incriminare vescovo Reali e monsignor Galli

Posted in don ruggero conti tagged , , , , , , at 00:40 di wildgreta

ROMA (27 marzo) – «Chiederemo di incriminare il vescovo Gino Reali e monsignor Carlo Galli». È quanto affermano Roberto Mirabile e Nino Marazzita , presidente e avvocato dell’associazione antipedofilia La Caramella Buona, parte civile e difensiva al processo contro don Ruggero Conti, ex parroco a Roma accusato di atti di pedofilia perpetrati per trenta anni.

«Chiedo inoltre al Papa un incontro personale – continua Roberto Mirabile – per dirgli che abbiamo lungamente cercato sostegno con incontri nelle gerarchie vaticane, prima di avvisare i carabinieri del caso don Conti». «Dopo diversi appuntamenti – precisa il presidente de La Caramella Buona – nel luglio del 2007 siamo stati anche al Santo Uffizio, inutilmente. Nel frattempo, secondo le indagini dei carabinieri, il parroco ha continuato ad abusare, fino all’arresto avvenuto nel giugno del 2008. Ben un anno dopo il nostro incontro».

Secondo quanto riportato dall’associazione «il vescovo Gino Reali nell’interrogatorio del dicembre 2008 al pubblico ministero Francesco Scavo ha ammesso di aver avuto notizie di reato ma che non poteva dare retta a tutte le parole. Monsignor Carlo Galli, decano a Legnano nel milanese, come il vescovo è ripetutamente accusato dalle vittime di non aver fatto nulla una volta informato dei fatti» conclude la nota.

iL MESSAGGERO 27 MARZO 2010

gennaio 13, 2010

Don Luciano Massaferro: il mistero del computer scomparso

Posted in chiesa e pedofilia tagged , , , , , , , , , , at 01:24 di wildgreta

di Wildgreta

Nella foto l’on Buttiglione, che ieri ha annunciato un’interrogazione parlamentare per sapere perchè don Luciano sia stato arrestato “senza prove”. La Procura,però, pare sbigottita dall’intervento della curia in difesa del sacerdote.La pagina dei f an di “don Lu” su Facebook è già presente, a quando la nascita di un comitato di sostegno con magliette, e gadget come per don Marco Baresi? (www.donmarcobaresi.it)

Il Secolo XIX

Contro don Luciano il mistero del computer
il sacerdote accusato di abusi sessuali

Da quindici giorni in carcere per le accuse di una ragazzina I vescovi lo difendono, i magistrati cercano un quarto pc

dal nostro inviato
Savona. A incastrare don Luciano Massaferro, il prete di Alassio sospettato di pedofilia, sarebbe il candore assoluto della vittima. Una dodicenne con qualche problema di personalità, secondo gli psicologi, ma per nulla animata da spirito di vendetta o di rivalsa, magari alimentato da uno sgarbo o dalla scarsa considerazione del sacerdote. Anzi. La bambina avrebbe raccontato tutto al Gaslini, senza sollecitazione alcuna, nell’ambito di un colloquio più generale. E spiegato per filo e per segno cosa sarebbe successo per tre volte, in motorino, in canonica e nell’orto di don Luciano, senza abbandonarsi alla morbosità. Cosciente di aver fatto qualcosa di torbido. In più, la famiglia non ha mai pensato di sporgere querela o costituirsi parte civile. Viene dunque a mancare l’eventuale movente della vendetta o il tentativo di estorcere denaro. Leggi il seguito di questo post »

dicembre 4, 2009

Pedofilia, Don Ruggero Conti: Interrogazione Parlamentare PDL E PD

Posted in don ruggero conti tagged , , , , , , , , , , at 19:06 di wildgreta

Di Wildgreta

In questa interrogazione, l’on. Renato Farina del PDL,  e l’on.Nazareno del PD si chiedono come mai don Ruggero Conti sia ancora in carcere, nonostante le sue condizioni di salute non siano compatibili con il regime carcerario.

Testo Interrogazione

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/04912

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 16
Seduta di annuncio: 242 del 09/11/2009

Firmatari

Primo firmatario: OLIVERIO NICODEMO NAZZARENO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 09/11/2009

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
FARINA RENATO POPOLO DELLA LIBERTA’ 09/11/2009
Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Stato iter:

IN CORSO

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-04912

presentata da

NICODEMO NAZZARENO OLIVERIO
lunedì 9 novembre 2009, seduta n.242
OLIVERIO e RENATO FARINA. -

Al Ministro della giustizia.

- Per sapere – premesso che:

la legge 23 aprile 2009, n. 38, prevede l’esclusione degli arresti domiciliari per chi è imputato in attesa di giudizio per delitti connessi a violenze sessuali (sex offenders);

il carcerato don Ruggero Conti sarebbe stato detenuto all’ospedale Pertini nel reparto carcerario in condizione detentiva paradossalmente peggiorativa rispetto al carcere di Regina Coeli;

don Ruggero Conti versa in cattive condizioni di salute, in quanto è affetto da una grave patologia cardiovascolare aggravata e condizionata da fattore stressogeno determinato dalla restrizione in carcere come attestato anche da perizie disposte dal Tribunale di Roma;

il 19 agosto la direzione di Regina Coeli inviava una relazione sanitaria evidenziando il peggioramento delle condizioni e l’incompatibilità delle stesse con il regime carcerario; in data 22 don Ruggero Conti veniva trasferito al Santo Spirito da dove veniva inviato il 25 successivo al Sandro Pertini;

il 27 agosto il Pertini inviava una relazione dove rimarcava la non idoneità della struttura alle cure di cui don Ruggero Conti necessitava e, in modo particolare, essendo la patologia di cui il sacerdote è affetto, di natura psicologica si ricordava, che nulla poteva essere effettuato in quel contesto ospedaliero;

il 28 agosto il Tribunale disponeva con ordinanza che il DAP e il carcere di Regina Coeli si attivassero alla ricerca di una struttura ospedaliera idonea;

la situazione del religioso ha coinvolto la difesa, il Tribunale e la direzione del carcere in una serie di atti dai quali emerge chiaramente la necessità di un trattamento in una struttura sanitaria idonea anche in regime di arresti domiciliari;

al Ministero della giustizia è stata inoltre inviata in data 3 settembre 2009 una lettera dal deputato Renato Farina del gruppo parlamentare del PDL nella quale si lamenta che detta struttura carceraria ospedaliera è totalmente inidonea a qualsiasi regime minimamente umanitario;

nella citata lettera la struttura del Pertini viene indicata «peggiore del peggiore carcere. Tutto è stato disegnato e regolamentato non in vista della cura dei pazienti, ma esclusivamente per la sicurezza.» L’on. Farina ha denunciato altresì che «in queste celle sono ristretti detenuti per i quali i medici hanno stabilito l’incompatibilità con la situazione carceraria per finire in una galera al quadrato, senza neanche quel minimo di respiro e di movimento che persino la prigione più dura consente.»;

appare necessaria un’iniziativa che consenta di costruire centri attrezzati per quei detenuti per i quali si richieda una specifica assistenza medica e per i quali non sia stata disposta la detenzione domiciliare -:

quali iniziative siano state assunte, ferme restando le prerogative della magistratura al fine di dare seguito alla lettera spedita dal parlamentare Renato Farina nonché a tutela del religioso, posta la gravità della situazione di salute del medesimo e le oggettive condizioni di insostenibilità della detenzione. (4-0491

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_16/showXhtml.Asp?idAtto=18269&stile=6&highLight=1

ottobre 28, 2009

PEDOFILIA, DON RUGGERO CONTI: UDIENZA 27 OTTOBRE 2009

Posted in don ruggero conti, Pedofilia tagged , , , , , at 09:54 di wildgreta

Di Wildgreta

L’unico articolo uscito è questo del Messaggero ed è accompagnato da un commento di un lettore che probabilmente ha assistito all’udienza e dice che don Ruggero stava già male prima della testimonianza della presunta vittima.Naturalmente non sappiamo se questo corrisponda al vero. Ricordiamo che c’è un nuovo testimone dell’accusa, un ragazzo che all’epoca dei fatti aveva 13 o 14 anni.Ecco l’articolo:

Pedofilia, processo don Ruggero Conti: malore in aula dopo le testimonianze

ROMA (27 ottobre) – Non ha retto alla tensione e si è sentito male in aula dopo le accuse di una sua presunta vittima chiamata a testimoniare. Per don Ruggero Conti, l’ex parroco romano della parrocchia di Maria Santissima a Selva Candida, imputato di atti sessuali con minorenni è stato chiamato il medico mentre era comparso in udienza davanti alla sesta sezione del Tribunale penale di Roma, anche se c’è chi sostiene che il religioso avesse già avuto problemi di pressione alta dall’inizio della mattinata.

Il dibattimento, che da oggi si svolge a porte chiuse (erano numerosi anche stavolta i «fan» di don Ruggero, una cinquantina tra giovani e genitori che rivendicano l’innocenza del loro ex parroco), prevedeva la testimonianza di tre delle otto presunte vittime di abusi sessuali: sono sette i giovani, all’epoca dei fatti tra i 13 e 14 anni, oggetto delle attenzioni e delle violenze che don Ruggero avrebbe commesso.

L’ex parroco ha accusato una crisi ipertensiva al termine della lunga testimonianza (oltre quattro ore) di un giovane di 21 anni, all’epoca dei fatti tredicenne, che ha raccontato di aver dovuto subire rapporti orali dall’ex parroco sia nella sua abitazione, sia durante un campo estivo a Trentino. Il giovane, che ha preteso di essere coperto da un paravento durante la testimonianza per non incrociare lo sguardo del prete, ha anche ribadito che una segnalazione dei presunti abusi commessi da don Ruggero sarebbe stata fatta alla segreteria dell’allora vescovo della diocesi, Monsignor Gino Reali, citato come testimone dal pm Francesco Scavo. Il parroco, tornato in carcere nei mesi scorsi dopo il cosiddetto decreto «antistupri», non ha retto alla tensione e l’udienza è stata aggiornata al 26 novembre.

IL MESSAGGERO 27 OTTOBRE 2009

settembre 24, 2009

Parabita, uccise maestra del figlio:confermata condanna

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , at 23:38 di wildgreta

Pedofilia, uccise maestra

confermata condanna a salentina

LECCE – I giudici della Corte d’Assise di appello di Lecce hanno confermato la condanna a sette anni di carcere inflitta in primo grado ad una donna di 34 anni di Casarano (Lecce) che il 5 novembre 2007, in un raptus omicida, uccise con numerose coltellate Iolanda Provenzano, di 71 anni, maestra di doposcuola del figlioletto.

Il delitto fu compiuto a Parabita (Lecce). La sentenza di primo grado venne emessa il 20 ottobre 2008.

La maestra morì nel tentativo di difendere il marito, Luigi Compagnone, sarto in pensione di 81 anni, che l’omicida riteneva avesse molestato sessualmente il figlioletto che era solito frequentare il doposcuola a casa della vittima. Compagnone, sopravvissuto alle ferite, è ora indagato per pedofilia proprio in relazione a quelle presunte molestie sessuali.

luglio 17, 2009

Istruttore d’arti marziali arrestato per pedofilia

Posted in abusi sessuali., Abusi sui minori, Pedofilia tagged , , , , at 16:58 di wildgreta

Venerdì 17 Luglio 2009

«Mi ha costretto ad avere rapporti sessuali con lui fin da quando avevo meno di 14 anni. Me ne ha fatte di tutti i colori, ho vergogna a raccontare».

Quando i carabinieri hanno raccolto la denuncia di quel giovane vicentino, che ha più di vent’anni e che vive di lavoretti saltuari, stentavano a credergli. Gli accertamenti compiuti finora hanno portato a ritenere che avesse riferito la verità. Per questo, al termine di un’indagine delicata e riservata, coordinata dal pm Antonella Toniolo, hanno notificato ad Alessio Gelicrisio, 47 anni, l’ordinanza di custodia in carcere per reati pesantissimi. È accusato di violenza sessuale su minorenni, prostituzione minorile e corruzione di minorenne, durati negli anni.

Gelicrisio, che a dispetto del cognome è nato e cresciuto in città, lavora come operaio ed è istruttore di arti marziali in un centro di Sovizzo, era in carcere quando i carabinieri del radiomobile della compagnia di Vicenza gli hanno consegnato il provvedimento. Era stato infatti arrestato dagli stessi militari sabato scorso quando, nel corso di una perquisizione per trovare materiale inerente all’indagine, avevano sequestrato anche altro. In concreto, 6 piante di marijuana e 36 grammi di hashish; oltre a questo, katane, pistole a salve, manette e un distintivo dei carabinieri con la sua foto. A cosa gli servisse questo materiale è ancora da comprendere, ma di fatto era stato arrestato per la droga.

In casa, però, erano stati trovati film, cassette, e svariate fotografie e video. Visionando quel materiale – che ora dovrà essere analizzato da un perito incaricato dalla procura – gli inquirenti hanno compreso che il racconto del ragazzo era drammaticamente reale. Si trattava di immagini squallide, che documentavano atteggiamenti sessuali con protagonisti il giovane che aveva sporto denuncia, ma anche altri ragazzi.

Non solo. I militari, una volta avviate le indagini, avevano iniziato ad ascoltare Gelicrisio per comprendere in che rapporti fosse con altri giovani, e dal tenore delle telefonate intercettate il quadro che è emerso era assai pesante.

Nel contempo, gli inquirenti dall’esame dei tabulati telefonici sono riusciti ad identificare un secondo giovane vicentino, che in caserma ha confermato come, fin dalla tenera età, Gelicrisio lo avesse indotto a compiere atti sessuali nel mentre veniva fotografato o filmato. In cambio, l’operaio gli dava soldi o, come nel suo caso, sostanze stupefacenti. Di qui l’accusa di prostituzione minorile, perché induceva quei giovanissimi ad avere rapporti con lui dietro un compenso. Uno scenario drammatico, che ha spaventato le famiglie dei ragazzi, le quali si sono rivolte agli avv. Cesare Dal Maso e Carolina Casagni per farsi tutelare.

Le indagini sono in pieno svolgimento. Altri sviluppi potranno venire dall’interrogatorio di Gelicrisio, che è assistito dall’avv. Federico Gobbato e che dovrebbe essere sentito in questi giorni.

I carabinieri stanno cercando in primo luogo di identificare altre presunte vittime, alcune delle quali si vedono nelle immagini. Non solo; c’è da capire che uso abbia fatto l’operaio di quel materiale, e il timore è che possa averlo in qualche maniera diffuso.

Infine, sono in corso verifiche sulla sua attività di istruttore (la palestra è ovviamente estranea a qualsiasi accusa), che lo portava a contatto con giovani. Ha cercato di adescarne anche durante le lezioni, l’accusato di pedofilia?

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