GIORNALISTI SU RIGNANO:ECCO COME SI CONFEZIONA UN “FALSO”

di Wildgreta
Di seguito troverete una falsa intervista alle mamme di Rignano Flaminio. Dopo averlo letto vi spiegherò nei dettagli in cosa consiste la falsità dell’articolo.Le mamme raccontano l’incubo
MARIA CORBI
ROMA 25 aprile 2007
Un bambino torna a casa arrossato e lo si cura, torna a casa sporco e lo si lava, torna a casa con dei disegni sul corpo e si pensa che abbia giocato con i pennarelli». Così parla Maria, una delle mamme di Rignano, anche lei vive con il peso dei sensi di colpa «per non aver capito». «Le conoscevo da quindici anni. Ho detto a mia figlia che con le sue maestre doveva essere brava come lo era con me. Non riesco più a dirle: ”fai la brava”». Maria non è sola, accanto a lei la rete delle mamme di bambini che hanno denunciato l’abuso da parte delle tre maestre dell’asilo, della bidella e di altri due uomini. Non è facile in questi casi trovare la forza di combattere insieme, spesso la vergogna, la paura di «far sapere» – un padre ha detto: «La farò visitare, ma continuerà ad andare all’asilo, altrimenti penseranno che sia stata violentata» – toglie forza e voglia di confrontarsi. Si diventa cellule singole. Ognuna piena del proprio dolore. Questa volta è diverso.
Ognuna di queste donne racconta un pezzo della sua storia, racconta la luce spenta negli occhi del proprio bambino, di come sia difficile accorgersi di quanto sta accadendo, anche quando le bambine si prendono la «candida». «Tu pensi – dice Gina – che i bagni sono poco puliti e insegni a tua figlia a non sedersi sulla tavoletta». Anche quando qualche genitore è andato a prendere il figlio prima del previsto e non lo ha trovato, ha accettato la semplice spiegazione: «Si è nascosto». Sono bambini, si sa. Racconti di vero orrore. Ad accusare i bambini, sotto accusa le maestre, signore inappuntabili, pilastri di quella che è diventata la «Peyton Place» laziale, Rignano Flaminio. Due di loro sono catechiste nella parrocchia di don Henry che dal pulpito ha esortato «le malelingue a tacere». Innocenti fino a prova contraria. L’avvocato Franco Coppi, che ha accettato la difesa di una delle maestre e di suo marito spiega: «Le accuse sono pesanti, vedremo su cosa sono fondate. Per il momento mi sembrano cose talmente tanto orrende che non si giustappongono con il passato ed il presente dei miei assistiti».
Cose talmente orrende, dice il principe del Foro. E basta ascoltare Alessandro, un padre, per rendersene conto: «Mia figlia di 4 anni aveva sempre i genitali arrossati, tagliuzzati e non capivamo cosa fosse. Era strana da qualche tempo e ci raccontava di posti che aveva visto durante la giornata scolastica, di un’auto, di una casa, ma credevamo fosse solo la fantasia di una bimba. Poi, quando altri genitori si sono accorti, rivolgendosi allo stesso pediatra, che i problemi di emorroidi dei loro bambini affliggevano gli alunni delle stesse classi, abbiamo iniziato a giocare di più con nostra figlia per farla parlare perché la piccola si rabbuiava ogni volta che le chiedevamo delle maestre. Alla fine ci ha raccontato di giochi che avrebbero dovuto rimanere segreti. Una volta ci ha detto che aveva male “lì” perché, come le avevano insegnato, non era ancora abituata al gioco». Bambine e bambini, che sanno appena parlare, ma che hanno espresso il disagio con le lacrime, la tristezza, i disegni: falli colorati, artigli, sangue. «Gli facevano fare il gioco del dito dritto», racconta un altro genitore. «Le spogliavano, le facevano sdraiare e gli infilavano “nella patatina” il dito». Molte sono state deflorate, spiega una madre.
I primi segnali della loro pena i bambini li hanno dati la scorsa primavera. Alcuni di loro erano diventati ingestibili. «Aveva crisi improvvise, vomitava, urlava di notte», spiega Roberta. «Imitava gli animali, si feriva», racconta Claudia. «Si svegliava la notte gridando: “mi picchiano, mi picchiano”», aggiunge Sarah. Non c’è fine all’abisso di queste testimonianze. Daniela ha un figlio che combatteva dalla nascita con la difficoltà: «Abbiamo lavorato 3 anni per riportare un figlio ad una vita normale. Terapie, dottori, visite. Stavamo rialzando la testa, stavamo scoprendo che il mondo è bello, finalmente…. Dobbiamo ricominciare daccapo. Ci hanno ammazzato tutti, mio figlio per primo. Ci hanno ammazzato. Ma devono temere i morti, perché ritornano».
In cosa consiste la falsità dell’articolo
La giornalista che finge di intervistare le mamme di Rignano Flaminio in realtà non ha fatto altro che fare un po’ di ricerche su Internet comodamente seduta nel suo ufficio. E fidandosi ciecamente di quanto aveva trovato, lo ha fatto suo, fingendo che queste affermazioni le avessero fatte proprio a lei, le mamme in persona. In realtà gran parte di ciò che dice è tratto dall’intervento fatto al convegno della Prometeo di Massimiliano Frassi il 21 Aprile a Boario Terme da un membro dell’associazione genitori di Rignano Flaminio. Il testo di questo intervento era sul blog di Frassi e forse c’è ancora perchè io l’ho letto tutto e l’ho anche trovato riportato integralmente su diversi blog. Le parole dei genitori erano frasi che l’autore dell’intervento aveva inserito nel discorso più ampio sulla pedofilia nelle scuole materne e sugli effetti che questi eventi hanno nelle comunità in cui si verificano. (IL convegno era precedente agli arresti). La prima parte dell’intervento  era costituita da un articolo de “Il manifesto”, e che invece la signora Corbi fa suo, senza neppure citarlo.(fa parlare un fantomatico Alessandro). Le madri di Rignano non hanno mai parlato di “deflorazioni” alla giornalista in quanto quella frase è stata presa da un articolo  che confondeva il caso Brescia con quello di Rignano. Le 77 anomalie fisiche e le due deflorazioni sono, purtroppo, dati resi noti dal dottor Bruni autore della perizia sui bambini della scuola Sorelli di Brescia. Ma la giornalista non ha ritenuto di approfondire, naturalmente.
Quello che stupisce è che un giornale serio come “La stampa” abbia consentito la pubblicazione di un falso di simili proporzioni.
 


  

1 commento »

  1. Amato Alessia ha detto,

    leggo la firma………..maria corbi …pessimo esempio di giornalismo a senso unico——mi stupisce ancora di piu’ che un giornale come la STAMPA continui a lasciare che MARIA CORBI CI AMMORBI CON I SUOI ARTICOLI FALSI E DI PARTE IN PRIMIS IL CASO Di SARAH SCAZZI..la signora palesemente schierata è un anno che deforma la realtà…


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