febbraio 8, 2009
TERNI. PRESO IL MANIACO DELL’ASCENSORE


Maniaco dell’ascensore- Convalidato l’arresto del ternano
Questa mattina è stato convalidato l’arresto del ternano di 35 anni, senza occupazione, arrestato il 4 febbraio dai Carabinieri del Nucleo
Operativo e Radiomobile e della Stazione di Collescipoli poiché ritenuto responsabile di molestie sessuali. L’uomo era ricercato da vari giorni per aver commesso atti di libidine nei confronti di alcune donne; varie segnalazioni in tal senso erano pervenute alle Forze di Polizia che avevano intensificato i controlli per identificarne l’autore. La mattina del 4 febbraio l’ennesima segnalazione era pervenuta al 112 dei Carabinieri, un uomo incappucciato si era introdotto in un condominio di Via Primo maggio e dopo essersi parzialmente denudato aveva iniziato a masturbarsi davanti ad una donna che era riuscita subito a fuggire.
Mentre le Forze di Polizia svolgevano le ricerche, un’altra notizia di aggressione ad una donna in un edificio di Largo Elia Rossi Passivanti,
perveniva alla Centrale Operativa di Via Radice; due pattuglie di Carabinieri intervenivano immediatamente sul posto riuscendo a bloccare l’aggressore. In quest’occasione il molestatore, dopo aver mostrato gli organi genitali alla donna di 42 anni, l’aveva bloccata ed aggredita facendola cadere per le scale, ma nel frattempo tre donne che si trovavano lungo la scalinata, attratte dalle grida della malcapitata, hanno avvisato i Carabinieri che hanno inviato le pattuglie presenti poco distante. L’arrestato, con precedenti specifici per episodi analoghi (arrestato già tre volte per violenza su donne e con lo stesso modus operandi), era ancora in possesso del passa montagna scuro, che nel frattempo si era sfilato con l’intendo di fuggire senza farsi notare da altre persone.
Da successive indagini è emerso che negli ultimi giorni altri sei atti di molestia sessuali, nei confronti di donne dell’età compresa tra 31 e 62 anni e di cui due straniere, erano stati commessi con le stesse modalità e da un uomo con le medesime caratteristiche somatiche e quindi riconducibili alla persona fermata.
Il Gip di Terni, questa mattina, ha convalidato l’arresto, disponendo l’applicazione della Custodia in Carcere poiché persona capace di reiterare il reato.
La redazione
http://www.comunediterni.it 7 febbraio 2009
aprile 28, 2008
SOGNANDO UN VIAGGIO PAPALE DIVERSO
Caro Papa, se sei “padre di tutti”, non puoi non ascoltare anche lo sfogo dell’ultimo dei tuoi figli, vero?
1 – E se invece di incontrarti con 5 vittime degli abusi sessuali del clero ti fossi incontrato in uno stadio con i 5mila e più preti pedofili? Se invece di parlare di “questa terribile prova come un momento di purificazione”, avessi riconosciuto con loro le colpe istituzionali, la violazione della “Carta del fanciullo” dell’ONU che proibisce l’arruolamento e la segregazione dei minori in seminario? Se avessi ammesso che un ambiente a sesso unico e dove la sessualità è considerata peccato non può che favorire le peggiori depravazioni sessuali quali la pedofilia? Se avessi individuato nella cultura catto-pagana della corporeità la causa di tante deviazioni e ossessioni sessuofobiche? Una certa devozione mariana non contribuisce all’immaturità emozionale, trasmettendo un modello di donna asessuata, incorporea? Che cosa succederà quando il giovane prete sarà a contatto con il gregge che al 50% è femminile? Come può il celibato essere una libera scelta se il candidato non sa, di fatto, ciò a cui rinuncia ed è travolto dall’entusiasmo giovanile e dall’indottrinamento? Che ne sa della crisi di paternità, della naturale complementarietà con l’altra “metà del cielo”, della solitudine affettiva, che lo sorprenderà più avanti? Leggi il seguito di questo post »
aprile 25, 2008
Don Giorgio Carli lascia: «Via da Bolzano»
LA CONDANNA IN APPELLO – Venerdì scorso ha celebrato l’ultima messa alla chiesa di via Gutenberg. Continuerà a fare il prete in un paese del Trentino
Il passo indietro deciso dallo stesso religioso in attesa della definizione della sentenza
«Da cittadino italiano riconosco la sentenza come una pagina che entra nella mia vita Mi metto in un angolo ma sempre in servizio»
«Ribadisco la mia innocenza ma credo sia bene mettermi da parte lontano dai riflettori» BOLZANO. Don Giorgio Carli ha lasciato Bolzano. Il sacerdote condannato in appello a sette anni e mezzo di reclusione dopo l’assoluzione ottenuta in primo grado, ha deciso di farsi momentaneamente da parte nella sua città. «E’ insopportabile leggere anche in uno solo dei miei parrocchiani il dubbio sulla verità riguardante la vicenda giudiziaria che mi ha travolto» aveva confidato l’altro giorno ai suoi avvocati di fiducia. E così ha deciso di voltare pagina.
Pur ribadendo la sua totale estraneità ai fatti che gli vengono contestati, don Giorgio ha deciso di proseguire il suo impegno religioso lontano da Bolzano e dalla sua parrocchia. Non andrà in convento come era stato fantasiosamente ipotizzato qualche giorno fa ma proseguirà la sua missione di fede tra la gente e per la gente, in una località del Trentino che la Curia non ha voluto indicare.
La decisione di lasciare momentanemente la parrocchia del Corpus Domini di via Gutenberg è stata presa dallo stesso don Giorgio nonostante la solidarietà giunta da tutto il mondo parrocchiale e dai vertici della Chiesa locale. Non c’è stato, dunque, alcun provvedimento «punitivo» assunto da monsignor Egger il quale, al contrario, avrebbe cercato di indurre il sacerdote ad attendere per lo meno il deposito delle motivazioni della sentenza se non il pronunciamento della Cassazione.
In effetti a tutt’oggi la sentenza di condanna a carico di don Giorgio non è definitiva. Il verdetto potrebbe essere annullato dalla Corte di Cassazione cui sicuramente gli avvocati del sacerdote faranno ricorso. Don Giorgio, però, ha preferito fare un passo indietro anche per evitare possibili imbarazzi. Venerdì scorso ha celebrato la sua ultima Messa nella parrocchia del Corpus Domini retta da don Piergiorgio Zocchio. La celebrazione delle 18 ha visto la partecipazione di molti fedeli che hanno voluto dimostrargli assoluta fiducia e stima. Soprattutto tra i più giovani è anche spuntata qualche lacrima. «Chiedo alle tante persone che mi sono sempre vicine – ha detto don Giorgio – un po’ di tempo da vivere in pazienza, silenzio e umiltà, senza clamori o rumori sull’esempio di Gesù che ha amato il silenzio e la preghiera». Non si tratta di un’autosospensione in attesa della definizione della vicenda giudiziaria. Don Giorgio continuerà infatti a fare il sacerdote, a promuovere le attività parrocchiali (soprattutto tra i giovani) ma lo farà in Trentino. «E’ una sua decisione assolutamente libera ed autonoma – puntualizza l’avvocato difensore Alberto Valenti – nessuno ha indotto don Giorgio ad allontanarsi da Bolzano».
Sotto il profilo puramente processuale l’attesa per il pronunciamento della Corte di Cassazione si preannuncia piuttosto lunga. Le motivazioni della sentenza di condanna dovranno essere depositate entro metà luglio (90 giorni dal pronunciamento in aula). Complice il periodo estivo i termini per il deposito del ricorso per Cassazione dovrebbero scadere in ottobre. E’ molto probabile che l’udienza a Roma non venga fissata prima di un anno, dunque entro la fine del 2009.(22 aprile 2008)Torna indietro
aprile 17, 2008
Pedofilia: Bolzano, condanna in appello per don Giorgio Carli
16 Aprile 2008, 23:36
BOLZANO – Due anni fa era stato assolto in primo grado, ma oggi la Corte d’Appello di Bolzano ha ribaltato la sentenza, arrivata dopo otto ore di Camera di Consiglio. Don Giorgio Carli, un sacerdote di 44 anni, è stato condannato a sette anni e sei mesi di reclusione con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una sua ex parrocchiana, oggi 28enne, ma minorenne all’epoca dei presunti stupri. La giovane aveva rimosso le violenze, che sarebbero successivamente riemerse durante una lunga serie di sedute psicanalitiche, che le hanno causato diverse sofferenze fisiche e psicologiche. (Agr)
aprile 9, 2008
Padre Fedele alla sbarra per lo stupro di una suora

Padre Fedele
Cosenza, 9 aprile 2008
E’ iniziata intorno alle ore 9,30, a porte chiuse, l’udienza del processo a Padre Fedele Bisceglia e al suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una monaca, suor Tania. Entrambi gli imputati sono presenti in aula. Oggi saranno sentiti due funzionari di Polizia, tra cui Stefano Dodaro, Capo della Squadra Mobile cosentina al momento dell’arresto dei due imputati. Saranno ascoltate anche due delle suore presenti nell’Oasi Francescana, un dormitorio per poveri fondato da Padre Fedele, al momento in cui sarebbero stati commessi gli abusi.
Suor Tania non è invece presente nel tribunale cosentino.
Le indagini sono partite in seguito alla denuncia presentata dalla suora che avrebbe subito le violenze sessuali avvenute all’interno dell’Oasi Francescana, dove la religiosa ha lavorato.
Gli elementi d’accusa sono basati anche sul contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e su alcuni video. L’ex frate cappuccino, arrestato due anni fa, è stato sospeso dall’ordine religioso, il suo nome è circolato sui giornali anche per alcune sue iniziative che hanno suscitato scalpore, come la partecipazione nel 1995 all’Erotica Tour, la fiera itinerante dell’erotismo, accanto alla pornostar Luana Borgia che in seguito ha “convertito” per raccogliere fondi a favore del Ruanda.
Rai news 24 9 aprile 2008
marzo 18, 2008
Processo padre Fedele: Rivoluzione e giustizia delle suore-coraggio
La Stampa 18 marzo 2008
marzo 11, 2008
Prima udienza del processo a carico di Padre Fedele
11/03/08 – Cosenza
E’ stata rigettata la questione preliminare sulla incompetenza funzionale e territoriale sollevata, nel dibattimento iniziato oggi, dalla difesa di padre Fedele ed Antonio Gaudio. La richiesta di incompetenza funzionale e territoriale è stata rigettata perché il magistrato dei Tribunale dei minorenni di Catanzaro non risulta nel ruolo di indagato. L’udienza sta ora proseguendo con la richiesta dell’ammissione delle prove da parte del pm Curreli
I difensori di Padre Fedele Bisceglia e del suo segretario Antonio Gaudio, accusati di violenza sessuale nei confronti di una suora, sono pronti ad affrontare il dibattimento con “animo sereno e con fiducia”. I difensori di Padre Fedele, gli avvocati Eugenio Bisceglia e Franz Caruso, al termine della prima udienza del processo hanno detto: “non eravamo d’accordo con un processo a porte chiuse perché pensiamo non potesse esserci nessun pregiudizio. Ma non ci meraviglia questa decisione perché processi del genere si svolgono a porte chiuse. Affronteremo il dibattimento con animo sereno e fiducioso”. I difensori di Antonio Gaudio, gli avvocati Roberto Loscierbo e Tommaso Sorrentino, hanno evidenziato che “il processo è stato incardinato, la vera istruttoria inizierà dal 9 aprile in poi. Sicuramente sarà un processo lungo ma siamo certi che attraverso il vaglio dibattimentale proveremo l’assoluta innocenza di Gaudio”.
Il legale della suora che avrebbe subito le violenze sessuali da padre Fedele Bisceglia e dal suo segretario Antonio Gaudio, l’avvocato Marina Pasqua, ritiene che lo svolgimento del processo a porte chiuse è importante per “tutelare la riservatezza della vittima”. “Il dibattimento a porte chiuse – ha aggiunto – è importante anche per evitare che un’eccessiva attenzione possa turbare la serenità dello svolgimento del processo”. La delegata del centro antiviolenze ‘Roberta Lanzino, Roberta Attanasio, che si e’ costituita parte civile ha ricordato che “il valore politico della nostra costituzione di parte civile é significativo perché non intendiamo lasciare da sola la suora in questo processo. Non è la prima volta che il centro Lanzino si costituisce
parte civile in tali processi. Questa mattina abbiamo fatto un appello affinché ci si accosti a questo processo non con morbosità. Affronteremo il dibattimento con serenità, sperando che sia un clima condiviso da tutti. Abbiamo sostenuto la suora nella sua richiesta di processo a porte chiuse proprio per creare un ambiente più sicuro e tranquillo lontano da telecamere e morbosità. La nostra presenza sarà sempre accanto alla suora affinché vengano rispettate tutte le sue richieste”. “Siamo soddisfatti da questa prima udienza – ha affermato il legale del centro Lanzino, avv. Giorgia De Gennaro -. Sono state accolte le nostre richieste, in primis quella di tutelare la suora”.
Articolo del 2007:
Processo a Padre Fedele. Scoperto film porno: “Il diavolo in convento”
Articolo di oggi, 11 marzo 2008:
febbraio 22, 2008
Processo a don Mauro Stefanoni:La tesi del “complotto”
|
||||
Il Corriere di Como 22 febbraio 2008 |
febbraio 21, 2008
Pedofilia: tutti i casi di un febbraio nero, e l’ultimo arrestato commercia in articoli religiosi.
di Roberta Lerici
Tra loro professionisti, insegnanti, allenatori, sacerdoti , operai, impiegati, bidelli, e tanti bravi padri di famiglia. (Fonti:Ansa-Telefono Arcobaleno-altro)
Nel giorno in cui a Rignano Flaminio alcuni professori, un politico e un giornalista parteciperanno ad un convegno su: “abusi e falsi abusi”, pubblico un elenco degli orrori subiti dai minori negli ultimi trenta giorni, ovvero dalla fine di gennaio 2008. In un periodo in cui dappertutto si lancia l’allarme per l’aumento incontrollato del numero di bambini che subiscono abusi, mi sembra quanto mai fuori luogo parlare di “falsi abusi”, soprattutto se a promuovere queste iniziative sono Vittorio Apolloni, il cui figlio, Valerio, è stato recentemente condannato per pedofilia nell’inchiesta sugli abusi sessuali a danno di alunni della scuola materna Bovetti di La Loggia (To) e l’associazione “ragione e giustizia”, ex comitato pro indagati di Rignano Flaminio, che contesta un’inchiesta ancora in corso.
Comunque, siccome la nostra è una democrazia, ognuno è libero di parlare di ciò che vuole. Così come ognuno, è libero di non perdere tempo, e continuare a lottare affinché nel nostro paese la tutela dei minori vada finalmente ad occupare il primo posto nell’agenda politica italiana.
Ecco un riepilogo dei casi registrati da questo e da altri siti internet solo negli ultimi 30 giorni:
Pedofilia: Brindisi, arrestato commerciante articoli religiosi
Pedofilia : polizia spagnola pubblica sul web foto di
pedofili
Rometta Superiore (Me): Chierichetto pedofilo
condannato a nove anni di carcere
Violenze sessuali su una dodicenne: Arrestati genitori e padrino
Pedofilia Belgio: avvocato vittime Dutroux indagato per detenzione materiale pedopornografico
PEDOFILIA: HA RAPPORTI CON MINORI, OPERAIO CONDANNATO
Rimini, quindicenne subisce abusi dal branco
PEDOFILIA: ABUSI SU BIMBO DELLA CONVIVENTE, ARRESTATO A PALERMO
Pedofilia:condannato don Crocetti ex parroco di Oriolo e Vetralla
Violenza su una bambina di 4 anni: arrestato pizzaiolo di Agrigento
Condannato per stuprodi tre sorelline, violentauna bimba: era libero
Belmonte:indagato anche parente del bidello,si scambiavano foto e video
ABUSI SU SORELLE MINORENNI ENNA: CEDEVANO LE FIGLIE PER 10 EURO
Pedofilo online, scena muta dal giudice
Continua su: http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node/184
febbraio 17, 2008
Pedofilia,condanna don Crocetti: il vescovo sapeva
![]() |
| Don Massimiliano Crocetti |
-
di Roberta Lerici
Dopo la condanna di ieri a 4 anni e quattro mesi di don Massimiliano Cocetti, facciamo un salto nel passato e scopriamo, grazie alla segnalazione di un nostro visitatore, che i problemi di don Crocetti erano noti sin dal 1997 ed erano anche stati segnalati al vescovo Fiorino Tagliaferri. Allora don Crocetti non era ancora stato ordinato sacerdote e si sarebbe potuto fermarlo. Invece non fu fatto nulla e oggi, la curia vescovile di Viterbo, in una lettera al giornale Tuscia web, afferma che non ritiene gli indizi raccolti su don Crocetti sufficienti a condannarlo e che attende il terzo grado di giudizio. Parole che suonano ancor più stonate, se pensiamo ai dieci anni trascorsi dalla prima segnalazione sui problemi di don Crocetti e ai tanti trasferimenti che hanno compagnato il sacerdote. Ma la curia vescovile, in fondo, non ha fatto altro che reiterare ciò che dicono sempre coloro che sono accusati di pedofilia:”Sono stato frainteso, non c’è una sola prova contro di me, se non le parole di qualche ragazzino, montato da chi aveva interesse a screditarmi. I gradi di giudizio sono tre”.
Un suo compagno di studi: «Conoscevamo i suoi strani comportamenti e li segnalammo alla Curia»«Chiedemmo di rinviarne l’ordinamento»Oriolo: sul prete arrestato per violenza un passato di trasferimenti
di SIMONE CANETTIERI
«Sì, io – come altri sacerdoti – conoscevo da tempo certi strani comportamenti di don Massimiliano. Al punto che prima che venisse ordinato sacerdote nel ’97, quando ancora era vice rettore del seminario minore di Montefiascone, scrissi insieme a loro alla Curia, retta dal vescovo di allora Fiorino Tagliaferri, affinchè rinviasse l’atto. Portando in questa lettera esempi e fatti tangibili su certe situazioni che riguardavano don Massimiliano e che ci angosciavano. Ma da quella lettera fino all’altro giorno non abbiamo mai ottenuto una risposta da parte di nessuno». A parlare, rimanendo nel più stretto anonimato, è un sacerdote coetaneo di don Massimiliano, un suo vecchio compagno di studi, ora parroco di una chiesa della Tuscia.
Una testimonianza che non vuole essere né una sentenza nei confronti del padre di Oriolo Romano don Massimiliano Crocetti (accusato di tentata violenza su un minore del paese e ora agli arresti domiciliari), né una prova per gli inquirenti, né tantomeno un’accusa nei confronti della curia vescovile del capoluogo. Ma solo una testimonianza di chi conosce da lontano il percorso spirituale dell’attuale capo spirituale della comunità di Oriolo, un paese che ha amato e ama il suo ”don Max” e che da tre giorni è caduto nel più profondo sconcerto. Incredulo per questo arresto e per le accuse da cui è scaurito.
Racconta ancora il sacerdote viterbese: «Alla fine Massimiliano venne ugualmente ordinato dal vescovo Tagliaferri: fu proprio uno degli ultimi e inviato ad Acquapendente; dopo due anni venne di nuovo trasferito a Cura di Vetralla come vice-parroco. Anche qui, mi risulta, ci furono alcuni episodi anomali e voci equivoche che investirono don Massimiliano, se non addirittura una denuncia. Tant’è che dopo pochi anni venne di nuovo trasferito a Oriolo Romano. Non spetta a me giudicare, ma cambiare tre parrocchie in nove anni è quantomeno singolare. E a questo punto mi viene anche il legittimo dubbio che anche l’attuale vescovo Lorenzo Chiarinelli fosse all’oscuro di tutto. Come se intorno a lui ci fosse una sorta di filtro».
Intanto ieri pomeriggio si è svolto un incontro tra i due legali del 36enne parroco oriolese – Severo Bruno a nome della Curia vescovile e Antonello Cecchini quello nominato dalla famiglia Crocetti – per cercare di stabilire una strategia difensiva comune. Don Massimiliano Crocetti si trova in questi giorni in una località segreta, vicino a Canale Monterano, agli arresti domiciliari in attesa che venga ascoltato dal gip. Sulle spalle, al momento, gravano le accuse di tentata violenza su minore. Secondo una ricostruzione non ufficiale si tratterebbero di alcune attenzioni che il parroco avrebbe rivolto nei confronti di un giovane di Oriolo, proveniente da una famiglia disagiata del paese. «Le indagini sono partite dal nostro assessorato ai Servizi sociali, sono inziati a Oriolo e sono terminate qui», ha sempre detto il sindaco Italo Carones. Ad incastrare il sacerdote natio di Montefiascone il lavoro d’intelligence messo in piedi dagli uomini della Questura che negli ultimi tre mesi lo hanno pedinato con sofisticati strumenti tecnologici (cimici e micro-telecamere) seguendo e catalogando tutte le sue abitudini.
Fino all’arresto, arrivato martedì mattina, tra lo stupore generale. Proprio pochi attimi prima, secondo quanto hanno riferito gli inquirenti, che don Massimiliano si vedesse con un giovane del paese per dare vita a un incontro proibito quanto squallido. E soprattutto impensabile, come continua a ripetere in coro questa comunità di 3500 persone situata a ridosso della provincia romana. Che da martedì si trova di botto sprofondata nell’incertezza, senza più il proprio pastore.
Il Dialogo Lunedì, 16 luglio 2007
Articoli correlati:




