settembre 14, 2009

MEREDITH, LEGALI SOLLECITO CHIEDONO NULLITA’ RINVIO A GIUDIZIO

Posted in Amanda, attualità, Omicidio Perugia, Sollecito. tagged , , , , , , at 11:42 di wildgreta

Mez, chiesta nullità del processo

Istanza dei difensori di Sollecito

I difensori di Raffaele Sollecito, indagato nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher, hanno chiesto la nullità della richiesta di rinvio a giudizio e del decreto con il quale è stato disposto il processo, oltre all’inutilizzabilità di alcuni atti. All’istanza si sono associati i legali di Amanda Knox, mentre, ovviamente, il pm si è opposto. La corte d’Assise si è ora ritirata in camera di consiglio per decidere.


rte d’Assise si è ora ritirata in camera di consiglio per decidere.

Il processo per l’omicidio della studentessa inglese è appena ripreso a Palazzo di Giustizia, a Perugia. In aula erano presenti i due imputati, Raffaele Sollecito e Amanda Knox, che ha indossato una felpa rossa con, sul retro, la scritta “Beatles”, e i volti stilizzati dei cantanti. E c’era anche il padre di Raffaele Sollecito.

Le richieste sono state presentate dagli avvocati Giulia Bongiorno e Luca Maori, difensori di Sollecito. E si sono associati i legali di Amanda, Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova. Il pm Manuela Comodi si è opposto alla richiesta.

I motivi della richiesta
La Bongiorno, depositando anche una memoria, ha sottolineato la lesione del diritto di difesa in relazione all’esame del Dna attribuito a Sollecito. In particolare, in relazione alla mancanza di dati e della descrizione di procedure con le quali la biologa della polizia scientifica Patrizia Stefanoni ha identificato e quantificato le tracce biologiche.

La difesa della Knox ha sollevato inoltre la questione dell’attribuzione alla vittima del Dna trovato sul coltello considerato l’arma del delitto. Di “eccezioni totalmente infondate” ha parlato il pm Comodi secondo la quale “non esiste una nullità assoluta degli atti”. Lo stesso ha fatto il legale della famiglia Kercher, Francesco Maresca. “I consulenti delle difese – ha affermato tra l’altro – hanno partecipato allo svolgimento degli esami di laboratorio senza fare alcuna osservazione”.

Attesa in queste ore la deposizione del medico legale Adriano Tagliabracci, consulente della difesa dello studente di Giovinazzo che si è occupato, in particolare, degli accertamenti relativi al Dna. La deposizione di Tagliabracci era stata interrotta durante l’ultima udienza dopo che la Corte d’Assise di Perugia, su richiesta della difesa Sollecito, aveva disposto il deposito di tutti gli atti relativi alle analisi di laboratorio svolte dalla polizia scientifica nel corso delle indagini.

TGCOM 14 SETTEMBRE 2009

giugno 20, 2009

MEREDITH: GENITORI IN AULA, DIFENDONO AMANDA E RAFFAELE

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di Claudio Sebastiani

PERUGIA- Quella tra Raffaele Sollecito e Amanda Knox “era una bella storia” ma ora i due ex fidanzati sono accusati dell’omicidio di Meredith Kercher e per difenderli oggi hanno testimoniato davanti alla Corte d’assise di Perugia il padre del giovane pugliese, Francesco Sollecito, e la madre della studentessa di Seattle, Edda Mellas. Hanno ribadito la loro certezza nell’innocenza dei figli e risposto a domande su vari aspetti dell’indagine. Secondo il legale dei Kercher, Francesco Maresca, sono però emerse “incertezze” su orari considerati fondamentali per l’inchiesta. “Sapevo di Amanda – ha detto Sollecito – e Raffaele la coccolava come una bambina”.

Ha quindi riferito della telefonata fatta al figlio alle 20.42 del primo novembre 2007, la sera del delitto, e di averlo richiamato la mattina dopo alle 9-9.30. “Era a letto che dormiva” ha spiegato. Poi i nuovi contatti verso le 12.30 quando era stata trovata aperta la porta d’ingresso alla casa dove vivevano la Knox e la Kercher, ma anche infranta la finestra in camera di una delle coinquiline italiane. E la scoperta del cadavere: “mi disse che era stata uccisa un’amica di Amanda ed eravamo affranti”. Di Raffaele, il padre ha sottolineato le condizioni economiche “agiate”, per avere ereditato delle proprietà dalla madre morta nel 2005, e spiegato l’abitudine del giovane a portare coltelli con la passione adolescenziale di intagliare la corteccia degli alberi. Rispondendo a una domanda dei difensori del figlio, Sollecito si è soffermato sul dossier predisposto per evidenziare come la scena del delitto risultasse “modificata” tra il primo e il secondo sopralluogo della polizia. Alcune immagini (tra le quali quelle del corpo della vittima) vennero poi trasmesse dall’emittente Telenorba e per questa vicenda Sollecito è stato inquisito dalla procura di Perugia che gli ha notificato l’avviso di conclusione indagini. Il padre di Raffaele ha parlato di “errori grossolani” costati il carcere al figlio come l’attribuzione di una impronta di scarpa poi rivelatasi di Rudy Guede “che ha portato il gip a convalidare il fermo”.

Edda Mellas ha invece ricordato il primo incontro in carcere con la figlia. “Stava malissimo – ha spiegato – perché Patrick Lumumba (arrestato ma poi prosciolto – ndr) era stato trascinato in questa bruttissima situazione”. Ha spiegato che Amanda le parlò delle presunte pressioni ricevute in questura e ricostruito le telefonate della mattina del 2 novembre (la notte, a Seattle). “Non ci sono prove contro di lei” ha ribadito la Mellas, spiegando che la figlia non pensò mai alla fuga. Una deposizione che Amanda ha seguito prendendo appunti. “Questa – ha tra l’altro scritto riferendosi alla deposizione della madre – è più difficile per me che il mio esame”. E ancora: “She is doing ok”, “lei è andata bene”. Testimonianze che però secondo l’avvocato Maresca hanno evidenziato “incertezze” su orari e particolari considerati importanti per l’indagine. Come la cena di Raffaele e Amanda la sera del primo novembre e le indicazioni fornite dall’americana alla madre nei primi contatti telefonici e poi ricostruiti con le intercettazioni ambientali in carcere.

claudio.sebastiani@ansa.it

gennaio 9, 2009

Meredith:risultati sopralluogo voluto da legali Sollecito

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Meredith/ Consulenti Sollecito nella casa degli orrori per rilievi
Obiettivo: verificare che era presente un solo killer
postato 2 ore fa da APCOM
Perugia, 9 gen. (Apcom) – Verificare se da quella finestra dell’abitazione di via della Pergola sia entrato un killer solitario che poi, una volta sorpreso a rubare, ha ucciso. E’ questo lo scopo dei rilievi nell’abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher, che hanno preso il via oggi su richiesta degli avvocati Maori, Brusco e Donati di Raffaele Sollecito, il ragazzo pugliese accusato di aver ucciso in concorso la ragazza inglese.

I rilievi sono affidati a ex graduati dei Ris che stanno lavorando proprio sulla finestra dell’abitazione. La traiettoria del sasso che avrebbe infranto la finestra è alla base dei rilievi. Per la Procura la rottura del vetro fu effettuata per simulare un furto e sviare così le indagini. Per il Pm Giuliano Mignini la prova sarebbe tutta nei vetri ritrovati all’esterno dell’abitazione invece che all’interno, come ci si aspettava di trovarli.

Meredith/ Elementi raccolti su finestra serviranno per modellino

Terminato il sopralluogo richiesto dai difensori di Sollecito

Perugia, 9 gen. (Apcom) – Gli elementi raccolti oggi dai consulenti della difesa di Raffaele Sollecito serviranno per fare un modellino della finestra di via della Pergola, la casa degli orrori dove il 1 novembre del 2007 morì Meredith Kercher. Lo hanno ribadito i consulenti stessi al termine delle operazioni. Nessuna notizia in merito alla comparazione degli elementi riscontrati con le teorie difensive. Non erano presenti al sopralluogo gli avvocati di Raffaele Sollecito, che aspetteranno il modellino per poter confutare le accuse dei Pm Mignini e Comodi.

Meredith: Sollecito sara’ presente al processo
Prima udienza tra una settimana davanti Corte Assise Perugia
(ANSA) – PERUGIA, 9 GEN – Raffaele Sollecito partecipera’ alla prima udienza per l’omicidio di Meredith Kerchel tra 7 giorni davanti alla Corte d’Assise di Perugia. ‘Ci sara’ sicuramente” ha detto uno dei suoi difensori, l’avvocato Luca Mauri. Il giovane pugliese – si e’ appreso dal legale – in questi giorni si sta concentrando in particolare su un esame della laurea specialistica in informatica alla quale si e’ iscritto presso l’universita’ di Verona. Prova che dovra’ sostenere intorno alla meta’ del mese prossimo.

aprile 24, 2008

MEREDITH: IN CASA ORRORI VALIGIA COLTELLI ANCORA INCARTATI

Posted in Amanda, Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia, Sollecito. tagged , , , at 22:20 di wildgreta

(AGI) – Perugia, 24 apr. – E’ sicuramente insolito quanto gli inquirenti hanno riscontrato ieri nella casa degli orrori in Via Sant’Antonio a Perugia, dove nella notte tra l’uno ed il 2 novembre 2007 venne uccisa Meredith Kercher. Durante il blitz a sorpresa, effettuato anche nell’abitazione di Raffaele Sollecito, sembrerebbe essere spuntata una valigia piena di coltelli, la maggior parte con la confezione ancora intatta, altri anche scartati. Altri coltelli, ben 14, sarebbero stati rinvenuti nel lavello in cucina. Gli investigatori li hanno lasciati nell’abitazione, sequestrando soltanto calzature ed altro materiale ritenuto utile alle indagini che sara’ inviato alla Polizia Scientifica di Roma per analisi e comparazioni. Leggi il seguito di questo post »

aprile 21, 2008

MEREDITH: PROSSIMA MOSSA PM CONFRONTO AMANDA, RAFFAELE, RUDY

Posted in Amanda, Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia, rudy, Sollecito. tagged , , , , , , , , at 22:15 di wildgreta

(AGI) – Perugia, 21 apr. – Potrebbe essere fissato nei prossimi giorni il confronto all’americana tra Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede. Un momento che verra’ filmato e registrato, per fissare indelebilmente mimica facciale, gesti, toni della voce dando l’opportunita’ agli inquirenti di vagliarli piu’ e piu’ volte. Sarebbe la prima volta che i tre principali indagati per l’omicidio volontario di Meredith Kercher, avvenuto nella notte tra il primo ed il due novembre 2007, si troveranno di fronte; ognuno con la propria verita’.
In comune il ribadire la propria innocenza, sebbene Rudy nell’ultimo interrogatorio (il primo sostenuto con il PM) ha praticamente puntato il dito contro Raffaele (riconducendolo all’autore materiale del delitto) ed Amanda (della quale avrebbe asserito di avere udito la voce provenire da fuori dell’abitazione). E’ inoltre ufficiale la querela nei confronti di Panorama e di TeleNorba presentata alla Procura della Repubblica di Perugia dai congiunti di Meredith Kercher tramite il proprio legale Francesco Maresca che ha chiesto di procedere per i reati perseguibili d’ufficio e per quello di oltraggio alla memoria dei defunti. Ad essere considerato oltraggioso l’articolo del settimanale in cui, anticipando i contenuti della perizia medico-legale si sosteneva che Mez fosse ubriaca (la circostanza sabato e’ stata notevolmente ridimensionata durante l’incidente probatorio di sabato scorso, in quanto i periti del Gip avrebbero parlato, ma non scritto nella relazione, di non sussistenza dello stato di ubriachezza ma di risultati condizionati da un errore nella conservazione dei reperti). (AGI) – Perugia,  TeleNorba e’ stata invece denunciata per avere trasmesso le immagini, filmate nel primo sopralluogo della polizia scientifica nella casa degli orrori, in cui si vedeva il corpo nudo della studentessa e la ferita alla gola. Tuttavia, l’incidente probatorio di sabato scorso non ha contribuito a fornire maggiori certezze e i dubbi aperti restano parecchi. Soprattutto in relazione alla compatibilita’ tra le ferite al collo della vittima ed il coltello sequestrato a casa di Raffaele (su cui e’ stato isolato il Dna di Meredith ed Amanda e del quale i periti del Gip hanno scritto che ‘non e’ incompatibile’ come arma del delitto) e sulla violenza sessuale. Su tale punto se per i periti della difesa non emerge, per quelli dell’accusa si concretizza in una serie di ecchimosi da costrizione su diverse parti del corpo. Sebbene sia particolarmente atteso ed auspicato un qualche fatto nuovo ed eclatante, la sensazione e’ che l’inchiesta, che resta indiziaria, stia per vivere le ultime battute, foriere di una richiesta di rinvio a giudizio dei tre giovani attualmente in carcere (Amanda e Rudy in quello di Perugia, Raffaele a Terni, in una cella accanto a quella di Roberto Spaccino, rinviato a giudizio per l’omicidio della moglie Barbara Cicioni). L’accusa era, fin dall’imminenza del fatto, e rimane ancora oggi convinta di avere in mano elementi sufficienti per ritenere di avere individuato i responsabili della morte di Mez (i congiunti della studentessa, venerdi’ e sabato a Perugia per assistere all’incidente probatorio, hanno auspicato che ‘il o i responsabili’ dell’orrendo delitto paghino per quanto fatto ad una studentessa e figlia modello, amata dai familiari ed oltraggiata da chi ne ha messo in discussione la personalita’).

Meredith, la Cassazione: «Amanda e Raffaele sono pericolosi, devono restare in carcere»

Posted in Amanda, Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia, Sollecito. tagged , , , , , , at 17:09 di wildgreta

ROMA (21 aprile) – Amanda Knox e Raffaele Sollecito, indagati insieme al giovane nigeriano Rudy Guede per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, devono rimanere in carcere. Lo ha stabilito la Cassazione che ritiene gravi gli indizi esistenti contro i due indagati. Sollecito e la Knox, afferma la suprema corte nel provvedimeento con cui il primo aprile scorso ha rigettato il ricorso dei difensori dei due indagati contro la convalida della custodia cautelare sancita il 30 novembre 2007 dal Tribunale della Libertà di Perugia, hanno una personalità negativa ed esiste inoltre il pericolo di fuga.

Meredith è stata uccisa la notte del primo novembre 2007 nella casa di Perugia che condivideva con Amanda Knox

aprile 20, 2008

Delitto Perugia, madre Mez faccia a faccia con Sollecito

Posted in Cronaca, incidente probatorio su perizie, omicidio meredith, Omicidio Perugia, Sollecito. tagged , , , , , , , at 11:54 di wildgreta

(di Claudio Sebastiani)Sono arrivati in silenzio al palazzo di giustizia di Perugia e sempre senza parlare i familiari di Meredith Kercher sono ripartiti. Nell’aula del gip hanno incontrato per la prima volta Raffaele Sollecito, accusato di avere ucciso la studentessa inglese insieme a Rudy Guede e Amanda Knox, e ascoltato per circa sette ore l’esposizione dei risultati della perizia medico-legale sulla morte di Mez. I risultati dell’esame – eseguito dai professori Giancarlo Umani Ronchi, Mariano Cingolani e Anna Aprile sulla base di reperti e documenti già agli atti – sono stati raccolti con la formula dell’incidente probatorio. Gli esperti hanno sostanzialmente confermato i contenuti dell’elaborato depositato nei giorni scorsi, spiegando comunque che il dato dell’alcolemia da loro riscontrato, superiore di circa sei volte a quello rilevato nel corso dell’autopsia, è sicuramente legato a un errore nel prelievo o nella conservazione del sangue analizzato e quindi Mez non era ubriaca o drogata quando venne uccisa. Riguardo all’ora della morte, i periti hanno confermato che questa avvenne 20-30 ore prima dell’inizio dei rilievi del medico legale, ritenendo una “stima equa” un orario collocato tra le 22 e le 24 del primo novembre come hanno riferito gli avvocati Giuseppe Sereni e Carlo Pacelli, difensori di Patrick Lumumba Diya, unico indagato a piede libero per il delitto.

Le cause sono state individuate in un meccanismo combinato legato all’emorragia seguita alle ferite al collo, con il sangue che invase i polmoni di Meredith facendola in pratica annegare mentre l’assassino probabilmente la strozzava. I periti hanno poi parlato di una “attività sessuale recente rispetto al decesso”, probabilmente un’ora prima, escludendo comunque che Mez sia stata violentata, come hanno detto i difensori di Guede, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. Sul corpo sono state tuttavia individuate delle lesioni che, è stato ipotizzato, potrebbero essere legate a un tentativo della vittima di difendersi o a delle sevizie. Nel corso dell’udienza i periti del gip e i consulenti delle parti si sono soffermati a lungo sulla possibile arma del delitto, un coltello da cucina sequestrato in casa di Sollecito con tracce di Dna di Amanda Knox vicino al manico e della vittima sulla lama. Gli esperti del giudice hanno parlato di “compatibilità generica” con le lesioni, spiegando comunque che non ci sono elementi caratteristici per stabilire se siano state prodotte proprio con quel coltello. Secondo uno dei difensori di Sollecito, l’avvocato Luca Maori, “é stato acclarato che il coltello non è compatibile con le ferite” così come emerge anche da una consulenza depositata dalla difesa della Knox. Di diverso avviso invece l’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, per il quale l’esame ha dimostrato “una corrispondenza” tra la lama e le ferite.

L’udienza è stata comunque segnata dal primo incontro tra la madre di Mez, Arline, e i suoi fratelli, Stephanie e Lyle (che a lungo ha preso appunti), con Sollecito (al quale sono stati sequestrati oggi per disposizione del giudice alcuni fogli con domande che intendeva porre sulla perizia). I congiunti hanno partecipato praticamente a tutta l’udienza assistiti da un interprete. Sono usciti brevemente dall’aula quando sono state mostrate le immagini della scena del delitto, rientrando subito dopo. Nessuna parola con il giovane pugliese che comunque – ha riferito l’avvocato Maori – si è rivolto loro con un cenno di saluto. “E’ molto vicino alla famiglia da un punto di vista umano” ha detto ancora il legale. “Per loro è stata una giornata durissima ma hanno una grande fiducia nella giustizia italiana” ha spiegato al termine il console britannico Moira Macfarlane, dopo avere abbracciato i congiunti di Mez visibilmente provati al termine dell’udienza.

aprile 19, 2008

Raffaele e i parenti di Meredith per la prima volta faccia a faccia

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Udienza in tribunale davanti al gip per esaminare la perizia medico legale. Uno dei consulenti: “Molte lacune nella rilevazione dell’ora della morte. Non è certo che abbia avuto un rapporto sessuale”

Quotidiano.net 19 aprile 2008

Perugia, 19 aprile 2008 -  Anche lo studente pugliese Raffaele Sollecito, dopo i parenti di Meredith,  è arrivato a Palazzo di Giustizia, a Perugia, dove questa mattina è in programma l’udienza davanti al gip Claudia Matteini per esaminare la perizia medico legale disposta dallo stesso giudice. Lo studente pugliese, recluso nel carcere di Terni, è arrivato a bordo di un cellulare della polizia penitenziaria.
Ammanettato, una felpa bianca con un cappuccio e un paio di jeans, il ragazzo scortato dagli agenti ha fatto il suo ingresso in Tribunale al cui interno sono già presenti i famigliari di Meredith.
Poco prima, infatti, erano arrivati era stata la madre, Arline, la sorella Stephanie e il fratello Lyle, accompagnati dal console britannico a Firenze Moira Mc-Farlane. È probabile, che per la prima volta dal giorno dell’omicidio della ragazza, oggi i famigliari della vittima si troveranno faccia a faccia con Raffaele Sollecito, una delle tre persone, insieme ad Amanda Knox e Rudy Hermann Guede, accusate del delitto.

 

I CONSULENTI

“Abbiamo detto quel poco che potevamo”, commenta il professor Giancarlo Umani Ronchi, uno dei consulenti nominati dal gip per l’incidente probatorio volto a chiarire l’ora, i tempi e le modalità che hanno portato alla morte della ragazza inglese. 

Riguardo all’ora della morte, l’esperto ha detto: “Sono presenti molte lacune nella sua rilevazione. Il dato dell’alcolimetria -ha aggiunto l’esperto- è il risultato di una serie di situazioni di cui non vi si può dare certezza.

 
Il perito ha anche detto che “non si può dire se c’è stato o meno un rapporto sessuale perchè, in seguito all’autopsia non sono state rilevate tracce di sperma o di violenza fisica. C’è comunque una traccia del cromosoma Y che lascia ipotizzare un contatto fisico”.

 

“Parlare di strangolamento è una parola troppo grossa - ha continuato il perito - Abbiamo scritto e ribadito che il soffocamento è stato determinato anche dall’emorragia provocata dalla ferita al collo. Per quanto riguarda lo strangolamento siamo molto più cauti: ci sono segnali, ferite riscontrate che vanno in questa direzione. Non ci sono delle certezze inconfutabili”.

 
Una delle teorie, emersa una volta presentata la relazione, si basava sulla duplice azione del killer: prima il coltello che buca la gola e poi lo strangolamento con due mani.

La procura indaga sui conti di Meredith Kercher

Posted in Amanda, Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia, rudy, Sollecito. tagged , at 11:44 di wildgreta

Poco prima di essere uccisa, verso le 22, la ragazza inglese aveva chiesto di verificare il suo conto corrente bancario anche se pochi giorni prima aveva prelevato i soldi per l’affittoForse l’inchiesta sulla morte di Meredith Kercher ha imboccato una strada che potrebbe aiutare a definire, se non i responsabili, almeno il movente.
La madre della studentessa inglese ha, infatti, detto di avere saputo che poco prima di essere uccisa la figlia aveva prelevato dei soldi ( 200- 250 euro) per pagare l’affitto e di non sapere che fine abbia fatto il denaro e se sia stato rubato alla figlia.
Su questi la donna e la figlia sono state sentite questa sera dal pubblico ministero Giuliano Mignini.
La richiesta di sentire i congiunti è venuta dopo che dalle indagini condotte dalla squadra mobile di Perugia era tra l’altro emerso che, la sera – intorno alle 22 -dell’omicidio, Mez aveva verificato i movimenti sul suo conto corrente utilizzando il telefono cellulare.
La donna ha detto di non sapere che fine abbia fatto quel denaro e se sia stato rubato alla

figlia.

tAM TAM 18 APRILE 2008

aprile 18, 2008

Il “supertestimone” nell’omicidio di Meredith Kercher rilancia le sue tesi a “Porta a Porta”

Posted in Amanda, Cronaca, omicidio meredith, Omicidio Perugia, Sollecito. tagged , , , , , at 01:05 di wildgreta

Non è stato preso in considerazione dagli investigatori, anche se le sue affermazioni avrebbero sostenuto il convincimento dell’accusa nei confronti di Raffaele Sollecito ed Amanda Knox
Porta a porta ospiterà stasera il testimone che avrebbe sostenuto di aver notato Raffaele Sollecito e Amanda Knox nella zona di piazza Grimana, non lontano dall’abitazione dove venne uccisa Meredith Kercher, la sera del delitto.
La testimonianza, come abbiamo già scritto, sarebbe ricca di particolari, ma anche di impressioni frutto della mente del testimone e, ancorché acquisita dagli inquirenti, sarebbe stata ritenuta non rilevante ai fini dell’indagine.

Il rilancio dell’argomento su una trasmissione di largo ascolto, quindi, lascia ampi margini di dubbio e pare più un’operazione di sostegno alle ipotesi “colpevoliste” dei tre indagati. Sembra quasi di assistere ad una corsa allo scoop tra televisioni: prima Mediaset che riportando le anticipazione del medico legale della procura ne ha determinato il licenziamento. Poi la televisione di Bari che si è guadagnata l’esecrazione quasi generalizzata dell’opinione pubblica per aver ecceduto in immagini del cadavere di Meredith. Leggi il seguito di questo post »

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