Le Organizzazioni sindacali hanno annunciato oggi l’occupazione della Santa Rita, la cosiddetta ‘clinica degli orrori’ di Milano, finita nel mirino della magistratura che ha ordinato una serie di arresti per lesioni, truffa al servizio sanitario nazionale e omicidio. La decisione, nel corso di un’assemblea nel pomeriggio aperta a dipendenti ed ex pazienti, molti dei quali hanno difeso l’operato dei medici della struttura. L’occupazione ha lo scopo - spiegano i sindacati - di “fare pressione” nei confronti della Regione perche’ venga riaccreditata dal Servizio sanitario. La protesta dobrebbe durare 72 ore al termine delle quali “ci aspettiamo risposte per capire come ripartire, ovviamente con nuove regole”.
Rilevo che negli Usa, molte delle persone che da noi sono considerate rispettabilissime, passerebbero il resto della loro vita in galera. Mi domando quali sarebbero le pene per i responsabili del crack Parmalat e dei tanti scandali finanziari che sono scoppiati nel nostro paese. Mi domando anche dove siederebbero i 70 indagati che oggi hanno l’onore di rappresentarci in parlamento. Comunuque, tranquilli. Siamo in Italia, non in America e tutto andrà avanti nello stesso modo di sempre. Questa, comunque, è la storia di un “creativo” di origine pugliese che a meno di trent’anni si è distinto per l’originalità delle sue truffe.
New York, 24 giu. (Apcom) - A trent’anni ancora da compiere, l’imprenditore italiano Raffaello Follieri, arrestato oggi dall’Fbi a New York e incriminato per truffa, potrebbe passare in carcere molti dei suoi prossimi anni. I dodici capi di imputazione per associazione a delinquere finalizzata a truffa, trasferimento illecito di denaro e riciclaggio sono puniti con un massimo di 225 anni di prigione. Si legge nel documento dell’ufficio del procuratore federale di New York e dell’Fbi. Leggi il seguito di questo post »
“L’inchiesta sull’omicidio di Meredith Kercher puo’ dirsi finita ed i sostituti procuratori Giuliano Mignini e Manuela Comodi(quest’ultima su richiesta del primo affianchera’ in udienza il PM che ha coordinato le indagini) hanno depositato in cancelleria l’avviso di conclusione. L’accusa mossa nei confronti di Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede, che in carcere ormai da quasi 8 mesi si chiede vengano sottoposti a processo, e’ di omicidio volontario, violenza sessuale e simulazione di reato. La fase di accelerazione finale dell’indagine e’ arrivata con la consegna dell’ultima perizia dei consulenti della Procura e del rapporto definitivo della scientifica sulle ultime tracce repertate a casa degli indagati e riscontrate su accessori e capi di abbigliamento. Meredith Kercher, che secondo la ricostruzione dei fatti delineata dai magistrati ha subito violenza, e’ stata uccisa perche’ si e’ sottratta ad un incontro a 4, l’arma del delitto e’ il coltello sequestrato a casa di Raffaele e sul quale sono state isolate tracce della vittima e di Amanda, Rudy Guede ha preso parte all’omicidio. Inoltre, la simulazione di reato si e’ sostanziata nella rottura del vetro di una delle finestre dell’appartamento proprio per confondere la scena del delitto con un tentativo di furto mai avvenuto. Amanda Knox e’ anche accusata di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba Diya, il musicista congolese arrestato il 5 novembre del 2007 insieme a Raffaele e l’allora fidanzata americana e rimesso in liberta’, su richiesta dello stesso PM, dopo un paio di settimane.
Più andiamo avanti nelle indagini che riguardano la clinica Santa Rita e più scopriamo vergognosi retroscena che gettano fango su un sistema sanitario che in via Jommelli era a dir poco criminale, almeno stando alle prime indiscrezioni sulle indagini. Italia Oggi ha pubblicato una tabella con i redditi dei medici della clinica Santa Rita. Li riportiamo, sebbene non siano effettivamente indicativi del traffico di soldi “sotterranei” su cui sta indagando la magistratura.Per farla breve questo è quello che dichiaravano ufficialmente. Partiamo dal notaio proprietario della clinica. Leggi il seguito di questo post »
FURTO DISPERATO
Trieste: In via Pascoli l’altra sera un uomo di 30 anni ha forzato con una spranga la serranda ma è scattato l’allarme che avvisa la società di vigilanza Italpol. Aveva preso un pallone e delle figurine
di Wildgreta:
Cosiderando che spesso chi violenta i bambini, chi ne abusa, chi investe gente per strada viene immediatamente liberato e magari resta anche libero fino alla Cassazione, la solerzia e la durezza adottate per questo padre che è stato condotto in caserma con i due bambini destinatari dei regali appena rubati, fa venire i brividi. La legge va rispettata, certo. Ma questo è un caso di disperazione tale, che se io fossi stata la proprietaria della tabaccheria forzata e derubata per merce del valore di 200 euro, forse non avrei aggiunto anche l’esposto, e avrei sicuramente regalato tutto a quei bambini. Ma io non ho una tabaccheria, non sono un poliziotto, non sono nessuno. E non posso neppure offrire un lavoro a quel padre disoccupato. Spero che, se l’intera vicenda si rivelerà come un unico momento di disperazione, ci sia clemenza da parte della giustizia per questo padre che forse verrà processato per direttissima, e che qualche ditta di giocattoli o qualche negoziante di Trieste, mandi qualche giocattolo o qualche “fondo di magazzino” ai suoi bambini due bambini di 5 e sei anni. Leggi il seguito di questo post »
Parla un poliziotto che dal 30 marzo è in quiescenza a causa «del limite di sopportazione raggiunto nella visione di milioni e milioni di filmati allucinanti».Gli abusi vengono già commessi su bimbi di appena sei mesi». Come arginare il fenomeno? “La prevenzione”
FRANCESCO D’AMBROSIO Le più conosciute sono state chiamate Mare Nostrum ed Aragosta: sono le operazioni investigative sulla pedopornografia che con tante altre hanno mandato alla sbarra centinaia di pedofili. Oggi che è in pensione lo Stato gli chiede di non fermarsi, di completare l’opera testimoniando nei circa 50 processi intentati dal Trentino alla Sicilia. In cambio gli assicura il biglietto ferroviario di seconda classe di andata e ritorno più… 0.72 euro per vitto e alloggio nelle città sedi dei processi. Leucio Cutillo si appella al Capo dello Stato ed al Ministro degli Interni. Leggi il seguito di questo post »
Su internet gli annunci shock di giovani donne disposte a concedersi pur di ottenere un contratto a tempo indeterminato
MILANO 28/05/2008 - Marina ha deciso di farlo dopo l’ennesimo colloquio di lavoro andato male. Claudia, invece, milanese di 31 anni, con tanto di laurea in Economia e cinque anni di precariato alle spalle, si è arresa davanti a un mutuo da pagare.
Ognuna di loro ha fatto i conti con la coscienza. Ma prima ancora, con il portafoglio. E hanno deciso di offrire notti di fuoco in cambio di un contratto a tempo indeterminato. Leggi il seguito di questo post »
Ricostruzione minuziosa quella di Mentana, con in studio Barbara Palombelli, l’avvocato di Annamaria Franzoni, Paola Savio, il medico legale Mignini, Ilaria Cavo e uno degli psichiatri autore di una delle prime perizie, il professor Giagni. Dice che non si è riusciti ad andare oltre la maschera mostrata da tutto il clan Franzoni, lo psichiatra, ma precisa che “clan” non è un termine negativo. Indica piuttosto una famiglia molto unita, con valori solidi. Il rischio in queste famiglie così fortemente unite, è prò quello di non riuscire a staccarsene o, per alcuni soggetti, quello di essere incapaci di rendersi autonomi, incapaci di emanciparsi. Ci si interroga a Matrix, sul perchè l’Italia abbia seguito con tanta passione questo caso di cronaca nera. Tante le teorie espresse, ma nessuno ha dato la spiegazione più semplice: nessuno, nella situazione della Franzoni, avrebbe agito come lei. Nessuno si sarebbe comportato come lei, avrebbe avuto la sua espressione, avrebbe usato quelle parole. La stranezza delle sue reazioni, ha raggiunto il suo culmine in quella gravidanza dopo il lutto, così inspiegabile. Difficile che quando un affetto ci lascia in modo così tragico, si pensi subito a sostituirlo con un altro. Ma certo, le reazioni non costituiscono una prova certa di colpevolezza. Ora, tutti noi pensiamo ai suoi due bambini rimasti soli e a lei che forse è colpevole, ma della cui colpevolezza nessuno è riuscito a darci una spiegazione convincente fino in fondo. Avremmo voluto esserne certi, avremmo voluto che qualcuno ci avesse detto perchè lo aveva fatto e cosa era scattato nella sua mente in quel momento.
A Porta a Porta, è di scena il gruppo degli “irriducibili” del caso Cogne: Crepet, Simonetta Matone, Maurizio Belpietro e Antonella Borallevi che, negli anni, ha sostituito la Palombelli passata a Matrix. Manca il criminologo Bruno, ma tra lui e i Franzoni ci sono stati dissidi in passato e Vespa ha smesso di invitarlo per parlare di Cogne da un po’ di tempo.Al suo posto c’è il professor Mastronardi, criminologo. Mastronardi dice che le madri che hanno commesso figlicidi, hanno sempre confessato o nell’immediatezza, o qualche giorno dopo. La non confessione della Franzoni, è quindi un caso unico a livello mondiale. Per Crepet, i segnali di disagio in Annamaria Franzoni c’erano tutti e su questo concorda con il professor Giagni, secondo il quale non si è indagato abbastanza sulla situazione psichica passata di questa madre che voleva essere perfetta.
Simonetta Matone dice che la detenzione potrà essere mitigata da permessi, domiciliari, sconti di pena per buona condotta, eccetera. Nulla è per sempre. Ma forse, sarà proprio Cogne ed il mistero che comunque la avvolge, ad essere per sempre.
E mentre, giustamente, Crepet ricorda che gli esseri umani possono anche essere cattivi e basta, e che anche le madri possono rivelarsi estremamente cattive, ricordo il libro del compianto giornalista Gennaro De Stefano, uscito il 5 maggio di quest’anno, pochi giorni dopo la sua prematura scomparsa. E’ un libro che propone un’altra tesi e che vorrei leggere anch’io. Il titolo è “L’uomo di Cogne”, qui l’articolo.
18/5/2008 (7:11) - NUOVE TRUFFE - LE TRAPPOLE DELLA TECNOLOGIA
MASSIMO NUMA
TORINO
Mauro è un operaio di 22 anni, vive con i genitori a Moncalieri. E’ incensurato. Da qualche ora la sua vita s’è trasformata in incubo. Stringe fra le mani un foglio della procura della repubblica di Savona: c’è scritto che è indagato per aver scaricato e scambiato film di contenuto pedo-pornografico. Rischia cinque anni di carcere e un marchio infamante e indelebile.
Alle 7 di una mattina gli agenti della polizia postale di Torino, su delega dei pm liguri, hanno bussato alla sua porta. Due ore di perquisizione nell’alloggio al terzo piano di un condominio residenziale. Gli hanno portato via il computer, sequestrati tutti i cd compresi quelli con le immagini della fidanzata e i video delle vacanze. Sconvolto e incredulo. Perchè? «Non ho mai scaricato materiale pedo-pornografico. Mi fanno ribrezzo. Ma non so come difendermi e come allontanare da me l’immagine del mostro», dice. Il suo legale, Emanuele Crozza di Torino, gli ha creduto e ora tenterà di difenderlo. «Intanto - spiega - prima di assisterlo ho voluto mettermi in contatto con un perito informatico. Il tempo di spiegare la situazione e ho subito avuto la risposta: sì, è possibile essere coinvolti in un’indagine telematica contro la pedofilia, senza avere alcuna responsabilità». Leggi il seguito di questo post »