Inneggiano al demonio. Trovano la loro fede nel simbolo blasfemo che irride l’icona sacra. Fanno proseliti offrendo sesso facile, l”illuminazione’ e l’immortalità. Sono i seguaci delle sette sataniche, i cultori del disprezzo della vita, della negazione dell’amore.
«Anche nel Comasco»
«È un fenomeno presente anche sul Lario», dice il comasco Giorgio Gagliardi, medico, psicoterapeuta profondo studioso del fenomeno e consulente di associazioni anti-setta. «Si tratta di gruppi di persone di ogni età - spiega lo specialista - giovani e meno giovani che insegnano il disprezzo di ogni vita e valore in modo così radicale da indurre gli adepti allo spregio della propria esistenza». Leggi il seguito di questo post »
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Il supertestimone 34enne vive nella paura
MONZA (08/04/200
- «Ho paura, non esco più di casa, perché ci sono ancora bestie in circolazione, libere di uccidere. Hanno già eliminato il mio amico Christian e ora vogliono fare fuori anche me. Mi perseguitano, mi minacciano a tutte le ore. Una bestia l’ho vista anche in faccia, so chi è, non è stata ancora arrestata».
L’INDAGINE
Ha paura il supertestimone che ha permesso la riapertura delle indagini sulle Bestie di Satana: altre tre morti sospette nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Monza che indaga su possibili collegamenti tra i decessi e l’attività delle Bestie.
S.C., 34 anni (nella foto a destra), ex compagno di scuola di Christian Frigerio (nella foto a sinistra), scomparso nel 1996, ha gli occhi lucidi e la voce tremante di chi vive nel terrore. Un supertestimone scomodo, che racconta particolari agghiaccianti con la naturalezza di chi sa tante cose.
LE PAURE
Dal giorno in cui ha deposto in Procura e ha cominciato a collaborare non esce più di casa. Paure, incubi e timori giustificati dalle minacce. Anche quando parla con noi, pizzetto e viso semicoperto da un cappellino con visiera, riceve una telefonata anonima: «Infame, infame, adesso sappiamo chi sei». Ad alzare la cornetta di casa è sua madre, che piange e si dispera tutti i giorni. Ha paura per suo figlio. Ma il 34enne non si arrende, nonostante cerchino in tutti i modi di spaventarlo: «Christian ha fatto una fine orribile, lo hanno sgozzato, perché la setta usava le armi solo per prove di coraggio e rapine. Il mio desiderio più grande è che trovino il corpo di Christian e arrestino chi lo ha ucciso, perché è ancora fuori».
LE MINACCE
Poi parla delle minacce: «La scorsa settimana una macchina mi ha investito mentre ero in moto ed è fuggita. Nella mia zona ormai mi hanno riconosciuto e non mi danno più lavoro».
Quindi racconta la sua personale esperienza all’interno della setta che ha frequentato anni fa: «Ho partecipato solo ad una messa nera. Mi ricordo che c’era anche Christian. Molto tempo dopo è venuto a cercarmi, aveva paura, mi ha chiesto una mano, e l’ho aiutato come potevo, ospitandolo a casa mia».
LA ‘NDRANGHETA
Anche il supertestimone, come d’altronde gli inquirenti, crede che dietro la maschera del satanismo ci fosse altro, una regia molto più ampia, magari legata alla ’ndrangheta: «Non avevo idea di cosa fossero davvero le Bestie. So però che il satanismo c’entra poco, alla fine. Christian mi raccontava delle rapine, degli omicidi che erano la “prova” per entrare nel gruppo, proprio come nei clan. La droga poi, tanta. Io stesso ne sono rimasto vittima».
IL RICORDO
Il suo racconto si interrompe, troppo dolore nel ricordare l’amico fraterno: «Ricordo l’ultimo giorno di Christian, il suo sguardo, le sue parole. Stavamo fumando uno spinello insieme, appoggiati ad un muretto. È arrivata un’auto, una Fiat Uno, sono scesi in tre. Lui mi ha guardato, un secondo, prima che ci puntassero i coltelli alla gola. “È andata”, mi ha detto. Poi è salito in auto e non l’ho visto più». Il supertestimone ha visto in faccia le Bestie, ne ha riconosciuto in particolare un adepto, che secondo il suo racconto è ancora fuori: «Libero di uccidere».
Valentina Rigano /Cronaca qui Milano 8 aprile 2008
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