martedì 17 giugno 2008
I tempi si allungano. A dismisura. E così la sentenza per la strage di Erba rischia di andare al prossimo autunno, se andrà tutto bene. Oggi, infatti, niente udienza in Cassazione a Roma per decidere se Etv ha alimentato, come sostengono i due imputati (circostanza respinta fortemente dall’emittente lariana), una campagna di odio verso di loro. Udienza aggiornata e nuovo ruolo - in attesa di definire una nuova data - per un errore di notifica ad una delle parti. A Roma oggi non c’era nessuno dei protagonisti, neppure i legali di Olindo e Rosa. Ma i giudici della settima sezione hanno ravvisato questo errore e deciso di fissare una nuova data. Difficile dire se la stessa sarà prima o dopo l’estate. I giudici della Corte Suprema devono anche decidere su un altro ricorso presentato dai coniugi erbesi che rischiano l’ergastolo: quello contro i giudici dell’Assise di Como, accusati di avere in parte già emesso un verdetto contro di loro. Anche questa udienza deve ancora essere messa in calendario dalla Cassazione. Sentenza, come detto, destinata ad arrivare solo in autunno inoltrato.Olindo Romano e Rosa Bazzi, arrestati nel gennaio del 2007, inizialmente hanno ammesso ogni responsabilità di questo orrendo massacro, salvo poi fare una clamorosa marcia indietro con l’arrivo dei nuovo legali. Entrambi hanno ritrattato tutto arrivando a professarsi innocenti. Nella strage sono morte quattro persone tra cui il figlio di Azouz Marzouk e Raffaella Castagna, il piccolo Youssef.
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“Per me e’ inaccettabile quel sorriso beffardo”. Carlo Castagna non si trattiene ed esplode in tutta la sua rabbia a fronte del comportamento di Olindo Romano e Rosa Bazzi, nuovamente nella gabbia della Corte d’Assise di Como per il processo a loro carico per la strage di Erba. Udienza molto breve, come prevedibile, servita solo per prendere atto del nuovo rinvio obbligato in attesa che la Cassazione decida sui due ricorsi presentati dal collegio difensivo. In aula anche Azouz Marzouk che nel massacro dell’11 dicembre 2006 perse la moglie Raffaella Castagna, il figlioletto di due anni Youssuf e la suocera Paola Galli, moglie di Carlo Castagna. Il Presidente della Corte d’Assise, Alessandro Bianchi, ha fissato nuova udienza per il 25 giugno. Leggi il seguito di questo post »
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(AGI) - Milano, 13 mag. - I giudici della V Corte d’appello del Tribunale di Milano hanno rigettato l’istanza di ricusazione presentata, nei giorni scorsi, dai legali di Olindo e Rosa Bazzi, nei confronti della Corte d’Assise di Como, chiamata a giudicarli per la strage di Erba. Secondo la difesa dei coniugi, la Corte d’Assise di Como avrebbe anticipato il giudizio di condanna, attraverso l’ascolto del file audio, in aula, dell’interrogatorio sostenuto dal superstite Mario Frigerio. (AGI)
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giovedì 08 maggio 2008
Una udienza prettamente interlocutoria. E’ quella che si è svolta oggi in Corte di appello a Milano davanti ai giudici della quinta sezione per discutere sull’istanza di ricusazione presentata da Olindo Romano e Rosa Bazzi, imputati della strage di Erba, contro i giudici della Corte di Assise di Como. Nessuna decisione presa: la stessa arriverà entro i prossimi cinque giorni. I giudici milanesi, come prassi vuole, si sono riservati di rendere nota la sentenza dopo aver studiato gli atti depositati dalle varie parti in mattinata. Pg De Petris e parti civili hanno spiegato perchè, a loro giudizio, l’istanza dei Romano, oggi non presenti, è da considerarsi inammissibile e infondata: perchè arrivata fuori tempo utile e perchè la corte di Assise di Como, facendo sentire l’audio di Mario Frigerio, non avrebbe in alcun modo anticipato alcuna sentenza di colpevolezza. Assenti gli imputati, in aula c’era solo Azouz Marzouk con il suo legale Tropenscovino.La difesa, rappresentata dai tre legali di Olindo e Rosa (Pacia, Schembri e Bordeaux), insiste perchè a loro giudizio in quell’occasione è stata formata una “perizia abnorme” contro i Romano. E, dunque, una chiara anticipazione di sentenza di colpevolezza. Sulla tempestività i tre hanno spiegato in aula di non aver recepiti, nella stessa udienza, le parole esatte. Ognuno, insomma, resta sulle proprie posizioni. Tutto rinviato ai prossimi giorni quando i giudici milanesi faranno sapere la loro decisione in merito.
Ciao Como 8 maggio 2008
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(AGI) - Milano, 6 mag. - I giudici della Corte d’Assise di Como avrebbero “manifestato chiaramente un convincimento di colpevolezza evidenziando e valutando una presunta prova determinante a carico degli imputati”. Lo scrivono Olindo e Rosa Bazzi, imputati nel processo per la strage di Erba con l’accusa di aver ucciso quattro persone, nell’istanza di ricusazione dei giudici comaschi, che verra’ discussa dopodomani davanti alla V sezione della Corte d’Appello di Milano. I coniugi spiegano che la “presunta prova” a loro dire decisiva per le sorti del processo riguarda la decisione della collegio comasco di ascoltare il file audio del primo interrogatorio sostenuto da Mario Frigerio, superstite e grande accusatore di Olindo e Rosa. Secondo gli imputati, i giudici, riascoltando autonomamente il file audio della testimonianza, avrebbero formato la prova “in modo anomalo” perche’ la frase percepita in aula sarebbe stata di tutt’altro tenore rispetto a quanto inteso dai piu’. Per la difesa, Frigerio avrebbe affermato: “per me stavano uscendo a un bel momento…non ho capito perche’ hanno aperto…per me stavano uscendo…ho visto che e’ uscita”. Invece, la versione maggioritaria e’: “perche’ e’ stato Olindo, l’avevo visto, l’ho capito perche’ era dentro, perche’ e’ stato Oindo al cento per cento…”. “La davvero amara considerazione - scrivono Olindo e la moglia nell’istanza - e’ che, a questo punto, essendo fissata la discussione, la difesa non potra’ far emergere davanti a un giudice terzo e imparziale un erroneo convincimento che da solo potrebbe far valere una condanna all’ergastolo”. (AGI)
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La Cassazione decide in giugno sullo spostamento della sede
La sentenza slitta a settembre. O forse a ottobre. Anche se non è ancora sicuro che sarà pronunciata dai giudici della Corte di Assise di Como.
Sono queste le poche certezze del processo per la strage di Erba, partito in Tribunale a Como lo scorso 29 gennaio e poi interrotto ai primi di aprile dopo la fase dibattimentale. Uno stop che è la conseguenza delle due istanze presentate da Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi imputati del massacro di via Diaz. Una contro Etv per la rimessione del processo, l’altra contro i giudici lariani dell’Assise per la ricusazione.
E niente sentenza prima di giugno e della pausa estiva dell’attività del Tribunale di Como. La certezza è arrivata da Roma: i giudici della Corte di Cassazione hanno fissato al 17 giugno davanti alla 7ª sezione penale l’udienza per decidere sullo spostamento del processo da Como ad altro Tribunale per la presunta ‘ingerenza’ di Etv sui giudici chiamati a valutare l’operato di Olindo e Rosa. Un’udienza attesa, scivolata troppo in là nel calendario, proprio a ridosso delle ferie estive. E che non garantisce alcuna certezza di riuscire ‘ se i giudici romani diranno che si deve proseguire a Como ‘ a completare la fase conclusiva del processo in tempi ristretti, vale a dire tra giugno e luglio.
Anche perché, da quanto è stato possibile apprendere, la Cassazione non emetterà subito il suo verdetto, ma bisognerà attendere qualche giorno dopo il 17 giugno. Poi ci saranno le notifiche di rito.
Questo significa che mercoledì 28 maggio il presidente della Corte di Assise di Como, Alessandro Bianchi - se sarà riconfermato al suo ruolo ‘ farà un rinvio dell’udienza già in programma secondo la scaletta messa a punto prima della sosta: tutti speravano, Bianchi in testa, che la Cassazione si pronunciasse entro questa data. Invece no. I tempi si allungano.
E così Bianchi non potrà fare altro che stabilire una nuova scaletta. Con, a questo punto, un ritorno in Assise di imputati e avvocati solo dalla metà di settembre in avanti.
A fine maggio, però, il collegio chiamato a giudicare Olindo e Rosa saprà una sola cosa: se è ancora autorizzato a farlo visto che il giorno 8 maggio - in tempi, dunque, più brevi ‘ i giudici della Corte di Appello di Milano si pronunceranno sulla ricusazione dei colleghi di Assise chiesta sempre da Olindo e Rosa. Vale a dire sullo spostamento, perché accusati di avere già anticipato, con il loro comportamento processuale, una sentenza di merito.
In questo caso la decisione sarà immediata e darà una prima certezza. Contro questa istanza, pure a firma dei due coniugi, si è già espresso il sostituto procuratore generale di Milano Isabella Pugliesi: a suo giudizio è inammissibile. Lo è, invece, per i legali degli imputati che chiedono altri giudici e un clima più sereno.
Rabbia tra le parti civili alla notizia di questo allungamento abnorme dei tempi che arriva da Roma. I legali delle vittime della strage, tutti compatti, si sono detti amareggiati per dover aspettare tanto prima di conoscere una decisione. Nella migliore delle ipotesi, dunque, il processo non ripartirà prima di settembre. Se sarà ancora a Como dovrebbero bastare poche udienze (quattro o al massimo cinque) prima della sentenza: alla ripresa, infatti, ci sarà spazio per la requisitoria del Pm, le arringhe di difesa e parti civili. Poi la Camera di consiglio e il verdetto.
Corriere di Como 21 aprile 2008 Marco Romualdi
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