settembre 29, 2009

Pedopornografia: Italia al quinto posto in UE.35mila bambini vittime

Posted in Pedofilia, Pedopornografia tagged , , , , , , , , at 20:16 di wildgreta

Minori; Italia al quinto posto in Ue per consumo pedopornografia +188% in 4 anni.

Zoom Foto

Minori; Italia al quinto posto in Ue per consumo pedopornografia +188% in 4 anni. 35mila i bambini coinvolti nella ‘rete’

Roma, 20 nov. (Apcom) – Sono oltre 35mila i bambini vittime della pedofilia sul web, e la dimensione della pedofilia online dal 2006 a oggi è praticamente raddoppiata. Non solo: se l’Europa si attesta epicentro assoluto della pedofilia on line con oltre il 90% dei bambini sfruttati di razza europea, in questa triste classifica l’Italia si piazza al quinto posto tra i paesi che consumano più pornografia minorile. I dati sono resi noti da Telefono Arcobaleno proprio in concomitanza con la Giornata dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenze. “Ogni giorno – spiega Giovanni Arena, presidente e fondatore di Telefono Arcobaleno – l`equipe informatica dell`associazione, segnala in media 120 nuovi siti pedofili e scopre 7 nuovi bambini prigionieri di questo turpe mercato sul web e meno del 2%, ad oggi, è stato identificato”. L’86% dei materiali pedofili è allocato in Europa, i due terzi dei clienti sono europei e i consumatori italiani di pornografia minorile sono praticamente triplicati in quattro anni, con un incremento del 188% rispetto al 2004: ‘meglio’ dell’Italia fanno Germania, Stati Uniti, Russia e Regno Unito.

Apa

agosto 11, 2009

PEDOFILIA:SCARICA FILE CON BAMBINI E DA LA COLPA AL GATTO

Posted in Pedopornografia tagged , , , , , at 12:49 di wildgreta

Leggi l’articolo:

http://wildgreta.blogspot.com/2009/08/pedofilo-scarica-file-con-foto-bambini.html

giugno 2, 2009

Pedofilia online: 16 arresti in Australia

Posted in Pedopornografia tagged , , , , at 12:50 di wildgreta

Nell’ambito di un’operazione internazionale in 92 paesi
(ANSA) – SYDNEY, 2 GIU – E’ salito a 16 il numero di uomini arrestati in Australia per reati legati a distribuzione e possesso di materiale pedopornografia. Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di un’operazione internazionale di polizia che, iniziata in Germania lo scorso dicembre ed estesa a 92 paesi, ha identificato oltre 9.000 potenziali trasgressori. I 16 finora arrestati in Australia sono imputati di un totale di 44

marzo 4, 2009

Reggio Emilia, Pedofilia: cento foto nel computer dell’imprenditore

Posted in Pedopornografia tagged , , , , , at 15:58 di wildgreta

Imprenditore indagato per pedofilia: cento foto nel pc

L’agghiacciante contenuto è stato trovato in alcuni computer dalla polizia postale. Per l’uomo, che si è sempre professato innocente, è scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale
Dimensione testo
4 marzo 2009. CENTO FOTO. Cento scatti. Cento bambine. Cento bambine nude in pose hard. Questo l’agghiacciante contenuto trovato all’interno di alcuni computer di un imprendore della Bassa dalla polizia postale di Reggio a seguito di una perquisizione.

È IL DICEMBRE del 2003 quando gli agenti si presentano sia a casa che in azienda dell’imprenditore con un mandato di perquisizione e sequestro in mano. È stato da poco firmato dai colleghi della Polposta di Torino che, da qualche mese, stavano monitorando l’attività web di alcuni soggetti in Italia. Tra questi anche il reggiano.
I poliziotti sanno già cosa troveranno: materiale pedopornografico. Dall’azienda e dalla abitazione vengono posti sotto sequestro tutti i computer disponibili. Passati al vaglio dai tecnici, gli hard disk portano a galla un centinaio di foto con minorenni in pose inequivocabili, oltre a tantissime altre fotografie pornografiche.
Per l’uomo, che si è sempre professato innocente, è scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale.

IERI MATTINA, in tribunale, è cominciata la discussione. Assente l’imputato, in sua vece è presente l’avvocato difensore. Il giudice ha ascoltato il capo della polizia postale di Reggio e un ispettore, coloro i quali, all’epoca, hanno eseguito il sequestro.
I poliziotti hanno raccontato tutto l’iter dell’indagine.
Dal canto suo, l’avvocato difensore ha obiettato sulla reale paternità di quelle foto da parte del suo assistito: secondo la difesa, infatti, non si può affermare con certezza che siano foto acquisite dall’imputato perché ritrovate nel computer aziendale che poteva essere utilizzato da qualsiasi dipendente.

LA POLIZIA ha fermamente rigettato questa ipotesi spiegando che il materiale è stato scaricato tramite un programma a pagamento con username e password (‘dialer’) e che lo stesso tipo di materiale pedoporno è stato poi rinvenuto nel computer sequestrato a casa dell’imputato e quindi sotto sua diretta disponibilità.
Il processo è stato rinviato al 22 luglio quando verranno ascoltati gli agenti della Postale di Torino.

febbraio 13, 2009

Pedofilia, Trento: arrestato ex catechista

Posted in Pedofilia, Pedopornografia tagged , , , , at 01:59 di wildgreta

catechista

EX CATECHISTA CON IL VIZIO DELLA PEDOFILIA: ARRESTATO

Nello stesso filone d’indagine culminato con l’arresto del 37enne, risultano monitorati altri soggetti, tra cui ulteriori “insospettabili” salentini.

Foto raccapriccianti in compagnia di bambini e bambine, cd, dvd, dischetti e memorie dai contenuti raccapriccianti. Un 37enne di Veglie è stato arrestato questo pomeriggio a Giustino, comune montano in provincia di Trento con circa seicentonovanta anime, dove, da un paio di mesi si era trasferito per svolgere l’attività di animatore in una struttura alberghiera in questa stagione invernale. In mattinata gli agenti della polizia postale, guidati dall’ispettore Luigi Toma, avevano bussato alla porta di casa a Veglie, con esito negativo.

Le successive indagini estese a livello nazionale si sono concluse nel primo pomeriggio, poco dopo le 14, con un paio di manette strette ai polsi del 37enne dai carabinieri di Giustino con la pesante accusa di pedofilia. Ed ora è stato confinato nel penitenziario di Trento. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, richiesta dal pubblico ministero Maria Cristina Rizzo, (magistrato che si occupa di reati a sfondo sessuale) è stata firmata dal gip del Tribunale di Lecce, Ercole Aprile, il quale, per il materiale “assai scottante” a detta degli stessi inquirenti – ha ritenuto di emettere l’ordine di carcerazione con una misura restrittiva in carcere. Una storia ancor più sconcertante, se si considera che il 37enne, in passato, a Veglie, comune di residenza, aveva esercitato l’attività di catechista.

Le indagini vennero avviate nei primi mesi del 2007, quando il computer del salentino finì sotto controllo presso il centro nazionale di polizia postale. L’input, perché scattassero ulteriori accertamenti. Da quanto accertato, il 37enne attraverso Internet avrebbe condiviso con una fitta rete di cybernauti corposo materiale pedo-pornografico, e avrebbe abbordato attraverso le chat bambini e bambine anche minori di 14 anni, impegnati in squallidi giochetti poi scaricati su cd e dvd.

Nello scorso mese di maggio, gli agenti della polizia postale effettuarono una perquisizione nell’abitazione dei genitori del salentino – dove lo stesso risiede – sequestrando il pc direttamente dalla sua camera da letto, cd, dvd, dischi e diverse memorie. L’intero materiale venne affidato da un ingegnere informatico che ne esaminò il contenuto, trovando anche una decina di foto nelle quali il presunto pedofilo sarebbe stato immortalato in compagnia di bambini, alcuni locali, altri di fuori provincia, impegnato in squallidi “giochi erotici”. Nello stesso filone d’indagine culminato con l’arresto del 37enne, risultano monitorati altri soggetti, tra cui ulteriori “insospettabili” salentini.

Lecce Prima 12 febbraio 2008

febbraio 9, 2009

Pedofilia, Arresto Helmut Mair: Almeno 20 vittime. Forse anche una bambina di due anni e mezzo

Posted in Pedofilia, Pedopornografia tagged , , , , , , , at 02:01 di wildgreta

helmut-mair

Helmuth Mair, 45 anni, di Chiampo, arrestato dai carabinieri

Molestie a 20 ragazzini e anche a una bimba?
IL CASO. Sarà interrogato domani in carcere l’altoatesino di Chiampo arrestato dai Cc
Gli inquirenti vogliono far luce su un inquietante episodio

Un nuovo caso di pesanti molestie su minorenni. È quello che stanno cercando di chiarire i carabinieri che venerdì mattina hanno ammanettato l’altoatesino Helmuth Mair, 45 anni, originario di Bressanone (Bolzano), ma residente a Chiampo in via Bellini 26. È accusato di fabbricazione e detenzione di materiale pedopornografico oltre che di prostituzione minorile e di violenza sessuale nei confronti di una ventina di ragazzi fra i 13 e i 18 anni. Le vittime sarebbero perlopiù di origine extracomunitaria, residenti fra Chiampo, Arzignano e Montecchio Maggiore.
Continua a leggere

febbraio 7, 2009

Pedofilia,Vicenza. Arrestato produttore filmati pedopornografici

Posted in pedofilia scuola, Pedopornografia tagged , , , at 02:02 di wildgreta


Un carabiniere monitora un sito a rischio

VALDAGNO (6 febbraio) – Produttore e fruitore di materiale pedopornografico: è una delle accuse mosse dai carabinieri della Compagnia di Valdagno a Helmuth Mair, 46 anni, residente a Chiampo (Vicenza), che è stato posto in stato di fermo.

Continua a leggere

gennaio 13, 2009

Garlasco: PC di Stasi spento all’ora del delitto. Sparisce l’alibi

Posted in alberto stasi, chiara poggi, Garlasco, giallo garlasco, Pedopornografia tagged , , , , , , , at 18:46 di wildgreta

IL DELITTO DI GARLASCO
«Computer spento all’ora del delitto»
Anna Mangiarotti
La perizia dei Ris toglie l’alibi ad Alberto
La difesa: «Il Pc toccato da troppe mani»

GARLASCO. Delitto Poggi: filtrano nuovi elementi dalle analisi dei Ris. Primo: la sera prima della morte di Chiara Poggi, nessuna foto porno è stata aperta sul computer del fidanzato Alberto Stasi, accusato del delitto. Quindi, non è per questo che i due ragazzi hanno litigato. E la mattina dopo – il 13 agosto 2007 – non c’è attività fra le 10.37 e le 11.57 sul pc che Alberto sostiene invece di aver usato fino a mezzogiorno, a casa sua, per completare la tesi.
«Il tempo per uccidere». Quindi: se Chiara come sostiene l’accusa è morta fra le 11 e le 11.30, cade il perno per l’alibi di Alberto. La prima e più corposa (88 pagine) relazione dei Ris analizza il contenuto dell’hard disk del pc di Stasi, indagato anche per possesso e diffusione di immagini pedopornografiche. Premessa: per il movente del delitto, si era ipotizzata (mai ufficialmente) anche la scoperta da parte di Chiara di un segreto di Alberto che lei avrebbe minacciato di rivelare. E come causa scatenante di un’ultima lite, la visione delle foto hard la sera prima del delitto, trascorsa insieme nella casa dei Poggi in via Pascoli, dove poi Chiara è stata uccisa. Secondo i Ris è certo che quella sera le foto e i filmati pedoporno non sono stati aperti. «Anche perché erano arrivati per caso sul pc di Alberto – dice il suo avvocato Giuseppe Colli – che le aveva cancellate già mesi prima». Ribadisce poi che «sul contenuto originale del pc per almeno 20 giorni dopo il delitto c’è stata un’attività non ufficiale dei carabinieri, e questo ha falsato il materiale». Su questo punto ci sarà battaglia all’udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per Stasi che inizierà il 24 febbraio.
Orari sul pc da verificare. Secondo i Ris, il pc di Alberto la mattina del 13 agosto è stato acceso alle 9.36. Dalle 23.34 del 12 agosto alla mattina del 13 alle 9.36 non c’è attività sul computer. Alle 9.57 è stato aperto un programma per modifiche delle immagini. Subito dopo Alberto avrebbe guardato un’anteprima su un filmato porno. E ancora alle 10.05 Stasi – che archiviava immagini hard con diciture fittizie tipo “cose militari” – ha guardato un video porno, con immagini di adulti. Ma ci sarebbe una discrepanza, pare di un’ora, fra l’orario registrato dal computer e quello reale. Anche su questo lavoreranno i consulenti informatici della difesa e quello della parte lesa, rappresentata dall’avvocato Gianluigi Tizzoni. Ancora: per i i Ris alle 10,17 «viene registrata su Internet Explorer l’apertura o chiusura del file della tesi. Poi non ci sono poi tracce di un utente che interagisce con il pc». E in mattinata «non esistono file temporanei che identificano la digitazione di nuove parti di testo con salvataggio».
«Foto pedoporno salvate». Si ribadisce che «sono stati individuati file e foto pedoporno condivisi su Internet», questo successivamente al 22 ottobre 2006, data di installazione di E-mule. E ancora: «Le copie sull’hard disk evidenziano la volontà di usufruirne successivamente».
(La PROVINCIA PAVESE 13 gennaio 2009)

dicembre 20, 2008

Pedopornografia, Lombardia: tutte le operazioni degli ultimi 3 giorni

Posted in Pedopornografia tagged , , , , , , at 10:43 di wildgreta

Milano | 20 dicembre 2008
Un uomo arrestato e 20 indagati in Lombardia in un’operazione contro la pedopornografia

Venti persone indagate e perquisite. Un uomo arrestato. Questo e’ il bilancio dell’operazione denominata ‘RAZORBACK’ condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni della Lombardia in accordo con la Polizia elvetica ed e’ stata diretta a colpire una rete di utenti che hanno diffuso filmati a carattere pedopornografico mediante le modalita’ peer-to-peer utilizzando, quale elemento comune, i server denominati appunto ‘Razorback’.L’uomo arrestato e’ stato sorpreso mentre condivideva in rete tre filmati a carattere pedopornografico.

Pedofilia on-line  cinque arresti
18 dicembre 2008

 Collegati a “e-Mule”, il più noto sistema di condivisione dei file, hanno scaricato la discografia dei Buena vista social club, noto gruppo cubano. Ma anziché musica, all’interno hanno trovato una “pedo-collection” con file distinti in base all’età dei bambini (dai tre ai dieci anni) ritratti in pose hard. È quanto è successo ad alcuni internauti che si sono rivolti alla polizia postale di Bologna.

Così dopo mesi di indagini a livello nazionale, sono state arrestate cinque persone, indagate 33 e sequestrati circa 10 mila tra foto e video, definiti dalla polizia «particolarmente scabrosi». L’inchiesta è partita l’estate scorsa e ha permesso di arrestare in flagranza di reato cinque uomini, tutti incensurati sui 30-40 anni e residenti nelle province di Ferrara, Reggio Emilia, Mantova, Vicenza e Reggio Calabria.

Due di loro, al momento dell’arresto, stavano scambiando materiale pedopornografico, gli altri avevano un’ingente quantità di video e foto. Complessivamente quelle rintracciate sono circa 10 mila. Una mole enorme di materiale che, vista anche la crudezza delle immagini, ha fatto scattare l’arresto (provvedimento facoltativo e deciso di volta in volta dalla procura tanto che, secondo gli investigatori bolognesi, un sesto arresto è stato chiesto ai magistrati di Como ma negato).

Altre 33 persone – da diciottenni a pensionati, residenti in Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna – sono state indagate sempre per il reato di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. Perciò per mesi gli agenti della polizia postale, coordinati dal sostituto procuratore Giuseppe Di Giorgio della procura di Bologna, hanno prima scandagliato la rete per cercare di conoscere il contenuto del file chiamato “Buenavista social club” (non sempre all’etichetta del documento corrispondeva il materiale hard), poi fatto una scrematura tra quanti avevano già scaricato quel materiale o lo stavano facendo e quanti lo condividevano.

In effetti, come hanno spiegato gli agenti, in fase di download di un file, si può cambiarne il nome. Un escamotage seguito dai più scaltri per evitare guai con la giustizia, ma non da tutti. Alcuni infatti avevano nel loro computer la “pedo-collection” in originale. E all’interno volti e corpicini di bambini ignari. Intanto a Eboli è stato arrestato un uomo di 69 anni, A. R. che per due anni aveva costretto ad atti di libidine una bambina di appena 5 anni, che frequentava l’asilo da lui gestito. L’accusa è di aver sottoposto, dall’autunno del 1999 al febbraio del 2001, a ripetuti e continui atti sessuali la minorenne. I carabinieri hanno dato esecuzione a una sentenza di condanna per pedofilia a 5 anni e 6 mesi di reclusione passata in giudicato.
Il Tempo 17 dicembre 2008

dicembre 6, 2008

Pedopornografia: 5 arresti in maxi-operazione ‘Anime Bianche’, ma a quando l’inasprimento delle pene?

Posted in Pedofilia, Pedopornografia tagged , , , , , , , , at 01:42 di wildgreta

Hanno un’età media di 45 anni e appartengono a tutte le categorie sociali – operai, professionisti, militari, fotografi, impiegati statali, imprenditori e commercianti – i 41 italiani indagati nell’ambito della una maxi operazione ‘Anime Bianche’ contro la pedofilia su internet che ha portato a 5 arresti e a perquisizioni in tutta il Paese.

Il Nucleo Investigativo Telematico (NIT) della Procura di Siracusa li ha beccati a diffondere in rete materiali pedopornografici: video e immagini “dal carattere particolarmente abietto, in cui figurano bimbe in tenera età che sono costrette a subire coercizioni criminali fortemente degradanti e umilianti”, ha sottolineato il Procuratore di Siracusa, Ugo Rossi.

Quello che più colpisce di questo business turpe e infame, strettamente legato al turismo sessuale, ha aggiunto Rossi, è “la furia criminale di migliaia di utenti che incessantemente bramano la richiesta di materiali pedofili e alimentano un mercato con migliaia di scambi di foto e di video, rinnovando infinite volte gli abusi sessuali che quei bambini sono stati costretti a subire”.

Tra gli indagati – per i quali si ipotizza il reato di associazione a delinquere finalizzato alla diffusione di materiale pedopornografico – i soliti insospettabili: uno specialista addetto alla gestione informatica della Procura distrettuale di Catania (accusato di avere diffuso in rete oltre 800 video pedofili), un commerciante di 33 anni, un operaio di 46, un impiegato di 59 anni, un pensionato di 60 anni. Leggi il seguito di questo post »

Pagina successiva

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 737 follower