maggio 23, 2011

PEDOFILIA, DON SEPPIA: FEDELI SOTTO SHOCK, ‘SIAMO SFIDUCIATI’

Posted in chiesa e pedofilia, Don Seppia, Pedofilia tagged , , , , , , at 17:43 di wildgreta

foto Ansa

18:17 – Dopo l’episodio delle telefonate a sfondo erotico denunciate da un medico, sulla condotta di don Seppia spunta un’altra testimonianza, questa volta interrna alla Chiesa. L’atteggiamento di don Riccardo non era piaciuta a don Piercarlo Casassa, parroco di San Giovanni a Recco. Il prete racconta che don Riccardo la mattina in parrocchia non c’era mai ma che soprattutto i chierichetti e gli scout provavano un forte disagio a stare con lui.

Don Piercarlo si lamentò con il cardinale Tettamanzi, all’epoca vescovo di Genova. Dopo qualche tempo don Seppia venne trasferito. A ciò si aggiunge l’episodio della vacanza al mare con i ragazzi dell’oratorio oraganizzata da don Seppia: al rientro nessuno volle più ripetere l’esperienza.

Note di Wildgreta

Insomma, il prete era chiacchierato, si sapeva che faceva tardi la notte, che frequentava locali gay.E’ incredibile che con tutte queste voci, nessuno abbia fatto nulla.Pare che l’unica cosa che non si sapesse in giro era che avesse una predilezione per i bambini. Per il resto, tutto rientrava nella norma?

(AGI) – Genova, 23 mag. – E’ sotto shock e sfiduciata la comunita’ di fedeli di via Calda, a Sestri Ponente, dopo l’arresto con l?accusa di pedofilia di Don Riccardo Seppia, ex parroco della Chiesa di Santo Spirito. “Siamo sfiduciati – afferma un anziano parrocchiano – perche’ non ce lo aspettavamo. Giravano voci sul fatto che tornasse tardi di notte e che frequentasse locali per omosessuali ma non si sapeva nulla riguardo ai bambini. Ci vorra’ molto tempo prima di riavvicinarci alla chiesa”. Le voci sull?ex parroco sono confermate anche dagli altri residenti della zona. “Avevo sentito delle storie su Don Riccardo – racconta un uomo che abita a pochi metri dalla parrocchia – ma non avevo dato loro troppo peso. Ha anche battezzato mia figlia e mia moglie portava sempre mio figlio in chiesa e a catechismo. Io lo conoscevo di vista e non mi ero accorto di nulla”. Un anziano, che, appena interrogato sulla vicenda si professa ateo, ricorda che “anche il prete che c’era prima di Don Seppia dicono che bevesse e fosse un donnaiolo. Lui poi…e’ peggio del peggio.
E’ un vero schifo”. Una giovane mamma confessa di essere “sotto chock. Adesso e’ uscita anche la notizia della sieropositivita’…Se ha sbagliato e’ giusto che paghi” .

PEDOFILIA, L’AMICO DI DON SEPPIA: HO PAGATO QUEI RAGAZZI E HO PASSATO I LORO NUMERI A DON SEPPIA

Posted in chiesa e pedofilia, Pedofilia tagged , , , , , at 17:34 di wildgreta

PEDOFILIA: SU DON SEPPIA TRE VERSIONI PER UNA SOLA STORIA

 16:44 23 MAG 2011

(AGI) – Genova 23 mag. – “Ho fatto sesso a pagamento sia con Emanuele Alfano sia con don Riccardo Seppia. E, in entrambi i casi, ero minorenne”. E’ questa l’ammissione fatta ai carabinieri del Nas dal ragazzo di origini egiziane, diciottenne da dicembre scorso, che ha portato in carcere l’ex seminarista Alfano, 24 anni, confidente e complice di don Seppia, 51 anni, arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. La dichiarazione e’ stata resa sabato 14 maggio, un giorno dopo l’arresto del sacerdote.

CONVALIDATO L’ARRESTO DEL COMPLICE

Non solo: il giovane ha riferito di avere presentato sia ad Alfano sia a don Seppia un suo amico, un minorenne albanese, il quale avrebbe consumato rapporti sessuali a pagamento con entrambi. Per questo il diciottenne e’ stato indagato: e’ accusato di induzione alla prostituzione minorile. Leggi il seguito di questo post »

dicembre 11, 2010

PEDOFILIA E ABUSI RITUALI: “PRESENTAZIONE DEL LIBRO CHE SARA MAI LINFERNO” LATINA 11 DICEMBRE

Posted in Pedofilia, Pedofilia e satanismo tagged , , , , , , at 00:19 di wildgreta


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IL POTERE CRIMINALE DELLA PEDOFILIA ORGANIZZATA E LA DEBOLEZZA DELLE ISTITUZIONI

Sabato 11 dicembre a Latina, Circolo Cittadino Sante Palumbo, piazza del Popolo, 2-alle ore 17.00, verrà presentato per la prima volta nel Lazio il romanzo “Che sarà mai l’inferno”, della dottoressa Sandra Pagliuca, psicologa forense napoletana, consulente tecnico di varie procure.
Proprio dall’esperienza maturata ascoltando i bambini vittime di abusi, nasce questo volume molto importante per l’approfondimento di un fenomeno che generalmente lascia nel pubblico un misto di orrore e incredulità: gli abusi rituali collettivi perpetrati in danno dei minori.
Alla presentazione del libro, condotta da Roberta Lerici, scrittrice e Capo Dipartimento Infanzia e Famiglia dell’Italia dei Valori, nonchè vicepresidente dell’Associazione Valore Donna, interverrà l’avvocato Andrea Coffari, presidente del Movimento per l’infanzia ed alcuni familiari delle vittime di abusi collettivi.

leggi tutto

http://www.diritto.net/bambini-coraggiosi/7680-pedofilia-e-abusi-rituali-presentazione-del-libro-che-sara-mai-linfernolatina-11-dicembre.html

novembre 16, 2010

PEDOFILIA, CONDANNATI 6 INSOSPETTABILI PER ABUSI SU BIMBA.TRA LORO IL PADRE

Posted in Pedofilia tagged , , , , , , at 22:55 di wildgreta

LA BAMBINA VENIVA PICCHIATA E FOTOGRAFATA DA ADULTI OMOSESSUALI. IL PADRE E’ UN EX PRIMARIO DEL GEMELLI.DI SEGUITO ANCHE UN ARTICOLO DEL 2001, QUANDO I SEI VENNERO ARRESTATI DOPO DUE ANNI DI RACCONTI SPAVENTOSI FATTI DALLA BAMBINA AI GENITORI AFFIDATARI CHE AVEVANO SPORTO DENUNCIA.CI SONO VOLUTI NOVE ANNI PER ARRIVARE A QUESTA SENTENZA.LA BAMBINA CHE AVEVA 10 ANNI NEL 2001, OGGI DI ANNI NE HA 18 E, FINALMENTE, HA OTTENUTO GIUSTIZIA.

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ottobre 23, 2010

DON RUGGERO CONTI: SFILANO I TESTIMONI A FAVORE

Posted in don ruggero conti, Pedofilia tagged , , , , , , at 21:25 di wildgreta

Messaggero Cronaca di Roma di mercoledì 20 ottobre 2010, pagina 35
Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero

di De Santis Giulio

Il vescovo: «Sono contento di avergli dato i voti» Sfilano i testimoni in favore di don Ruggero Il parroco accusato di pedofilia difeso anche da persone amiche dei presunti molestati di GIUIJO DE SAN IS «Don Ruggero Conti è un padre di cui fidarmi e un amico con cui confidarmi. Mi manca».

Ieri i suoi ragazzi hanno descritto così il parroco di Selva Candida, accusato di aver violentato sette minorenni tra il 1998 e il 2008. Ventisette testimoni della difesa hanno sfilato per otto ore davanti ai giudici della sesta sezione collegiale. Tutti pronti a mettere le mani sul fuoco sulla integrità morale del sacerdote, Imito in carcere nel 2008 dopo le denuncie delle sette presunte vittime di abusi sessuali. Violenze che, secondo il pubblico ministero Francesco Scavo, il parroco avrebbe compiuto mentre guidava la chiesa della Natività di Maria Santissima. CONTINUA A LEGGERE

 

ottobre 21, 2010

Amandola, sorelline abusate: dopo 11 condanne a processo anche la madre

Posted in abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, attualità, Pedofilia tagged , , , , , at 18:23 di wildgreta

Sarà processata con rito abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. La vicenda che venne a galla nel gennaio 2007, ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori

Ascoli Piceno, 21 ottobre 2010 - Il caso del giro di pedofilia scoppiò nel gennaio di tre anni fa, quando i carabinieri di Amandola e Ascoli portarono alla luce il calvario di tre sorelline, all’epoca dei fatti minorenni. Le due piu’ grandi, in periodi diversi, erano state sottoposte ad abusi sessuali sessuali ripetuti da parte di uno zio paterno, di un paio di uomini di Amandola e Comunanza, di un anziano e di due gruppi distinti di giovani indiani, fra cui il fidanzato della più grande delle tre minori. Violenze durate anni. Quando la vicenda venne a galla, la giustizia minorile allontanò le tre vittime da padre e madre, così come un fratello, nato proprio nei mesi dell’inchiesta.

 

Pare che la loro madre fosse al corrente di tutto. Pronta a intascare parte dei regali in denaro che le ragazzine ricevevano. Sara’ processata in abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.
Una vicenda terribile, che ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori. Al gup di Ascoli Rita De Angelis i difensori della donna hanno chiesto il rito abbreviato, condizionato all’interrogatorio dell’imputata, che il giudice ha fissato per il prossimo 24 novembre. Per la sentenza però bisognerà attendere gennaio 2011.

 

Secondo il pm Umberto Monti la donna sapeva benissimo che le figlie avevano incontri sessuali con diverse persone in cambio di regali o denaro, che talvolta le ragazzine consegnavano a lei. Le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile poggiano sull’omesso controllo delle figlie.

il resto del carlino 21 ottobre 2010

ottobre 15, 2010

IL SUICIDIO DI COLLINI, CONDANNATO PER TANGENTI E REATI SESSUALI

Posted in abusi sessuali., attualità, Pedofilia tagged , , , , , , , , at 08:03 di wildgreta

Collini, il re degli appalti per lui anche accuse sessuali

Note di Wildgreta:

…….Anche la madre del ragazzino – moglie di un politico trentino – interrogata dagli inquirenti aveva detto di non avere mai commesso atti sessuali sul figlio: «A Collini bastavano i miei racconti e io inventavo»

Di seguito troverete due articoli del 2008 e del 2009 relativi alle accuse di istigazione alla prostituzione, all’incesto e altri orrori venuti alla luce mentre, indagando su tangenti negli appalti di opere pubbliche in Trentino, Collini venne intercettato.Fu così che casualmente emersero le perverse inclinazioni sessuali dell’uomo che, in ogni caso ad oggi, aveva già chiuso i conti con la giustizia patteggiando pena e risarcimenti per le tangenti e per i reati sessuali.Chi lo conosceva, definisce quindi assolutamente inaspettato il gesto estremo con cui Fabrizio Collini ha deciso di porre fine alla sua avventura terrena.

Tangenti Trento: suicida imprenditore Collini

Condannato a 2 anni e 3 mesi e a risarcimento 8 mln

14 ottobre, 22:21

GENOVA, 14 OTT – L’imprenditore di Trento Fabrizio Collini, 56 anni, recentemente coinvolto in un’inchiesta della procura trentina su presunte tangenti in appalti pubblici, si è suicidato gettandosi da un viadotto dell’A26. Secondo quanto appreso, l’imprenditore avrebbe abbandonato la sua Audi in un parcheggio nell’area di servizio del Turchino sull’A26 e si è recato a piedi sul viadotto dal quale si è gettato. Sulla macchina l’imprenditore ha lasciato alcune lettere indirizzate ai suoi due figli e ai suoi due avvocati di Trento.

LEGALE, NESSUNO SE L’ASPETTAVA - Incredulità e stupore, oltre che tristezza per l’accaduto viene espressa da uno dei legali di Fabrizio Collini, l’imprenditore trentino che si è tolto la vita in Liguria. “Nessuno se l’aspettava – ha affermato stasera Marco Stefenelli – né io, né la collega Monica Baggia, che mi ha dato la notizia e ha avvertito i familiari. L’aveva sentito martedì e ieri l’ha visto un collega di Milano. Non riusciamo a crederci. Sappiamo che ha lasciato un biglietto per noi, di cui però non conosciamo ancora il contenuto, oltre che parole per i familiari”. Leggi il seguito di questo post »

VICENZA, CONDANNATI A 9 ANNI MARITO E MOGLIE BABY SITTER

Posted in abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , at 07:24 di wildgreta

Bimba violentata, il verdetto:
inflitti 18 anni ai due baby sitter

VERDETTO. Coppia di Dueville ritenuta colpevole degli abusi sessuali. I giudici di Corte d’appello hanno condannato marito e moglie a 9 anni di reclusione ciascuno e ad un forte risarcimento danni

13/10/2010
Zoom Foto 

La minore raccontò le violenze sessuali durante due anni

Vicenza. È la pena più pesante mai emessa per violenza sessuale nei confronti di una donna vicentina: 9 anni di carcere. La sentenza dei giudici d’appello di Venezia ha completamente ribaltato il verdetto assolutorio dei giudici di Vicenza, che l’avevano ritenuta non responsabile degli abusi.
La baby sitter Maria Luigia Peruzzo, 56 anni, di Dueville, dove risiede in via Molinetto, è stata ritenuta colpevole di avere partecipato alle violenze sessuali durate un paio d’anni, assieme al marito Guido Rigon, contro la bambina che era stata loro affidata dai genitori.
I giudici l’hanno condannata anche al pagamento di un forte risarcimento danni. La stessa pena era stata inflitta nel giugno 2008 dal tribunale di Vicenza, che all’epoca però l’aveva assolta, al marito Rigon, 60 anni. Al quale sono stati confermati i 9 anni di carcere.
La corte, dunque, ha accolto in pieno il ricorso del procuratore generale di Venezia che ha parlato di una vicenda ignominiosa, terribile quanto a modalità e conseguenze sulla psiche della minorenne.
È una storia allucinante, ha insistito l’inquirente, venuta fuori quando i genitori, che risiedono nell’Alto Vicentino, avevano iniziato a notare un profondo cambiamento nella bambina. Era diventata silenziosa, scontrosa, abulica. I chiari sintomi, come era emerso dopo una prima visita specialistica in un centro del Nord Italia, di abusi sessuali proseguiti nel tempo.
La madre aveva iniziato ad allarmarsi quando aveva trovato delle strane macchie di sangue su un indumento intimo della figlioletta. La denuncia alla squadra mobile della questura aveva dato il via alle indagini che avevano portato in carcere l’uomo nel corso del 2004.
A coordinare le indagini era stato il pm Giorgio Falcone (ora in servizio alla procura di Padova) che al processo di primo grado conclusosi il 18 giugno 2008 aveva sollecitato 7 anni di carcere per l’uomo e 4 per la donna.
A suo avviso la baby sitter aveva avuto non solo un concorso morale col marito, ma avrebbe partecipato ai giochi a sfondo erotico. «Il suo coinvolgimento è pieno», disse rimarcando la richiesta di condanna. Il tribunale, invece, da un lato aveva ritenuto responsabile l’uomo infiggendogli 9 anni di reclusione, ma dall’altro aveva assolto la donna sostenendo che non era emersa la prova piena della sua partecipazione ai rapporti sessuali avuti dal marito con la vittima. Sulla stessa linea di Falcone si erano mossi gli avvocati Girolamo Coffari e Maria Tardino per conto dei genitori della minore.
«È un verdetto che fa giustizia», ha detto l’avv. Coffari. È stata una lunga battaglia giudiziaria che, come succede in queste drammatiche vicende, si chiuderà in Cassazione, dove i difensori di Rigon e Peruzzo dello studio Rando di Schio sperano di ribaltare il pesante verdetto d’appello.
Secondo i giudicanti la baby sitter avrebbe avuto non solo un ruolo di copertura a sostegno delle malefatte sessuali del marito, ma lei stessa avrebbe avuto un ruolo attivo negli abusi Le pene diventeranno esecutive solo se saranno confermate in Cassazione a Roma. In quel caso i coniugi, che beneficiano di 3 anni di indulto perché i fatti sono del 2001, entreranno in carcere.

Ivano Tolettini Il giornale di Vicenza

giugno 25, 2010

Presunti abusi sui bimbi della scuola delle Suore degli Angeli

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia tagged , , , , , at 01:01 di wildgreta

Vittoria: le religiose si difendono asserendo che si tratti di calunnie

La Procura ha aperto un´indagine. Posti sotto sequestro un personal computer e una foto camera digitale. Le suore sarebbero intenzionate a querelare chi ha messo in giro queste voci. Annullata la conferenza stampa in un primo momento annunciata

Giuseppe La Lota

presunti abusi ai danni dei bambini che frequentano la scuola delle suore degli Angeli di Vittoria? Ci sono indagini in corso. La madre superiora, una napoletana, e le altre due sorelle, una del Congo e una filippina, non ci stanno a subire queste voci che consideran infamanti e gridano alla calunnia. Le suore si dicono quindi pronte a querelare chi ha messo in giro la voce delle presunte molestie sessuali nei confronti delle piccole alunne della scuola della piazzetta vicina al Municipio di Vittoria.

La procura ha aperto un fascicolo sulla vicenda che si presta a molti equivoci. Da qualche giorno in città non si parla d’altro, ovviamente a denti stretti e nella massima riservatezza. Le suore, indignate, hanno in un primo momento indetto un incontro con la stampa per venerdì mattina nel salone della scuola. Ma nelle ultime ore la conferenza stampa è stata annullata.

I genitori, da diverse settimane, non mandano più i bambini a scuola, che chiude il 30 giugno, col pretesto che si era sparsa la varicella nelle classi. I motivi delle assenze, invece, sarebbero dovuti al timore delle presunte molestie sessuali ai danni dei figli. Una madre conferma che è stata presentata denuncia in Procura ma non è disposta a rilasciare dichiarazioni fino a quando non si faccia piena luce sulla vicenda, fra l´altro seguita anche da psicologi e medici.

Di certo c´è una denuncia presentata alla Procura della Repubblica da alcuni genitori i quali, dopo aver sottoposto i bambini a visita ginecologica avrebbero riscontrato delle anomalie da approfondire. La Procura ha avviato un’indagine, affidando alla Polizia l´iter giudiziario. Un personal computer e una foto camera digitale sarebbero stati acquisiti dagli inquirenti per i controlli del caso.

ABUSI AL’ASILO DELLE SUORE? INTANTO RIMANE CHIUSO

Rimane ancora controversa la vicenda dell’asilo di Vittoria gestito dalleSuore degli Angeli. La procura della Repubblica di Ragusa ha infatti aperto un’indagine su presunti abusi ai danni di alcuni bambini che frequentano l’istituto.

La notizia risale a qualche giorno fa, quando alcuni genitori avrebbero riscontrato delle “anomalie” nei propri figli. Nulla di certo al momento,nessuna dichiarazione da parte delle mamme dei bambini che non vogliono esprimersi fino a quando la procura non farà piena luce sul reale accaduto.

Ci sono indagini in corso – ha affermato il procuratore, Carmelo Petralia - dopo che un buon numero di genitori ha presentato un esposto. Sono stati già fatti alcuni accertamenti ed altri sono in corsoI genitori non mandano più i figli a scuola, ma il procuratore sostiene che questo fatto può considerarsi fisiologico, visto che siamo a fine giugno“.

Nel fascicolo, aperto in seguito alla denuncia di qualche genitore, non risulta comunque nessun indagato ma per le suore che gestiscono l’istituto scolastico è soltanto “calunnia e un macchinoso progetto perverso e denigratorio“.

Nella scuola di Vittoria, gestita da una suora di origini campane, era stata indetta per domani una conferenza stampa, che risulta però annullataper motivi ancora sconosciuti.

Il sostituto responsabile delle indagini Monica Monego e la Squadra mobile di Ragusa stanno procedendo con le indagini, al fine di chiarire questa triste vicenda che ha destato stupore in tutto il ragusano.

http://ragusa.blogsicilia.it/2010/06/abusi-nellasilo-delle-suore-intanto-e-chiuso/

giugno 18, 2010

DON MARCO BARESI: CONDANNA CONFERMATA IN APPELLO

Posted in chiesa e pedofilia, Pedofilia, Scandali ecclesiastici tagged , , , , , at 00:42 di wildgreta

Zoom Foto

I sostenitori di don Marco Baresi attendono in aula la lettura della sentenza FOTOLIVE

Abusi e file hard al Seminario Condannato l’ex vicerettore

IL PROCESSO DI SECONDO GRADO. Nessuno sconto in appello per don Marco Baresi accusato da un ragazzo

Confermata la sentenza dei giudici di primo grado: 7 anni e 6 mesi Per i giudici il prete ha avuto rapporti sessuali

con un 14enne

Don Marco Baresi ha abusato di un ragazzino che frequentava la scuola media del Seminario diocesano di via Bollani e nel suo computer portatile ha scaricato centinaia di files dall’inequivocabile contenuto pedopornografico.

È LA CONVINZIONE dei giudici della corte d’appello (Daniela Genalizzi, presidente, in collegio Enzo Rosina e Umberto Russo) che ieri hanno confermato la condanna inflitta in primo grado al sacerdote, ex vicerettore del seminario diocesano di via Bollani, accogliendo completamente la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Chiaro. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio poco prima delle 15, dopo due ore abbondanti di camera di consiglio. In aula gli avvocati difensori, Luigi Frattini e Stefano Lojacono, l’avvocato di parte civile Pieranna Civera, a tutelare il ragazzino ormai maggiorenne, e i sostenitori del sacerdote, i «FreeDON» che non hanno mai abbandonato don Baresi e gli sono stati vicini in questi anni, dal giorno dell’arresto il 27 novembre del 2007, al giorno successivo quando il gip Silvia Milesi concesse gli arersti domiciliari che il sacerdote sta ancora scontando.
Non era presente don Marco. Il sacerdote ha assistito ad ogni udienza e anche ieri mattina era in aula per le repliche di accusa e difesa, ma ha preferito non essere presente alla lettura del verdetto. I suoi sostenitori hanno atteso la lettura della sentenza fiduciosi in un colpo di scena, confidando in un ribaltone, nell’assoluzione chiesta dai difensori perchè secondo loro nulla di quanto contestato al sacerdote è stato commesso, non gli abusi, non la diffusione di materiale pedopornografico, dato che il pc portatile era accessibile anche a altre persone e non solo a don Baresi. Ma le attese degli amici di don Marco sono state deluse: i giudici non solo non hanno ribaltato il giudizio di primo grado, ma non hanno concesso nemmeno uno sconto di pena.
SOLO POCHI ISTANTI per leggere il dispositivo e il pubblico si fa sentire. «Che schifo» commenta uno dei ragazzi con l’immancabile maglietta «FreeDON». Gli fa eco una ragazza: «È questa la giustizia italiana!». Commenti colti al volo in aula, ma nessuno dei giovani sostenitori ha voluto commentare apertamente: per loro don Baresi è innocente e nulla può fargli cambiare idea, nemmeno due sentenze di condanna. I difensori, ovviamente, aspettano di leggere le motivazioni per preparare il ricorso in Cassazione.
A far finire davanti ai giudici don Marco Baresi sono state le accuse di un ragazzo che nel 2007, poco prima dell’arresto del sacerdote, aveva raccontato di aver avuto rapporti sessuali con l’ex vicerettore del seminario diocesano qualche anno prima, quando aveva all’incirca quattordici anni e frequentava la scuola media di via Bollani. Dalla scuola il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi, senza raccontare nulla nè ai genitori nè agli amici, ma aveva affidato le sue confidenze a una psicologa. L’attendibilità e la credibilità del ragazzino erano state valutate da esperti e il 27 novembre per il sacerdote erano scattate le manette. Le verifiche sul pc avevano riservato una sorpresa: il 28 aprile 2007 alle 12.30 erano stati ordinati 180 files pedopornografici da e-Mule, caricati su una memoria esterna erano stati cancellati prima dell’arresto.
La Curia diocesana ha commentato la condanna: «Il reato per cui è stato condannato è tra i più odiosi e come Chiesa bresciana viviamo con tristezza il momento. Riteniamo che in queste situazioni siano sempre doverosi il rispetto e la cautela. Mentre intendiamo esprimere solidarietà alle vittime di ogni abuso, sappiamo che un accusato ha diritto a essere pensato innocente fino a che intervenga una sentenza definitiva. Il vescovo di Brescia Luciano Monari ha ancora fiducia che don Marco possa dimostrare la sua innocenza e sta predisponendo una lettera per i sacerdoti della diocesi di Brescia affinché questa dolorosa prova possa essere vissuta da tutti con spirito di fede». La lettera sarà diffusa oggi.
Wilma Petenzi

Wilma Petenzi

brescia oggi 17 giugno 2010

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