Visita in carcere, i progetti di Amanda: amare Raffaele

Luglio 19, 2008 at 1:02 am (Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , )


Mazzuca a colloquio con la studentessa
Da quasi nove mesi Amanda Knox è rinchiusa nel carcere di Perugia con l’accusa di aver ucciso Meredith Kercher. Giancarlo Mazzuca è andato ad incontrarla: “Non sembra tanto la biondina supersexy, quanto una ragazzina acqua e sapone”

Perugia, 16 luglio 2008 - Bussi alla porta principale del carcere e ti rendi subito conto che, in Italia, ci piangiamo troppo spesso addosso: parliamo di prigioni fatiscenti e sovraffollate, di prigioni maleodoranti e in stato di quasi abbandono, e poi scopri Capanne. Edifici nuovissimi, vasti giardini dove corrono persino i leprotti (un modo per mettere sul ‘chi va là’ le guardie carcerarie?) e addirittura 15 ettari di terreni agricoli coltivati a frutta e ortaggi, purtroppo solo da qualche recluso. Peccato che un’ala intera dell’edificio sia chiusa per mancanza di personale carcerario: a Capanne potrebbero starci oltre 500 detenuti, ne ospita soltanto la metà che, per l’80 per cento, sono stranieri.Qui, da quasi nove mesi, è reclusa Amanda Knox, la ‘Foxy Knoxy’ dei giornali tabloid britannici, per l’omicidio di Meredith Kercher. Il direttore del carcere, Antonio Fullone, gentilissimo e trasferito qui da poco, mi porta subito nella sezione femminile: 28 detenute in tutto, due o tre persone e un televisore per ogni cella. Più che un carcere, sembra un ospedale: pavimenti lucidi, pulizia dappertutto. Amanda mi viene incontro, sorridente.

Non sembra tanto la biondina supersexy e rubacuori, quanto una ragazzina acqua e sapone, molto sveglia, con quegli incredibili occhi azzurri che ti guardano fisso e non s’abbassano mai, la pelle bianchissima, la voce cristallina e un sorriso incredibile. Ti domandi subito: ma com’è stato possibile tutto ciò?

Prendi l’argomento alla larga e le chiedi come trascorre le sue giornate in carcere. Amanda non ha dubbi: “Molto bene, basta avere un progetto di vita”. Lei di progetti ne ha davvero tanti, nonostante quasi nove mesi di reclusione. Intanto, è entrata molto in sintonia con le sue compagne di cella, un’italiana e una bulgara: “L’italiana ha tanti bimbi piccoli e l’ho anche aiutata a dare loro da mangiare”. Poi ha creato un buon rapporto con le guardie carcerarie della sezione femminile, tutte ovviamente donne: “Loro mi comprendono, a differenza di quanto capitò nei primi giorni di interrogatori in Questura, dopo la morte di Meredith”.

Non scrive più memoriali, ma dedica molto tempo a rispondere alle lettere di familiari e amici. Amanda non lo dice, ma il rapporto con Raffaele Sollecito, il fidanzatino pugliese di quella terribile notte dell’omicidio di Meredith, non si è affatto interrotto, anzi: “Ero arrivata a Perugia alla fine di settembre dell’anno scorso, e, quindi, avevo appena conosciuto Raffaele. Allora non si poteva certo parlare d’amore, ma di simpatia reciproca. Dopo siamo stati divisi e anche il padre di Raffaele ha tentato di allontanarmi dal figlio, ma noi non ci siamo mai lasciati”.

Insomma, quella love story, che sembrava finita così drammaticamente, non si è affatto interrotta: pochi giorni fa, al compleanno di Amanda, sono arrivati anche i fiori di Sollecito, subito dirottati nella cappella del carcere: la passioncella è diventata amore, almeno così pare. Se si sofferma volentieri su Raffaele, Amanda è invece molto restìa a parlare di Rudy Hermann Guede, l’ivoriano che è recluso come lei a Perugia per il delitto del 1° novembre: “Lo conosco molto poco, non posso aggiungere altro”.

L’incontro con Amanda Knox, lo confesso, è, per certi versi, molto singolare, quasi unico. Solitamente le persone che vedi dietro le sbarre sono disperate, spesso in lacrime, come mi capitò anche con Anna Maria Franzoni. La studentessa americana, vestita in modo semplice (una maglietta bianca e un paio di jeans blu,) ma ugualmente ricercato considerando il contesto in cui vive, pare reduce da uno stage in un college. È anche un po’ più in carne, nonostante la ginnastica (”Qui si mangia bene: mi piacciono la pasta e il riso”).

Ti continua a parlare di progetti di vita, e ribadisce che fa ottimo uso del suo tempo dietro le sbarre. Attualmente studia contemporaneamente cinque lingue straniere (italiano e tedesco, che sa meglio delle altre, più francese, russo e cinese) e fa il tirocinio con i libri che le inviano i genitori (padre e madre sono separati, ma, a turno, vengono a trovarla ogni quindici giorni: lei insegna, lui è contabile in un istituto finanziario).

La Knox non perde mai la sua ora d’aria, al mattino e al pomeriggio, e va pure a messa: a Pasqua ha parlato a lungo anche con il vescovo di Perugia. Non solo: ha frequentato la palestra in carcere (”sono in buona forma fisica”), mentre ha ultimato un corso di chitarra. “Al saggio finale ho suonato Il mio canto libero (e sorride…) di Lucio Battisti più Hey Jude e Let it be dei Beatles”.

Proprio la chitarra è il mezzo che mi consente di entrare nell’argomento che più mi interessa: quali fossero i suoi veri rapporti con Meredith, la compagna d’appartamento. Amanda smentisce i continui litigi con l’inglesina. Ti guarda negli occhi, si gratta il naso pieno di efelidi e poi ti dice: “Non è vero che ci ignoravamo o ci bisticciavamo sempre, spesso stavamo assieme e, mentre io suonavo la chitarra, lei leggeva avidamente libri gialli”.

Particolare inedito, questo dei libri gialli. Vorrei saperne di più, ma lo sguardo del direttore del carcere mi impedisce di andare oltre: con Amanda posso solo parlare della sua attuale vita da detenuta e non addentrarmi troppo nei particolari di quella notte di sangue. La Knox si limita a ribadire la sua versione: in quella notte lei era a casa di Sollecito, “ricordo che mangiammo pesce e poi facemmo l’amore”. Sarò un po’ codino, ma resto sbalordito dalla naturalezza con cui questa ragazza, che potrebbe essere mia figlia, parla dei suoi rapporti amorosi, quasi un modo per combattere la noia.

E, a proposito di noia, interrogo Amanda sulla sua vita a Perugia, una città che potrebbe sembrare provinciale, ma che è invece cosmopolita con gli studenti provenienti da tutto il mondo che ruotano attorno al centro storico: “Perugia è una città che amo e che continuo ad amare, nonostante quello che mi è successo. Così, come continuo ad amare l’Italia e gli italiani. Mi piaceva, Perugia, soprattutto di giorno, di notte era diverso, era quasi inquietante. Ricordo quando aspettavo qualcuno davanti alla fontana in piazza e in tanti mi si avvicinavano e mi chiedevano se andavo fuori con loro”.

La Perugia dai due volti: quella solare del giorno e quella ricca d’angoscia e carica d’eccessi della notte che diventa un leit-motiv per molte città universitarie italiane e di tanti centri turistici sparsi nel mondo che, soprattutto d’estate, si riempiono di giovani alla disperata ricerca dello sballo.

Scrivi di sballo, ma nell’Amanda che ho conosciuto non pare esserci spazio per questa parola. È incredibile, ma lei non sembra volere sfuggire alle incognite del suo futuro e, anzi, attende con impazienza il giorno del processo: “Mi dicono che comincerà a gennaio, ma io spero tanto che l’inizio sia fissato in novembre”. Non vedo ombra di pentimento nei suoi occhi, anche se ammette che qualche errore (quale?) l’ha commesso, e non c’è un suo pensiero spontaneo per la compagna scomparsa così tragicamente.

In lei c’è, piuttosto, voglia di vivere e del suo avvenire, quello che lei si è costruita nel suo progetto di vita, dice: “Quando tutto sarà finito, tornerò negli Usa, ma non ci starò a lungo. Da grande voglio fare l’interprete e mi piacerebbe vivere un pò qua, un pò là, in giro per il mondo”. Mi chiede poi se andrò al suo processo: ci sarò.

Giancarlo Mazzuca La Nazione

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Meredith, Amanda Knox: “Non è vero che litigavamo sempre”

Luglio 19, 2008 at 12:57 am (Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , )

PERUGIA, 16 LUGLIO - “Non è vero che io e Meredith ci ignoravamo o bisticciavamo sempre, spesso stavamo insieme e, mentre io suonavo la chitarra, lei leggeva avidamente libri gialli”.

Così Amanda Knox, in carcere per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, racconta il suo rapporto con la coinquilina in un’intervista al “Quotidiano Nazionale”. Leggi il seguito di questo post »

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Delitto Perugia. A settembre l’udienza per Amanda, Raffaele e Rudy

Luglio 13, 2008 at 11:18 pm (Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , )

sabato 12 luglio 2008
Il rinvio a giudizio di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede per l’omicidio di Meredith Kercher è stato chiesto dalla procura di Perugia. Gli atti sono stati inviati al gip che dovrà ora fissare la data dell’udienza preliminare.
di Francesco Schiano

COLPEVOLI DI OMICIDIO? - Dalla procura di Perugia, i pm Giuliano Mignini e Manuela Comodi richiedono il rinvio a giudizio. Un’azione portata avanti nell’ordine della preannunciata chiusura delle indagini nei confronti dei tre imputati. Nella richiesta di rinvio Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Hermann Guede verrebbero indicati, in concorso, come responsabili dell’assassinio della studentessa inglese Meredith Kercher (nella notte tra il primo e due novembre 2007). Causa della morte: strangolamento e profonda lesione al collo con un’arma da punta e taglio. Leggi il seguito di questo post »

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Omicidio Meredith, il gip si oppone alla scarcerazione:”Amanda, mai segnali di pentimento”

Giugno 30, 2008 at 1:47 am (Amanda, Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , )

Le motivazioni con cui il gip Cludia Matteini si è opposta alla scarcerazione sono racchiuse in undici pagine. “Il pericolo di reiterazione criminosa è sicuramente molto alto e non può considerarsi attenuato dal mero decorso del tempo durante il quale per altro l’indagata non ha mai dato segni di ripensamento della sua vita”
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Caso Meredith, la mamma: «Temo che non saprò mai la verità, troppe fughe di notizie»

Giugno 30, 2008 at 1:23 am (Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , )

LONDRA (29 giugno) - «Non so se scoprirò mai che cosa è successo». Sconfortata, senza più grandi speranze, Arline, la madre di Meredith Kercher, la
studentessa inglese uccisa lo scorso novembre a Perugia, confida al tabloid inglese Sunday Mirror le sue angosce. Leggi il seguito di questo post »

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Altri indizi su Sollecito, sua l’impronta nel sangue di Meredith

Giugno 24, 2008 at 3:27 pm (Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , , )

Sempre in carcere i tre giovani sui quali gravano le accuse
PERUGIA (24 giugno 200 8) - Non si fermano le indagini per il delitto di Meredith Kercher, la studentessa inglese uccisa nella notte del primo novembre nella sua casa di via della Pergola a Perugia. L’impronta del piede sul tappetino sporco di sangue nella camera della vittima è con “probabile identità” di Raffaele Sollecito. Lo ha scritto nella sua relazione di chiusura delle indagini il pm Giuliano Mignini. Sollecito, riporta il “Corriere dell’Umbria”, insieme ad Amanda Knox, tentò di inquinare le prove dopo l’omicidio della giovane inglese. Mentre un terzo giovane, Rudy, complice degli altri due secondo il pm, si sarebbe dato alla fuga. L’impronta è stata più volte messa a confronto con le calzature che gli inquirenti avevano prelevato nelle abitazioni di Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Rudy Guede. Tra queste scarpe la compatibilità è con quella del pugliese.

4minuti.it

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Amanda, diario e lettere dal carcere: «Ho decine di ammiratori»

Giugno 24, 2008 at 8:49 am (Amanda, Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , , )

Alla madre: «Non lasciarmi qui». E fa l’elenco «dei ragazzi con cui ho fatto sesso in Italia»

In un diario la vita in cella dell’americana: «Vogliamo giustizia per Mez. E io avrò libertà, libertà»

ROMA - Ci sono i momenti della disperazione e quelli della speranza. C’è la paura di essersi ammalata e la gioia perché tutto è passato «e domani arriva mamma». Ci sono i pianti, ma anche le risate, le confidenze con le compagne di cella, la fiducia che «alla fine gli avvocati riusciranno a tirarmi fuori da qui». C’è l’Amanda che ti aspetti nelle pagine del diario e nelle lettere scritte in carcere. Centinaia di fogli per narrare un mese di vita dietro le sbarre, giornate scandite da appuntamenti sempre uguali, dal timore di non farcela, dalla forza che alla fine «mi farà sopportare tutto». È lei, Amanda Knox, 20 anni, a raccontarsi. Tra le carte depositate dai magistrati che indagano sul delitto di Perugia, ci sono pagine e pagine fitte di appunti, ricordi, sensazioni. Proprio come accadeva prima che l’omicidio di Meredith Kercher travolgesse la sua vita e che finisse in carcere insieme al suo fidanzato Raffaele Sollecito e a Rudy Hermann Guede. Tutti e tre accusati di averla violentata e poi uccisa a coltellate. Leggi il seguito di questo post »

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Delitto Perugia. Sindacato polizia accusa. Avvocato Sollecito replica

Giugno 23, 2008 at 2:00 pm (Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , , , , )

22 giugno 2008 - Il “Sap” (sindacato autonomo di polizia) sta valutando l’ipotesi di costituirsi parte civile nella vicenda della studentessa inglese Meredith Kercher uccisa a Perugia. “Dalle intercettazioni diffuse dai giornali emerge un quadro sempre più inquietante”, afferma - in una nota - il portavoce nazionale del Sap, Massimo Montebove. “Qui non si parla solo di pressioni - prosegue - per far trasferire i poliziotti della squadra mobile di Perugia. Ci sono anche esplicite minacce di morte nei confronti di alcuni operatori”. “Come prima organizzazione sindacale autonoma del Comparto sicurezza italiano - prosegue Montebove - riteniamo doveroso intraprendere ogni strada per tutelare il personale ed in queste ore i nostri legali stanno valutando l’ipotesi di costituirci come parte civile. Se sarà necessario, siamo pronti anche ad azioni di protesta clamorose per difendere i poliziotti della Squadra mobile di Perugia”.Replica a distanza di qualche ora dell’avvocato della famiglia Sollecito. Sostiene che è prematuro ipotizzare una costituzione di parte civile del Sap “possibile solo in caso di un’eventuale imputazione che al momento non c’è”. Parla l’avvocato Luca Maori, difensore di Raffaele Sollecito e legale di alcuni dei suoi più stretti familiari. Il legale parla di “strumentalizzazione da parte dell’organizzazione sindacale”. “Sono state propagate - ha sostenuto l’avvocato Maori - conversazioni private di persone oneste. Con un atteggiamento che è più consono a uno Stato totalitario che a uno democratico come dovrebbe essere invece questo”. Il legale si é quindi augurato che “il Parlamento metta fine a questa vergognosa situazione limitando la pubblicazione delle intercettazioni e regolamentando il loro uso che non deve essere più lasciato all’arbitrio di pochi”.(fonte Ansa)

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Meredith, Formisano: i contatti con i Sollecito molto prima della tragedia. Nania: mai coinvolto Schifani.

Giugno 22, 2008 at 12:03 am (Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , , , , , , , , , , , )

Omicidio Meredith; i politici prendono le distanze dal clan Sollecito
Sono l’onorevole Bongiorno conferma di aver assunto da poco tempo, comunque dopo la decisione della Cassazione che ha rigettato il ricorso di Raffaele Sollecito, la difesa del giovane pugliese

Formisano: ho incontrato la dottoressa Sollecito prima della tragedia. «Ricordo di aver incontrato al Senato la dottoressa Sollecito, su sua richiesta, ma i fatti risalgono a molto prima della sua dolorosa vicenda familiare»: lo afferma l’esponente dell’Italia dei Valori Nello Formisano, in merito ad alcune notizie riportate dai giornali circa l’omicidio di Meredith Kercher. La signora Sollecito a cui si riferisce Formisano è Vanessa, sorella di Raffaele. «L’incontro è avvenuto - dice Formisano - in occasione di un contenzioso aperto con il ministero della Difesa, che tardava a riconoscerle l’assunzione a seguito di regolare concorso vinto e di numerosi giudizi amministrativi, anch’essi vinti. Successivamente dalla dottoressa Sollecito, divenuta tenente dell’Arma, non ho mai ricevuto altre richieste».

L’avvocato Giulia Bongiorno ha assunto la difesa di Raffaele Sollecito - uno degli indagati per l’omicidio di Meredith Kercher, avvenuto a Perugia il 2 novembre dello scorso anno - «ben dopo» che la Corte di cassazione si pronunciasse sulla misura cautelare adottata nei riguardi dello stesso Sollecito. Lo precisa, in una nota, il legale, facendo riferimento ad intercettazioni telefoniche disposte dalla magistratura di Perugia nel corso dell’indagine sull’omicidio e di cui si parla oggi sui quotidiani. «In relazione alla pubblicazione di frammenti di intercettazioni telefoniche dei signori Sollecito e ad alcune arbitrarie e offensive illazioni intorno a esse azzardate - dice Giulia Bongiorno - preciso di aver conosciuto i signori Sollecito e di aver da loro ricevuto il mandato di difesa del figlio Raffaele ben dopo la celebrazione del ricorso per Cassazione, che è stato curato da altri legali». Leggi il seguito di questo post »

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Omicidio Perugia, la testimonianza di Amanda, “Oh, no Meredith”

Giugno 21, 2008 at 11:53 pm (Amanda, Cronaca, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , )

   

 

 

 

 

 

 

 PERUGIA (21 giugno) - «…ricordo solamente che F. (una delle coinquiline italiane - ndr) diceva un piede! un piede!. Siamo stati spinti fuori. C’erano i poliziotti all’esterno e io mi sono seduta per terra e non riuscivo… ero sotto shock e non capivo cosa fosse successo…».

Amanda Knox ricostruisce così i momenti in cui il corpo di Meredith Kercher venne trovato nel casolare di via della Pergola. Lo fa in un lungo interrogatorio davanti al pm Giuliano Mignini il 17 dicembre scorso. Alla studentessa di Seattle, al suo ex fidanzato Raffaele Sollecito e all’ivoriano Rudy Guede la procura perugina ha inviato l’avviso di conclusione indagini che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Leggi il seguito di questo post »

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