Delitto Perugia, madre Mez faccia a faccia con Sollecito

Aprile 20, 2008 at 11:54 am (Cronaca, Omicidio Perugia, Sollecito., incidente probatorio su perizie, omicidio meredith) (, , , , , , , )

(di Claudio Sebastiani)Sono arrivati in silenzio al palazzo di giustizia di Perugia e sempre senza parlare i familiari di Meredith Kercher sono ripartiti. Nell’aula del gip hanno incontrato per la prima volta Raffaele Sollecito, accusato di avere ucciso la studentessa inglese insieme a Rudy Guede e Amanda Knox, e ascoltato per circa sette ore l’esposizione dei risultati della perizia medico-legale sulla morte di Mez. I risultati dell’esame - eseguito dai professori Giancarlo Umani Ronchi, Mariano Cingolani e Anna Aprile sulla base di reperti e documenti già agli atti - sono stati raccolti con la formula dell’incidente probatorio. Gli esperti hanno sostanzialmente confermato i contenuti dell’elaborato depositato nei giorni scorsi, spiegando comunque che il dato dell’alcolemia da loro riscontrato, superiore di circa sei volte a quello rilevato nel corso dell’autopsia, è sicuramente legato a un errore nel prelievo o nella conservazione del sangue analizzato e quindi Mez non era ubriaca o drogata quando venne uccisa. Riguardo all’ora della morte, i periti hanno confermato che questa avvenne 20-30 ore prima dell’inizio dei rilievi del medico legale, ritenendo una “stima equa” un orario collocato tra le 22 e le 24 del primo novembre come hanno riferito gli avvocati Giuseppe Sereni e Carlo Pacelli, difensori di Patrick Lumumba Diya, unico indagato a piede libero per il delitto.

Le cause sono state individuate in un meccanismo combinato legato all’emorragia seguita alle ferite al collo, con il sangue che invase i polmoni di Meredith facendola in pratica annegare mentre l’assassino probabilmente la strozzava. I periti hanno poi parlato di una “attività sessuale recente rispetto al decesso”, probabilmente un’ora prima, escludendo comunque che Mez sia stata violentata, come hanno detto i difensori di Guede, gli avvocati Walter Biscotti e Nicodemo Gentile. Sul corpo sono state tuttavia individuate delle lesioni che, è stato ipotizzato, potrebbero essere legate a un tentativo della vittima di difendersi o a delle sevizie. Nel corso dell’udienza i periti del gip e i consulenti delle parti si sono soffermati a lungo sulla possibile arma del delitto, un coltello da cucina sequestrato in casa di Sollecito con tracce di Dna di Amanda Knox vicino al manico e della vittima sulla lama. Gli esperti del giudice hanno parlato di “compatibilità generica” con le lesioni, spiegando comunque che non ci sono elementi caratteristici per stabilire se siano state prodotte proprio con quel coltello. Secondo uno dei difensori di Sollecito, l’avvocato Luca Maori, “é stato acclarato che il coltello non è compatibile con le ferite” così come emerge anche da una consulenza depositata dalla difesa della Knox. Di diverso avviso invece l’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher, per il quale l’esame ha dimostrato “una corrispondenza” tra la lama e le ferite.

L’udienza è stata comunque segnata dal primo incontro tra la madre di Mez, Arline, e i suoi fratelli, Stephanie e Lyle (che a lungo ha preso appunti), con Sollecito (al quale sono stati sequestrati oggi per disposizione del giudice alcuni fogli con domande che intendeva porre sulla perizia). I congiunti hanno partecipato praticamente a tutta l’udienza assistiti da un interprete. Sono usciti brevemente dall’aula quando sono state mostrate le immagini della scena del delitto, rientrando subito dopo. Nessuna parola con il giovane pugliese che comunque - ha riferito l’avvocato Maori - si è rivolto loro con un cenno di saluto. “E’ molto vicino alla famiglia da un punto di vista umano” ha detto ancora il legale. “Per loro è stata una giornata durissima ma hanno una grande fiducia nella giustizia italiana” ha spiegato al termine il console britannico Moira Macfarlane, dopo avere abbracciato i congiunti di Mez visibilmente provati al termine dell’udienza.

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Delitto Perugia, Mez non ubriaca

Aprile 20, 2008 at 11:50 am (Cronaca, Omicidio Perugia, incidente probatorio su perizie, omicidio meredith) (, , , , )

Periti ammettono errore prime analisi
Meredith Kercher, quando è stata uccisa, non era ubriaca. Lo hanno sostenuto i periti incaricati dal gip di Perugia di eseguire una perizia medico legale nell’ambito dell’indagine sull’omicidio della studentessa inglese avvenuto nella notte tra il primo e il 2 novembre scorso. Secondo gli esperti la concentrazione di 2,72 grammi-litro di etanolo riscontrato nel corso del loro esame è dovuto con ogni probabilità a un errore.Il dato errato è legato alle fasi di campionamento del sangue poi da loro analizzato. Nel corso dell’autopsia, il medico legale incaricato dal pm di eseguire l’autopsia aveva infatti riscontrato un dato circa sei volte inferiore.

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