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I supremi giudici - bocciando nettamente l’operato della Procura di Bari - sottolineano che nei confronti di Pappalardi non c’erano «specifici elementi dimostrativi del suo coinvolgimento»
ROMA - Non c’era nessun «grave indizio di colpevolezza» che potesse giustificare la custodia cautelare di Filippo Pappalardi, il padre dei due fratellini di Gravina Ciccio e Tore scomparsi il 5 giugno 2006 e trovati morti in una cisterna nel centro del paese lo scorso febbraio. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni - appena pubblicate - con le quali spiega perchè lo scorso 27 maggio ha deciso di annullare senza rinvio l’ordinanza di custodia in carcere emessa dal Gip di Bari il 26 novembre 2007 e quella confermativa della misura detentiva disposta, il 13 dicembre 2007, dal Tribunale della libertà di Bari. Leggi il seguito di questo post »
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PRIMA DI CHIUDERE A GIORNI L’INCHIESTA A CARICO DI FILIPPO PAPPALARDI, IL PAPA’ DI CICCIO E TORE, I RAGAZZINI DI 13 E 11 ANNI DI GRAVINA TROVATI MORTI LA SERA DEL 25 FEBBRAIO SCORSO IN FONDO AD UNA CISTERNA DELLA COSIDDETTA CASA DELLE CENTO STANZE, IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI BARI EMILIO MARZANO E IL PM INQUIRENTE ANTONINO LUPO HANNO VOLUTO ASCOLTARE ANCORA UNA VOLTA IL BABY-TESTIMONE, ORA QUINDICENNE, CHE NELL’AGOSTO DEL 2006 RIVELO’ ALLA POLIZIA DI AVER VISTO LA SERA DELLA SCOMPARSA VERSO LE 21 I DUE FRATELLINI IN AUTO CON IL PADRE IN PIAZZA DELLE QUATTRO FONTANE. Leggi il seguito di questo post »
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Roma, 10 apr (Velino) - “Studio Aperto”, il tg di Italia1 diretto da Giorgio Mulé nell’edizione delle 12.25, ha parlato dei fratellini di Gravina. “Fateci stare con la mamma”, sono le parole che Ciccio e Tore provarono a scrivere anche al giudice per convincerlo: “Egregio Signor Giudice noi vogliamo stare con la mamma perché ci manca tanto. Ci siamo stancati di stare con papà. Mandaci da lei o lo facciamo noi”. “Cara mamma - scrive Ciccio in una cartolina spedita - io e Salvatore non vediamo l’ora di tornare a casa tua per sempre, così la famiglia è tutta unita”, “Ti vogliamo un enorme di bene anche se non ci viene più a trovare. Ci siamo stancati di stare con papà”. Il servizio è andato in onda oggi giovedì 10 aprile nell’edizione delle 12.25 di “Studio aperto”. Lo rende noto l’ufficio stampa di Mediaset.
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La città saluta per l’ultima volta i due sfortunati fratellini.

Una gremitissima folla assiepata in piazza Benedetto XIII ha dato l’ultimo, commosso saluto ai corpi senza vita di Ciccio e Tore Pappalardi, i fratellini gravinesi scomparsi il 5 giugno del 2006 e ritrovati morti lo scorso 25 febbraio nel casolare di via Consolazione. All’interno della Basilica Cattedrale di Gravina si è svolta la solenne celebrazione eucaristica officiata da mons. Mario Paciello alla presenza di Filippo Pappalardi, padre degli sfortunati fratellini, Maria Ricupero, sua convivente, e altri familiari. A fare da contorno al triste evento, uno spiegamento di forze dell’ordine e soprattutto orde di giornalisti come mai se n’erano visti nella nostra città.

Degne di nota sono state sicuramente le forti parole pronunciate dallo stesso Vescovo della Diocesi di Gravina, Altamura e Acquaviva delle Fonti. “Francesco e Salvatore, marciti in fondo a una cisterna, e altri milioni di bambini che marciscono sotto il cielo, sono la preziosa cintura di Dio che si rovina, perchè è guasta l’aria che respirano, la società e l’ambiente in cui vivono. Quella modalità di morte, quel marcire all’aperto per quasi due anni è un messaggio forte per noi. Ora che ci prepariamo a dare onorata sepoltura ai resti mortali di Ciccio e Tore dobbiamo fare attenzione a non seppellire anche il messaggio che loro ci lasciano”.
E ancora: “E’ impossibile non sentirsi struggere di dolore pensando alle sofferenze lancinanti di Francesco e alla lunga e straziante agonia di fame, freddo, buio, solitudine e paura di Salvatore, ma faremmo bene a piangere noi stessi e sui nostri figli perchè siamo noi che vogliamo questo tipo di società”. Quindi: “Io chiamo tutte le Istituzioni, le agenzie educative, le comunità parrocchiali a prendere atto delle rispettive responsabilità in ordine alla tutela e alla cura dei minori […]. Gli Amministratori Regionali e Locali incoraggino la buona volontà, la creatività progettuale e gli sforzi di privati, associazioni e parrocchie per la realizzazione di progetti per la gioventù”.
Infine Mons. Paciello ha rivolto l’ultimo saluto affettuoso ai due piccoli angeli gravinesi: “Ciccio e Tore, oggi siete al centro degli sguardi, dell’attenzione, dell’affetto, della preghiera di noi tutti e del mondo intero. Da quella posizione ci state chiedendo per l’ultilma volta aiuto, non più per voi stessi, ma per tutti i nostri ragazzi, con la speranza di essere finalmente ascoltati. Mentre noi, per le mani di San Francesco e della Vergine Maria, vi affidiamo all’abbraccio di Cristo Salvatore, voi pregate per tutti quelli che vi hanno amati e sono nel dolore, per la vostra città, per tutti noi, perchè sappiamo far tesoro dei messaggi che ci avete lasciati. Riposate in pace!”.
Domingo Mastromatteo
Gravina News Mercoledì, 9 Aprile 2008
L’articolo più bello:
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Notizia inserita il 9/4/2008
Malore per la sorellina dei due fratellini
Bari. In migliaia hanno dato l’addio oggi a Francesco e Salvatore Pappalardi , i due fratellini ritrovati morti in fondo a una cisterna sotterranea il 25 febbraio scorso, dopo oltre 20 mesi dalla scomparsa. Molti i bambini e i ragazzi presenti. Rosa Carlucci, la madre dei due ragazzini, è arrivata un’ora prima dell’inizio della cerimonia nella cattedrale di Gravina in Puglia, in provincia di Bari. La donna, accompagnata dalla sorellina di Ciccio e Tore che ha avuto un malore anche per l”assalto’ di telecineoperatori, si è seduta in prima fila. Sempre in prima fila, ma dall’altra parte della navata, c’era il padre Filippo Pappalardi, con la nuova compagna Maria Ricupero e gli altri parenti. “Le loro grida mi tormentano”, ha scritto Pappalardi in una lettera letta nella cattedrale da un nipote. “Resto un uomo solo”, si legge ancora. Pappalardi definisce poi i suoi bambini come “angeli” che”in fondo al buio hanno visto la luce di una nuova vita, angeli che, con il loro spirito, hanno chiamato un altro bambino salvando lui e me che resto un uomo solo, che può continuare a vivere libero nel ricordo di tanti giorni felici vissuti insieme. Addio piccoli angeli, il vostro papà”. “E’ impossibile non sentirsi struggere di dolore pensando alle sofferenze lancinanti di Francesco e alla lunga e straziante agonia di fame, freddo, buio, solitudine, paura di Salvatore; ma faremmo bene, come dice Gesù alle donne di Gerusalemme, a piangere su noi stessi e sui nostri figli, perché siamo noi che vogliamo questo tipo di società”, ha detto il vescovo di Gravina in Puglia, Mario Paciello, nell’omelia. “Le disavventure di tutti i bambini, le loro sparizioni, il loro sfruttamento, la loro solitudine, il bullismo degli adolescenti, gli abusi sui minori, l’alcolismo e la droga, con le inevitabili conseguenze di disastrose esperienze sessuali, delitti e stragi in auto, sono solo alcuni dei segnali di un malessere sociale profondo e generalizzato, voluto e da tanti favorito, davanti al quale si continua a tenere pervicacemente gli occhi chiusi - ha affermato - E’ più sbrigativo cancellare le conseguenze di errori morali, anziché insegnare agli adolescenti a rispettare la propria e l’altrui persona, a prepararsi consapevolmente alle grandi scelte della vita e alla genitorialità responsabile”. “Non voglio strumentalizzare la morte dei fratellini, per lanciare anatemi - ha continuato monsignor Paciello - ma non dobbiamo permettere che la morte di Ciccio e Tore, lasci il mondo come si trova”. Ciò che è avvenuto “deve farci capire in quale baratro si trova il mondo oggi; quanto siamo caduti in basso, non i gravinesi, ma la società, la cultura laicista che azzera i valori essenziali della natura umana e legalizza il disvalore della vita e della famiglia, la totale disattenzione ai bambini come soggetti di diritto di nascere e di scegliere. Davanti alle bare di Ciccio e Tore è facile dire: ‘Siamo tutti responsabili’. Dobbiamo ripetercelo e non dimenticarlo dopo questo momento, quando saremo chiamati da una presa di coscienza personale e comunitaria, a creare tutte le condizioni possibili perché siano evitati certi epiloghi tragici”.In chiesa è finito ben presto lo spazio per i fiori e per le persone. Così molti cittadini, nonostante la presenza del maxischermo all’esterno della cattedrale in piazza Benedetto XIII, hanno rinunciato e hanno deciso di seguire i funerali attraverso l’emittente satellitare Telepace. Alle esequie ha partecipato anche il prefetto di Bari, Carlo Schilardi. Il questore di Bari, Vincenzo Maria Speranza, si è avvicinato, al termine dei funerali, sia al padre che alla madre delle due piccole vittime per fare le condoglianze.
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I funerali si svolgeranno questo pomeriggio alle ore 16. Attese migliaia di persone
Le due piccole vittime di Gravina
Si terranno questo pomeriggio, nel Duomo di Gravina, le esequie di Ciccio e Tore Pappalardi, i due fratellini noti alle cronache italiane per la tragica morte e il successivo ritrovamento all’interno di un pozzo. Questa mattina a rendere omaggio alle due piccole bare c’erano i compagni di scuola insieme ad alcuni insegnanti. Vicino alle bare il padre, Filippo Pappalardi. (edf)
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GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - «Quante lettere ho ricevuto specialmente dopo aver scritto la lettera ai ragazzi di Gravina. Mi hanno scritto tanti bambini delle scuole elementari di tutta Italia, ragazzi delle scuole medie, anche genitori, adulti, persone impegnate anche socialmente». Lo ha detto il vescovo della diocesi di Altamura, Gravina in Puglia e Acquaviva delle Fonti, mons.Mario Paciello, nell’omelia pronunciata durante la veglia di preghiera in ricordo di Francesco e Salvatore Pappalardi.
«Vicino a Ciccio e Tore deve restare non solo il nostro ricordo, il nostro dolore, la nostra preghiera per loro e per quelli che soffrono per loro ma deve restare la presa di coscienza che tutti, come ripeterò domani, nessuno escluso, possiamo fare qualcosa di più, molto di più per i nostri ragazzi».
Per il vescovo, in tutti i messaggi ricevuti «la testimonianza data è unanime: di partecipazione piena al dramma di Ciccio e Tore e anche di gratitudine per quello che ho sentito il bisogno di dire ai ragazzi di Gravina. Da quante parti d’Italia è stato detto: abbiamo fatto diffondere questo messaggio perchè i nostri ragazzi, i nostri adolescenti ne avevano bisogno».
Il vescovo ha poi letto alcune righe giuntegli alcune ore fa dalla Sicilia. «Noi tutti - è scritto nella lettera - il giorno dei funerali avremo gli occhi davanti alla Tv. Preghiamo perchè Michele si ristabilisca presto, angelo di cui si è servito il Signore per portare alla luce Ciccio e Tore. E preghiamo perchè la Vergine Maria, così come è stata sotto la Croce di suo figlio Gesù sia sempre vicino a Ciccio e Tore».
Al termine della messa mons.Paciello si è avvicinato a Pappalardi, stringendogli la mano e abbracciandolo ed ha salutato gli altri familiari. Poi è incominciato il passaggio dei fedeli dinanzi alle bare di Ciccio e Tore per l’ultimo saluto.
Tutti, una volta lì davanti, danno loro un bacio con la mano e toccano i feretri, per poi lasciare la cattedrale.8/4/2008
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di Linda
09 Aprile 2008. Gravina in Puglia (la mia città) osserverà il lutto cittadino, per i funerali di Francesco e Salvatore Pappalardi.
Siamo arrivati, spero, all’epilogo della tragedia dei fratellini, con l’ultimo capitolo che concluderà questo triste romanzo….” I Funerali “.
Immagino già i giornalisti che, dando una parvenza di umanità, visi cupi…tono pacato, cadenzato, nasconderanno subdolamente tutta la loro spietatezza nel fare cronaca (magari spintonando, educatamente però!!!) nel raccontare live, senza tralasciare il minimo dei particolari…pianti, svenimenti, commenti strappalacrime…compreso il più infimo dei dettagli. ( Addirittura, soprattutto da parte del giornalismo locale…è già trapelato qualche particolare sulle esequie, un tappeto di fiori bianchi…)
Finalmente.
Francesco… Salvatore… Siete stati GRANDI nel sopportare una vita non facile per voi, avete lottato con la morte, l’avete guardata negli occhi e magari le avete anche parlato, implorandola di risparmiarvi ma…invano.
Avete sperato fino all’ultimo dei vostri respiri, che qualcuno vi potesse salvare…
Avete avuto la pazienza di patire, il freddo, la fame, la paura e la disperazione…
Vi prego…”portate pazienza” ancora un pò…due giorni, solo due giorni e “vedrete” che, dopo il vostro funerale i riflettori si spegneranno, non farete più audience, non farete più notizia e…tranne per chi vi ha amato veramente…sarete presto dimenticati ricevendo così, il più degno dei doni, il rispetto!
Fonte
youandus.altervista.org)
Note di Wildgreta:
Riporto il commento a questo articolo apparso oggi su oknotizie, perchè lo condivido completamente:
“Grazie per aver scritto l’unico articolo vero sulla storia di Francesco e Salvatore. Grazie, per aver interpretato il pensiero di chi non fa il giornalista, non fa l’avvocato, ma ha capito. Esattamente come hai capito tu.”
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Il 30 aprile scadranno i termini per la chiusura indagini
Gravina, 6 apr. (Apcom) - Per Filippo Pappalardi, quella di oggi è stata la prima domenica di libertà assoluta dopo la liberazione di venerdì scorso. Intorno a mezzogiorno l’uomo, tenendo per mano la figlia più piccola, ha lasciato l’abitazione di via Casale a Gravina, per rifugiarsi con molta probabilità, nell’abitazione dei genitori, lontano da telecamere e microfoni, che ormai giorno e notte presidiano la sua abitazione.
‘Come si sente dopo la sua liberazione?’, è stato chiesto a Pappalardi: “Andatelo a chiedere al miglior poliziotto”. Ha risposto il papà di Ciccio e Tore. Una polemica dura ma comprensibile, con la Squadra mobile di Bari. Che per 20 mesi lo ha ritenuto responsabile di aver sequestrato, ucciso e occultato i cadaveri dei suoi figli. Questa polemica fa il paio con quella, rivelata, da alcuni parenti il giorno della scarcerazione di Filippo Pappalardi. Lui stesso, infatti, avrebbe espresso il ‘desiderio’ di non “vedere nessun poliziotto al funerale dei miei figli”.
E’ un uomo distrutto Filippo Pappalardi, un uomo che quando il 27 novembre è finito in carcere, con la pesante accusa di avere ucciso i suoi figli, aveva la convinzione che i due bambini potessero essere ancora in vita. Ora tornato libero, definitivamente, ha una sola certezza dura e amara che la vita gli ha riservato: i cadaveri dei figli. Gravina attende con rabbia e dolore le salme di Ciccio e Tore, i due bambini spariti nel nulla il 5 giugno del 2006 e ritrovati cadaveri lo scorso 25 febbraio all’interno di una cisterna in un casolare abbandonato in via Giovanni Consolazione, nel centro storico della cittadina pugliese.
Nel paese tutto è pronto. Tutti aspettano il ritorno di Ciccio e Tore, per accogliere e tributare il giusto omaggio alle salme dei due piccoli angeli volati in cielo 20 mesi fa. Nella mattinata di domani il sostituto procuratore, Antonino Lupo,della Procura della Repubblica di Bari, firmerà, il nullaosta alla sepoltura. E’ quel momento in poi, si attiverà ufficialmente la macchina operativa per i funerali, che presumibilmente si terranno nel pomeriggio di mercoledì quando a Gravina sarà in detto il lutto cittadino.
Gravina e i gravinesi, quindi, attendono attoniti e ancora increduli l’arrivo delle salme dei due piccoli fratellini. Tutti si stringeranno attorno a Filippo Pappalardi e alla sua famiglia, per fargli sentire quel sostegno che in questo momento ha bisogno. In migliaia si recheranno alla camera ardente che sarà allestita prima presso l’auditorium della chiesa S. Pietro e Paolo e successivamente presso la stessa cattedrale.
I funerali, per volontà del vescovo, saranno trasmessi in esclusiva da Telepace, l’emittente religiosa dei Paolini di Torino, che sarà l’unica autorizzata ad effettuare riprese in chiesa.
Sul fronte dell indagini, invece, il prossimo 30 aprile scadranno i termini per le indagini preliminari nei confronti del padre di Ciccio e Tore. A quel punto per la Procura di Bari si apriranno due strade: la prima, chiedere l’archiviazione per l’indagato Filippo Pappalardi; la seconda, quella della richiesta del rinvio a giudizio.
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di Wildgreta
Al contrario di quanto si dice in questo articolo, la mamma di Ciccio e Tore, Rosa Carlucci, andrà al funerale dei suoi bimbi. Intervistata dal Tg2, alla domanda:”Non ci sono polemiche con Pappalardi che le impediscano di andare al funerale dei bambini?”, la signora ha risposto, “No”. “E il problema della scelta del luogo di sepoltura fra Mesagne e Gravina?” “Ho sempre voluto che avessero una sepoltura degna, per me non fa differenza dove” Andrà, quindi, ai funerali di Ciccio e Tore?”, “Sì, perchè sono i miei figli”.
Nella prima giornata di libertà dopo il provvedimento di revoca degli arresti domiciliari, Filippo Pappalrdi ha incontrato il suo avvocato per decidere la strategia difensiva. E intanto fervono i preparativi per il funerale dei bambini che dovrebbe tenersi mercoledì
Nel primo giorno da uomo libero dopo 130 giorni di reclusione, Filippo Pappalardi, è uscito di casa per visitare il suo legale, Angela Aliani.
Due ore di colloquio per definire la strategia difensiva. Il legale non sembra intenzionata a presentare controdeduzioni alla perizia depositata in Procura dai medici legali incaricati dell’autopsia di Francesco e Salvatore, i due fratellini di Gravina di Puglia scomparsi la sera del 5 giugno 2006 e trovati cadavere 20 mesi dopo in una cisterna abbandonata e per il cui omicidio è accusato il padre. Lo stesso avvocato Aliani, infatti, commentando la perizia, aveva già detto che non conteneva “elementi contraddittori” alla tesi di “assoluta innocenza” di Filippo Pappalardi.
Il padre di Ciccio e Tore, però, non ha voluto rilasciare dichiarazioni. L’uomo non vuole parlare prima del funerale che quasi sicuramente si terrà mercoledì pomeriggio nella cattedrale di Gravina. Il pm Antonino Lupo, titolare dell’inchiesta sulla morte dei fratellini, dovrebbe infatti firmare lunedì il decreto di dissequestro delle salme, che ora si trovano nell’istituto di medicina legale dell’Università di Bari.
Tutto il paese si prepara quindi ad abbracciare per l’ultima volta Ciccio e Torre. I funerali saranno officiati dal vescovo della diocesi di Altamura-Gravina in Puglia-Acquaviva delle Fonti, mons.Mario Paciello, ma parteciperanno numerosi sacerdoti della diocesi.
Prima però è possibile che Filippo Pappalardi decida di vedere per l’ultima volta i suoi figli. È un desiderio che l’uomo ha espresso sin dal ritrovamento dei corpi di Ciccio e Tore e che ha ribadito anche ieri ai suoi familiari, dopo che gli era stato notificato il provvedimento di scarcerazione definitiva. Prima della cerimonia sarà anche allestita una camera con le salme dei due bimbi.
Ancora non si sa invece se ai funerali parteciperà anche la madre, Rosa Carlucci, che ora vive a Mesagne (Brindisi) col suo nuovo compagno, Nicola Nuzzolese. La donna sarebbe propensa a vedere per l’ultima volta i corpi dei suoi figlioletti in forma privata.
05/04/2008 17:58
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