marzo 3, 2011

PEDOFILIA, 15 ANNI A DON RUGGERO CONTI PER ABUSI SU SETTE BAMBINI

Posted in abusi sessuali sui minori, don ruggero conti tagged , , , at 19:08 di wildgreta

I PARROCCHIANI LO DIFENDONO SU FACEBOOK:

Sul gruppo aperto dai sostenitori dell’innocenza di don Ruggero, è apparsa a sorpresa la notizia della condanna, accompagnata dalla frase “LA GIUSTIZIA ESISTE PER TUTTI”. La risposta, però arriva subito dopo, ed è molto piccata:”che ce fai te su sto gruppo brutto stronzo???.Poi, c’è qualcuno che cerca di mettere pace tra i due:” FARE DEL BENE A MOLTI NON SIGNIFICA FARE DEL BENE A TUTTI”

Giovedì 03 Marzo 2011 – 18:20

ROMA – Ha abusato di sette ragazzini minorenni, nell’arco di dieci anni, tra il 1998 e il maggio del 2008. Arrestato nel giugno di tre anni fa, è stato oggi condannato don Ruggero Conti, ex parroco della Natività di Maria Santissima a Roma. I giudici della VI sezione del tribunale penale collegiale gli hanno inflitto una condanna di 15 anni e 8 mesi di reclusione. Il sacerdote è stato condannato per tutte le contestazioni, tranne che per un episodio per il quale il tribunale ha dichiarato di non doversi procedere per intervenuta prescrizione. I giudici, presieduti da Francesca Russo, hanno anche stabilito che l’imputato risarcisca in sede civile le parti offese costitute in giudizio, stabilendo intanto una provvisionale immediatamente esecutiva pari complessivamente ad oltre 200mila euro. Don Ruggero è stato anche condannato a pagare una multa di 42mila euro. Nessun commento è stato fatto alla lettura della sentenza dal prete.

PARROCCHIANI LO DIFENDONO «L’hanno messo in croce come Gesù Cristo». Questi alcuni dei commenti dei parrocchiani venuti a sostenere don Ruggero Conti alla lettura della sentenza di condanna emessa nei confronti del sacerdote. I parrocchiani si sono sfogati contro il tribunale e contro la stampa: «Giustizia è stata fatta», hanno commentato ironicamente. «Meno male che c’è una giustizia divina». «Un grande errore giudiziario». I fedeli sono stati tutti vicini a don Ruggero fino dalla mattina, quando è iniziata l’udienza. Poi si sono anche riuniti in preghiera durante la camera di consiglio. Tra le file dei presenti in aula, defilati anche alcuni poco convinti dell’innocenza del prete, che hanno lasciato il tribunale in silenzio, senza farsi notare.

VITTIMA: NON FARA’ PIU’ MALE A NESSUNO «Dopo tutto quello che mi ha fatto a questo punto me lo aspettavo, ho sempre avuto fiducia nella giustizia. Speriamo che così non faccia più male a nessuno». Questo quanto riferito all’avvocato di parte civile, Fabrizio Gallo, da una delle vittime degli abusi da parte di don Ruggero Conti. Per il legale oggi «abbiamo perso tutti, una sentenza che colpisce le parti offese irrimediabilmente segnate da questa vicenda e, ovviamente, anche l’imputato che si farà il carcere». Secondo Gallo «il processo ha dimostrato che i fatti sono veri e che quindi le vite di molte persone sono irrimediabilmente distrutte. Mi auguro che la chiesa prenda una soluzione e tenda a risarcire le parti offese che sono state abbandonate, nessuna ha teso una mano per chiedere scusa o aiutarli»

http://www.leggo.it/articolo.php?id=109763&sez=ITALIA

ottobre 21, 2010

Amandola, sorelline abusate: dopo 11 condanne a processo anche la madre

Posted in abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, attualità, Pedofilia tagged , , , , , at 18:23 di wildgreta

Sarà processata con rito abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile. La vicenda che venne a galla nel gennaio 2007, ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori

Ascoli Piceno, 21 ottobre 2010 – Il caso del giro di pedofilia scoppiò nel gennaio di tre anni fa, quando i carabinieri di Amandola e Ascoli portarono alla luce il calvario di tre sorelline, all’epoca dei fatti minorenni. Le due piu’ grandi, in periodi diversi, erano state sottoposte ad abusi sessuali sessuali ripetuti da parte di uno zio paterno, di un paio di uomini di Amandola e Comunanza, di un anziano e di due gruppi distinti di giovani indiani, fra cui il fidanzato della più grande delle tre minori. Violenze durate anni. Quando la vicenda venne a galla, la giustizia minorile allontanò le tre vittime da padre e madre, così come un fratello, nato proprio nei mesi dell’inchiesta.

 

Pare che la loro madre fosse al corrente di tutto. Pronta a intascare parte dei regali in denaro che le ragazzine ricevevano. Sara’ processata in abbreviato con l’accusa di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile.
Una vicenda terribile, che ha già portato a 11 condanne a carico dei violentatori. Al gup di Ascoli Rita De Angelis i difensori della donna hanno chiesto il rito abbreviato, condizionato all’interrogatorio dell’imputata, che il giudice ha fissato per il prossimo 24 novembre. Per la sentenza però bisognerà attendere gennaio 2011.

 

Secondo il pm Umberto Monti la donna sapeva benissimo che le figlie avevano incontri sessuali con diverse persone in cambio di regali o denaro, che talvolta le ragazzine consegnavano a lei. Le accuse di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione minorile poggiano sull’omesso controllo delle figlie.

il resto del carlino 21 ottobre 2010

ottobre 15, 2010

VICENZA, CONDANNATI A 9 ANNI MARITO E MOGLIE BABY SITTER

Posted in abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , at 07:24 di wildgreta

Bimba violentata, il verdetto:
inflitti 18 anni ai due baby sitter

VERDETTO. Coppia di Dueville ritenuta colpevole degli abusi sessuali. I giudici di Corte d’appello hanno condannato marito e moglie a 9 anni di reclusione ciascuno e ad un forte risarcimento danni

13/10/2010
Zoom Foto 

La minore raccontò le violenze sessuali durante due anni

Vicenza. È la pena più pesante mai emessa per violenza sessuale nei confronti di una donna vicentina: 9 anni di carcere. La sentenza dei giudici d’appello di Venezia ha completamente ribaltato il verdetto assolutorio dei giudici di Vicenza, che l’avevano ritenuta non responsabile degli abusi.
La baby sitter Maria Luigia Peruzzo, 56 anni, di Dueville, dove risiede in via Molinetto, è stata ritenuta colpevole di avere partecipato alle violenze sessuali durate un paio d’anni, assieme al marito Guido Rigon, contro la bambina che era stata loro affidata dai genitori.
I giudici l’hanno condannata anche al pagamento di un forte risarcimento danni. La stessa pena era stata inflitta nel giugno 2008 dal tribunale di Vicenza, che all’epoca però l’aveva assolta, al marito Rigon, 60 anni. Al quale sono stati confermati i 9 anni di carcere.
La corte, dunque, ha accolto in pieno il ricorso del procuratore generale di Venezia che ha parlato di una vicenda ignominiosa, terribile quanto a modalità e conseguenze sulla psiche della minorenne.
È una storia allucinante, ha insistito l’inquirente, venuta fuori quando i genitori, che risiedono nell’Alto Vicentino, avevano iniziato a notare un profondo cambiamento nella bambina. Era diventata silenziosa, scontrosa, abulica. I chiari sintomi, come era emerso dopo una prima visita specialistica in un centro del Nord Italia, di abusi sessuali proseguiti nel tempo.
La madre aveva iniziato ad allarmarsi quando aveva trovato delle strane macchie di sangue su un indumento intimo della figlioletta. La denuncia alla squadra mobile della questura aveva dato il via alle indagini che avevano portato in carcere l’uomo nel corso del 2004.
A coordinare le indagini era stato il pm Giorgio Falcone (ora in servizio alla procura di Padova) che al processo di primo grado conclusosi il 18 giugno 2008 aveva sollecitato 7 anni di carcere per l’uomo e 4 per la donna.
A suo avviso la baby sitter aveva avuto non solo un concorso morale col marito, ma avrebbe partecipato ai giochi a sfondo erotico. «Il suo coinvolgimento è pieno», disse rimarcando la richiesta di condanna. Il tribunale, invece, da un lato aveva ritenuto responsabile l’uomo infiggendogli 9 anni di reclusione, ma dall’altro aveva assolto la donna sostenendo che non era emersa la prova piena della sua partecipazione ai rapporti sessuali avuti dal marito con la vittima. Sulla stessa linea di Falcone si erano mossi gli avvocati Girolamo Coffari e Maria Tardino per conto dei genitori della minore.
«È un verdetto che fa giustizia», ha detto l’avv. Coffari. È stata una lunga battaglia giudiziaria che, come succede in queste drammatiche vicende, si chiuderà in Cassazione, dove i difensori di Rigon e Peruzzo dello studio Rando di Schio sperano di ribaltare il pesante verdetto d’appello.
Secondo i giudicanti la baby sitter avrebbe avuto non solo un ruolo di copertura a sostegno delle malefatte sessuali del marito, ma lei stessa avrebbe avuto un ruolo attivo negli abusi Le pene diventeranno esecutive solo se saranno confermate in Cassazione a Roma. In quel caso i coniugi, che beneficiano di 3 anni di indulto perché i fatti sono del 2001, entreranno in carcere.

Ivano Tolettini Il giornale di Vicenza

giugno 25, 2010

Presunti abusi sui bimbi della scuola delle Suore degli Angeli

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Vittoria: le religiose si difendono asserendo che si tratti di calunnie

La Procura ha aperto un´indagine. Posti sotto sequestro un personal computer e una foto camera digitale. Le suore sarebbero intenzionate a querelare chi ha messo in giro queste voci. Annullata la conferenza stampa in un primo momento annunciata

Giuseppe La Lota

presunti abusi ai danni dei bambini che frequentano la scuola delle suore degli Angeli di Vittoria? Ci sono indagini in corso. La madre superiora, una napoletana, e le altre due sorelle, una del Congo e una filippina, non ci stanno a subire queste voci che consideran infamanti e gridano alla calunnia. Le suore si dicono quindi pronte a querelare chi ha messo in giro la voce delle presunte molestie sessuali nei confronti delle piccole alunne della scuola della piazzetta vicina al Municipio di Vittoria.

La procura ha aperto un fascicolo sulla vicenda che si presta a molti equivoci. Da qualche giorno in città non si parla d’altro, ovviamente a denti stretti e nella massima riservatezza. Le suore, indignate, hanno in un primo momento indetto un incontro con la stampa per venerdì mattina nel salone della scuola. Ma nelle ultime ore la conferenza stampa è stata annullata.

I genitori, da diverse settimane, non mandano più i bambini a scuola, che chiude il 30 giugno, col pretesto che si era sparsa la varicella nelle classi. I motivi delle assenze, invece, sarebbero dovuti al timore delle presunte molestie sessuali ai danni dei figli. Una madre conferma che è stata presentata denuncia in Procura ma non è disposta a rilasciare dichiarazioni fino a quando non si faccia piena luce sulla vicenda, fra l´altro seguita anche da psicologi e medici.

Di certo c´è una denuncia presentata alla Procura della Repubblica da alcuni genitori i quali, dopo aver sottoposto i bambini a visita ginecologica avrebbero riscontrato delle anomalie da approfondire. La Procura ha avviato un’indagine, affidando alla Polizia l´iter giudiziario. Un personal computer e una foto camera digitale sarebbero stati acquisiti dagli inquirenti per i controlli del caso.

ABUSI AL’ASILO DELLE SUORE? INTANTO RIMANE CHIUSO

Rimane ancora controversa la vicenda dell’asilo di Vittoria gestito dalleSuore degli Angeli. La procura della Repubblica di Ragusa ha infatti aperto un’indagine su presunti abusi ai danni di alcuni bambini che frequentano l’istituto.

La notizia risale a qualche giorno fa, quando alcuni genitori avrebbero riscontrato delle “anomalie” nei propri figli. Nulla di certo al momento,nessuna dichiarazione da parte delle mamme dei bambini che non vogliono esprimersi fino a quando la procura non farà piena luce sul reale accaduto.

Ci sono indagini in corso – ha affermato il procuratore, Carmelo Petralia - dopo che un buon numero di genitori ha presentato un esposto. Sono stati già fatti alcuni accertamenti ed altri sono in corsoI genitori non mandano più i figli a scuola, ma il procuratore sostiene che questo fatto può considerarsi fisiologico, visto che siamo a fine giugno“.

Nel fascicolo, aperto in seguito alla denuncia di qualche genitore, non risulta comunque nessun indagato ma per le suore che gestiscono l’istituto scolastico è soltanto “calunnia e un macchinoso progetto perverso e denigratorio“.

Nella scuola di Vittoria, gestita da una suora di origini campane, era stata indetta per domani una conferenza stampa, che risulta però annullataper motivi ancora sconosciuti.

Il sostituto responsabile delle indagini Monica Monego e la Squadra mobile di Ragusa stanno procedendo con le indagini, al fine di chiarire questa triste vicenda che ha destato stupore in tutto il ragusano.

http://ragusa.blogsicilia.it/2010/06/abusi-nellasilo-delle-suore-intanto-e-chiuso/

giugno 16, 2010

Don Marco Baresi, attesa sentenza di appello per il prete condannato in primo grado

Posted in abusi sessuali sui minori, chiesa e pedofilia tagged , , , , , , at 11:35 di wildgreta

http://donmarcobaresi.net/forum/download/file.php?id=239&mode=view

Note di Wildgreta: Il pm ha chiesto la conferma della condanna a sette anni e mezzo, per violenza sessuale su un ragazzino che all’epoca dei fatti frequentava le scuole medie interne al seminario di Brescia e per aver scaricato materiale pedopornografico (180 file)-La difesa afferma che quel materiale potrebbe averlo scaricato qualcun’altro. La sentenza è attesa a breve.

Pedofilia, nuova perizia sul pc dell’ex vicerettore


Al via il processo d’appello a don Baresi

In aula il prossimo 6 maggio. E non per la sentenza. Il processo di appello a carico di don Marco Baresi, l’ex vicerettore del seminario di Brescia accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, di detenzione di materiale pedopornografico e condannato per questo a sette anni e mezzo di reclusione, potrebbe richiedere ben più di un’udienza. I giudici di secondo grado, su richiesta dei difensori, hanno infatti deciso una perizia informatica sul computer in uso al religioso, in particolare sulla memoria nella quale gli investigatori della Mobile avevano rintracciato i file che ora costituiscono parte dell’accusa nei suoi confronti.

«Usato da più persone»
Sin dalla fase delle indagini preliminari gli avvocati Luigi Frattini e Stefano Lojacono sostengono che il pc sequestrato e indagato a fondo insieme a una memoria esterna non fosse nell’esclusiva disponibilità dell’imputato. Che diverse erano le persone che potevano accedervi e quindi utilizzarlo, anche per la navigazione in internet. A sostegno della loro tesi, con i motivi d’appello, i legali dell’imputato hanno depositato una consulenza che dimostrerebbe incompatibilità tra la datazione di alcuni file e la presenza davanti al pc del vicerettore del seminario, che è agli arresti domiciliari dal novembre del 2007. Per valutare la fondatezza di questa ipotesi, posta dalla difesa di don Baresi alla base della richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della prossima udienza il presidente della Corte d’appello, la dott.ssa Daniela Generalizzi, conferirà incarico peritale all’ufficiale del Ris di Roma che già nel corso del processo di primo grado valutò l’hard disk sequestrato all’imputato. Qualora dalla perizia risultassero elementi nuovi e quindi la Corte ravvisasse la necessità di approfondire la questione, il processo d’appello farà registrare una nuova fase dibattimentale: una nuova discussione sulla presunta responsabilità di don Baresi.

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giugno 2, 2010

PEDOFILIA, ASILO VALLO DELLA LUCANIA: SUOR SOLEDAD E IL PROCESSO SEGRETO

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia, pedofilia scuola tagged , , , , , , at 18:33 di wildgreta

INFORMAZIONE ASSENTE O A SENSO UNICO

DI WILDGRETA

La stampa dovrebbe avere il compito di informare il pubblico sui fatti che accadono e quando si tratta di processi importanti, sarebbe opportuno che le udienze fossero sintetizzate e raccontate in modo completo.Quello che noto nel caso del processo per abusi all’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania, invece, è che i due quotidiani che seguono le udienze, non pubblicano nulla o raccontano solo ciò che potrebbe essere utile alla difesa della suora. Dell’ultima udienza del 27 maggio, poi, mi pare parli solo La Città di Salerno, mentre il Mattino, tace. E cosa ci racconta questo quotidiano? Non delle testimonianze dei genitori ascoltati, ma solo di una coppia ritenuta dal PM reticente.Anche gli articoli passati hanno dedicato poco spazio alle testimonianze dei genitori, mentre nei titoli si strillava, “Sì, ho suggerito io i racconti a mia figlia”.Il caso di Vallo è però citato anche in altri articoli di cronaca locale,e lì si sfiora quasi il ridicolo, perchè i bambini “presunti” abusati diminuiscono improvvisamente. Dai 36 iniziali, si scende a 27, fino a toccare la quota di 10-15. Insomma, un processo grosso e importante, che pare interessi molto poco e di cui non si sa neppure il numero esatto di “presunte” vittime.

O forse, interessa troppo, e allora è bene sminuirne l’importanza nel caso vada male per la suora e le due consorelle accusate?

La particolarità di questo processo è, tra le altre cose, che vede Francesco Bruno consulente di parte di suor Soledad, lo stesso Francesco Bruno che stando agli ultimi articoli usciti sul caso Rignano è anche consulente delle maestre rinviate a giudizio per gli abusi all’asilo Olga Rovere. Francesco Bruno è credo l’unico “esperto” al mondo (insieme a pochi altri esperti di “Falsi Abusi”), ad aver affermato che i bambini dai tre ai cinque anni non sono attendibili. Considerando che la quasi totalità della comunità scientifica mondiale ritiene i bambini piccoli più attendibili di quelli grandi, non so come si regolerà a Rignano, dove come testimoni si troverà anche 10 bambini di dieci anni, oltre ai 21 che all’epoca dei fatti ne avevano dai 3 ai 5. Cambierà versione, sostenendo che tutti i bambini non sono attendibili a prescindere dall’età?

Ma a Vallo della Lucania suor Soledad può contare anche sull’avvocato Gulotta, reduce dai successi di Brescia e dai tonfi di Milano e Roma.Gulotta sostiene come al solito la tesi del contagio e cercherà di convincere i giudici che i bambini hanno inventato tutto, ispirati dai genitori che si sono contagiati l’un l’altro.Conosciamo a memoria questa teoria balorda, che per essere resa più credibile qualcuno cerca di estendere ad altri fatti di cronaca che nulla hanno a che fare con gli abusi negli asili.Le molotov contro l’abitazione della maestra di Pistoia? “Contagio collettivo”. I genitori non mandano i figli a scuola perchè pare ci sia un bidello pedofilo? “Contagio collettivo”.La pedofilia è una piaga sociale? “Contagio collettivo, il 96% delle denunce sono false.” Ma allora tutti i filmati pedopornografici che circolano su internet? “Roba fatta all’estero, chissà da chi”…

Caso suor soledad
la Città di Salerno — 29 maggio 2010 pagina 26 sezione: NAZIONALE

• Vallo della Lucania. Nuova udienza presso il tribunale di Vallo della Lucania per il caso Suor Soledad. • Giovedì pomeriggio sono stati ascoltati altri testimoni della lunga lista del pubblico ministero. Dinanzi alle riposte vaghe e prive di particolari fornite da due genitori dei bambini coinvolti nel presunto caso di molestie sessuali, il pm ha richiesto la trasmissione dei relativi atti al suo ufficio per verificare se nei confronti dei due genitori sussista l’ipotesi di reticenza o falsa testimonianza. Pare infatti che i due genitori convocati dallo stesso pm siano stati particolarmente vaghi nel fornire la propria testimonianza in merito ai fatti che sarebbero accaduti all’interno dell’asilo religioso Santa Teresa. Le risposte dei due testimoni ascoltati in precedenza solo dai periti, non hanno soddisfatto le aspettative del pubblico ministero che ha chiesto l’acquisizione della documentazione relativa alle precedenti ricostruzione dei fatti rilasciate dai due genitori. Iniziata intorno alle 14 l’udienza si è conclusa intorno alle 18. Quattro ore ininterrotte di interrogatori per raccogliere le deposizioni di altri genitori dei piccoli alunni di Suor Soledad. (c.s.)

PEDOFILIA: CHIESA CANADA FA CAUSA A VITTIME, ‘ABUSI COLPA DEI GENITORI’

Posted in abusi sessuali sui minori, chiesa e pedofilia tagged , , , , , , at 17:43 di wildgreta

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(ASCA) – Roma, 2 giu – Se John Caruso e’ stato abusato da p.James Kneale, un sacerdote della diocesi canadese di St.

Catharines, quando era un chierichetto di 11 anni, la colpa e’ dei suoi genitori che non lo seguivano abbastanza da vicino e di suo padre che lo picchiava. Di questo, almeno, e’ convinta la Chiesa cattolica del Canada, che ha denunciato i genitori di Caruso quando quest’ultimo ha chiesto 8,6 milioni di dollari di risarcimento alla diocesi.

Il suo caso, secondo quanto scrive il quotidiano Toronto Star in un’ampia e documentata inchiesta, non e’ raro e testimonia le tecniche aggressive che la Chiesa cattolica canadese mette in atto per evitare di pagare i danni alle vittime di abusi sessuali e fisici commessi da preti e religiosi. Una ”campagna legale inflessibile”, sottolinea il quotidiano, che e’ in netto contrasto non solo con le linee guida approvate dagli stessi vescovi canadesi, che promettono di trattare le vittime di abusi con ”empatia” e assicurano loro assistenza psicologica, ma anche con le parole recenti di papa Benedetto XVI.

asp/cam/alf

aprile 13, 2010

BRESCIA, SENTENZA SCANDALO: NUDO IN AUTO CON QUATTRO BAMBINE NON E’ VIOLENZA SESSUALE

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , , , , at 16:58 di wildgreta

DI WILDGRETA

Purtroppo devo constatare che i giudici di Brescia, quando devono giudicare casi di pedofilia, sono sempre troppo indulgenti.Non credo poi che sequestrare 4 bambine e portarle in auto in una strada appartata sia soltanto “corruzione di minore”.In questo concordo con Aurelia Passaseo: si tratta di sequestro di persona.E masturbandosi nudo davanti a quattro bambine, il pensionato bresciano non ha  forse commesso una violenza sessuale? Per la nostra legge di solito sarebbe così, ma evidentemente i giudici di Brescia hanno valutato l’episodio diversamente.Ritengo questa sentenza uno scandalo.Le bambine saranno rimaste traumatizzate, ma nessuno ha pensato al danno che un atto del genere può provocare nella loro psiche?

Ecco l’articolo:

Antonio Cavallari non è responsabile di tentata violenza sessuale, ma dicorruzione di minorenni. Ciò è quanto ha sentenziato la Corte d’Appello di Brescia riducendo da 4 anni e 8 mesi a 4 anni e 2 mesi la condanna di primo grado.

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dicembre 21, 2009

Liam Gabriele McCarty non è mai stato rapito dalla madre, ma solo protetto

Posted in abusi sessuali sui minori, attualità tagged , , , , , , , , , , at 02:11 di wildgreta

http://www.dyoniso7outline.com/images/wanted_5.000.jpg

di Wildgreta

In questi giorni sta avvenendo qualcosa di cui non si parla abbastanza: il caso di Liam e di sua madre, Manuela Antonelli. La storia è lunga e complessa, e se ne sta occupando anche “Chi l’ha visto”.  Qui cercherò di sintetizzarla, con fatti e  opinioni personali:

Manuela Antonelli è sposata con un americano, McCarthy.I due si separano e, quando sono già separati di fatto, si incontrano occasionalmente e Manuela rimane incinta. Manuela Antonelli cresce il bambino da sola, è l’unica affidataria.McCarthy non solleva alcuna questione in merito.Ha riconosciuto il bambino e dovrebbe versare gli alimenti, ma non lo fa mai. Quando il bambino ha cinque anni, Manuela che lavora alla Rai, decide di trasferirsi in America, in modo che il bambino possa vedere il padre più spesso.Dopo le prime visite, il bambino cambia carattere di colpo, diventa aggressivo,si bagna, ha una regressione totale.La madre non sapendo cosa gli è successo lo porta da una psicologa in America. Il bambino dice di non voler più vedere il padre, ma la madre insiste perchè non ne capisce il motivo.Alla fine, per gli specialisti interpellati, il bambino ha subito un trauma da abuso sessuale, così lei decide di fare rientro in Italia con il bambino.Lo fa in modo regolare, come testimonia il console Maurizio Antonini, interpellato sulla vicenda.E’ l’unica affidataria, e può farlo. Quindi, i siti americani che parlano di “kidnapping” non dicono il vero. Leggi il seguito di questo post »

dicembre 10, 2009

Pino La Monica porta in aula le sue “farfalle”: bambine allo sbaraglio

Posted in abusi sessuali sui minori, abusi sessuali. tagged , , , , , , at 17:37 di wildgreta

Bimba e orologio

(dal blog “insiemeper pino””) “…Tenacemente aggrappati a questo tempo presente,
per avere ancora la possibilità di sognare il futuro

di Wildgreta

C’è qualcosa che turba profondamente in tutto ciò che circonda il caso La Monica. Innanzitutto il suo comitato: tutto pieno di farfalle che devono “ricominciare a volare”, messaggi  che vengono definiti “battiti d’ali”, e poi le bambine: portate in aula come testimoni a favore del maestro. Bè,  siccome, ormai, sono troppo grande per lasciare il mio “battito d’ali” sulla leziosa bacheca del sito “insiemeperpino”, mi limiterò a scrivere qualcosa che suoni come il tonfo di una grossa cornacchia, incappata per sbaglio in una storia di presunta pedofilia, dove il presunto pedofilo, fa di tutto per apparire “accertato”. Ma come si fa a portare in aula delle bambine? Come si fa a trascinare in questa squallida storia, persone che nulla sanno di processi, aule giudiziarie, testimonianze? Le presunte vittime sono già traumatizzate abbastanza, c’era bisogno di traumatizzarne altre? E solo perchè non hanno nulla da rimproverare a Pino la Monica? Se ogni ladro portasse in aula tutte le persone a cui non ha mai rubato nulla, i processi si dovrebbero tenere tutti al Colosseo. Mi dispiace, ma sono disgustata da queste tattiche difensive. Dovremo aspettare il terzo grado di giudizio per sapere se La Monica, maestro di teatro ancora in attività,  sia innocente o colpevole, ma a quanti orrori dovremo assistere nel lasso di tempo che ci separa dalla sentenza di Cassazione?

Ecco gli articoli sull’udienza di ieri:

Pino La  Monica, udienza 9 dicembre 2009

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