maggio 23, 2011

PEDOFILIA, L’AMICO DI DON SEPPIA: HO PAGATO QUEI RAGAZZI E HO PASSATO I LORO NUMERI A DON SEPPIA

Pubblicato in: chiesa e pedofilia, Pedofilia tagged , , , , , a 17:34 di wildgreta

PEDOFILIA: SU DON SEPPIA TRE VERSIONI PER UNA SOLA STORIA

 16:44 23 MAG 2011

(AGI) – Genova 23 mag. – “Ho fatto sesso a pagamento sia con Emanuele Alfano sia con don Riccardo Seppia. E, in entrambi i casi, ero minorenne”. E’ questa l’ammissione fatta ai carabinieri del Nas dal ragazzo di origini egiziane, diciottenne da dicembre scorso, che ha portato in carcere l’ex seminarista Alfano, 24 anni, confidente e complice di don Seppia, 51 anni, arrestato per violenza sessuale su minore e cessione di stupefacenti. La dichiarazione e’ stata resa sabato 14 maggio, un giorno dopo l’arresto del sacerdote.

CONVALIDATO L’ARRESTO DEL COMPLICE

Non solo: il giovane ha riferito di avere presentato sia ad Alfano sia a don Seppia un suo amico, un minorenne albanese, il quale avrebbe consumato rapporti sessuali a pagamento con entrambi. Per questo il diciottenne e’ stato indagato: e’ accusato di induzione alla prostituzione minorile.

Dopo dieci giorni dallo scandalo don Riccardo Seppia, sacerdote col vizio della cocaina e dedito a rapporti omosessuali con minorenni, le posizioni dei protagonisti iniziano a essere piu’ definite. Don Riccardo Seppia resta in cella, e nel pomeriggio sara’ trasferito nel carcere di Sanremo, cosi’ come aveva richiesto lui stesso. Lui, intrerrogato dal pm Stefano Puppo, nega tutto cio’ che dice il ragazzino egiziano, fornendo una seconda versione dei fatti: “Conoscevo quel ragazzino perche’ lo avevo visto con Alfano, ma non ho mai avuto alcun rapporto.

COMUNITA’ FEDELI SOTTO SHOCK “SIAMO SFIDUCIATI”

In quanto al suo amico albanese, non so neppure chi sia”. Alfano, dal canto suo, ammette sia col pm Puppo sia con il gip Annalisa Giacalone, che stamani ha disposto di tenerlo in carcere, di avere avuto rapporti sessuali a pagamento sia con il ragazzino egiziano sia con quello albanese. “Ho passato i loro numeri a don Seppia e so che lui li ha incontrati entrambi”, ha detto Alfano agli inquirenti, dichiarando inoltre di essere stato inconsapevole di commettere un reato, “Ho pagato quei ragazzi perche’ si usa cosi’. Ho dato loro dei soldi, ma non pensavo di commettere un reato”.

Alfano resta nel carcere di Marassi. La sua versione dei fatti non ha convinto il gip Giacalone. Qual e’ la versione piu’ vicina alla realta’? Gli inquirenti stanno raccogliendo prove, cercano riscontri. Paolo Bonanni, il difensore di don Seppia, ha depositato oggi ricorso al tribunale del Riesame di Milano. La mancanza di riscontri e la contraddittorieta’ delle versioni fornite dai tre protagonisti della vicenda -il minorenne albanese non ha mai risposto alle domande del pm Puppo- sono i pilastri su cui Bonanni intende poggiare la discussione di fronte ai giudici milanesi per ottenere la scarcerazione del sacerdote accusato di pedofilia. (AGI 23 maggio 2011) .

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