giugno 25, 2010

Presunti abusi sui bimbi della scuola delle Suore degli Angeli

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia tagged , , , , , at 01:01 di wildgreta

Vittoria: le religiose si difendono asserendo che si tratti di calunnie

La Procura ha aperto un´indagine. Posti sotto sequestro un personal computer e una foto camera digitale. Le suore sarebbero intenzionate a querelare chi ha messo in giro queste voci. Annullata la conferenza stampa in un primo momento annunciata

Giuseppe La Lota

presunti abusi ai danni dei bambini che frequentano la scuola delle suore degli Angeli di Vittoria? Ci sono indagini in corso. La madre superiora, una napoletana, e le altre due sorelle, una del Congo e una filippina, non ci stanno a subire queste voci che consideran infamanti e gridano alla calunnia. Le suore si dicono quindi pronte a querelare chi ha messo in giro la voce delle presunte molestie sessuali nei confronti delle piccole alunne della scuola della piazzetta vicina al Municipio di Vittoria.

La procura ha aperto un fascicolo sulla vicenda che si presta a molti equivoci. Da qualche giorno in città non si parla d’altro, ovviamente a denti stretti e nella massima riservatezza. Le suore, indignate, hanno in un primo momento indetto un incontro con la stampa per venerdì mattina nel salone della scuola. Ma nelle ultime ore la conferenza stampa è stata annullata.

I genitori, da diverse settimane, non mandano più i bambini a scuola, che chiude il 30 giugno, col pretesto che si era sparsa la varicella nelle classi. I motivi delle assenze, invece, sarebbero dovuti al timore delle presunte molestie sessuali ai danni dei figli. Una madre conferma che è stata presentata denuncia in Procura ma non è disposta a rilasciare dichiarazioni fino a quando non si faccia piena luce sulla vicenda, fra l´altro seguita anche da psicologi e medici.

Di certo c´è una denuncia presentata alla Procura della Repubblica da alcuni genitori i quali, dopo aver sottoposto i bambini a visita ginecologica avrebbero riscontrato delle anomalie da approfondire. La Procura ha avviato un’indagine, affidando alla Polizia l´iter giudiziario. Un personal computer e una foto camera digitale sarebbero stati acquisiti dagli inquirenti per i controlli del caso.

ABUSI AL’ASILO DELLE SUORE? INTANTO RIMANE CHIUSO

Rimane ancora controversa la vicenda dell’asilo di Vittoria gestito dalleSuore degli Angeli. La procura della Repubblica di Ragusa ha infatti aperto un’indagine su presunti abusi ai danni di alcuni bambini che frequentano l’istituto.

La notizia risale a qualche giorno fa, quando alcuni genitori avrebbero riscontrato delle “anomalie” nei propri figli. Nulla di certo al momento,nessuna dichiarazione da parte delle mamme dei bambini che non vogliono esprimersi fino a quando la procura non farà piena luce sul reale accaduto.

Ci sono indagini in corso – ha affermato il procuratore, Carmelo Petralia - dopo che un buon numero di genitori ha presentato un esposto. Sono stati già fatti alcuni accertamenti ed altri sono in corsoI genitori non mandano più i figli a scuola, ma il procuratore sostiene che questo fatto può considerarsi fisiologico, visto che siamo a fine giugno“.

Nel fascicolo, aperto in seguito alla denuncia di qualche genitore, non risulta comunque nessun indagato ma per le suore che gestiscono l’istituto scolastico è soltanto “calunnia e un macchinoso progetto perverso e denigratorio“.

Nella scuola di Vittoria, gestita da una suora di origini campane, era stata indetta per domani una conferenza stampa, che risulta però annullataper motivi ancora sconosciuti.

Il sostituto responsabile delle indagini Monica Monego e la Squadra mobile di Ragusa stanno procedendo con le indagini, al fine di chiarire questa triste vicenda che ha destato stupore in tutto il ragusano.

http://ragusa.blogsicilia.it/2010/06/abusi-nellasilo-delle-suore-intanto-e-chiuso/

giugno 18, 2010

DON MARCO BARESI: CONDANNA CONFERMATA IN APPELLO

Posted in chiesa e pedofilia, Pedofilia, Scandali ecclesiastici tagged , , , , , at 00:42 di wildgreta

Zoom Foto

I sostenitori di don Marco Baresi attendono in aula la lettura della sentenza FOTOLIVE

Abusi e file hard al Seminario Condannato l’ex vicerettore

IL PROCESSO DI SECONDO GRADO. Nessuno sconto in appello per don Marco Baresi accusato da un ragazzo

Confermata la sentenza dei giudici di primo grado: 7 anni e 6 mesi Per i giudici il prete ha avuto rapporti sessuali

con un 14enne

Don Marco Baresi ha abusato di un ragazzino che frequentava la scuola media del Seminario diocesano di via Bollani e nel suo computer portatile ha scaricato centinaia di files dall’inequivocabile contenuto pedopornografico.

È LA CONVINZIONE dei giudici della corte d’appello (Daniela Genalizzi, presidente, in collegio Enzo Rosina e Umberto Russo) che ieri hanno confermato la condanna inflitta in primo grado al sacerdote, ex vicerettore del seminario diocesano di via Bollani, accogliendo completamente la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Chiaro. La sentenza è stata pronunciata ieri pomeriggio poco prima delle 15, dopo due ore abbondanti di camera di consiglio. In aula gli avvocati difensori, Luigi Frattini e Stefano Lojacono, l’avvocato di parte civile Pieranna Civera, a tutelare il ragazzino ormai maggiorenne, e i sostenitori del sacerdote, i «FreeDON» che non hanno mai abbandonato don Baresi e gli sono stati vicini in questi anni, dal giorno dell’arresto il 27 novembre del 2007, al giorno successivo quando il gip Silvia Milesi concesse gli arersti domiciliari che il sacerdote sta ancora scontando.
Non era presente don Marco. Il sacerdote ha assistito ad ogni udienza e anche ieri mattina era in aula per le repliche di accusa e difesa, ma ha preferito non essere presente alla lettura del verdetto. I suoi sostenitori hanno atteso la lettura della sentenza fiduciosi in un colpo di scena, confidando in un ribaltone, nell’assoluzione chiesta dai difensori perchè secondo loro nulla di quanto contestato al sacerdote è stato commesso, non gli abusi, non la diffusione di materiale pedopornografico, dato che il pc portatile era accessibile anche a altre persone e non solo a don Baresi. Ma le attese degli amici di don Marco sono state deluse: i giudici non solo non hanno ribaltato il giudizio di primo grado, ma non hanno concesso nemmeno uno sconto di pena.
SOLO POCHI ISTANTI per leggere il dispositivo e il pubblico si fa sentire. «Che schifo» commenta uno dei ragazzi con l’immancabile maglietta «FreeDON». Gli fa eco una ragazza: «È questa la giustizia italiana!». Commenti colti al volo in aula, ma nessuno dei giovani sostenitori ha voluto commentare apertamente: per loro don Baresi è innocente e nulla può fargli cambiare idea, nemmeno due sentenze di condanna. I difensori, ovviamente, aspettano di leggere le motivazioni per preparare il ricorso in Cassazione.
A far finire davanti ai giudici don Marco Baresi sono state le accuse di un ragazzo che nel 2007, poco prima dell’arresto del sacerdote, aveva raccontato di aver avuto rapporti sessuali con l’ex vicerettore del seminario diocesano qualche anno prima, quando aveva all’incirca quattordici anni e frequentava la scuola media di via Bollani. Dalla scuola il ragazzino era stato allontanato per una serie di problemi, senza raccontare nulla nè ai genitori nè agli amici, ma aveva affidato le sue confidenze a una psicologa. L’attendibilità e la credibilità del ragazzino erano state valutate da esperti e il 27 novembre per il sacerdote erano scattate le manette. Le verifiche sul pc avevano riservato una sorpresa: il 28 aprile 2007 alle 12.30 erano stati ordinati 180 files pedopornografici da e-Mule, caricati su una memoria esterna erano stati cancellati prima dell’arresto.
La Curia diocesana ha commentato la condanna: «Il reato per cui è stato condannato è tra i più odiosi e come Chiesa bresciana viviamo con tristezza il momento. Riteniamo che in queste situazioni siano sempre doverosi il rispetto e la cautela. Mentre intendiamo esprimere solidarietà alle vittime di ogni abuso, sappiamo che un accusato ha diritto a essere pensato innocente fino a che intervenga una sentenza definitiva. Il vescovo di Brescia Luciano Monari ha ancora fiducia che don Marco possa dimostrare la sua innocenza e sta predisponendo una lettera per i sacerdoti della diocesi di Brescia affinché questa dolorosa prova possa essere vissuta da tutti con spirito di fede». La lettera sarà diffusa oggi.
Wilma Petenzi

Wilma Petenzi

brescia oggi 17 giugno 2010

giugno 16, 2010

Don Marco Baresi, attesa sentenza di appello per il prete condannato in primo grado

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http://donmarcobaresi.net/forum/download/file.php?id=239&mode=view

Note di Wildgreta: Il pm ha chiesto la conferma della condanna a sette anni e mezzo, per violenza sessuale su un ragazzino che all’epoca dei fatti frequentava le scuole medie interne al seminario di Brescia e per aver scaricato materiale pedopornografico (180 file)-La difesa afferma che quel materiale potrebbe averlo scaricato qualcun’altro. La sentenza è attesa a breve.

Pedofilia, nuova perizia sul pc dell’ex vicerettore


Al via il processo d’appello a don Baresi

In aula il prossimo 6 maggio. E non per la sentenza. Il processo di appello a carico di don Marco Baresi, l’ex vicerettore del seminario di Brescia accusato di violenza sessuale ai danni di un seminarista, di detenzione di materiale pedopornografico e condannato per questo a sette anni e mezzo di reclusione, potrebbe richiedere ben più di un’udienza. I giudici di secondo grado, su richiesta dei difensori, hanno infatti deciso una perizia informatica sul computer in uso al religioso, in particolare sulla memoria nella quale gli investigatori della Mobile avevano rintracciato i file che ora costituiscono parte dell’accusa nei suoi confronti.

«Usato da più persone»
Sin dalla fase delle indagini preliminari gli avvocati Luigi Frattini e Stefano Lojacono sostengono che il pc sequestrato e indagato a fondo insieme a una memoria esterna non fosse nell’esclusiva disponibilità dell’imputato. Che diverse erano le persone che potevano accedervi e quindi utilizzarlo, anche per la navigazione in internet. A sostegno della loro tesi, con i motivi d’appello, i legali dell’imputato hanno depositato una consulenza che dimostrerebbe incompatibilità tra la datazione di alcuni file e la presenza davanti al pc del vicerettore del seminario, che è agli arresti domiciliari dal novembre del 2007. Per valutare la fondatezza di questa ipotesi, posta dalla difesa di don Baresi alla base della richiesta di rinnovazione dell’istruttoria dibattimentale, nel corso della prossima udienza il presidente della Corte d’appello, la dott.ssa Daniela Generalizzi, conferirà incarico peritale all’ufficiale del Ris di Roma che già nel corso del processo di primo grado valutò l’hard disk sequestrato all’imputato. Qualora dalla perizia risultassero elementi nuovi e quindi la Corte ravvisasse la necessità di approfondire la questione, il processo d’appello farà registrare una nuova fase dibattimentale: una nuova discussione sulla presunta responsabilità di don Baresi.

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giugno 2, 2010

PEDOFILIA, ASILO VALLO DELLA LUCANIA: SUOR SOLEDAD E IL PROCESSO SEGRETO

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia, pedofilia scuola tagged , , , , , , at 18:33 di wildgreta

INFORMAZIONE ASSENTE O A SENSO UNICO

DI WILDGRETA

La stampa dovrebbe avere il compito di informare il pubblico sui fatti che accadono e quando si tratta di processi importanti, sarebbe opportuno che le udienze fossero sintetizzate e raccontate in modo completo.Quello che noto nel caso del processo per abusi all’asilo Paolo VI di Vallo della Lucania, invece, è che i due quotidiani che seguono le udienze, non pubblicano nulla o raccontano solo ciò che potrebbe essere utile alla difesa della suora. Dell’ultima udienza del 27 maggio, poi, mi pare parli solo La Città di Salerno, mentre il Mattino, tace. E cosa ci racconta questo quotidiano? Non delle testimonianze dei genitori ascoltati, ma solo di una coppia ritenuta dal PM reticente.Anche gli articoli passati hanno dedicato poco spazio alle testimonianze dei genitori, mentre nei titoli si strillava, “Sì, ho suggerito io i racconti a mia figlia”.Il caso di Vallo è però citato anche in altri articoli di cronaca locale,e lì si sfiora quasi il ridicolo, perchè i bambini “presunti” abusati diminuiscono improvvisamente. Dai 36 iniziali, si scende a 27, fino a toccare la quota di 10-15. Insomma, un processo grosso e importante, che pare interessi molto poco e di cui non si sa neppure il numero esatto di “presunte” vittime.

O forse, interessa troppo, e allora è bene sminuirne l’importanza nel caso vada male per la suora e le due consorelle accusate?

La particolarità di questo processo è, tra le altre cose, che vede Francesco Bruno consulente di parte di suor Soledad, lo stesso Francesco Bruno che stando agli ultimi articoli usciti sul caso Rignano è anche consulente delle maestre rinviate a giudizio per gli abusi all’asilo Olga Rovere. Francesco Bruno è credo l’unico “esperto” al mondo (insieme a pochi altri esperti di “Falsi Abusi”), ad aver affermato che i bambini dai tre ai cinque anni non sono attendibili. Considerando che la quasi totalità della comunità scientifica mondiale ritiene i bambini piccoli più attendibili di quelli grandi, non so come si regolerà a Rignano, dove come testimoni si troverà anche 10 bambini di dieci anni, oltre ai 21 che all’epoca dei fatti ne avevano dai 3 ai 5. Cambierà versione, sostenendo che tutti i bambini non sono attendibili a prescindere dall’età?

Ma a Vallo della Lucania suor Soledad può contare anche sull’avvocato Gulotta, reduce dai successi di Brescia e dai tonfi di Milano e Roma.Gulotta sostiene come al solito la tesi del contagio e cercherà di convincere i giudici che i bambini hanno inventato tutto, ispirati dai genitori che si sono contagiati l’un l’altro.Conosciamo a memoria questa teoria balorda, che per essere resa più credibile qualcuno cerca di estendere ad altri fatti di cronaca che nulla hanno a che fare con gli abusi negli asili.Le molotov contro l’abitazione della maestra di Pistoia? “Contagio collettivo”. I genitori non mandano i figli a scuola perchè pare ci sia un bidello pedofilo? “Contagio collettivo”.La pedofilia è una piaga sociale? “Contagio collettivo, il 96% delle denunce sono false.” Ma allora tutti i filmati pedopornografici che circolano su internet? “Roba fatta all’estero, chissà da chi”…

Caso suor soledad
la Città di Salerno — 29 maggio 2010 pagina 26 sezione: NAZIONALE

• Vallo della Lucania. Nuova udienza presso il tribunale di Vallo della Lucania per il caso Suor Soledad. • Giovedì pomeriggio sono stati ascoltati altri testimoni della lunga lista del pubblico ministero. Dinanzi alle riposte vaghe e prive di particolari fornite da due genitori dei bambini coinvolti nel presunto caso di molestie sessuali, il pm ha richiesto la trasmissione dei relativi atti al suo ufficio per verificare se nei confronti dei due genitori sussista l’ipotesi di reticenza o falsa testimonianza. Pare infatti che i due genitori convocati dallo stesso pm siano stati particolarmente vaghi nel fornire la propria testimonianza in merito ai fatti che sarebbero accaduti all’interno dell’asilo religioso Santa Teresa. Le risposte dei due testimoni ascoltati in precedenza solo dai periti, non hanno soddisfatto le aspettative del pubblico ministero che ha chiesto l’acquisizione della documentazione relativa alle precedenti ricostruzione dei fatti rilasciate dai due genitori. Iniziata intorno alle 14 l’udienza si è conclusa intorno alle 18. Quattro ore ininterrotte di interrogatori per raccogliere le deposizioni di altri genitori dei piccoli alunni di Suor Soledad. (c.s.)

Pedofilia, don Ruggero Conti: Denunciato monsignor Reali per favoreggiamento

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Denunciato monsignor Reali  "Coprì gli abusi di don Ruggero"

“Coprì gli abusi di don Ruggero”.E’ la prima volta in Italia che un vescovo viene denunciato da una delle vittime, ma non è la prima volta che i vescovi vengono indagati per favoreggiamento nei confronti di sacerdoti processati per pedofilia.

Per leggere l’articolo su don Ruggero, cliccate qui.

PEDOFILIA: CHIESA CANADA FA CAUSA A VITTIME, ‘ABUSI COLPA DEI GENITORI’

Posted in abusi sessuali sui minori, chiesa e pedofilia tagged , , , , , , at 17:43 di wildgreta

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(ASCA) – Roma, 2 giu – Se John Caruso e’ stato abusato da p.James Kneale, un sacerdote della diocesi canadese di St.

Catharines, quando era un chierichetto di 11 anni, la colpa e’ dei suoi genitori che non lo seguivano abbastanza da vicino e di suo padre che lo picchiava. Di questo, almeno, e’ convinta la Chiesa cattolica del Canada, che ha denunciato i genitori di Caruso quando quest’ultimo ha chiesto 8,6 milioni di dollari di risarcimento alla diocesi.

Il suo caso, secondo quanto scrive il quotidiano Toronto Star in un’ampia e documentata inchiesta, non e’ raro e testimonia le tecniche aggressive che la Chiesa cattolica canadese mette in atto per evitare di pagare i danni alle vittime di abusi sessuali e fisici commessi da preti e religiosi. Una ”campagna legale inflessibile”, sottolinea il quotidiano, che e’ in netto contrasto non solo con le linee guida approvate dagli stessi vescovi canadesi, che promettono di trattare le vittime di abusi con ”empatia” e assicurano loro assistenza psicologica, ma anche con le parole recenti di papa Benedetto XVI.

asp/cam/alf

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