novembre 29, 2009

Mistero sul cuoco scomparso. E la crociera continua

Posted in Cronaca tagged , , , , , at 23:11 di wildgreta

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Angelo Faliva, il cuoco scomparso

Dalla nave in crociera nel Canale di Panama giungono via Internet i messaggi di solidarietà dei passeggeri ai familiari di Angelo Faliva, il cuoco di 32 anni scomparso da mercoledì sera dalla Coral Princess, sulla quale lavorava come aiuto chef.

Roma, 29-11-2009

Dalla nave in crociera nel Canale di Panama, giungono via Internet, i messaggi di solidarietà dei passeggeri ai familiari di Angelo Faliva, il cuoco cremonese di 32 anni scomparso da mercoledi’ sera dalla Coral Princess, sulla quale lavorava come aiuto chef.

Forse un incidente, forse un malore che gli ha fatto perdere l’equilibrio e da un ponte è precipitato in mare. Forse una lite con qualcuno degli oltre 900 membri dell’equipaggio. “Siamo molto preoccupati perché siamo ancora all’oscuro su quanto è successo ad Angelo – ha detto all’ANSA Jorge Cadena, vice capitano della Coral Princess, raggiunto telefonicamente sulla nave da crociera – Il giovane è stato visto per l’ultima volta mercoledì sera, ma l’allarme è stato dato giovedì mattina, noi ovviamente non possiamo interrompere la crociera, anche se siamo davvero preoccupati, ma dobbiamo pensare anche ai nostri passeggeri”.

 

Proprio sulla nave (circa 260 metri di lunghezza, oltre 1900 passeggeri,piscine coperte, sauna, sala massaggi, ristoranti aperti 24 ore su 24), sono partite le ricerche di Angelo appena è stata accertata la sua scomparsa. Lo ha reso noto il capitano Mariano Manfuso ai familiari. “Quando siamo riusciti a metterci in contatto con lui ci ha detto che aveva messo tutto il suo equipaggio alla ricerca di Angelo – ha raccontato il cugino Alberto Faliva che ha lanciato un appello attraverso il cremonese quotidiano.net Il vascello – Il capitano era sconvolto, non sapeva spiegarsi l’accaduto”.

Ma è soprattutto con il compagno di cabina di Angelo, Alessandro P., che i familiari vorrebbero parlare. “E’ lui che lo ha visto l’ultima volta uscire dalla cabina alle 20,15 di mercoledì sera – ha detto il cugino – le sue indicazioni potrebbero essere molto utili, potrebbe spiegare, ad esempio, come era vestito e questo potrebbe farci capire dove era diretto”. “Sappiamo che anche l’Fbi vuole sentirlo – ha detto il padre di Angelo, Roberto – ma è chiaro che la determinazione con la quale si muoveranno le autorità italiane sarà decisiva”.

Angelo era partito con la crociera della Coral nel canale di Panama (16 giorni, 15 notti da Fortlauderdale in Florida a Los Angeles) il 23 novembre. E’ scomparso mentre la nave navigava da Aruba e Cartagena de Indias (Colombia). Il giorno dopo, dopo raccontano i passeggeri nei messaggi al forum, il capitano ha dato l’annuncio durante il lunch e nella sala è calato il silenzio. L’aiuto chef italiano, un bel ragazzo alto, muscoloso, moro, lo sguardo sicuro, pare fosse una persona molto popolare, solare, in grado di inserirsi perfettamente in qualunque ambiente e di superare ogni complicazioni. “Non era il tipo da farsi abbattere da delusioni o difficoltà – ha detto ancora il cugino Angelo – Tutt’altro, e se parliamo di questioni amorose era lui caso mai a far soffrire”.

Quindi i familiari continuano a respingere la tesi del suicidio. “Ma figurarsi – continua Alberto – Si era appena comprato la spider dei suoi sogni e non parlava d’altro che dei progetti futuri”. Ne è ancora più convinta la sorella Chiara che da ieri continua a ripetere di un salvagente sparito dalla nave e dal quale sembra sia stato strappato il dispositivo di illuminazione.

novembre 27, 2009

Vittorio Apolloni assolto dall’accusa di diffamazione

Posted in Cronaca tagged , , , , , , , , at 00:35 di wildgreta

Il Tribunale di Torino ha assolto Vittorio Apolloni dall’accusa di diffamazione presentata dalla genitrice di una bambina, in merito all’opuscolo che ritraeva le immagini e i dialoghi dell’audizione protetta avvenuta in Tribunale, durante il processo per pedofilia all’asilo Bovetti di La Loggia (Torino).
Il processo per pedofilia è terminato con due condanne per Vanda Ballario e Valerio Apolloni.Vittorio Apolloni,invece, che nulla c’entrava con il processo, era stato denunciato per diffamazione ed è stato assolto.

novembre 26, 2009

EDITORIA, “DENTRO L’OPUS DEI”:VIOLENZA,PLAGIO, SFRUTTAMENTO

Posted in editoria tagged , , , , , , , , at 02:56 di wildgreta

http://spettacoli.tiscali.it/articoli/libri/09/11/intervista-provera-opus-dei-12345.html

di Cristiano Sanna

Se hai pitato l’hai fatto comunque per tutta la vita. Impossibile tirarsi indietro del tutto, riprendersi la propria vita e i propri beni. Pitare, termine mutuato dallo spagnolo, significa fischiare, o annunciare la propria voglia di unirsi all’Opus Dei. La prelatura personale fondata dal sacerdote spagnolo Josemaria Escrivà de Balaguer, canonizzato nel 2002 da Karol Wojtyla, è un centro di eccellenza della chiesa cattolica. Gli 85.000 membri della prelatura, distinti in numerari e soprannumerari, perseguono la santità nel lavoro e nella vita quotidiana seguendo i rigidi precetti di Balaguer racchiusi negli scritti Cammino, Solco e Forgia, applicandosi poi a opere di formazione culturale e professionale e di raffinamento religioso. Un’accademia religiosa con un regolamento rigido e militaresco, a cui si offrono ogni anno migliaia di giovani. Finché qualcosa si rompe, subentrano l’insoddisfazione, il senso di isolamento, le patologie psicologiche. Emanuela Provera, ex numeraria con ruoli di prestigio all’interno della prelatura, ha deciso di lasciarla e di testimoniare abusi e contraddizioni di quella che nel libro Dentro l’Opus Dei (edito da Chiarelettere) è descritta come una nuova forma di integralismo che, attraverso il proselitismo dagli asili alle residenze universitarie, attraversa l’Italia.Emanuela, la vita di un numerario dell’Opus Dei è scandita da tre momenti che segnano l’esistenza: Ammissione, Oblazione e Fedeltà. Spieghiamo di cosa si tratta? Leggi il seguito di questo post »

Pedofilia, udienza shock: Le urla di un bambino e il giudice sordo

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http://www.poro.it/brattiro/PeppeBambino.jpg

(DIRE) Roma, 25 nov. – In occasione della giornata dedicata ai diritti dei minori, “il Tribunale per i minorenni di Roma convoca LGM, il bambino di otto anni conteso fra l’Italia e gli Stati Uniti e noto alle cronache americane con ampi servizi su Fox e Cbs. Qui, nonostante i pianti e le urla disperate del minore, confermate da testimoni presenti all’accaduto, il giudice obbliga LGM a vedere il padre non tenendo in alcuna considerazione l’evidente stato di choc del minore. Testimoni dell’accaduto affermano di avere sentito le urla e i pianti fin nei corridoi del Tribunale: una scena d’altri tempi”. E’ quanto si legge in una nota di Manuela Antonelli, la mamma del bambino conteso, e dei suoi legali.

“Questo e’ il diritto all’ascolto sancito dalla Convenzione internazionale di New York applicato da alcuni giudici del Tribunale per i minorenni di Roma- si sottolinea nella nota-. Il bambino motiva l’inutile e disperato tentativo di sottrarsi alla vista del padre con il ricordo di passate violenze sessuali e il giudice, anziche’ approfondire tali gravissime affermazioni, decide di portare LGM nuovamente in casa famiglia, vietando inspiegabilmente il rapporto fra la madre, i parenti della madre e il minore. Tale incredibile decisione e’ stata presa contro il parere del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni che consigliava il collocamento del minore presso la madre e nonostante una approfondita consulenza tecnica disposta dallo stesso Tribunale dove si legge che ‘il bambino ha bisogno della madre e sconsiglia di tenerlo stabilmente separato dalla stessa'”.

Il padre del bambino e’ americano “e violando tutte le elementari regole di rispetto e privacy ha attivato su Internet una campagna di disinformazione e denigrazione della madre e della giustizia italiana, in numerosi siti, oltre all’esatta indicazione del nome e cognome del figlio ha inserito filmati che lo ritraggono senza alcuna precauzione. I commenti americani sui siti e su youtube sono desolanti: in uno di questi si legge “non comprate nulla dall’Italia e non andateci in vacanza, l’Italia e’ peggio dell’Iran”. Leggi il seguito di questo post »

novembre 20, 2009

Pendolare della pedofilia condannato, scarcerato

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , at 13:10 di wildgreta


L’uomo era stato arrestato la scorsa estate

NOVARA, 20 NOV 2009 – Un pendolare della pedofilia. Potrebbe essere così definito il 43enne che, residente alla periferia nord di Milano e con un lavoro da impiegato in un’azienda di Torino, molestava bambine adescate vicino a scuole e cortili condominiali. Episodi che si sono segnalati a Novara, Milano e a Torino, tre tappe del suo viaggio verso il posto di lavoro.

In pratica, agendo sempre nelle ore del mattino, a scuole, dunque, aperte, organizzava i suoi adescamenti dapprima a Milano, quindi nel capoluogo novarese (tappa intermedia verso il suo posto di lavoro) e, infine, a Torino, una volta giunto nella città dove, da lì a qualche minuto, doveva iniziare a svolgere il suo lavoro da impiegato.

L’uomo è stato condannato a tre anni e un mese di carcere dal Tribunale torinese. Ora, però, “per l’imputato è stata disposta la scarcerazione: non si conoscono le motivazioni ufficiali del provvedimento, ma è probabile che sia da collegare al fatto che gli episodi di violenza sessuale risalgono al 2005 e quindi sono coperti dall’indulto”, riferisce l’Ansa.

Per individuare l’uomo, sposato, sono servite articolate e lunghe indagini dei carabinieri di Collegno, indagini partite quando un genitore ha segnalato che uno sconosciuto aveva fotografato sua figlia. Le ricerche portarono a scoprire che l’uomo era stato raggiunto, nel 1999, da denunce per atti osceni in luogo pubblico. Il 43enne, poco dopo l’arresto, disposto a giugno, confessò di essere un pedofilo, chiedendo di essere ristretto e curato nell’idoneo reparto del carcere di Bollate, nel Milanese.

Monica Curino :http://www.oknovara.it/news/?p=4754

novembre 16, 2009

Londra, arrestato stupratore di vecchiette: abusi su 108 donne dai 68 ai 93 anni

Posted in abusi sessuali. tagged , , , , , , , at 00:11 di wildgreta

 

 

 

 

 

 

 

 

Londra, arrestato stupratore di vecchiette:ha abusato di 108 anziane

LONDRA (15 novembre) – Un maniaco sessuale accusato di avere stuprato oltre 100 donne ultrasettantenni è stato arrestato stamane all’alba dalla polizia londinese. L’uomo, soprannominato “il cacciatore della notte”, era ricercato dagli anni Novanta e Scotland Yard aveva costituito una squadra speciale per identificarlo e arrestarlo. «Posso confermare che abbiamo preso un individuo di 52 anni nel corso di una operazione pianificata», ha oggi annunciato un portavoce della polizia della capitale britannica.

Il maniaco agiva nottetempo nei quartieri sud della città. Si introduceva in casa delle sue vittime, tagliava i cavi di luce e telefono e le sorprendeva quasi sempre nel sonno. Secondo Scotland Yard, le svegliava puntando loro una torcia in faccia e le violentava.

Sarebbero almeno 108 le anziane stuprate dall’uomo arrestato oggi. La più “giovane”, stando al portavoce della polizia, all’epoca aveva 68 anni e la più anziana 93. Per la cattura del “cacciatore della notte” era stata offerta una ricompensa di 44 mila euro.

il messaggero 15 novembre 2009

novembre 15, 2009

RIGNANO, UDIENZA 14 NOVEMBRE: L’ORA DEGLI SPUTI

Posted in Pedofilia, Rignano Flaminio tagged , , , , , , , , , , , at 15:54 di wildgreta

http://www.televisionando.it/img/gianfranco_scancarello_e_la_moglie.jpg

I coniugi Scancarello

15/11/2009

Fuori del tribunale una lite tra due imputati e i genitori dei bambini che hanno denunciato gli abusi


FLAVIA AMABILEE’ andata come in fondo si temeva, questa seconda udienza preliminare per gli abusi denunciati dalle famiglie dei bambini che frequentano la scuola materna Olga Rovere. Due imputati, Gianfranco Scancarello e la moglie, sono entrati dall’ingresso principale del tribunale. I genitori erano lì, poco prima era già passata un’altra delle imputate ma non era accaduto. Gianfranco Scancarello, però, non si limita a passare, quando vede i genitori li apostrofa: ‘Bravi, siete stati proprio bravi!’ esclama, secondo il racconto dei legali della difesa dei genitori.
A quel punto la tensione esplode. Si arriva in un istante agli insulti e agli sputi. I due vengono accompagnati all’esterno del tribunale e pregati di entrare da un ingresso secondario. Ne approfitteranno più tardi per chiedere il trasferimento del processo per inquinamento ambientale. La richiesta verrà rifiutata: all’ambiente dei coniugi Scancarello non interessa nulla, a Tivoli nemmeno sapevano dell’udienza, davanti al tribunale non c’erano assembramenti se non il minimo indispensabile per un processo ad alto impatto mediatico.

Dentro il tribunale l’udienza è stata una sconfitta su tutti i fronti per gli imputati. Il pm Marco Mansi ha ribadito la richiesta di processo per tutti gli indagati per i presunti abusi sessuali. Il gup ha respinto tutte le eccezioni preliminari difensive. «L’udienza ha segnato un ulteriore passo in avanti per accertare la verità», hanno detto i legali di parte civile
Franco Merlino ed Antonio Cardamone. «La richiesta di rinvio a giudizio ha sottolineato la validità delle dichiarazioni di bambini e genitori, dei risultati degli incidenti probatori e dei riscontri oggettivi», ha aggiunto Carlo Taormina.
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novembre 10, 2009

Giovanardi:anche per Cucchi parole umane

Posted in Cronaca, Giustizia tagged , , , , , at 01:08 di wildgreta

Giovanardi: «Cucchi drogato,è morto perché anoressico»«Era in carcere perché era uno spacciatore abituale».

di Wildgreta

Dopo i bambini vittime di pedofili, Giovanardi prosegue il suo brillante lavoro di sottosegretario alla famiglia, prendendosela con Stefano Cucchi.Giovanardi non sa che per la morte del ragazzo sono indagate molte persone, o se lo sa, finge di ignorarlo.Sono queste le doti che fanno di un uomo comune un uomo di potere: faccia tosta, pietà sotto il livello del mare e assenza di anima.Se qualcuno dei frequentatori del blog (inclusi quelli indagati), possiede queste caratteristiche, ha un radioso futuro davanti a sè.

Cucchi: indagati per omicidio carabinieri, agenti e detenuti

morto a roma Gli accertamenti sulla morte del 31enne Stefano Cucchi, deceduto in ospedale dopo l’arresto, proseguono. Sotto inchiesta gli uomini delle forze dell’ordine e i carcerati che hanno condiviso gli ultimi giorni con lui.

ROMA – Prime iscrizioni sul registro degli indagati, da parte de pm romani Maria Francesca Loy e Vincenzo Barba, nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi: è il 31enne romano deceduto all’ospedale “Sandro Pertini” il 22 ottobre scorso (forse dopo un pestaggio). Il giovane era stato arrestato sei giorni prima per spaccio. L’accusa è omicidio preterintenzionale (oltre le intenzioni). A rispondere della fine di Cucchi sono persone che – in carcere o durante i trasferimenti – hanno avuto contatti col giovane dal momento dell’arresto fino all’arrivo a Regina Coeli: detenuti, carabinieri, agenti della polizia penitenziaria. Si sta valutando se contestare l’ipotesi di omicidio colposo ai medici che hanno curato il ragazzo.

Le cartelle cliniche

Intanto le cartelle cliniche di Cucchi da ieri sono online(abuondiritto.it, italiarazzismo.it, innocentievasioni.net). “Un modo per fare emergere la verità”, ha detto Luigi Manconi, presidente di “A Buon Diritto”.

Scoppia la polemica

Ieri c’è stato anche un botta a risposta fra il sottosegretario Carlo Giovanardi (Pdl)e la famiglia del giovane. Il politico aveva detto che Cucchi era morto “perché drogato e anoressico”. “Parole del tutto gratuite”, per la sorella di Stefano, Ilaria. City

BUFERA SUL SOTTOSEGRETARIO. L’IDV INSORGE: «SI DIMETTA

Giovanardi: «Cucchi drogato,è morto perché anoressico»«Era in carcere perché era uno spacciatore abituale».

La famiglia del ragazzo: «Non merita repliche»

ROMA – «Stefano Cucchi era in carcere perché era uno spacciatore abituale. Poveretto, è morto, e la verità verrà fuori, soprattutto perchè pesava 42 chili». Le frasi del sottosegretario con delega per la lotta alla droga ,Carlo Giovanardi, intervenuto a «24 Mattino» su Radio 24 per parlare di droga, hanno scatenato l’ennesima, aspra polemica politica. Parlando di Cucchi, Giovanardi ha continuato: «La droga ha devastato la sua vita, era anoressico, tossicodipendente… E poi il fatto che in cinque giorni sia peggiorato… Certo, bisogna vedere come i medici l’hanno curato. Ma sono migliaia le persone che si riducono in situazioni drammatiche per la droga, diventano larve, diventano zombie: è la droga che li riduce così».

LA SORELLA REPLICA – Immediata la replica di Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, dai microfoni di Cnrmedia: «A Giovanardi che fa queste dichiarazioni a titolo gratuito, rispondo semplicemente che il fatto che Stefano avesse problemi di droga, noi non l’abbiamo mai negato, ma questo non giustifica il modo in cui è morto». E conclude: «Non voglio aggiungere altro, la cosa che ha detto si commenta da sola».

IDV E PD – Le parole di Giovanardi hanno scatenato immediatamente la reazione dell’opposizione. «Il sottosegretario Giovanardi si dovrebbe vergognare delle sue affermazioni, palesemente false, sulla morte di Stefano Cucchi. Le sue parole sono sconcertanti e dimostrano che non ha rispetto per la verità dei fatti, per le istituzioni, per le forze dell’ordine e per il dolore della famiglia. Per questo si deve dimettere» ha sottolineato il capogruppo dell’Italia dei Valori alla Camera Massimo Donadi. «Di fronte ad un caso come quello di Stefano Cucchi, su cui è indispensabile ed urgente fare chiarezza quanto prima, le parole del sottosegretario Giovanardi sono il peggio che certa politica possa esprimere al cospetto di una tragedia umana su cui gravano dubbi e sospetti di responsabilità esterne» ha sottolineato invece Roberto Giachetti del Pd.

LA NOTA – Scoppiata la polemica politica, Giovanardi è tornato sull’argomento con una nota: «Sono stato il primo ad esprimere solidarietà alla famiglia del giovane Stefano Cucchi per quello che di certo c’è nella sua tragica fine: e cioè che nei giorni della degenza ospedaliera si è permesso che arrivasse alla morte nelle terribili condizioni che le foto testimoniano». «In tutto questo certamente la droga ha svolto un ruolo determinante, perché è stata la causa della fragilità di Stefano, anoressico, tossicodipendente e soggetto a crisi di epilessia, secondo le sue dichiarazioni: ma proprio le sue patologie non dovevano e non potevano indurre i medici a prendere per oro colato le sue presunte volontà. Qui sta il nodo: secondo me – ha concluso Giovanardi – hanno perfettamente ragione i familiari che pretendevano di essere coinvolti, ma anche i medici sono oggi in difficoltà davanti a chi sostiene che la volontà del paziente deve sempre essere rispettata. Ma la volontà di Stefano, in quelle condizioni, era davvero così chiara?».

I TEST – In precedenza Giovanardi aveva anche parlato dei test volontari antidroga che partono lunedì per i parlamentari: «Non c’è alcuna demagogia – ha detto – Ho dato un’opportunità ai parlamentari di fare il test e dire ai cittadini “io faccio il legislatore, devo essere una persona equilibrata”. Negli Stati Uniti lo stato di salute del candidato presidente è un affare nazionale. Per la dignità di un parlamentare, davanti alle generalizzazioni come quelle che tentarono “le Iene” che hanno voluto far credere che il Parlamento sia una grande fumeria d’oppio, è giusto potersi sottoporre a un test, se lo vuole fare».

LA CARTELLA CLINICA – Intanto è on line, sui siti di abuondiritto.it, italiarazzismo.it, innocenti evasioni.net, la documentazione clinica di Cucchi. «Non c’è alcun mistero sulla morte di Stefano Cucchi. Può sembrare paradossale, ma tutto è documentato e leggibile negli atti», queste sono le parole del professor Luigi Manconi riferite dall’onorevole Giuseppe Giulietti dell’associazione Articolo21. «E si tratta di un atto di accusa che non può essere ignorato, né dalle istituzioni, né dalla politica né, per quanto ci riguarda, dai media. Per queste ragioni – prosegue Giulietti – l’associazione Articolo21 non solo ha deciso di riprendere la documentazione ma anche di chiedere a tutti i blog e a tutti i siti di linkare i video e la documentazione pubblicata. Ci auguriamo, infine, che tutte quelle trasmissioni che hanno trovato il tempo e lo spazio per dedicare ore ed ore di trasmissioni ai delitti di Cogne, di Perugia, di Garlasco vogliano finalmente dedicare analoghe attenzione alla vergognosa vicenda di Cucchi o a quella già dimenticata di Aldo Bianzino o alla restituzione della memoria e della verità alla famiglia Aldrovanti di Ferrara, la cui vicenda per molto tempo fu circondata da un silenzio complice ed omertoso. Comprendiamo che si tratti di “delitti più scomodi” e meno utilizzabili all’industria della paura ma non per questo si può fingere di non vedere, di non sentire e di non sapere».

Corriere della Sera 09 novembre 2009

novembre 7, 2009

FALSI ABUSI E GIUSTIZIERI: L’EPILOGO

Posted in Cronaca, Pedofilia, pedofilia scuola tagged , , , , , , , , , at 02:08 di wildgreta


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(Foto Archivio:  Qualcuno  “scrive ai giornali”)

DI WILDGRETA

Dopo la condanna di suo figlio per pedofilia, Vittorio Apolloni, presidente dell’associazione Falsi Abusi, ha dovuto rallentare la sua attività a sostegno degli indagati  per reati a danno di minori. Così le redazioni dei quotidiani planetari dovranno per un po’ fare a meno delle sue “statistiche” sulla falsità del 90% degli abusi sui minori, delle sue relazioni sulla falsità degli abusi in tutte le scuole materne d’Italia, dei suoi trattati sulla non credibilità dei bambini di qualsiasi generazione, sull’isteria di centinaia di genitori dai 20 ai 50 anni divisi in gruppi e presenti un po’ in tutte le regioni. E soprattutto dovrà limitare il numero dei convegni, che organizzava senza risparmio da un capo all’altro della penisola.

Gli indagati per pedofilia saranno costretti a cercare in rete il famoso decalogo per evitare le false-accuse -di-genitori-isterici.E i giornalisti “amici”, sempre pronti a pubblicare gli ultimi numeri sui falsi abusi, come faranno? Con cosa nutriranno i loro avidi lettori?

Niente paura, altri porteranno avanti il prezioso lavoro di disinformazione, magari non saranno così bravi, magari non possiederanno tutte le sue conoscenze, ma sono giovani, e “si faranno”.

In molti avevano riposto grandi speranze nel sociologo Stefano Zanetti, che firmava gli articoli del blog Il Giustiziere, ma Pino La Monica gli è stato fatale: oggi si è saputo che Zanetti, già consulente di La Monica, è indagato per aver cercato di far ritrattare un testimone.Essere indagati non è  una condanna, ma certo è seccante.E sul blog  leggiamo  con tristezza questo  suo messaggio:

“il-giustiziere ha detto…Il blog chiude a tempo indeterminato.Ringrazio tutti i lettori che mi sono stati vicino in questi anni.mercoledì, novembre 04, 2009″

Ho voglia di piangere, ma cerco di farmi forza. In fondo, l’armata dei ” Falsi Abusi” ha fatto scuola, ha insegnato a molti una filastrocca travestita da ragionamento scientifico, ha inventato “esperti internazionali di chiara fama”, ha esaltato cattedratici di università misconosciute, ha trasformato anonimi libelli in pietre miliari della letteratura,  defininendo i giudici che assolvevano  “competenti”, mentre quelli che condannavano  “incapaci”. Ha denigrato psicologi, periti dell’accusa e pubblici ministeri, additandoli al pubblico ludibrio.

Oggi, due alfieri della battaglia in favore degli adulti contro i bambini che li accusano, sono stati investiti da un ciclone.In attesa che si riprendano, porgo i miei più

Cordiali Saluti

Wildgreta

6 novembre 2009-www.wildgreta.wordpress.com

novembre 6, 2009

Reggio Emilia: 10 anni di abusi sulla figlia

Posted in abusi sessuali sui minori tagged , , , , , at 23:25 di wildgreta

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Ha costretto la figlia di soli 11 anni a subire e compiere atti sessuali, ha legato l’altro figlio a un letto con delle catene, percuotendolo con la cinghia. Ha sottoposto la moglie a continue vessazioni e minacce di morte. Un’intera famiglia di un paese del nostro appenino ha subito in silenzio, per quasi 10 anni, le violenze di un uomo, che si faceva chiamare padre, o marito. Per una madre e i suoi due figli, che hanno vissuto nella paura, ora l’incubo è finito. I carabinieri di Castelnovo Monti hanno arrestato un operaio di 53 anni. Le accuse contro di lui pesano come macigni: violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne, maltrattamenti in famiglia, violenza privata.

 

Secondo la ricostruzione dei fatti operata dagli inquirenti le violenze sarebbero inziate una decina di anni fa, protraendosi fino a marzo 2008, quando la moglie ha trovato il coraggio di chiedere il divorzio. Le vittime hanno raccontato ai militari di continui scatti d’ira, percosse per futili motivi con pugni, calci e cinghiate, fino agli abusi sessuali sulla figlioletta allora minorenne. La moglie veniva sistematicamente minacciata di morte con coltelli, schiaffi e frasi offensive. Per garantirsi l’impunità al momento della separazione ha nuovamente costretto i famigliari a non denunciarlo. Ma a fine estate 2008 i militari del capitano Mario Amoroso, grazie al rapporto confidenziale con i cittadini del territorio, sono venuti a conoscenza della vicenda. Al termine delle indagini il sostituto procuratore Maria Rita Pantani ha riscontrato gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’operaio 53enne. Il Gip Angela Baraldi ha emesso così l’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico dell’uomo.

 

di GIULIA GUALTIERI.Telereggio 6 novembre 2009

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