settembre 18, 2009

Onofri: il tribunale dichiara l’interdizione del “papà di Tommy”

Posted in Cronaca, omicidio tommaso onofri tagged , , , , at 00:02 di wildgreta

Non c’è pace per la famiglia Onofri. Dopo la tragedia del piccolo Tommaso, il bimbo rapito e ucciso la sera del 2 marzo, oggi il tribunale di Parma ha dichiarato l’interdizione del padre, Paolo Onofri, in coma vegetativo da più di un anno dopo essere stato colpito da un infarto. Valutate le gravissime lesioni cerebrali subite, era gia’ stato dichiarato totalmente incapace di intendere e volere. Poi la moglie, Paola Pellinghelli, ha fatto istanza di interdizione per poter gestire le vicende familiari dopo la doppia tragedia. Durante questa fase istruttoria era anche stato nominato un tutore provvisorio, ma ora, essendo stata depositata la sentenza, spetterà al giudice tutelare sceglierne uno definitivo che si esprimerà sul consenso alle cure.

17 settembre 2009

Ancora in coma il papà di Tommaso Onofri, la moglie chiede 04 settembre, ore 16:16

Roma, 4 set. – (Adnkronos) – L’uomo è ricoverato in stato vegetativo nell’istituto ‘Cardinal Ferrari’ di Fontanellato dall’11 agosto 2008, quando fu colpito da un infarto. La donna: “I medici mi hanno parlato di una remota possibilità di ripresa. Ma ho dovuto avviare le pratiche per il tutore”

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Roma, 4 set. – (Adnkronos) – “La situazione va vissuta giorno per giorno, si deve vedere se e come Paolo reagisce. E’ passato troppo poco tempo. Finora nessuno dei medici mi ha detto che rimarrà in queste condizioni per tutta la vita. Anzi mi hanno parlato di una remota possibilità di ripresa. Ma ho dovuto avviare le pratiche per il tutore”. Lo dichiara in un’intervista al quotidiano ‘QN’ Paola Pellinghelli Onofri, la mamma del piccolo Tommaso, rapito e ucciso a 18 mesi la sera del 2 marzo 2002, in merito allo stato di salute del marito, Paolo Onofri, colpito da un infarto nel 2008 dal quale non si è più ripreso. La donna ha infatti avviato le procedure per l’interdizione dell’uomo, ricoverato in stato vegetativo nell’istituto ‘Cardinal Ferrari’ di Fontanellato.

“E’ un atto dovuto, inevitabile – riferisce ancora la signora Onofri – Cosa avrei dovuto fare? Era necessario un tutore che rappresentasse mio marito. Ho cercato una persona che mi togliesse una parte dei problemi visto che ne ho tanti”. “Sono contraria all’accanimento terapeutico – prosegue – ma a tutti i medici ho detto: curatelo, fatelo stare bene. Lo hanno curato per le piaghe da decubito che sono sparite e lo hanno aiutato a superare i problemi respiratori. Ma se la situazione precipitasse, se si dovesse tornare al massaggio cardiaco, sarei io a dire di non tormentarlo con cure inutili, anche per rispettare la sua volontà. Paolo non avrebbe accettato di essere curato per forza”.

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