luglio 31, 2009

CERVIA: AI DOMICILIARI PER PEDOFILIA OTTIENE NOMINA SCUOLA MEDIA, LA CITTA’ INSORGE

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michele ciccone

Cervia: arrestato per violenze e dirigente scolastico, la città insorge

GUARDA IL VIDEO DELL’INTERVISTA AL SINDACO di CERVIA E A UN GENITORE

E’ polemica a Cervia per la nomina a dirigente scolastico della scuola media di un preside ai domiciliari per abusi sui minori. Sindaco e Consiglio di Istituto scrivono al Ministro Gelmini e al Presidente Napolitano

Dal 14 maggio si trova agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Bertinoro, in provincia di Forlì, con l’accusa di violenza sessuale aggravata nei confronti di quattro bambini di età compresa fra i tre e i sei anni che frequentavano di una scuola materna di cui era responsabile, ed è in attesa di una sentenza.

Ma con l’inizio del nuovo anno scolastico diventerà formalmente il dirigente della scuola media Ressi-Gervasi di Cervia, anche se materialmente sarà un reggente ad esercitare l’incarico al suo posto.

Una nomina contro cui il Sindaco Roberto Zoffoli e il Presidente del Consiglio di Istituto Mauro Conficoni si sono immediatamente mobilitati, scrivendo rispettivamente al Ministro per la Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Da parte sua l’Ufficio Scolastico Regionale conferma momentaneamente la nomina, dicendo di non preoccuparsi perché il preside non sarà mai presente. Una risposta che indigna i genitori.

venerdì, 31 luglio 2009, 16:35Cronaca, Primo Piano24 viewsCommenta

Pedofilia, arrestato direttore del plesso scolastico di Bertinoro
Sesto Potere) - Bertinoro  - 15 maggio 2009 – Agli arresti domiciliari, Michele Ciccone, un 60 enne napoletano, dirigente scolastico delle scuole medie del plesso scolastico materna-elementari - medie di Bertinoro-Fratta. L’uomo prediligeva importunare e molestare sessualmente bimbi dai 3 ai 5 anni. Adesso è recluso nella sua casa di Fratta Terme. L’uomo – bloccato ieri mattina dalle forze dell’ordine – è sposato e con figli , ma la sua famiglia risiede in Campania.  E’ accusato di vilolenza sessuale ed è stato subito sospeso dal provveditore agli Studi. L’indagine – che aveva preso avvio tre mesi fa in seguito alle denunce delle maestre che si erano insospettite del suo comportanmento ambiguo – è stata svolta dagli agenti della Polizia della sezione reati sessuali della Squadra  Mobile di forlì. Per giorni e giorni i comportamenti del napoletano sono stati registrati e monitorati con telecamere nell’arco delle 24 ore. Raccolte prove compromettenti a suo danno, soprattutto per le sue molestie andate in scena nell’asilo di Fratta Terme . Nella sua abitazione è stato sequestrato materiale video (decine di dvd) a carattere pornografico.

(15/5/2009 11:55) |

luglio 27, 2009

Travolta lascia Scientology dopo la morte di Jett

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27/7/2009 (7:50) – IL CASO

John Travolta lascia Scientology
Travolta con il figlio autistico Jett, morto lo scorso Capodanno
Dopo la morte del figlio,
l’attore depresso non
avrebbe più fede nella chiesa
LORENZO SORIA
LOS ANGELES
Per trentaquattro anni, John Travolta è stato un seguace della chiesa di Scientology e uno dei suoi volti pubblici più conosciuti. Tom Cruise, che pure nella gerarchia della chiesa sta un gradino sopra di lui, aveva sposato una donna che non ne faceva parte, Nicole Kidman, ma Travolta ha invece scelto Kelly Preston, una fedele. In onore del fondatore della chiesa, L. Ron Hubbard, che aveva scritto l’omonimo romanzo di fantascienza, Travolta ha anche accettato di produrre e d’interpretare Battlefield Earth, coprendosi d’imbarazzo e di ridicolo. Dunque, la voce che il protagonista della Febbre del sabato sera avrebbe deciso di lasciare Scientology, pubblicata dal Daily Mail e rimbalzata su Internet, va presa con le pinze. Forse ha solo dei dubbi, di quelli che può avere qualunque persona razionale di fronte alla fede. Ma le voci persistono. E, considerate le circostanze legate alla tragica morte del figlio Jett, durante le vacanze di Capodanno alle Bahamas, potrebbero rivelarsi vere.

Se i grandi dolori tendono ad avvicinarci alla fede (e certo nessun dolore può essere paragonato alla morte di un figlio), per Travolta è accaduto l’opposto, nel senso che in questi mesi la star si è spesso domandata se, senza Scientology, Jett non sarebbe ancora vivo. Peggio, i correligionari gli fanno pesare il suo dolore, come se, invece che un sentimento naturale, fosse un segno di debolezza. Jett soffriva di autismo e della malattia di Kawasaki, che causa l’infiammazione delle arterie e dei nodi linfatici. Era soggetto ad attacchi epilettici: una convulsione nella vasca da bagno, che gli ha fatto perdere l’equilibrio e gli ha fatto battere la testa, figura come causa ufficiale della morte.

Il problema è che Jett aveva smesso di prendere il Depakote o gli altri farmaci anti-convulsivi, perché i fedeli di Scientology pensano che queste malattie siano solo psicosomatiche. State lontano dagli psischatri, anzi da quei criminali degli psichiatri, dicono. E venite da noi, che con terapie spirituali e fisiche sappiamo come sconfiggere ogni disturbo mentale. Anche se Cruise è intervento in difesa della chiesa, sostenendo che «quando si ammalano i scientologi usano farmaci e si affidano ai consigli e al trattamento dei medici», i Travolta avevano creduto in quelle terapie e avevano cessato di affidarsi alla medicina tradizionale. Proprio questo avrebbe scosso la fede di John negli insegnamenti di Hubbard.

Da anni Travolta vive in una «gated community» in Florida, dotata della sua pista di atterraggio: per lui che adora volare e possiede un 767, è una condizione indispensabile per salire sul suo jet e raggiungere qualunque set o, come accadde a Capodanno, una delle sue case. Ma i vicini dicono che adesso l’attore non esce più, che ogni tanto lo vedono aggirarsi di notte per la pista alla guida di una macchina elettrica, con un aspetto sconsolato e anche con un bel po’ di pancetta. A peggiorare le cose c’è poi il fatto che, mentre secondo la maggioranza degli psicologi e degli psichiatri l’accettazione del dolore è il primo passo per uscire da una tragedia, secondo gli insegnamenti di Hubbard il dolore è invece un sintomo di debolezza che un buon fedele deve saper respingere. Secondo Hubbard il dolore, come del resto l’empatia, sono sentimenti di cui «bisogna disporre tranquillamente e senza pentimenti».

Ora, la chiesa di Scientology non solo avrebbe portato via indirettamente a Travolta il figlio, ma non gli permetterebbe neanche di piangerlo. È per questo che John starebbe meditando la rottura. Ma è un passo tutt’altro che facile. Per Scientology, l’affiliazione di Travolta, Cruise e altre «celebrities» rappresenta un grande colpo pubblicitario. Se uno di loro dovesse andarsene sarebbe imbarazzante, tanto che per prevenirlo la chiesa non esiterebbe a usare le armi della minaccia e del ricatto. La macchina del gossip è anzi già entrata in azione con la voce che il babysitter di Jett fosse in realtà l’amante gay del papà. E in un’intervista a Time, Richard Aznaran, ex responsabile della sicurezza per Scientology, ha detto che il suo leader, David Miscavige, avrebbe fatto spesso riferimento al «comportamento promiscuo e omosessuale» di Travolta.

la stampa 27 luglio 2009

luglio 26, 2009

Rignano/ Agerif: video incidenti probatori provano violenze.Denunceremo Giovanardi

Posted in abusi sessuali sui minori, Pedofilia, pedofilia scuola, Rignano Flaminio tagged , , , , , at 10:20 di wildgreta

http://brunik.altervista.org/foto/gio27_russo_gardini_giovanardi_balla.jpg

“Denunceremo Giovanardi per sue dichiarazioni”

I filmati fatti dai genitori di Rignano Flaminio nei quali venivano raccolte le testimonianze dei bambini che si ritenevano vittime di abusi e violenze sessuali, sono stati verificati da esperti e dall’autorità giudiziaria. E ci sono altre videoregistrazioni che sono entrati nell’inchiesta in cui sono accusati alcune maestre e un autore televisivo. Il dato viene sottolineato in una nota dell’Agerif, l’associazione che è stata vicini ai papà ed alle mamme sin dai primi momenti dell’indagine, sin dalle prime denunce. Nel comunicato la portavoce Arianna Di Biagio annuncia per martedì prossimo una conferenza stampa nello studio dell’avvocato Carlo Taormina, che assiste alcune delle famiglie coinvolte nella vicenda. In risposta all’onorevole Carlo Giovanrdi, che più volte ha pubblicamente difeso le persone sottoposte ad indagine nell’inchiesta della Procura di Tivoli, si spiega: “L’onorevole Giovanardi si è prodotto, addirittura nelle stanze di Palazzo Chigi, augurabilmente senza il consenso o nella inconsapevolezza di Berlusconi, nell’ennesima originalità, al fine di dimostrare, more solito, la innocenza di imputati di pedofilia, precisamente di quelli ai quali è attribuita la lunga serie di abusi perpetrati in danno dei bambini di Rignano Flaminio”. Il riferimento è ad un filmato che è stato fatto vedere da Giovanardi e di cui si da conto in un articolo del Giornale nei giorni scorsi. L’Agerif metterà a disposizione la “videoregistrazione dei principali incidenti probatori che hanno determinato la richiesta di rinvio a giudizio degli imputati, compreso taluno per il quale la Procura, insipientemente, aveva chiesto una scandalosa archiviazione”. E poi si aggiunge: “Fin da ora, peraltro, va sottolineato che i filmati propinati agli inconsapevoli parlamentari da parte del Giovanardi, erano stati consegnati all’autorità giudiziariaperché venissero valutati sulla loro rilevanza e sarà interessante che la stampa conosca i contenuti delle dichiarazioni rese dai medesimi bambini in ambiente che più scientifico non poteva essere, per la presenza di un giudice, di psicologi, di psichiatri e per la osservanza delle regole consigliate dalla scienza del settore”. “Giovanardi, che ha accusato i genitori di aver istigato i loro figli alla falsa testimonianza, e di aver in tal modo consumato calunnia contro gli imputati, sarà querelato e potrà rispondere in tribunale dei delitti consumati, con l’aggravante della prestigiosa qualità di pubblico ufficiale-parlamentare“. Inoltre l’Agerif auspica un intervento del presidente del consiglio affinchè “valuti se Giovanardi, ‘crociato’ della tutela dei pedofili sotto processo, possa continuare ad essere parte del governo”.

25 luglio 2009

luglio 24, 2009

Pedofilia, Rignano Flaminio: Giovanardi, sottosegretario “con delega agli indagati”

Posted in abusi sessuali sui minori, Abusi sui minori, carlo giovanardi, Rignano Flaminio tagged , , , , , , , , , , , at 02:04 di wildgreta

http://grattaevinci.files.wordpress.com/2008/10/gio28_carlo-giovanardi_sidisseta.jpg?w=326&h=490

LEGGI L’ARTICOLO

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luglio 23, 2009

PEDOFILIA, “IL GIORNALE” DISINFORMA E DIFENDE GLI ACCUSATI

Posted in Senza Categoria at 03:35 di wildgreta

DI WILDGRETA

Strana  svolta quella de “Il Giornale”.Nell’ultimo mese, infatti, si è lanciato in vere e proprie crociate in difesa degli indagati per pedofilia in due importanti casi giudiziari, il processo a don Ruggero Conti, ex parroco della parrocchia di Selva Candida a Roma e il caso di pedofilia all’asilo Olga Rovere di Rignano Flaminio.Pregevole per le inesattezze che contiene, l’articolo di oggi sul caso Rignano. Cominciamo con l’analisi delle  informazioni  e del tono generale di questo pezzo che non serve ad informare i lettori.Di seguito troverete anche gli articoli in difesa di don Ruggero Conti.Non faccio alcuna analisi, in quanto non conosco sufficientemene il caso.

“La scuola degli orchi che sconvolse l’Italia”

Cominciamo dal titolo. L’uso del passato remoto presuppone che sia passato molto tempo e forse suggerisce che l’Italia si sia sconvolta inutilmente. Bè garantisco che il caso di Rignano Flaminio sconvolge tuttora le persone, ed è tuttora un caso che viene seguito moltissimo ogni volta che se ne parla.Sono i giornali che non se ne occupano quasi più perchè non è di stretta attualità.

“caso dei presunti abusi su alcuni minori”

Bè, tutti sanno che i minori sono 22, quindi omettendo il numero esatto e dicendo “alcuni”, si tende a sminuire la gravità del caso.

“Dopo una fase di stallo, l’inchiesta ha ripreso una nuova spinta con il ritrovamento, a giudizio del pm, del casale dove sarebbero stati perpetrati gli abusi.”

La “fase di stallo” non c’è mai stata, in quanto dal 2006 le indagini non si sono mai interrotte. La “nuova spinta” di cui parla il giornalista, in realtà sarebbe “l’ennesima spinta”, in quanto il riconoscimento di un altro casale è avvenuto nel luglio dello scorso anno, e dal 2007 sono diversi i luoghi già indicati dai bambini e che sono già stati riconosciuti. Il fatto di scrivere che il ritrovamento dell’ultimo casale è “a giudizio del pm”, suggerisce che non si sa se sia vero che questi luoghi sono stati riconosciuti. Purtroppo, invece, sono stati fatti riconoscimenti ufficiali, quindi quei luoghi sono stati ufficialmente riconosciuti dai bambini, poi se in un eventuale processo, i giudici decideranno di non credere ai bambini, è un altro discorso.

“Sono quattro le insegnati finite al centro dell´inchiesta per pedofilia ma non tutte potrebbero ricevere le comunicazioni giudiziarie.”

Questa informazione è falsa. Sono 3 le insegnanti per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio, a cui va aggiunto l’autore televisivo Gianfranco Scancarello. Per la bidella Cristina Lunerti era stata chiesta l’archiviazione, ma le parti civili si sono opposte, e dopo l’udienza di giugno, l’opposizione è stata accolta e la bidella con i tatuaggi riconosciuti da diversi bambini, è rientrata nel caso. Quindi, i rinvii a giudizio che potrebbero essere confermati sono 4 più quello della bidella.Il fatto che la giornalista affermi che non tutti potrebbero ricevere comunicazioni giudiziarie è una frase che non significa nulla, infatti le richieste di rinvio a giudizio sono già state fatte, e ora si attende l’udienza preliminare per sapere se verranno confermate.

Per concludere, direi che Il Giornale, potrebbe  lasciare che a svolgere i processi sia la magistratura. Oltretutto, come abbiamo appena visto, i suoi giornalisti non fanno neppure quel minimo di recerche su internet che eviterebbero loro queste brutte figure.Ma se di un caso non si conoscono neppure le informazioni di base, quale credibilità possono avere le supposte rivelazioni o i vari tentativi di dare letture alternative dei casi di pedofilia? Di seguito, l’articolo su Rignano Flaminio e uno dei tanti fra quelli usciti in difesa di don Ruggero Conti. Non conosco altrettanto bene il caso di don Ruggero, ma ribadisco che le sentenze dovrebbero essere scritte dai giudici e non dai giornalisti.Oltretutto, i casi di pedofilia sono molto delicati e non mostrare il minimo interesse per le vittime, non è giustificabile.

La scuola degli orchi che sconvolse l’Italia

di Redazione

Il caso dei presunti abusi su alcuni minori frequentanti la scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio esplode sui mass media del Paese con grande fragore il 24 aprile 2007: le agenzie di stampa e i telegiornali riportano la notizia dell’arresto di sei persone. Si tratta di tre maestre, una bidella e due persone che lavorano al di fuori della scuola. Sono tutti fermati con queste accuse: violenza sessuale su bambini, minacce, sequestro di persona, produzione e commercio di materiale pedo-pornografico. L’inchiesta giudiziaria, partita sulla base di alcune denunce dei genitori di bambini, prende in esame fatti cominciati nel 2001, per una bambina, e proseguiti per gli altri 20 alunni tra il 2005 ed il 2006. Con un iter a dir poco frastagliato, si chiudono a gennaio le indagini. Dopo una fase di stallo, l’inchiesta ha ripreso una nuova spinta con il ritrovamento, a giudizio del pm, del casale dove sarebbero stati perpetrati gli abusi. Ora la procura è pronta a chiedere i primi rinvii a giudizio per le maestre sospettate delle violenze nei confronti di alcuni loro ex alunni. Il procuratore capo di Tivoli, Luigi De Ficchy, e il pm Marco Mansi hanno firmato prima di Natale i 415 bis, gli avvisi che normalmente preludono alla richiesta del processo. Gli atti verranno consegnati nei prossimi giorni. Sono quattro le insegnati finite al centro dell´inchiesta per pedofilia ma non tutte potrebbero ricevere le comunicazioni giudiziarie.

IL GIORNALE 22 LUGLIO 2009

Il don irascibile che semina zizzania

di Redazione
È stato lui a dare il «la» alle indagini che hanno portato all’arresto di don Ruggero Conti, e già l’anno prima lui stesso aveva scritto al vescovo per metterlo a parte di quelle che lui riteneva attenzioni non lecite nei confronti di ragazzi e ragazze che frequentavano la parrocchia. Don Claudio Peno Brichetto che si è fatto intervistare di spalle da Studio Aperto) è un giovane prete piemontese, ordinato all’inizio del nuovo millennio dopo aver frequentato il seminario San Carlo di Lugano, nella Svizzera italiana. È stato il vice di don Ruggero Conti dal 2005 fino al 2006, quando proprio il titolare della parrocchia di Selva Candida lo allontanò. Sembrava la fine di un rapporto mai stato idilliaco, che molti parrocchiani attribuivano a una certa «invidia» del giovane prete nei confronti di don Ruggero, visto che quest’ultimo era amato e lui, invece, non si sarebbe inserito bene. Di certo don Claudio non nascondeva critiche e accuse al titolare della parrocchia, tanto da decidersi, una volta archiviata la denuncia al vescovo, ad andare da una onlus di Reggio Emilia a raccontare di aver assistito a sospetti abusi, e quelle dichiarazioni poi ripetute ai carabinieri hanno alla fine portato don Ruggero dietro le spalle. Tra i sostenitori del parroco accusato di pedofilia, tanti puntano il dito contro don Claudio sostenendo che avrebbe «seminato zizzania», e cercato di «sollevare» alcuni parrocchiani contro don Ruggero, e ricordano che in passato aveva già presentato esposti e denunce contro altri parroci, non risparmiando accuse anche al tempo del seminario verso i colleghi. Altri ricordano che a Selva Candida parlava apertamente male del suo «superiore», ironizzando tra l’altro sulla sua scarsa forma fisica, e mostrando una malcelata antipatia verso il prete. Ora salta fuori anche che avrebbe offerto denaro a qualcuno per bruciare l’auto di don Ruggero.

(DON RUGGERO CONTI) Difeso dalle famiglie «Sempre corretto»

di Redazione

Parroco della chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, dopo anni di attività alla Giustiniana, il 56enne don Ruggero Conti, a Roma, si era costruito una solida fama di uomo di chiesa e di benefattore, tanto da essere scelto come «garante» per la campagna elettorale di Gianni Alemanno. La sua parrocchia era un punto di riferimento per centinaia di famiglie. Campi estivi frequentatissimi, atteggiamenti da amico sia con i genitori che con i ragazzi. Questi ultimi spesso ospiti a casa sua, per serate trascorse a giocare alla Playstation e finite spesso dormendo lì, con la benedizione dei genitori che si fidavano ciecamente di quel prete gentile e poco conformista, che non si faceva problemi a lasciare le chiavi dell’appartamento ai ragazzi. Alcuni suoi atteggiamenti affettuosi, come l’abitudine al bacio della buonanotte (sulla guancia), sono diventati sui media potenziali indizi di colpevolezza dopo l’avvio dell’inchiesta per pedofilia e il suo arresto. Ma centinaia di ragazzi che l’hanno frequentato hanno voluto esprimere solidarietà con il religioso, dicendosi certi che in quelle serate nei campeggi o a casa di don Ruggero non accadeva niente di torbido, e invadendo di commenti i blog che si sono occupati della vicenda. La sua storia giudiziaria ha così finito per dividere i residenti di Selva Candida, tra chi ha sospeso il giudizio in attesa del processo e i tantissimi che invece lo difendono a spada tratta, ipotizzando che il suo iperattivismo nel togliere i ragazzi dalla strada avrebbe dato fastidio a qualcuno, a tal punto da far finire don Ruggero al centro di un complotto per incastrarlo. E così, mentre sette giovani hanno messo a verbale i racconti di violenze, che spesso sarebbero accadute molti (secondo alcuni troppi) anni fa, nel blocco degli innocentisti spiccano anche molti genitori che, per anni e anni, hanno affidato ogni estate i propri bambini a don Conti, e che ancora ora non vogliono credere che quel prete possa essere un orco.

iL gIORNALE 28 GIUGNO 2009

“Così don Ruggero è stato incastrato dal suo vice”

di Gian Micalessin

«Quel sacerdote aveva il dente avvelenato con il parroco, mi offrì 300 euro per bruciargli la macchina. Io risposi che non facevo certe cose. Lui allora mi offrì un alternativa: “Per la macchina non preoccuparti lo chiederò a quelli di Forza nuova”. Tu aiutami a costruire le prove». Sono le parole di una testimonianza chiave raccolte dal Giornale.

Una testimonianza in grado di far luce su ambiguità e contraddizioni della brutta storia di Selva Candida, la parrocchia alla periferia della Capitale epicentro di una vicenda diventata, negli ultimi mesi, la madre di tutte le inchieste giudiziarie su preti e pedofilia.

Al centro della gogna mediatica e giudiziaria c’è Ruggero Conti, il 55enne parroco della chiesa Natività di Maria Santissima in carcere con l’accusa di aver molestato sette delle centinaia di ragazzini passati per la sua parrocchia nell’arco di oltre dieci anni. Ma nella madre di tutte le storie italiane sui preti orchi e pedofili qualcosa non torna. A oltre un anno da quell’arresto don Ruggero Conti continua a godere della fiducia di centinaia di genitori che negli anni gli affidarono i loro figli e continuano a definirlo educatore e prete esemplare. Genitori pronti a dimostrargli solidarietà riunendosi davanti al carcere o ritrovandosi, come lo scorso 17 giugno, nell’aula del Tribunale di Roma in occasione della prima udienza del processo. Quel processo potrebbe far emergere molti retroscena capaci di incrinare le prove e le testimonianze su cui si basano le accuse a don Ruggero. Prove e testimonianze frutto, in gran parte, dell’impegno e della rabbia di don Claudio Peno Brichetto, un ex viceparroco assegnato alla Natività di Maria nel novembre 2005 ed allontanato per volere di don Ruggero Conti a fine 2006. Quell’allontanamento è l’epilogo di mesi di scontri e litigi durante i quali don Brichetto già lavora per raccogliere prove contro il suo superiore. Un’attività conclusasi con la denuncia alla magistratura di don Ruggero Conti.

Una lettera in possesso di Monsignore Gino Reali, vescovo di Porto-Santa Rufina e responsabile della parrocchia, dimostra però che l’azione di don Claudio Brichetto supera i limiti del lecito. In quella lettera, controfirmata e consegnata di persona al cancelliere del vescovo don Roberto Leoni, un testimone riferisce di un incontro in cui don Claudio Brichetto gli chiede di raccoglier prove sulla pedofilia di Conti e gli offre del denaro per bruciare la sua auto.

«Era l’estate del 2006 avevo fatto dei lavoretti per la parrocchia e andai da don Brichetto per discutere il mio compenso. Lui aveva il dente avvelenato con il parroco, mi offrì 300 euro per bruciargli la macchina. Io risposi che non facevo certe cose e allora lui mi offrì un’alternativa. Per la macchina non preoccuparti, lo chiederò a quelli di Forza Nuova, tu aiutami a costruire le prove e a far scrivere “pedofilo” davanti alla parrocchia», racconta al Giornale il testimone che non vuole essere citato sui giornali, ma giura di avere riferito tutto nella lettera a monsignore Gino Reali e di essere pronto a ripeterlo in tribunale. La sua testimonianza sarebbe già nelle mani dei giudici se il vescovo monsignore Gino Reali non avesse ordinato il totale silenzio sulla vicenda.

«Non posso né smentire, né confermare – risponde il cancelliere don Roberto Leoni quando Il Giornale lo chiama al telefono e gli chiede conferma dell’esistenza della lettera -. Purtroppo – chiarisce imbarazzato – i miei superiori mi hanno ordinato di non parlare di questa vicenda». Le paure e le reticenze di monsignor Gino Reali sono in parte comprensibili. Il clamore suscitato dalle accuse al suo parroco hanno già scatenato l’indignazione dell’opinione pubblica, aggiungerci il sospetto di una faida interna e di comportamenti al di là della legalità equivale a mettere altro fango davanti al ventilatore. Anche perché don Claudio Peno Brichetto, il grande accusatore del parroco Ruggero Conti, è una figura alquanto controversa. Secondo monsignore Oliviero Bernasconi, vicario generale della Diocesi di Lugano, i lati oscuri della sua personalità emergono già durante gli anni trascorsi al Seminario di San Carlo nel capoluogo della Svizzera italiana.

IL GIORNALE 28 GIUGNO 2009

luglio 17, 2009

Pedofilia: condannato don Turturro

Posted in Pedofilia tagged , , , , at 23:59 di wildgreta

Ex parroco di Borgo Vecchio a Palermo accusato da due 14enni (ANSA) – PALERMO, 17 LUG – Don Turturro, ex parroco del quartiere Borgo Vecchio di Palermo, accusato di abusi sessuali da due 14enni, e’ stato condannato a 6 anni. Il sacerdote, noto per le sue battaglie antimafia, dovra’ anche risarcire 50mila euro a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva alle vittime, costituitesi parti civili. La pubblica accusa aveva chiesto la condanna del sacerdote a nove anni.

Fiumicino, Prete denunciato: avance in volo a ragazzine 9 e 13 anni

Posted in Pedofilia tagged , , , , at 17:40 di wildgreta

foto

(ANSA) – FIUMICINO (ROMA), 17 LUG – Un sacerdote venezuelano e’ stato denunciato per aver tentato di molestare due bambine su un volo da Caracas a Roma. Il prete e’ stato fermato al suo arrivo all’aeroporto di Fiumicino e denunciato dalla polizia giudiziaria per molestie nei confronti di due bambine di 9 e 13 anni. Il sacerdote avrebbe fatto loro avance su un aereo dell’Alitalia, sul quale le bambine viaggiavano da sole come minori non accompagnati.

Arrestato per pedofilia Giovanni Piovan: secondo i carabinieri avrebbe abusato di quattro ragazzini

Posted in Abusi sui minori, Pedofilia tagged , , , , , , , at 17:10 di wildgreta

Venerdì 17 Luglio 2009 12:21 Redazione

Arrestato per pedofilia Giovanni Piovan: secondo i carabinieri avrebbe abusato di quattro ragazzini

Venerdì 17 Luglio 2009 12:21 Redazione

Alla fine di quasi due anni di indagini che hanno richiesto anche intercettazioni telefoniche ed ambientali con telecamere che lo hanno sorvegliato giorno e notte i carabinieri di Padova hanno arrestato Giovanni Piovan, 36 anni, responsabile fino a due anni fa di una struttura di accoglienza per minori in difficoltà. I carabinieri hanno scoperto che l’uomo ha abusato sessualmente di alcuni giovanissimi ospiti della struttura per almeno 4 volte nel corso degli anni. A denunciarlo alcuni ex ospiti delle strutture per minori che Piovan gestiva, che a distanza di qualche anno dalle violenze reiterate, hanno trovato il coraggio per denunciare il loro violentatore. Su disposizione del giudice per le indagini preliminari Nicoletta De Nardus su richiesta del pubblico ministero Roberto Lombardi l’uomo è stato arrestato dai carabinieri a Transacqua (Trento) centro della valle del Primiero dove l’uomo, vistosi scoperto nella bassa padovana, aveva messo in piedi una struttura per i soggiorni estivi dei minori.

http://www.padova24ore.it

Istruttore d’arti marziali arrestato per pedofilia

Posted in abusi sessuali., Abusi sui minori, Pedofilia tagged , , , , at 16:58 di wildgreta

Venerdì 17 Luglio 2009

«Mi ha costretto ad avere rapporti sessuali con lui fin da quando avevo meno di 14 anni. Me ne ha fatte di tutti i colori, ho vergogna a raccontare».

Quando i carabinieri hanno raccolto la denuncia di quel giovane vicentino, che ha più di vent’anni e che vive di lavoretti saltuari, stentavano a credergli. Gli accertamenti compiuti finora hanno portato a ritenere che avesse riferito la verità. Per questo, al termine di un’indagine delicata e riservata, coordinata dal pm Antonella Toniolo, hanno notificato ad Alessio Gelicrisio, 47 anni, l’ordinanza di custodia in carcere per reati pesantissimi. È accusato di violenza sessuale su minorenni, prostituzione minorile e corruzione di minorenne, durati negli anni.

Gelicrisio, che a dispetto del cognome è nato e cresciuto in città, lavora come operaio ed è istruttore di arti marziali in un centro di Sovizzo, era in carcere quando i carabinieri del radiomobile della compagnia di Vicenza gli hanno consegnato il provvedimento. Era stato infatti arrestato dagli stessi militari sabato scorso quando, nel corso di una perquisizione per trovare materiale inerente all’indagine, avevano sequestrato anche altro. In concreto, 6 piante di marijuana e 36 grammi di hashish; oltre a questo, katane, pistole a salve, manette e un distintivo dei carabinieri con la sua foto. A cosa gli servisse questo materiale è ancora da comprendere, ma di fatto era stato arrestato per la droga.

In casa, però, erano stati trovati film, cassette, e svariate fotografie e video. Visionando quel materiale – che ora dovrà essere analizzato da un perito incaricato dalla procura – gli inquirenti hanno compreso che il racconto del ragazzo era drammaticamente reale. Si trattava di immagini squallide, che documentavano atteggiamenti sessuali con protagonisti il giovane che aveva sporto denuncia, ma anche altri ragazzi.

Non solo. I militari, una volta avviate le indagini, avevano iniziato ad ascoltare Gelicrisio per comprendere in che rapporti fosse con altri giovani, e dal tenore delle telefonate intercettate il quadro che è emerso era assai pesante.

Nel contempo, gli inquirenti dall’esame dei tabulati telefonici sono riusciti ad identificare un secondo giovane vicentino, che in caserma ha confermato come, fin dalla tenera età, Gelicrisio lo avesse indotto a compiere atti sessuali nel mentre veniva fotografato o filmato. In cambio, l’operaio gli dava soldi o, come nel suo caso, sostanze stupefacenti. Di qui l’accusa di prostituzione minorile, perché induceva quei giovanissimi ad avere rapporti con lui dietro un compenso. Uno scenario drammatico, che ha spaventato le famiglie dei ragazzi, le quali si sono rivolte agli avv. Cesare Dal Maso e Carolina Casagni per farsi tutelare.

Le indagini sono in pieno svolgimento. Altri sviluppi potranno venire dall’interrogatorio di Gelicrisio, che è assistito dall’avv. Federico Gobbato e che dovrebbe essere sentito in questi giorni.

I carabinieri stanno cercando in primo luogo di identificare altre presunte vittime, alcune delle quali si vedono nelle immagini. Non solo; c’è da capire che uso abbia fatto l’operaio di quel materiale, e il timore è che possa averlo in qualche maniera diffuso.

Infine, sono in corso verifiche sulla sua attività di istruttore (la palestra è ovviamente estranea a qualsiasi accusa), che lo portava a contatto con giovani. Ha cercato di adescarne anche durante le lezioni, l’accusato di pedofilia?

luglio 13, 2009

14 luglio: Wildgreta aderisce allo sciopero dei blog

Posted in attualità, internet tagged , , , , , , , , at 22:43 di wildgreta

Per la prima volta nella storia della Rete i blog entrano in sciopero.
Accadrà domani, 14 luglio, con una giornata di rumoroso silenzio dei blog italiani contro il disegno di legge Alfano, i cui effetti sarebbero quelli di imbavagliare l’informazione in Rete.
Il cosiddetto obbligo di rettifica, pensato sessant’anni fa per la stampa, se imposto a tutti i blog (anche amatoriali) e con le pesanti sanzioni pecuniarie previste, metterebbe di fatto un silenziatore alle conversazioni on line e alla libera espressione in Internet.

Domani 14 luglio

dunque, invece dei consueti post, i blog italiani metteranno on line solo il logo della protesta, con un link al manifesto per il Diritto alla Rete: http://dirittoallarete.ning.com. Sul network verrà pubblicato inoltre uno slideshow di tuti i blogger imbavagliati che hanno aderito.

L’iniziativa prevede anche un incontro-sit in piazza Navona a Roma, alle ore 19 di martedì 14 luglio, e un simbolico imbavagliamento sia dei blogger presenti sia della statua simbolo della libertà di espressione, quella del Pasquino.

Hanno aderito all’iniziativa blogger di ogni area politica (ma anche non politici) ed esponenti di diversi partiti e associazioni.

Tra gli altri: Ignazio Marino, Vincenzo Vita, Mario Adinolfi e Francesco Verducci (Pd); Antonio Di Pietro (Idv): Pietro Folena (Partito della Sinistra Europea); Amici di Beppe Grillo di Roma, Calabria e Taranto; Articolo 21; Sinistra e Libertà; Per il Bene Comune; Partito Liberale Italiano (PLI).

Hanno aderito a titolo personale anche Giuseppe Civati, Sergio Ferrentino, Massimo Mantellini, Alessandro Robecchi, Claudio Sabelli Fioretti, Ivan Scalfarotto, Luca Sofri, Marco Travaglio e Vittorio Zambardino.

Anche alcuni parlamentari della maggioranza (come Antonio Palmieri e Bruno Murgia), seppur non verranno in piazza, hanno espresso la loro contrarietà alla norma imbavaglia-Rete presente nel ddl Alfano.

Sarà in piazza Navona anche il professor Derrick de Kerckhove, guru della Rete e docente all’Università di Toronto. Verrà infine annunciata la costituzione della “Consulta permanente per il Diritto alla Rete”: avrà l’obiettivo di aprire un tavolo di confronto tra il mondo della Rete e la politica, che tenga conto della libertà di espressione e di informazione, e soprattutto delle necessità di chi la Rete la vive ogni giorno come utente e cittadino.

Diritto alla Rete

http://dirittoallarete.ning.com/

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