giugno 4, 2009
Rignano Flaminio, pedofilia: Anche la bidella a rischio processo
Presunti abusi sessuali

(l’asilo Olga Rovere)
RIGNANO FLAMINIO Si allunga la lista delle persone che rischiano di finire sotto processo per i presunti abusi sessuali compiuti su una ventina di bimbi della scuola materna «Olga Rovere» di Rignano Flaminio, alle porte di Roma, nell’anno scolastico 2005-06.
Alle maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti e Patrizia Del Meglio e al marito di quest’ultima, lo sceneggiatore televisivo Gianfranco Scancarello, si aggiungerà anche la bidella Cristina Lunerti. Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Tivoli Elvira Tamburelli che, respingendo la richiesta iniziale di archiviazione, ha imposto al pubblico ministero, Marco Mansi, di formulare l’imputazione coatta. È finita in archivio, invece, come sollecitato dal sostituto procuratore, la posizione di altri due indagati, la maestra Assunta Pisani e il benzinaio cingalese Kelum Da Silva. Ad opporsi alla richiesta di archiviazione di questi ultimi tre indagati erano stati i difensori di cinque famiglie, parti offese nel procedimento penale. Il prossimo passo, dunque, sarà la richiesta di rinvio a giudizio e quindi la fissazione dell’udienza preliminare, durante la quale il gup deciderà se mandare o meno alla sbarra gli indagati. I reati per i quali sta procedendo la procura di Tivoli vanno, a seconda delle posizioni processuali, dai maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli al sequestro di persona, dalla sottrazione di persone incapaci alla violenza sessuale aggravata, dagli atti sessuali con minorenne alla corruzione di minorenne, dalla violenza sessuale di gruppo agli atti contrari alla pubblica decenza.
IL tempo 4 giugno 2009
giugno 3, 2009
“Il Cacciatore di Bambini, biografia non autorizzata del Mostro di Foligno”


Sono i primi anni ’90 e la televisione comincia a scoprire la dirompente potenzialità commerciale dell’audience crescente che si forma davanti al crimine raccontato per immagini e per suggestioni verbali. E’ in questi anni che il plastico della villetta di Cogne e il modellino dell’appartamento di Perugia dove è stata uccisa la studentessa inglese Meredith Kercher entrano a far parte del futuribile dell’intrattenimento del ventennio che verrà. E che si tessono le prime trame di quell’intreccio perverso tra cronaca e spettacolo che ci ha portato al difficile discernimento della realtà con il quale tutti facciamo i conti quando percorriamo certi canali navigando con il telecomando.
Interpretano bene questo momento anche Luigi Chiatti,protagonista principale, e Stefano Spilotros, personaggio incidentale de “Il Cacciatore di Bambini- biografia non autorizzata del Mostro di Foligno” scritto dal giornalista Alvaro Fiorucci e pubblicato da Morlacchi. Leggi il seguito di questo post »
giugno 2, 2009
Mostro di Firenze, Giallo Narducci: si decide se ci furono depistaggi
Il Gup deve decidere se i 22 indagati devono essere rinviati a giudizio
I familiari di Narducci hanno sempre sostenuto che il medico era del tutto estraneo alle vicende del «mostro di Firenze
di: 02/06/2009
Saranno gli esperti di accusa, difesa e parte civile che hanno svolto le consulenze sulle cause della morte di Francesco Narducci e sulla compatibilità del cadavere ripescato al lago Trasimeno il 13 ottobre del 1985 con quello del gastroenterologo, ad essere sentiti, il 3 giugno prossimo, nell’ambito dell’udienza preliminare che vede imputate 22 persone per presunte irregolarità compiute in occasione del ritrovamento del cadavere del medico perugino. Davanti al gup compariranno i consulenti del pm, il professor Giovanni Pierucci (che ha eseguito l’esame autoptico sul corpo di Narducci), il responsabile del Ris di Parma, colonnello Luciano Garofalo (autore della perizia antropometrica), ed il medico legale Gabriella Carlesi. Per la difesa saranno sentiti Carlo Torre, Nello Balassino e Giuseppe Fortuni. Per la parte civile, infine, il professor Mauro Bacci e il dottor Massimo Ramadori. Tra le 22 persone per le quali il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio anche familiari del gastroenterologo, pubblici ufficiali, appartenenti alle forze dell’ordine e altri soggetti. Nel fascicolo sono stati contestati a vario titolo 22 capi d’imputazione per reati quali falso, omissione d’atti d’ufficio, occultamento di cadavere e altri. Tutti gli imputati hanno sempre respinto le accuse. La parte centrale dell’inchiesta riguarda una presunta associazione per delinquere della quale sarebbe stato promotore e organizzatore Ugo Narducci, padre del medico trovato morto. Il sodalizio avrebbe operato – secondo la ricostruzione accusatoria – dal giorno della scomparsa del gastroenterologo fino a dopo il luglio del 2004 per cercare di sviare gli accertamenti sulla morte. In particolare per evitare che si ipotizzasse un omicidio legato alle vicende del mostro di Firenze. Secondo il pm Giuliano Mignini, Narducci sarebbe stato in qualche modo legato «almeno» agli ultimi quattro duplici omicidi avvenuti in Toscana. I familiari di Narducci hanno sempre sostenuto, invece, che il medico era del tutto estraneo alle vicende del «mostro di Firenze».
tam tam 2 giugno 2009
Note, In rete ho trovato questa nota di Gabriella Carlizzi: “Domani, sarà un giorno molto impegnativo, l’udienza che si svolgerà a Perugia (non a Firenze come qualche giornale depistatore ha pubblicato), questa udienza vedrà uno scontro aperto tra periti di chiara fama, su un punto che è il cuore dell’intera inchiesta. Al centro di questo dibattimento, ci sarò io, poichè fui io a far scattare la riesumazione di Narducci.”
Pedofilia, Don Dessì: condanna annullata per tutte le accuse anteriori al ’98.
Don Dessì, processo annullato. Clamorosa sentenza, quella emessa ieri dalla terza sezione penale della Cassazione.
Nel computer di don Dessì furono trovati 1.440 file con immagini pedopornografiche
Il sacerdote sardo era stato condannato il 23 maggio del 2007 dal gup Roberto Spanò a 12 anni per violenza sessuale su tre ragazzi della comunità di Chinandega, in Nicaragua, di cui era responsabile
I giudici romani hanno annullato senza rinvio la sentenza di condanna per quanto riguarda tutte le imputazioni relative ai fatti precedenti l’agosto ’98. Processo da rifare, invece (annullamento con rinvio alla
corte d’appello di Bologna) per gli altri episodi al centro del processo. Continua a leggere
Pedofilia online: 16 arresti in Australia
| Nell’ambito di un’operazione internazionale in 92 paesi |
(ANSA) – SYDNEY, 2 GIU – E’ salito a 16 il numero di uomini arrestati in Australia per reati legati a distribuzione e possesso di materiale pedopornografia. Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di un’operazione internazionale di polizia che, iniziata in Germania lo scorso dicembre ed estesa a 92 paesi, ha identificato oltre 9.000 potenziali trasgressori. I 16 finora arrestati in Australia sono imputati di un totale di 44 |
giugno 1, 2009
Alberto Bevilacqua: Marco Pantani e la fine del ciclismo epico

Corriere della Sera – 6 marzo 2008
Marco Pantani: nella sua vicenda, l’ avvertimento: si tratta anche di te. O più esattamente: potrebbe toccare a chiunque emerga, senza certe protezioni, in questo mondo irriducibile nei suoi intrighi e colpi alla schiena. In Era mio figlio (Mondadori), c’ è una madre, Tonina Pantani, che evoca – dai giovanili trionfi alla disgrazia finale – il figlio vittima, paradossalmente, più delle sue glorie di corridore ciclista che della trama, ancora indecifrata, che lo ha portato a una tragica morte. Cervantes l’ ha stabilito nel Don Chisciotte: gli splendori del talento generano il verme roditore di tutte le virtù, ossia l’ invidia che si nutre del rancore dei mediocri e dei crimini degli affaristi.
Dell’ evocazione della madre Tonina, si fa messaggero e interprete Enzo Vicennati, che ha l’ accortezza di servirsi del tono più congeniale, quello dell’ epica minore, con un andante che echeggia il verso esametro, per i greci: epos, gesta emozionanti ed eroi senza bardature. Sfide memorabili e tragedie pressoché inevitabili. Senza il crisma fatale della Storia, ma con le suggestioni affettuosamente umane che portano le folle a inventarsi il mito corporale di un proprio simile particolarmente dotato, per potersi immedesimare in lui.
La vicenda di Pantani, risvolti d’ indagine a parte, sta tutta qui, nei destini comandati che regolano l’ «epica», di cui il ciclismo, e i suoi protagonisti, sono stati l’ umile specchio nell’ ultimo secolo. Narratori e poeti ne sono stati suggestionati. Tante le citazioni possibili. Jean Cocteau che scrive la ballata dei corridori «vestiti con le loro iniziali». Dino Buzzati che venne inviato al Giro d’ Italia dal «Corriere della Sera» e si ritrovò, stordito e stupefatto, fra ali di folla che, da poco terminata la guerra, animava l’ idea di un domani migliore e il sentimento di una ripresa morale esaltando le imprese di Coppi o Bartali. È talmente epica, il ciclismo, che Buzzati diede al «vecchio» Bartali il nome omerico di Ettore e al più giovane Fausto Coppi quello di Achille. Tracciò schizzi di metaforiche battaglie con guerrieri issati non su cavalli, ma su biciclette. Dopo una tappa, scrisse il bellissimo capitolo su Cassino, con i morti che si alzavano dalla terra.
Sempre in tema di Giro e di Tour, sarebbero da riscoprire i servizi di Indro Montanelli, Alfonso Gatto, Vasco Pratolini. Gatto arrivò a idealizzare Bartali come un nuovo Gesù Cristo che si confrontava con dodici discepoli, più gregari da fatica che apostoli. E si abbandonava a lirismi di questo tenore: «Son tutti gialli, verdi, grigi, vermigli, i girini della carovana. Facciamone un bel mazzo, come se fossero tanti fiori campestri, e appuntiamoli sul petto della primavera». E poi Gianni Brera. Anche lui sfoggia ardite metafore evangeliche. Di Bartali scrive: «Conquista il Paradiso pedalando. Si ritiene a suo modo apostolo. Nei suoi garretti d’ acciaio fiammeggia Santa Teresa del Bambino Gesù». Sostituita ai voli mistici la grinta polemica, Brera è il primo a scagliarsi contro le esagerazioni e i trucchi che si insinuano nei controlli antidoping; arriva a sostenere: «Disgustiamo il mondo con analisi dubbie per tutti, addirittura colpevoli per gli interessati». Accusa profetica che sembra pronunciata la mattina del 5 giugno 1999, quando Marco Pantani viene fermato a Madonna di Campiglio, già sicuro vincitore del Giro, per l’ ematocrito alto, stabilito da un test più che approssimativo, a cui il corridore avrebbe potuto sottrarsi (sei mesi dopo, l’ Unione ciclistica internazionale, riassestando i parametri di controllo, implicitamente ammetterà l’ inaffidabilità di quel test e, retroattivamente, che Pantani era a posto).
Brera fa di più. Intervistando Coppi, riesce a spingerlo a una confessione sconvolgente per i tempi d’ oggi: «Sissignori, prendo pillole, faccio iniezioni. Sono un atleta periodicamente costretto a stress immani: la chimica e la medicina mi aiutano. Sono io stesso a volerlo». Chi sottopone i corridori a sforzi disumani non «droga» psicologicamente gli spettatori, mostrando come un uomo può andare a pezzi sul Mortirolo?
Pantani chiude l’ età dell’ epica ciclistica. Sulla sua fine molto mistero. L’ epica non è estranea a simili svolte. Pensiamo a Ottavio Bottecchia, vincitore di due Tour de France, assassinato durante un allenamento, nel giugno del ‘ 27.
Bevilacqua Alberto
(ANSA) – SYDNEY, 2 GIU – E’ salito a 16 il numero di uomini arrestati in Australia per reati legati a distribuzione e possesso di materiale pedopornografia. Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di un’operazione internazionale di polizia che, iniziata in Germania lo scorso dicembre ed estesa a 92 paesi, ha identificato oltre 9.000 potenziali trasgressori. I 16 finora arrestati in Australia sono imputati di un totale di 44


