giugno 28, 2009

Terremoto, le scosse continuano: Intervista a Giampaolo Giuliani

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , , , , a 13:13 di wildgreta

INGV in ritardo sulla ricerca Giuliani

Terremoto, Giuliani: Le scosse di giugno (intervista)

giugno 27, 2009

Busto Arsizio, “Giochi erotici con una bimba di 4 anni”: arrestato

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, abusi sessuali., Pedofilia a 02:10 di wildgreta


Manette per un 40enne della Valle Olona. L’indagine partita dal racconto della piccola ai familiari. Sul pc dell’uomo traccia della presenza di file a carattere pedopornografico

immagine di separazione
immagine di separazione

Arrestato presunto pedofilo in un centro della Valle Olona. Questa mattina, venerdì 26 giugno, un operaio 42enne, incensurato, è stato tratto in arresto dalla Squadra Mobile di Varese per abusi sessuali su una bambina di 4 anni. I fatti risalirebbero all’anno scorso. L’uomo era un amico di famiglia dei genitori della piccola; secondo i racconti di questa, l’avrebbe coinvolta in giochi a sfondo erotico.
Il fascicolo è affidato al sostituto procuratore Valentina Margio presso la Procura bustese; l’arresto è stato compiuto su ordinanza del gip Chiara Venturi che accoglieva la richiesta del sostituto.

L’indagine è scaturita dalle dichiarazioni di una donna, che riferiva di essere stata contattata telefonicamente da una ex collega di lavoro per avere consigli sul comportamento da tenere nei riguardi di un uomo resosi responsabile di gravi abusi sessuali nei confronti di una minore. La donna, insospettitasi, ritenendo che in realtà la minore abusata fosse la figlia dell’amica, ha segnalato il caso a Telefono Azzurro: da qui è scattata la denuncia.

La Procura della Repubblica di Busto Arsizio, competente per territorio, ha delegato alla Mobile lo svolgimento delle indagini. Personale della prima sezione ha identificato immediatamente l’indagato e proceduto ad una perquisizione domiciliare. In casa dell’uomo è stato posto sotto sequestro vario materiale ancora al vaglio, tra cui tre cataloghi di un Sexy Shop ed un computer portatile che, successivamente esaminato da un perito, conteneva tracce certe della pregressa presenza di file da titoli chiaramente riferibili a siti pedopornografici. L’uomo, infatti,  avendo appreso della denuncia a suo carico dalla madre che gli aveva telefonato per chiedere spiegazioni sul racconto della figlia, aveva cercato (invano, come si è visto) di eliminare ogni elemento che potesse metterlo nei guai.

Nel corso dell’audizione protetta, effettuata alla presenza di personale specializzato della Mobile varesina, coadiuvato da un neuropsichiatra infantile, la minore ha descritto in modo dettagliato i “giochi erotici” ai quali era stata sottoposta dall’amico di papà, illustrandoli anche con inequivocabili disegni. L’arrestato, approfittando della fiducia in lui riposta, aveva ricevuto in affidamento la minore in diverse occasioni. Ora è detenuto in carcere a Busto Arsizio.

26/06/2009

redazione@varesenews.it

Abusavano di minori figli di amici. Due arresti a Bologna

Pubblicato in: Pedofilia a 02:04 di wildgreta

Una coppia di conviventi calabresi è stata arrestata dalla polizia con l’accusa di abusi sessuali su due minorenni. Le vittime sono un ragazzino di 14 anni e una bambina di sette

BOLOGNA, 26 GIU. 2009 – Cercava di far credere che fosse tutto normale. Che non ci fosse nulla di strano in quelle particolari attenzioni nei confronti di un adolescente di 14 anni e di una bambina di sette. I due ragazzini venivano convinti attraverso mille rassicurazioni che non era successo niente. Ma con le pesanti accuse di violenza sessuale e atti sessuali su minori sono invece stati arrestati ieri mattina un calabrese di 55 anni, residente a Bologna da tempo, e la convivente 37enne anche lei originaria della Calabria.

Si facevano affidare i figli da coppie amici di famiglia per poi abusare di loro. Secondo l’accusa, in un’occasione avrebbero abusato di una bambina di 7 anni, e più volte di un ragazzino quindicenne, figli di due coppie di amici che glieli avevano affidati per alcuni pomeriggi, perché impegnati con il lavoro. La coppia, F.G., ex collaboratore di giustizia con vari precedenti, e la compagna M.G.B., incensurata, a Bologna gestiscono un’attività commerciale nel campo della grafica pubblicitaria.

I fatti risalgono alla primavera 2008, ma ieri il Gip di Bologna Bruno Perla ha firmato il provvedimento di custodia cautelare in carcere, chiesto dal Pm Giuseppe di Giorgio che ha coordinato l’inchiesta. Gli investigatori hanno sequestrato computer e altri supporti informatici, a casa e nell’azienda dei due indagati, ma non sono state trovate immagini o filmati a carattere pedopornografico. Gli inquirenti hanno precisato che non ci sono stati rapporti completi, ma pesanti attenzioni a sfondo sessuale, imposte con violenza al ragazzino da parte dell’uomo. Solo l’uomo risponde di violenza sessuale, mentre con la convivente risponde di atti sessuali su minori.

Le indagini che hanno portato all’arresto
sono partite dalle confessioni delle vittime. Il primo a parlare con i genitori è stato un ragazzino quindicenne, molestato più volte, poi anche una bambina di sette anni ha cominciato a confidarsi, facendo riferimento a un unico episodio di abusi. Le loro famiglie si conoscono, ma solo a inchiesta avviata hanno scoperto che entrambi i figli erano stati molestati dalla coppia. Agli incontri, che avvenivano in casa, sarebbero sempre stati presenti i due adulti indagati e un solo bambino. I due minori sono stati sentiti in ‘audizioni protette’, alla presenza di psicologi infantili. Il Gip Bruno Perla nell’ordinanza, evidenzia l’assoluta attendibilità delle loro parole, e motiva il provvedimento con il pericolo di reiterazione del reato. I due indagati sono stati rinchiusi nel carcere di Bologna.

il resto del carlino 26 giugno 2009

giugno 26, 2009

Abusi sulle tre sorelline di Amandola, chiesto il rinvio a giudizio per la madre

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, Pedofilia tagged , , , , , a 00:41 di wildgreta

IL PROCESSO

La donna è accusata di favoreggiamento della prostituzione minorile. La madre delle ragazzine oggi ha testimoniato contro Aliano Re, il pensionato che, per primo, finì in carcere seguito da altre dieci persone

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pedofilia (Ansa) Ascoli Piceno, 17 giugno 2009 – Rinvio a giudizio per la mamma delle tre sorelle di Amandola (Ascoli Piceno), al centro di un giro di pedofilia scoperto dai carabinieri nel gennaio 2007. La richiesta, della Procura di Ascoli Piceno, è stata formalizzata oggi dal sostituto procuratore Umberto Monti, in un’udienza del dibattimento in corso nei confronti di Aliano Re, il pensionato che, per primo, finì in carcere seguito da altre dieci persone, tutte già condannate in diversi processi celebrati con rito abbreviato.

La donna è accusata di favoreggiamento della prostituzione minorili. La madre delle ragazzine oggi ha testimoniato contro Aliano, riferendo che, diversamente da quanto sostenuto dall’imputato nella precedente udienza, lei non aveva alcun rapporto con lui e men che meno lo avrebbe accompagnato a fare ‘passeggiate’ per ringraziarlo dell’aiuto economico dato alla sua famiglia, in difficoltà.

Re è accusato di aver fatto regalie di piccole somme di denaro alle ragazzine in cambio di effusioni a sfondo sessuale.

Dichiarata chiusa l’istruttoria dibattimentale, il processo è stato aggiornato al prossimo 23 settembre per la discussione e la sentenza.

il resto del carlino ascoli 17 giugno 2009

giugno 23, 2009

Umberto I, Montaguti sul ritrovamento dei feti:All’interno la massoneria è forte

Pubblicato in: malasanità, massoneria tagged , , , , , , a 23:55 di wildgreta

Umberto I, frodi e abusi d’ufficio: anche Montaguti tra i 20 indagati

Inchiesta della procura di Roma sulla gestione del Policlinico Umberto I e dell’università La Sapienza. È un nuovo filone di indagine rispetto a quello relativo alla ristrutturazione dei tunnel dell’ospedale

Sono complessivamente una ventina le persone indagate nell’inchiesta della procura di Roma sulla gestione del Policlinico Umberto I e dell’università La Sapienza. Tra loro c’è anche il direttore generale del Policlinico Ubaldo Montaguti. Massimo riserbo sulla tranche di inchiesta in cui è coinvolto il manager. Si è appreso, tuttavia, che non riguarda l’ultimo filone aperto, quello della ristrutturazione delle gallerie ipogee.

Gli accertamenti, affidati al pubblico ministero Maria Cordova, sono partiti alcuni anni fa in seguito alla denuncia di un candidato ad un concorso per una cattedra universitaria.

Nelle more di quell’indagine sono emerse altre fattispecie che hanno determinato le nuove tranche di accertamenti. Oltre a quella sui lavori di ristrutturazione dei tunnel (indagati per frode due collaboratori di Montaguti e la società affidataria dell’appalto) ci sono i filoni relativi agli appalti, al conferimento e gestione degli incarichi (tra questi quelli relativi alle cattedre della Sapienza e le consulenze) e ai bilanci. Gli indagati sono coinvolti in questi filoni di indagine per ipotesi che, a seconda delle posizioni, vanno dalla frode all’ abuso d’ufficio fino al falso.

“Stanno indagando su di me da quando sono arrivato al Policlinico, la cosa non mi scandalizza, vedremo di cosa si tratta”. Lo ha detto il direttore generale del policlinico Umberto I, Ubaldo Montaguti, a proposito delle indagini della magistratura sul nosocomio romano. Montaguti ne ha parlato a margine della sua audizione in Commissione al Senato riguardo al ritrovamento di feti nei sotterranei dell’Umberto I avvenuto alcuni mesi fa. “All’interno del policlinico a Massoneria è presente ed è forte”, ha continuato Montaguti sottolineando anche che tra i mille medici dell’ospedale ce ne sono trecento che dal mio punto di vista non dovrebbero stare neppure al nosocomio di Rocca Priora, perchè non fanno ricerca, didattica e assistenza”.

(La Repubblica 23 giugno 2009)

giugno 20, 2009

MEREDITH: GENITORI IN AULA, DIFENDONO AMANDA E RAFFAELE

Pubblicato in: Amanda, Omicidio Perugia, Sollecito. tagged , , , , , a 00:01 di wildgreta

di Claudio Sebastiani

PERUGIA- Quella tra Raffaele Sollecito e Amanda Knox “era una bella storia” ma ora i due ex fidanzati sono accusati dell’omicidio di Meredith Kercher e per difenderli oggi hanno testimoniato davanti alla Corte d’assise di Perugia il padre del giovane pugliese, Francesco Sollecito, e la madre della studentessa di Seattle, Edda Mellas. Hanno ribadito la loro certezza nell’innocenza dei figli e risposto a domande su vari aspetti dell’indagine. Secondo il legale dei Kercher, Francesco Maresca, sono però emerse “incertezze” su orari considerati fondamentali per l’inchiesta. “Sapevo di Amanda – ha detto Sollecito – e Raffaele la coccolava come una bambina”.

Ha quindi riferito della telefonata fatta al figlio alle 20.42 del primo novembre 2007, la sera del delitto, e di averlo richiamato la mattina dopo alle 9-9.30. “Era a letto che dormiva” ha spiegato. Poi i nuovi contatti verso le 12.30 quando era stata trovata aperta la porta d’ingresso alla casa dove vivevano la Knox e la Kercher, ma anche infranta la finestra in camera di una delle coinquiline italiane. E la scoperta del cadavere: “mi disse che era stata uccisa un’amica di Amanda ed eravamo affranti”. Di Raffaele, il padre ha sottolineato le condizioni economiche “agiate”, per avere ereditato delle proprietà dalla madre morta nel 2005, e spiegato l’abitudine del giovane a portare coltelli con la passione adolescenziale di intagliare la corteccia degli alberi. Rispondendo a una domanda dei difensori del figlio, Sollecito si è soffermato sul dossier predisposto per evidenziare come la scena del delitto risultasse “modificata” tra il primo e il secondo sopralluogo della polizia. Alcune immagini (tra le quali quelle del corpo della vittima) vennero poi trasmesse dall’emittente Telenorba e per questa vicenda Sollecito è stato inquisito dalla procura di Perugia che gli ha notificato l’avviso di conclusione indagini. Il padre di Raffaele ha parlato di “errori grossolani” costati il carcere al figlio come l’attribuzione di una impronta di scarpa poi rivelatasi di Rudy Guede “che ha portato il gip a convalidare il fermo”.

Edda Mellas ha invece ricordato il primo incontro in carcere con la figlia. “Stava malissimo – ha spiegato – perché Patrick Lumumba (arrestato ma poi prosciolto – ndr) era stato trascinato in questa bruttissima situazione”. Ha spiegato che Amanda le parlò delle presunte pressioni ricevute in questura e ricostruito le telefonate della mattina del 2 novembre (la notte, a Seattle). “Non ci sono prove contro di lei” ha ribadito la Mellas, spiegando che la figlia non pensò mai alla fuga. Una deposizione che Amanda ha seguito prendendo appunti. “Questa – ha tra l’altro scritto riferendosi alla deposizione della madre – è più difficile per me che il mio esame”. E ancora: “She is doing ok”, “lei è andata bene”. Testimonianze che però secondo l’avvocato Maresca hanno evidenziato “incertezze” su orari e particolari considerati importanti per l’indagine. Come la cena di Raffaele e Amanda la sera del primo novembre e le indicazioni fornite dall’americana alla madre nei primi contatti telefonici e poi ricostruiti con le intercettazioni ambientali in carcere.

claudio.sebastiani@ansa.it

giugno 17, 2009

PEDOFILIA, KENYA: APERTA INCHIESTA SU PRETE ITALIANO

Pubblicato in: Pedofilia tagged , , , , a 18:56 di wildgreta

(ASCA-AFP) – Nairobi, 17 giu – La polizia kenyana ha annunciato l’apertura di un’inchiesta su accuse di pedofilia nei confronti di un prete cattolico italiano residente da piu’ di 20 anni nel Paese africano e che smentisce categoricamente tali accuse.

Il caso e’ stato provocato dalla trasmissione lunedi’ di un reportage su un canale televisivo kenyano contenente testimonianze di presunte vittime di padre Renato ”Kizito” Sesana, personaggio assai conosciuto in Kenya per le sue attivita’ di missionario.

”Abbiamo sentito parlare di questo caso nei media. E’ stata aperta un’inchiesta per verificare le accuse. E’ un caso grave”, ha detto ai giornalisti il vice portavoce della polizia del Paese africano, Charles Owino Wahongo, precisando di non avere ancora ricevuto alcuna denuncia.

Il missionario, un ex giornalista sulla sessantina, ha respinto sdegnosamente le accuse ieri nel corso di una conferenza stampa.

”Non ho mai sodomizzato alcun bambino, ne’ in Kenya, ne’ altrove”, ha detto. A suo parere, le accuse sono state inventate da ”persone che vogliono calunniare il mio nome.

Queste persone vogliono appropriarsi della mia proprieta’ e dei miei beni”.

Iniziato il processo a Don Ruggero “Per violenze sessuali su 7 ragazzini”

Pubblicato in: don ruggero conti, Pedofilia, Scandali ecclesiastici tagged , , , , , , , , a 00:44 di wildgreta

Si è aperto davanti ai giudici della VI Sezione penale di Roma il processo a Don Ruggero Conti, l’ex parroco della Chiesa della Natività di Maria Santissima di Selva Candida, alle porte della capitale, accusato di atti sessuali con minorenni e prostituzione minorile, continuati e aggravati, in relazione a violenze compiute su sette ragazzini che gli erano stati dati in custodia tra il 1998 e il 2008.

In Aula e lungo i corridoi di piazzale Clodio sono presenti molti parrocchiani, certi dell’innocenza del sacerdote. Decine i ragazzini presenti, frequentatori dell’oratorio di Selva Candida. Questa mattina indossavano delle magliette bianche con una scritta rossa: “Don Ruggero ti vogliamo bene”. Tutti, però, hanno dovuto togliere le t-shirt prima di entrare nel palazzo di giustizia.

Il tribunale presieduto da Luciano Pugliese ha accolto la costituzione di parte civile dei genitori di alcuni minori presunte vittime del sacerdote, dell’associazione onlus ‘Caramella buona’, che si occupa della lotta alla pedofilia, e di Mario Staderini, esponente dei radicali.

Presente in aula anche lo stesso don Ruggero, ancora detenuto in carcere dove è tornato su disposizione del gip Carmine Castaldo sulla base del decreto emesso dal governo in materia di sicurezza il 18 marzo scorso anche alla luce del ‘no’ del gip alla scarcerazione dello stesso sacerdote all’esito di una perizia che aveva giudicato le sue condizioni di salute non incompatibili con il carcere. Il 16 settembre precedente gli erano stati concessi gli arresti domiciliari. Leggi il seguito di questo post »

giugno 14, 2009

OMICIDIO GARLASCO: ASCOLTATI I 6 TESTIMONI, UDIENZA FINITA DOPO 5 ORE

Pubblicato in: alberto stasi, Garlasco tagged , , , , a 14:11 di wildgreta

http://passionemotori.files.wordpress.com/2007/09/stasi-raikkonen.jpg?w=470

Garlasco: il giudice ascolta sei dei 100 testimoni

AMANDA, TUTTI I PASSI FALSI

Pubblicato in: Amanda, Omicidio Perugia tagged , , , , , , , , , , a 14:01 di wildgreta

Amanda in aula durante il processo che la vede imputata

AMANDA, IL PM: SA TROPPE COSE DELL’OMICIDIO

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