marzo 12, 2009
SVEVA D’ARDIA:NEL MEDIOEVO LO STESSO DESTINO PER UN’ALTRA NOBILDONNA
Salto della contessa
di WIldgreta
Navigando in rete in cerca di notizie sul suicidio di Sveva D’Ardia Caracciolo, mi sono imbattuta in questo articolo (dal forum “POTERI OCCULTI”) che parla di una storia simile, avvenuta nelle stesse zone, nel medioevo. E’ ovvio che le due storie nulla hanno a che spartire, ma mi sembrava interessante farvi conoscere quella della contessa Maria Pia dè Tolomei, ricordata anche da Dante, nella Divina Commedia.
La tragica morte della Pia dei Tolomei nel Castello di Pietra.
SVEVA D’ARDIA CARACCIOLO: UNA STORIA SIMILE NEL MEDIOEVO
Paola, Inchiesta Casa di Cura:pazienti scomparsi. Verrà ascolato anche padre Fedele Bisceglia
Inchiesta Casa di cura, indagini serrate
PeggioreMigliore
Scritto da Ansa
mercoledì, 11 marzo 2009 23:31
Saranno lunghe e complesse le indagini della Procura della Repubblica di Paola sulla scomparsa e morti sospette di alcuni ricoverati nell’Istituto di assistenza Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello (Cosenza).
A breve, probabilmente la settimana prossima, sara’ eseguito il decreto di sgombero emesso dalla Procura a causa delle precarie condizioni igienico sanitarie della struttura. Sul fronte investigativo gli inquirenti stanno proseguendo la loro attivita’ con ritmi serrati perche’ ”abbiamo – ha detto il Procuratore di Paola, Bruno Giordano – un programma di lavoro molto intenso”. Gli inquirenti hanno in programma una serie di interrogatori e di acquisizioni di documenti riguardanti i pazienti che sono stati ricoverati nell’istituto di Serra d’Aiello. Tra le persone che saranno sentite potrebbe esserci anche Padre Fedele Bisceglia, fondatore dell’Oasi Francescana ed attualmente imputato nel processo per violenza sessuale ad una suora. Leggi il seguito di questo post »
marzo 10, 2009
INCHIESTA PREMIO GRINZANE: AGGIORNAMENTI 10 MARZO
Angelo Soria, responsabile comunicazione istituzionale Regione Piemonte
Angelo Soria ha chiesto il trasferimento e intanto va in ferie
Grinzane, il fratello di Soria girava fondi regionali ai soci
Inchiesta Grinzane, sei membri giuria Premio si dimettono
WILDGRETA RINGRAZIA I SUOI PRIMI 500.000 VISITATORI

(Questo banner personalizzato lo feci durante la campagna elettorale 2008 per “wildgretapolitics” , l’altro mio blog che parla di politica)
Di Wildgreta
In questi giorni questo blog ha superato i 500.000 visitatori e vi garantisco che non avrei mai immaginato che un blog aperto quasi per caso, avrebbe avuto un simile riscontro in così poco tempo. Aperto alla fine del 1997, Wildgreta, il blog, si è trasformato in alcune occasioni anche in un forum che ha ospitato scontri duri e testimonianze drammatiche su fatti di cronaca noti e meno noti. I quotidiani nazionali talvolta hanno anche ripreso notizie partite proprio da qui, a dimostrazione che oggi la rete è in grado di contribuire ad informare il pubblico tanto quanto la stampa ufficiale. Quindi ringrazio tutti per la fiducia accordatami quando avete deciso di segnalare qui e me le vostre storie, le vostre opinioni, i vostri dubbi e spero che continuerete ad apprezzare questo mio impegno anche in futuro. Infatti, credo, che solo informandosi si possa essere in grado di migliorare una società a volte cieca nei confronti dei più deboli, oscura per certe sue devianze, ma sana alla base e quindi attenta a non essere fuorviata da una cattiva o parziale informazione.Un blog non è niente rispetto a tutto il resto, ma una parola vera, talvolta, può illuminare la strada.
MINORI. MOVIMENTO PER L’INFANZIA: IMPIANTO NORME ‘ADULTOCENTRICO’, MANCA DIFESA DEI BAMBINI
(DIRE – notiziario Minori) Roma, 9 mar. – - Una “rivisitazione di tutto l’impianto normativo e istituzionale”, partendo
dall’assunto che “l’ordinamento e’ stato teorizzato e posto in essere tenendo come punto di riferimento innanzitutto le esigenze degli adulti”. È questa la proposta di fondo del Movimento per l’Infanzia, ribadita anche sabato scorso, a Roma, durante un incontro aperto al pubblico per definire il programma 2009/2010.
per i diritti dei bambini dal titolo “Dalla parte dei bambini”.
Ospite della riunione anche Roberta Lerici, responsabile minori Idv, che aveva dato gia’ il suo sostegno attivo alle mamme e ai papa’ di Rignano Flaminio, paesino in provincia di Roma dove si sarebbero consumate delle violenze su minori compiute da maestre.
Servono, secondo il Movimento, guidato dall’avvocato Girolamo Andrea Coffari, “riforme coraggiose e significative dell’impianto normativo e istituzionale”.
In particolare il Movimento per l’Infanzia propone l’inserimento nella Costituzione di una sezione dedicata “ai diritti dei fanciulli”, chiede la riforma del titolo IX del I libro del Codice civile (per passare dalla potesta’ alla responsabilita’ genitoriale), l’introduzione nel I libro, sempre del Codice civile, dei diritti civili dei bambini e la riforma del Codice penale con piu’ attenzione a figure delittuose quali, ad esempio, il plagio a danno dei bambini, la violenza morale, la molestia e la violenza sessuale. Infine si chiede la creazione di un ministero ad hoc per i diritti dei piccoli.
marzo 9, 2009
Maria Geusa: Un giorno in Pretura ricostruisce il caso
Vi consiglio la lettura di questo articolo del 2004 in cui si ipotizza che la piccola Maria Geusa, sia stata una vittima sacrificale durante un rito esoterico:
Pedofilia,la rete infame: quella che collega Belgio e Italia
L’omicidio della piccola Maria Geusa ricostruito da stasera su Rai Tre
Il tragico omicidio della piccola Maria Geusa, la bimba di 2 anni e 7 mesi uccisa nell’aprile del 2004, con la morte avvenuta dopo il ricovero all’ospedale di Città di Castello, sarà raccontato in quattro puntate della nota trasmissione televisiva “Un giorno in Pretura”, in onda ogni sabato notte su Rai Tre a partire dalle 23.40. Quella odierna sarà la prima puntata dedicata alla brutta storia quasi cinque anni fa, con l’imprenditore Giorgio Giorni di Sansepolcro che sconta l’ergastolo e la madre della bimba, Tiziana Deserto (nella foto), accusata di concorso in omicidio e violenza sessuale nei confronti della figlia. La donna, come noto, è difesa dagli avvocati tifernati Gianni ed Eugenio Zaganelli.
Inserita il : 07-03-2009 11:27 da Redazione
Pedofilia, la rete infame: bambini vittime sacrificali

di Wildgreta
Questo articolo è del 2004, ma non lo conoscevo e non conoscevo neppure i collegamenti che si ipotizzano fra Italia, Belgio, massoneria, satanismo e diversi omicidi di bambini e adulti.Quello di Simone Allegretti, Tommaso Paolucci e la piccola Maria Geusa, solo per fare alcuni esempi. Nell’articolo la testimonianza di una donna le cui dichiarazioni sono davvero sconvolgenti. Ne consiglio la lettura, se non altro per conoscere un altro punto di vista su di un tema così drammatico e ancora così misterioso, come è la pedofilia.
Pedofilia,la rete infame: quella che collega Belgio e Italia
marzo 7, 2009
Garlasco: nuove consulenze contro Stasi
GARLASCO: AGGIORNATA AL 13 UDIENZA PER MATERIALE PEDO-PORNO
OMICIDIO GARLASCO: TRE NUOVE CONSULENZE CONTRO ALBERTO STASI
Vanna Marchi e Annamaria Franzoni nello stesso carcere
PARLA IL LEGALE DELLA FRANZONI: “Quanta attenzione su Vanna Marchi, ha dell’incredibile”
- 6 Marzo 2009
»Ha dell’incredibile che un fatto del tutto normale e possibile formi oggetto di così tanta attenzione«: così l’avvocato Paola Savio, il legale di Anna Maria Franzoni, interviene in merito alle notizie sull’incontro – che lei peraltro non conferma – fra la sua assistita e Vanna Marchi. »Si tratta – osserva – di persone dello stesso sesso e detenute nello stesso carcere, ognuna con la sua storia e la sua tragedia di vita, e quindi ovvio è che si possano incontrare. Sono persuasa che il giornalismo debba dedicarsi a notizie vere in quanto gli italiani non sono certamente interessati a chiacchiere da bar«.
ARTICOLI CORRELATI:
Vanna Marchi, prima notte in carcere. L’incontro con la Franzoni
Vanna Marchi, pensa già alla video-redenzione
marzo 4, 2009
Reggio Emilia, Pedofilia: cento foto nel computer dell’imprenditore
Imprenditore indagato per pedofilia: cento foto nel pc
L’agghiacciante contenuto è stato trovato in alcuni computer dalla polizia postale. Per l’uomo, che si è sempre professato innocente, è scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale
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4 marzo 2009. CENTO FOTO. Cento scatti. Cento bambine. Cento bambine nude in pose hard. Questo l’agghiacciante contenuto trovato all’interno di alcuni computer di un imprendore della Bassa dalla polizia postale di Reggio a seguito di una perquisizione.
È IL DICEMBRE del 2003 quando gli agenti si presentano sia a casa che in azienda dell’imprenditore con un mandato di perquisizione e sequestro in mano. È stato da poco firmato dai colleghi della Polposta di Torino che, da qualche mese, stavano monitorando l’attività web di alcuni soggetti in Italia. Tra questi anche il reggiano.
I poliziotti sanno già cosa troveranno: materiale pedopornografico. Dall’azienda e dalla abitazione vengono posti sotto sequestro tutti i computer disponibili. Passati al vaglio dai tecnici, gli hard disk portano a galla un centinaio di foto con minorenni in pose inequivocabili, oltre a tantissime altre fotografie pornografiche.
Per l’uomo, che si è sempre professato innocente, è scattata la denuncia e il conseguente procedimento penale.
IERI MATTINA, in tribunale, è cominciata la discussione. Assente l’imputato, in sua vece è presente l’avvocato difensore. Il giudice ha ascoltato il capo della polizia postale di Reggio e un ispettore, coloro i quali, all’epoca, hanno eseguito il sequestro.
I poliziotti hanno raccontato tutto l’iter dell’indagine.
Dal canto suo, l’avvocato difensore ha obiettato sulla reale paternità di quelle foto da parte del suo assistito: secondo la difesa, infatti, non si può affermare con certezza che siano foto acquisite dall’imputato perché ritrovate nel computer aziendale che poteva essere utilizzato da qualsiasi dipendente.
LA POLIZIA ha fermamente rigettato questa ipotesi spiegando che il materiale è stato scaricato tramite un programma a pagamento con username e password (‘dialer’) e che lo stesso tipo di materiale pedoporno è stato poi rinvenuto nel computer sequestrato a casa dell’imputato e quindi sotto sua diretta disponibilità.
Il processo è stato rinviato al 22 luglio quando verranno ascoltati gli agenti della Postale di Torino.





