marzo 31, 2009

UNIONE CAMERE PENALI, LA DELIBERA dell’11 marzo: QUANDO I BAMBINI FANNO PAURA

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DI WILDGRETA

Passata giustamente sotto silenzio da parte dei media, ecco la delibera che ha fatto saltare di gioia tanti indagati per pedofilia i cui processi non sono ancora cominciati. L’UCPI, infatti, l’11 marzo scorso, ha detto, in pratica che i bambini sono influenzabili, che bisogna tutelare gli adulti accusati dai bambini, che le loro testimonianze possono essere indotte ( a che pro, non è dato a sapersi), che i casi di “falso abuso” sono tanti, che per gestire queste testimonianze bisogna essere degli esperti, ecc, ecc. Insomma un documento completamente sbilanciato dalla parte degli adulti, come se fossero loro la parte lesa, sempre e comunque. A questa delibera, sono seguite alcune importanti reazioni, come quella dell‘Unione Camere Minorili, di alcuni avvocati, e di alcuni psicoterapeuti che trattano quotidianamente i problemi legati all’abuso sui minori. Tutti i commenti sono fortemente critici nei confronti dell’UCPI, tranne quelli di persone che per un motivo o per l’altro sono molto vicini agli indagati, o ai condannati  per abusi sessuali sui minori. Interessante come, nella delibera, si prendano in esame due sole sentenze di cassazione, evitando accuratamente di menzionare tutte quelle che, invece, hanno condannato gli adulti, proprio perchè le testimonianze dei  bambini sono state ritenute credibili. Ma forse era troppo lungo elencarle tutte. Vi lascio alla delibera UCPI e ad alcuni dei commenti pubblicati.

Pedofilia/Bambini testimoni:Le paure degli adulti

Abusi e testimonianza del minore/ Reazioni Delibera UCPI: la “tutela degli adulti” accusati dai bambini

MINORI. ABUSI, CAMERE MINORILI: GARANZIE E ALBO TUTORI-DIFENSORI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI, LE PROPOSTE DELL’UNIONE NAZIONALE.

LERICI, ( IDV): LA TUTELA DEGLI ADULTI NEI PROCESSI PER ABUSI SUI MINORI FALSO PROBLEMA

GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE

Delibera dell’11 marzo 2009

La Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane

premesso

-che fatti di cronaca anche recenti hanno concentrato l’attenzione della stampa, della pubblica opinione e di studiosi del diritto su procedimenti penali che concernono casi di abusi e molestie sessuali su minori e sulle correlative modalità di acquisizione della prova e di conduzione delle indagini;

-che l’esperienza giudiziaria, stigmatizzata in qualche caso anche dalla Corte di Cassazione, ha dimostrato come la conduzione delle indagini in questi processi sia frequentemente improntata ad improvvisazione o, peggio, a metodi inquisitori che, se inaccettabili nell’ambito di tutti i procedimenti giudiziari, sono ancor più gravi nei processi di questo genere nei quali, come è noto (anche da indagini statistiche), intervengono con una certa frequenza episodi di false accuse da parte dei minori;

-che queste ultime -originarie od etero indotte- si manifestano tramite condizionamenti o manipolazioni sulle dichiarazioni dei bambini; condizionamenti spesso involontari, ma sempre estremamente gravi, da parte di familiari, o psicologi inesperti o addirittura da parte degli inquirenti. Tali situazioni determinano conseguenze spesso irreversibili poiché, come insegna la comunità scientifica, una volta che il minore sia acquiescente a prospettazioni etero indotte, è pronto a reiterare all’infinito la versione dei fatti appresa ab externo;

-che tale situazione si fonda spesso sia sulla non riconosciuta necessità di rispettare, specie nella fase iniziale delle indagini, canoni scientifici, linee guida e protocolli elaborati in sede nazionale e internazionale da qualificati esponenti e studiosi dei settori del diritto, della psicologia giuridica e della psichiatria, sia sulla opzione ideologica, sommamente criticabile, secondo cui l’unico parametro da rispettare sarebbe quello di evitare un trauma psicologico alla vittime, vere o presunte, delle molestie, sacrificando integralmente il diritto di difesa degli indagati e degli imputati. E ciò, sulla base dell’apodittico presupposto, magari implicito ma spesso evidente nella conduzione delle inchieste, che tale bilanciamento dei due valori (quello della tutela dell’equilibrio psicologico del minore e quello della tutela delle garanzie nella acquisizione della prova) non possa avvenire, grazie ad un corretto modo di procedere, salvaguardando entrambi i valori;; Leggi il seguito di questo post »

marzo 29, 2009

Rignano, abusi all’asilo: il 31 marzo interrogatorio 2 indagati

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, Rignano Flaminio tagged , , , , , , , , a 11:38 di wildgreta

scancarello_0303

Rignano: martedi’ interrogatori di 2 indagati

ROMA – Saranno sentiti martedi’ prossimo 31 marzo, dal pm della Procura di Tivoli, due degli indagati dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti su 21 bimbi della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. Ad essere interrogati saranno l’autore tv Gianfranco Scancarello e la moglie, l’insegnante Patrizia Del Meglio. (Agr)

28 mar 19:01

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UN GIORNO IN PRETURA, OMICIDIO MARIA GEUSA: L’URLO DI TIZIANA DESERTO

Pubblicato in: Abusi sui minori, cronaca nera tagged , , , , , , , a 01:24 di wildgreta

deserto

UN GIORNO IN PRETURA, L’URLO Di TIZIANA DESERTO:”SENZA UNA PROVA, NON FINISCE QUI!”

marzo 28, 2009

Meredith, testimonianza clochard:Vidi gli imputati la notte del delitto

Pubblicato in: omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , a 14:02 di wildgreta

Meredith: clochard, vidi imputati
La notte del delitto in piazza dalle 21, 30 a prima delle 24
(ANSA) – PERUGIA, 27 MAR – La notte dell’omicidio di Meredith Kercher il clochard Curatolo vide Sollecito e la Knox in piazza Grimana dalle 21,30 a prima delle 24.Lo ha detto deponendo davanti alla Corte d’assise di Perugia nel processo ai due giovani, precisando che li vide fino ‘a poco prima di mezzanotte’. La piazza si trova non lontano dalla casa del delitto. ‘Da 8-9 anni – ha detto Curatolo – vivo per strada nella zona di piazza Grimana. Quella sera stavo su una panchina a leggere. Vidi due ragazzi’.

Garlasco: Stasi sceglie rito abbreviato. Sentenza il 18 aprile

Pubblicato in: alberto stasi, chiara poggi, Garlasco tagged , , , , , a 13:21 di wildgreta

Garlasco: rito abbreviato il 9/4

(ANSA) – VIGEVANO (PAVIA), 28 MAR – Comincera’ il 9 aprile il processo con rito abbreviato di Alberto Stasi, accusato dell’omicidio della sua fidanzata Chiara Poggi.I difensori del giovane oggi, a sorpresa, hanno chiesto, nel corso dell’udienza preliminare davanti al gup di Vigevano Vitelli, di essere ammessi al rito alternativo. E’ stato poi fissata per il 18 aprile la sentenza del gup Vitelli. Nessuna richiesta di giudizio con rito abbreviato invece e’ stata avanzata per l’accusa di detenzione di materiale pedopornografico.

Torino, abusi sulle figlie:parla lo psichiatra che 15 anni fa giudicò la ragazza inattendibile

Pubblicato in: abusi sessuali. tagged , , , , , , , , , , , a 02:53 di wildgreta

“Decide il giudice non lo psichiatra”
Il medico: «La nostra valutazione è uno degli elementi»
a

Il medico che non le credette
RAPHAËL ZANOTTI
TORINO
Quindici anni fa la sua consulenza fu determinante per far archiviare le prime indagini nei confronti del padre-padrone. Il dottor Renato Gozzi, psichiatra riconosciuto e che lavora moltissimo con la procura di Torino, dichiarò che la presunta vittima non era attendibile. Oggi la storia dice il contrario.

Dottore, ci può spiegare come è stato possibile?
«Ovviamente non nel dettaglio. Il segreto professionale mi impedisce di parlare di casi su cui sono stato chiamato a esprimere un giudizio».

Allora cerchiamo di capire. In cosa consiste il suo lavoro, perché le procure si rivolgono a voi psichiatri?
«I motivi possono essere molteplici. Nei casi come quello in oggetto ci viene richiesto di stabilire l’attendibilità di una presunta vittima».

Come fate a capire se è attendibile o meno?
«Stiliamo un profilo del soggetto, sia dal punto di vista clinico – le patologie – sia da quello psicologico. Tutto questo avviene attraverso una serie di test e una serie di colloqui, almeno due o tre».

Quanto dura questo lavoro?
«Di solito ci vengono concessi sessanta giorni per le nostre conclusioni, ma possiamo chiedere proroghe se riteniamo di non avere ancora risultati definitivi. C’è anche un lavoro di ricerca, perché a volte questi soggetti hanno già una storia clinica alle spalle, quindi integriamo il nostro lavoro con quello di colleghi che hanno seguito l’evoluzione del soggetto negli anni». Leggi il seguito di questo post »

marzo 27, 2009

Torino, 25 anni di abusi: Il legale della difesa, “Solo qualche volgarità”

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, abusi sessuali. tagged , , , , , , , , , a 20:10 di wildgreta

di Wildgreta

Il legale: Il padre è stato frainteso,  solo “qualche volgarità”

Ecco la tesi difensiva: non 25 anni di abusi, non pedofilia, non rapporti incestuosi da parte dell’ambulante che ha tenuto la figlia segregata per anni e del figlio 41enne che avrebbe abusato anche delle sue bambine , ma solo “qualche volgarità e un fraintendimento” all’origine della denuncia. Ora la difesa ha chiesto una perizia psichiatrica sulla figlia. Hanno paura che sia pazza. E su questa frase , vi lascio alla lettura degli articoli e a qualche verbale delle intercettazioni. Se ce la fate a leggerli…

Gli indagati negano tutto

Continua a negare tutto, l’uomo di 64 anni, ambulante di materiali ferrosi di origine foggiana, finito in carcere nei giorni scorsi perché accusato di aver abusato sessualmente, per ben 25 anni, della figlia Laura, oggi trentaquattrenne

Il suo legale, l’avvocato Antonio Genovese, si rivolgerà al tribunale del riesame e vaglierà gli atti per formulare, al più presto – annuncia – la richiesta di scarcerazione. L’indagato – ha riferito il suo legale – è anche seriamente malato di diabete, e non riuscendo a camminare bene, ha richiesto in carcere una sedia a rotelle. E’ stato arrestato il 17 marzo scorso, pochi giorni dopo l’arresto del figlio di 41 anni, accusato di abusi nei confronti della sorella Laura e delle sue quattro figlie, oggi di 21 anni, 17, 12 e sei anni. Anche lui respinge ogni addebito. Si tratta di una storia complessa quella nelle mani del sostituto procuratore Pietro Forno. Per quanto riguarda la polizia le indagini sarebbero concluse. I legali dei due arrestati chiederanno l’incidente probatorio. L’avvocato Antonio Foti, difensore del figlio, chiederà anche la perizia psichiatrica su Laura, la principale accusatrice del padre e del fratello. “Sono certo dell’innocenza del mio cliente – ha detto il legale – probabilmente frainteso. E’ possibile che sia lui sia il padre si siano rivolti anche con termini e modi pesanti e anche volgari nei confronti di alcune donne della famiglia, ma da questo a dire che le hanno violentate c’è una bella differenza”.

articoli correlati, con verbali intercettazioni:

Prigioniera per 25 anni, un amico di famiglia:”Laura non sta bene di testa, siè inventata tutto”.

Don Caccia: centinaia in visita alla camera ardente

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , , , , a 13:04 di wildgreta

Don Caccia, centinaia di persone in visita alla camera ardente

Don Caccia e sicurezza GPL: parlano gli esperti

marzo 26, 2009

Torino, padre e figlio «mostri» come Fritzl: abusi per anni su figlie e nipoti

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, attualità, Cronaca tagged , , , , , , , a 23:12 di wildgreta

TORINO (26 marzo) – Agghiacciante storia di abusi sessuali tra le mura domestiche. Gli orchi sono padre e figlio. Il capo famiglia 25 anni fa ha iniziato ad abusare della figlia maggiore che oggi ha 34 anni. Suo figlio ha proseguito la storia dell’orrore nei confronti delle sue figlie di 20, 12, 8 e 6 anni. I due, 64 e 41 anni, sono stati arrestati a Torino per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia.

Le giovani abusate erano costrette a vivere nelle loro stanze senza luce elettrica e a soddisfare ogni loro richiesta sessuale. L’indagine è partita da una denuncia per violenza sessuale della primogenita che aveva accusato il fratello, costretta dal padre. Dagli accertamenti della procura di Torino, in collaborazione con gli agenti del commissariato Barriera di Milano, è emerso un quadro agghiacciante: le intercettazioni telefoniche ed ambientali hanno dimostrato non solo le violenze del padre nei confronti di Laura, ma anche quelle del fratello di quest’ultima nei confronti delle sue figlie. Si indaga anche sulla possibilità che il capostipite abbia abusato della nipote che ha ospitato per qualche tempo a Torino per motivi di lavoro. Leggi il seguito di questo post »

marzo 25, 2009

Don Caccia, il sacerdote trovato morto nella sua auto: dall’autopsia nessun segno di violenza

Pubblicato in: cronaca nera tagged , , , , , , , a 14:56 di wildgreta

IL GIALLO SULL’A4

Don Caccia è soffocato nell’incendio

Nessun segno di violenza evidente, nessuna contusione, nessun foro di proiettile. E, nei polmoni, tracce di fuliggine, a dimostrare che il sacerdote potrebbe essere morto soffocato durante l’incendio che ha devastato la sua vettura

Il giallo della telefonata che gli avrebbe fatto lasciare Trento per la morte della madre di un amico prete, che però don Caccia non  mai contattato.

di Dario Crippa
Don Silvano Caccia (Foto Ansa) Monza, 25 marzo 2009 – Nessun segno di violenza evidente, nessuna contusione, nessun foro di proiettile. E, nei polmoni, tracce di fuliggine, a dimostrare che il sacerdote potrebbe essere morto soffocato durante l’incendio che ha devastato la sua vettura. Eppure, i magistrati della Procura di Monza che stanno indagando sulla misteriosa morte di don Silvano Caccia, il parroco di Giussano trovato carbonizzato giovedì sera scorso nella sua auto nell’area di servizio Brianza Nord, sull’autostrada Milano-Venezia, non si sentono di escludere ancora alcuna ipotesi. Neppure quella dell’omicidio. Leggi il seguito di questo post »

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