Garlasco: Immagini sconvolgenti e storie “hard” nel pc di Stasi

Trovati centinaia di file sconvolgenti. Chiara aveva scoperto il suo lato oscuro?
Bimbi stuprati e storie “hard” nel pc di Stasi
GARLASCO 07/02/2009 – Bambini stuprati, video “fetish”, donne violentate, immagini porno e racconti erotici. Ma anche cuccioli indifesi, aerei militari e fotografie di una storia d’amore che andava avanti da quattro anni.Il prossimo 24 febbraio il giallo di Garlasco finirà sui banchi del Tribunale di Vigevano. Prove, indizi, testimonianze, per tentare di dare un nome al colpevole, ma l’elemento chiave dell’accusa rimane il computer di Alberto Stasi, unico indagato per l’omicidio. I carabinieri del Ris, infatti, hanno «torchiato» il computer portatile, hanno passato al setaccio file e cartelle salvate o cancellate maldestramente. E dall’archivio elettronico del “bocconiano” laureato a pieni voti sono venute a galla immagini raccapriccianti: foto di bambini costretti ad atti sessuali e a rapporti orali con adulti, bambini di 5 anni nudi e in pose esplicite. E costretti a sorridere, a mostrare i loro visi angelici.
L’ARCHIVIO
Interrogando il pc di Stasi emerge, tassello dopo tassello, cartella dopo cartella, foto dopo foto, personalità complessa, solare e cupa, dove i contrari diventano speculari. Alle foto di cuccioli si contrappongono immagini pedoporno e hard, schedate maniacalmente; migliaia di sequenze a luci rosse, specialmente fetish. Il laptop Compaq, sequestrato ed esaminato dal Ris, racconta molto di lui: ne esce a prima vista il ritratto di un ragazzo normale. Ci sono immagini pornografiche. Tantissime, migliaia. E alcune hanno protagonisti inquietanti: minori e, in altri casi, violenze e perversioni.
IMMAGINI RACCAPRICCIANTI
Come la maggior parte dei ragazzi, Stasi scaricava file dal sistema pair to pair eMule. Ma tra i migliaia di file salvati sul pc ce ne sono 21 (in formato jpg) e sette video di carattere pedopornografico per i quali Stasi risulta indagato, insieme ad altre 102 persone, in seguito a un’opera- zione della polizia postale della Lombardia, coordinata dal vicequestore Filippo Ninni, che ha portato alla chiusura del sito R@ygold.Il volto delle piccole vittime è sempre visibile, mentre non si vedono mai completamente gli adulti. Si tratta, secondo le indagini, di documenti scaricati dopo il 22 ottobre 2006 e copiati su un hard disk esterno. Secondo l’accusa, questo fatto «evidenzia la volontà – e non la casualità – dell’utente di archiviare il materiale per poterne usufruire in momenti successivi». E poi ci sono 7.064 immagini pornografiche archiviate e suddivise in 22 sottocartelle. Scaricate e poi salvate secondo criteri precisi, comprendono anche donne violentate, persone anziane sofferenti, caviglie e piedi con o senza scarpe, oggetti fallici stravaganti. Alcune immagini provengono dalla navigazione in vari sexy shop online. Ci sono poi le foto amatoriali. E si sono anche sette racconti hard, di cui uno a sfondo omosessuale con un protagonista africano.
Il computer oltre a fornire il ritratto di Alberto Stasi dice anche cosa ha fatto durante la mattina del 13 agosto, quella del delitto. «Stavo lavorando alla tesi» si è sempre difeso, ma oggi gli esperti dimostrano che mentiva: quella mattina infatti non ci sono tracce di modifiche sul file. L’ultimo salvataggio risulta effettuato dall’utente la sera del 12 agosto, giorno in cui c’è anche un trasferimento dati dal pc di Alberto a quello di Chiara, per copiare le foto della vacanza a Londra. Ed è qui che l’accusa prova a insinuare un dubbio: Chiara potrebbe essersi imbattuta nel lato oscuro del fidanzato?
DI ARIANNA GIUNTI CRONACA QUI 8 FEBBRAIO 2009



