gennaio 23, 2009

PEDOFILIA,”IL PETTIROSSO” DI GINO PAOLI: L’ORRORE IN MUSICA

Pubblicato in: Cronaca, Pedofilia tagged , , , , , , , , a 12:15 di wildgreta

Di Wildgreta

Ieri ho cercato invano il testo di questa canzone di Gino Paoli criticata da molti e che ha portato alla richiesta di un incontro con il musicista da parte della Commissione Bicamerale Infanzia. Oggi ho trovato questo articolo che ne contiene uno stralcio e un’analisi più approfondita rispetto ad altre apparse sui quotidiani. Siccome concordo con quanto afferma l’autrice dell’articolo Roberta Lerici (responsabile politiche infanzia Italia dei Valori), vi invito a leggerlo e magari a commentarlo.

Gino Paoli: La canzone “Il pettirosso” e la Pedofilia Culturale

di Roberta Lerici

Ecco parte del testo della canzone “IL Pettirosso” di Gino Paoli, che in queste ore sta suscitando tante polemiche: “Aveva gli occhi come un pettirosso/era una donna di undici anni e mezzo – recita il testo – si alzò la gonna per saltare il fosso/aveva addosso un vestitino rosso. Mentre passava in mezzo a quel giardino/di settant’anni incontrò un bambino/voleva ancora afferrare tutto/e non sapeva cos’é bello e cos’é brutto/e l’afferrò con cattiveria/lei si trovò le gambe in aria/lui che cercava cosa fare/c’era paura e c’era male”. Il testo prosegue così  Continua a leggere

Garlasco, i Poggi:”Saremo in aula per Chiara”

Pubblicato in: chiara poggi, Garlasco tagged , , , , a 02:13 di wildgreta

“Saremo in aula per Chiara”
I Poggi stanno leggendo gli atti: “Terribile ma necessario”. L’Udienza dal Gip è fissata al 24 febbraio

GARLASCO. «Hanno ucciso nostra figlia: stiamo leggendo gli atti dell’inchiesta che deve trovare il colpevole. E’ difficile farlo. Ma dobbiamo, aspettando il processo». Rita Poggi, la mamma di Chiara, il marito Giuseppe e il figlio Marco hanno ricevuto tutti i documenti dal loro legale, l’avvocato Gianluigi Tizzoni.

Ci sono le foto fatte dopo il delitto, nella casa dove Chiara è morta. La relazione del medico legale che dice con quanti colpi alla testa è stata massacrata, a che ora è morta. C’è la perizia dei Ris sul computer di Alberto Stasi – all’epoca fidanzato di Chiara e unico indagato – che demolisce l’alibi del ragazzo (sostiene di aver usato tutta la mattina il pc a casa sua), e mostra le fotopedoporno salvate nell’hard-disk.

Ma anche quella della difesa, che ne smentisce ogni valore e conferma l’alibi. Ci sono le perizie e controperizie su tracce di sangue e impronte sulla scena del crimine: la casa dove Chiara ha vissuto per anni con la sua famiglia, e dove i Poggi sono tornati ad abitare dopo il dissequestro. Si parla anche delle scarpe di Alberto, assolutamente pulite dopo aver trovato il corpo. Per l’accusa un grave indizio a suo carico, per la difesa senza alcun valore.

In quei documenti, centinaia di pagine, c’è insomma tutta la ricostruzione del dramma che ha cambiato per sempre la vita dei Poggi. Li stanno esaminando pagina per pagina, a un mese dall’udienza preliminare fissata il 24 febbraio: il gup Stefano Vitelli dovrà decidere se mandare a processo l’unico indagato Alberto Stasi, 25 anni. «Vorremmo essere presenti in aula, ma su questo ascolteremo i consigli del nostro legale». Sarà terribile, ammette Rita Poggi «sentire ricordare quel giorno, quando ci hanno tolto Chiara in quel modo». Era il 13 agosto 2007, un lunedì. Tranne Chiara, i Poggi erano in vacanza in Trentino.

Ma l’udienza preliminare «è anche un’ulteriore tappa nella ricerca della verità, l’unica cosa che ora ci sta veramente a cuore – dice Rita – Anche se questo non servirà, l’ho detto purtroppo mille volte, a restituirci nostra figlia». Questi giorni, che separano i Poggi dall’appuntamento in tribunale a Vigevano, passeranno anche esaminando le relazioni depositate in procura dai consulenti di accusa e difesa, e dagli esperti nominati dagli stessi Poggi come parte lesa. Mamma Rita – come sempre da un anno e mezzo – non entra nel merito degli atti d’indagine. «Ma ho sempre avuto molta fiducia nei magistrati. Devo averne. Perché voglio sapere chi ha ucciso mia figlia».

(22 gennaio 2009)

Paolo Onofri non ragisce più

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , , a 01:50 di wildgreta

Onofri non reagisce, ha lo sguardo fisso nel vuoto da quando ha avuto un infarto
Il papà di Tommy come Eluana «Mi disse: non voglio vivere così»
La moglie Paola: «No all’accanimento, mi opporrei a una rianimazione»

«Sono contro l’accanimento terapeutico. Se a Paolo dovesse succedere qualcosa, se dovesse essere necessario rianimarlo o prendere nuovi farmaci, direi no, lasciatelo andare ».

Paolo Onofri come Eluana. Lo ammette a malincuore la moglie Paola. Il suo cuore batte, ma lui non lo sa. Gli occhi azzurri spalancati, lo sguardo fisso nel nulla. Da mesi la vita del papà del piccolo Tommy, il bimbo rapito e ucciso la sera del 2 marzo 2006, è tutta in un letto d’ospedale nel centro di riabilitazione «Cardinal Ferrari» di Fontanellato (Parma). Per il momento. Nel futuro ci sarà una struttura diversa, di sicuro non la cascina di Casalbaroncolo, il casale ristrutturato dove una sera di nebbia il figlioletto di 17 mesi, ammalato di epilessia, venne strappato dal seggiolone da due sequestratori improvvisati. L’incubo peggiore della sua vita, oggi, forse, neppure un vago ricordo. Perché Paolo è in stato vegetativo da quasi sei mesi. Se pensa o ragiona, se abbia o meno coscienza, non c’è alcuna certezza.

Colpa di un infarto, l’11 agosto scorso. Il cuore si ferma, il sangue non circola, il cervello resta privo di ossigeno. Quaranta minuti di buio. Poi il muscolo ricomincia a pompare. Ma per Onofri è il tramonto della coscienza, il sipario che cala su un destino beffardo.

Paolo come Eluana. La sorte non smette di sbalordire. E Paola lo sa: «Sono tre anni di massacro, ma dopo la fine che ha fatto mio figlio, forse, nulla più mi spaventa». Una vita a metà, senza più Tommy, senza più Paolo. «Vado a trovarlo, ma nulla è più come prima. I medici me l’hanno detto, sarà difficile che possa riprendersi». Le condizioni cliniche sono stazionarie: Paolo non è più attaccato alle macchine, respira da solo, mangia attraverso un sondino allo stomaco. Ma dove sia finita la sua mente, resta un mistero. E i dubbi non finiscono mai. «Prima che accadesse a me, ho sempre seguito la storia di Eluana, sono sempre stata dalla parte del padre Beppino. Ma ora che sono nelle sue condizioni, è difficile decidere».

Paolo Onofri con la moglie (Ap)
Paolo Onofri con la moglie (Ap)
Una questione non nuova, quella del «fine vita», che Paolo Onofri aveva affrontato. «Con mio marito ne avevo parlato, lui mi ha sempre detto che non avrebbe mai voluto vivere dipendendo completamente da altri. Ma adesso che si trova in queste condizioni, sinceramente non saprei cosa fare». Di fatto la speranza non manca: «I medici dicono che miglioramenti non ne ha avuti, che Paolo potrebbe restare così per tutta la vita. Ma chi ce l’ha la certezza? A me pare, a volte, di vedere una sua reazione, di sentire che dica qualcosa. È capitato quando sono andata a trovarlo con Sebastiano. Per questo voglio aspettare, chissà che non succeda qualcosa».

Speranza sì, ma mai ostinazione: «Ne ho parlato anche con la sorella di Paolo. Per quanto possa augurarmi che vada tutto per il meglio, una cosa è certa: se lui dovesse stare male, vorrei solo che lo lasciassero stare». Resta il pensiero di Tommy: «Il mio bambino mi sta aiutando, è lui che mi dà tanta forza. Forse non tutto succede per caso».

Il Corriere della sera Grazia Maria Mottola
23 gennaio 2009

gennaio 22, 2009

Esiste una rete di sacerdoti pedofili?

Pubblicato in: abusi sessuali., Scandali ecclesiastici tagged , , , , , a 19:53 di wildgreta

calendario-don-marco

(FOTO: Ilcalendario “free don”, uno dei gadget del sito nato a sostegno del sacerdote don Marco Baresi, uno dei sacerdoti rinviati a giudizio citati nell’articolo de L’Espresso)

di Wildgreta

La domanda se esista o meno una rete di preti pedofili, se la pone l’Espresso, che oggi pubblica anche un articolo su di un Istituto  per ciechi di Chievo, che per trent’anni sarebbe stato teatro di abusi sessuali. Sono 60 le persone che, pur essendo intervenuta la prescrizione, oggi hanno deciso di parlare (qui l’articolo completo)

Se esista o meno una “rete” è una domanda destinata a rimanere senza risposta finchè alcune inchieste non verranno completate. La magistratura, infatti, indagando su don Ruggero Conti ha scoperto un parroco  di Fiumicino e lo ha indagato per gli stessi reati (abuso su 4 minori e possesso di materiale pedopornografico). Chi legge spesso questo sito sa che la vicenda di don Ruggero Conti viene seguita sin dall’inizio, con un forum su cui si sono confrontati i sostenitori dell’innocenza di don Ruggero e coloro i quali ritengono don Ruggero colpevole. Una delle vittime ha anche scritto qui e la sua testimonianza è stata ripresa da Repubblica, così come la discussione nata spontaneamente su questo sito.(qui tutti gli articoli e relative discussioni)

L’Espresso nomina anche don Marco Baresi, ex vicerettore del seminario di Brescia, a cui i suoi sostenitori hanno dedicato un sito internet e numerosi gadget (qui tutti gli articoli) Anche loro hanno scritto qui.  E poi don Stefano Bertoni, il parroco di Brescia assolto in primo grado nel processo per pedofilia all’asilo Sorelli (l’appello si sta celebrando in questi giorni). Inizialmente, i preti indagati erano tre, poi due sono usciti dall’indagine. Uno di loro, don Armando Nolli, prosciolto, disse all’epoca:«Ne sono fuori, ma resto preoccupato e prego per i bambini violati».(qui gli articoli sul caso Sorelli)

Di don Roberto Berti, il parroco di Firenze coperto dal vescovo Antonelli, come dice l’Espresso, vi segnalo gli articli pubblicati qui e la discussione nata spontaneamente sul sito:Mammadolce dal quale copio due commenti. Vi consiglio, però, di andare a leggerli tutti per farvi un’idea.

  1. quello di cui è accusato, roberto berti,che non merita di essere considerato un parroco,è solo una piccola parte ,di ciò che di grave ha veramente commesso. la curia lo ha coperto e protetto.lui nonostante che la curia sapesse come era, ha continuato a mettere nei sacchi a pelo nudi, ragazzi di san mauro.ha messo nel camper, nel suo letto ,ragazzi a dormire.ha picchiato bambini e ragazze,ha umiliato ragazzi e ragazze facendogli subire angherie di vario tipo,niente di strano, lo strano è che sono 3 anni che mi raccomando in curia di controllarlo,risultato?protezione silenzio. ha esercitato mobbing ad alcune persone alla casa famiglia da lui gestita ,ha licenziato senza giusta causa, ha subito processo, ha perso, ma ha licenziato ugualmente .ha plagiato un ragazzo e tutta la sua famiglia,ragazzo riconosciuto non in grado di intendere e volere.ha picchiato bambini di san mauro e ha creato una setta intorno a se,plagiando i deboli.Le persone intorno alla chiesa che vantano conoscenze in curia,sapevano benissimo che elemento e cosa facesse questo prete,sfido chi ha il coraggio di dirmi che non fossero a conoscenza di quello che faceva,che era omosessuale gliel’ho detto in faccia a lui alla curia e a tutti i difensori di san mauro.non pensavo fosse pedofilo.ma non è tutto,le cose veramente gravi le ha fatte alla mia famiglia,ma queste non contano.serviranno a gastigare questo essere immondo,quando calerà il buio su questa vicenda.già da oggi non ne parla più nessuno ,a san mauro da parte dei leccaculo della chiesa è gia partita la linea difensiva.la curia tapperà la bocca ai giornali,il falso prete lo manderanno in un altro posto, e continuerà a mettere nudi i ragazzi nel sacco a pelo in montagna, e a rovinare famiglie come ha fatto a san mauro.di tutto questo, devo fare i miei complimenti al cardinale Antonelli e al suo segretario don Alessandro Lombardi,loro sanno benissimo, che se negano quello che sapevano , vanno all’inferno.Avranno il coraggio di negare? Commento di ora basta | 29 Giugno 2008 <!– @ 8:35 am –>

E poi, sempre l’Espresso cita don Lelio Cantini, di cui potrete trovare qui alcuni articoli, tra i quali spicca quello sull’appello della procura di Firenze che invita a denunciare gli abusi compiuti da don Cantini in tempi più recenti. Per concludere, ecco il breve articolo de L’Espresso, certamente molto meno esauriente di tutto ciò che vi ho appena segnalato. Ma si sa, i giornalisti “veri” hanno poco tempo, e per questo ci siamo noi in rete che forniamo gratuitamente tutte le informazioni mancanti.

da l’ESPRESSO 22 GENNAIO 2009

Silenzio in nome di Dio
Esiste una rete di sacerdoti pedofili? La Procura di Roma ritiene di aver scoperto un collegamento tra due casi di abusi sessuali ai danni di minorenni affidati ai campi estivi di due prelati.

Il primo è don Ruggero Conti, parroco romano della chiesa di Selva Candida, arrestato il 30 giugno scorso per ripetuti abusi su minorenni. Il pubblico ministero Francesco Scavo, indagando su Conti, è arrivato a iscrivere nel registro degli indagati per gli stessi reati su quattro minori e per possesso di materiale pedopornografico anche il parroco 48enne di una chiesa di Fiumicino.

Anche a Brescia i religiosi accusati di certi reati sono più di uno. Mentre si sta celebrando il processo d’appello per don Stefano Bertoni, già assolto nel 2007, un altro alto prelato è stato arrestato ed è finito alla sbarra: don Marco Baresi, vicerettore del seminario di Brescia, è stato accusato da un minorenne. Nel computer del sacerdote la polizia ha trovato materiale pedopornografico scambiato in Rete, ma don Baresi si è difeso dicendo che quel pc era accessibile a molti e i fedeli lo difendono.

Nessun parrocchiano ha invece preso le parti di don Roberto Berti, sacerdote di Lastra a Signa, denunciato da cinque presunte vittime. La vicenda è emersa solo nello scorso giugno, quando l’allora cardinale di Firenze, Ennio Antonelli, trasferì il prete, coprendo però la vicenda. Un insabbiamento che Antonelli mise in atto anche nei confronti di don Lelio Cantini, 84enne parroco fiorentino, responsabile di decine di abusi su minorenni. ‘Coperto’ finché le vittime non si sono rivolte ai giornali, denunciando il vecchio sacerdote. G.D’I.
(L’espresso

(22 gennaio 2009)

Piacenza: ricatto sessuale a sacerdote, coppia in manette

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , a 02:07 di wildgreta

21 gen 21:19 Cronache

PIACENZA – Ricattano un sacerdote piacentino minacciandolo con uno scandalo a sfondo sessuale, ora marito e moglie sono finit in manette. Un trentenne di Sassari, Stefano Idda, e sua moglie Emilia Timea Hiciu, romena di 24 anni, avrebbero estorto al prete ingenti somme di denaro raggirandolo. I due sono stati arrestati a Venezia mentre stavano fuggendo verso la Romania. (Agr)

gennaio 21, 2009

CASSAZIONE: COLPEVOLE IL PAPA’ CHE TIENE DVD PORNO ALLA PORTATA DEI FIGLI

Pubblicato in: Cronaca tagged , , , , , , , a 21:15 di wildgreta

VOLEVA ESSERE RISARCITO

Roma, 21 gen. (Adnkronos) – Il padre che tiene dvd pornografici in giro per casa e quindi alla portata dei figli minori e’ in qualche misura colpevole e anche se viene arrestato per violenza sessuale e poi assolto dall’accusa non ha diritto ad ottenere il risarcimento per ingiusta detenzione. Parola di Cassazione che ha osservato che il genitore che si comporta in questo modo e’ colpevole due volte perche’ disobbedisce all’”obbligo di istruire ed educare la prole, come pure al principio di “tutela e sorveglianza” dei minori. Applicando questo principio, la Quarta sezione penale (sentenza 2674) ha respinto il ricorso di Mario Z., un padre bargamasco che si era opposto alla decisione della Corte d’appello di Brescia che, nel febbraio 2007, gli aveva negato l’ingiusta detenzione conseguente all’arresto sulla base del fatto che anche se poi era stato assolto dall’accusa di abusi, i bambini “erano affetti da precoce sessualizzazione”. A loro modo di vedere, e la Cassazione ha giudicato “legittima” la valutazione, il padre si e’ attirato i pesanti sospetti alla luce del “suo comportamento omissivo, per non aver adeguatamente educato i minori e non avere evitato che venissero in contatto con materiale pornografico, aveva determinato l’insorgere nei fanciulli di malsani e prematuri interessi sessuali che avevano determinato le accuse”.

(Dav/Gs/Adnkronos)

21-GEN-09 17:30

Strip poker con minori, a breve la sentenza sui due pensionati

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori tagged , , , , a 20:34 di wildgreta

Larino Il Tribunale deve giudicare due pensionati accusati di abusi sessuali

LARINO «Mi convincevano a spogliarmi ad ogni carta che tiravano fuori dal mazzo, finchè restavo completamente nuda in loro compagnia». Queste le parole di una delle due adolescenti che hanno testimoniato davanti ai giudici del Tribunale di Larino all’apertura del processo contro due pensionati residenti in un centro a pochi chilometri da Termoli, accusati di abusi sessuali su minori.
La ragazzina, all’epoca dei fatti dodicenne ed oggi adolescente, tra qualche giorno potrà conoscere la decisione del Tribunale di Larino in merito alla scabrosa vicenda che fece discutere non poco la popolazione del Basso Molise qualche anno fa. Entro qualche giorno i magistrati dovranno leggere la sentenza nel corso dell’ultima udienza. Sono state varie e tutte dense di colpi di scena le udienze susseguitesi nel Palazzo di Giustizia frentano. «Non dovevo dire nulla a mia madre altrimenti mi avrebbe sgridato e punito _ aveva detto la ragazzina all’epoca della sua testimonianza _ Ad un certo punto, non ce l’ho fatta ed ho raccontato tutto». Con lei sul banco dei testimoni salirono anche i genitori. Momenti di grande tensione per la madre ed il padre delle ragazzine, provati profondamente. Quattro le persone ascoltate nella prima tornata processuale poi proseguita con l’interrgatorio, sempre a porte chiuse, degli altri imputati: tra queste la moglie di uno dei due pensionati che sottolineò la sua costante presenza in casa e la difficoltà per i due di scendere in garages e praticare i «giochi proibiti».
A.S.

adnkronos 21/01/2009

gennaio 20, 2009

Rignano Flaminio. Non ci sono nuovi indizi per tre indagati. Le motivazioni dell’archiviazione

Pubblicato in: abusi sessuali sui minori, Pedofilia, pedofilia scuola, Rignano Flaminio tagged , , , , , , , , , , , a 01:36 di wildgreta

rignano1801

di Wildgreta

Segnalo  che oggi, oltre alla richiesta di archiviazione per tre indagati, è stata depositata anche la richiesta di rinvio a giudizio per 4 degli indagati di Rignano Flaminio (M.Pucci, S.Magalotti,G. Scancarello,P. Del Meglio)

Poi segnalo un’inesattezza negli articoli apparsi stasera rispetto al deposito della richiesta di archiviazione per i tre indagati di Rignano Flaminio. Tutti gli articoli affermano che “non ci sono indizi”, in realtà leggendo meglio, si scopre che Mansi spiega che non sono emersi nuovi indizi. Ovvero, quelli in possesso dgli inquirenti  non sono sufficienti, a parere del pm, per arrivare al  dibattimento. A questo riguardo consiglio la lettura di un articolo che trovate qui. Di seguito una sintesi di Rai News24 di stasera.

Roma | 19 gennaio 2009

“Non appaiono emersi indizi a carico degli indagati, Kerum Weramuni De Silva, Cristina Lunerti e Assunta Pisani”. Cosi’ il pm della procura di Tivoli, Marco Mansi, ha motivato, in tre pagine, le richieste di archiviazione, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti abusi commessi ai danni dei bimbi della scuola “Olga Rovere” di Rignano Flaminio.

Rai News 19 gennaio 2009

Il pm ha invece depositato gli atti per le maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci e Patrizia Del Meglio, e il marito di quest’ultima, l’autore tv Gianfranco Scancarello.

Secondo il pm per la giovane maestra Pisani “dopo la denuncia dei genitori della piccola A.”, non si sono avute conferme “direttamente dalla bambina o da altri bambini e le successive indagini non hanno modificato la posizione della Pisani”. Per Weramuni, il benzinaio cingalese, e la Lunerti il pm Mansi ricorda la decisione del Riesame che annullo’ le ordinanze di custodia cautelare in carcere per insussistenza di gravi indizi e la conferma dell’annullamento della Suprema Corte, nonche’ il fatto che successivamente “non sono stati acquisiti ulteriori indizi”, cosa che “impone al pm di richiedere “l’archiviazione del procedimento”.

Secondo il pm Mansi tuttavia “la insufficienza della soglia di gravita’ indiziaria e’ stata agganciata a precise indicazioni sulle carenze istruttorie da colmare”.

gennaio 19, 2009

Amanda, l’esercito della salvezza:”Chiamate testimoni dagli Usa”

Pubblicato in: Amanda, attualità, omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , , , , a 22:54 di wildgreta


DELITTO MEZ: LE STRATEGIE

“Fate venire qui Andrew, lui vi dirà chi sono, come pure il giudice Heavy”. In aiuto di Amanda Knox arrivano dagli Stati Uniti amici e vicini di casa. Lei, l’enigmatica studentessa venuta da Seattle che davanti alla Corte d’assise di Perugia (dove è cominciato il processo per l’omicidio di Meredith Kercher) appare con un sorriso smagliante, sembra non aver nulla da temere

Perugia, 19 gennaio 2009 – “Chiamate a testimoniare Andrew, lui vi dirà chi sono, come pure il giudice Heavy”. In aiuto di Amanda Knox arrivano dagli Stati Uniti amici e vicini di casa. Lei, l’enigmatica studentessa venuta da Seattle che davanti alla Corte d’assise di Perugia (dove è cominciato il processo per l’omicidio di Meredith Kercher) appare con un sorriso smagliante, sembra non aver nulla da temere.

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Meredith: Raffaele Sollecito scrive dalla cella

Pubblicato in: alberto stasi, Amanda, attualità, omicidio meredith, Omicidio Perugia tagged , , , , , , a 10:57 di wildgreta

“Ecco come evado da questo inferno”

Raffaele Sollecito scrive dalla cella

“E’ ormai più di un anno che vivo in ques’inferno fatto di cemento vivo. Cerco di fare qualsiasi cosa pur di evadere con la mente”. Parole di Raffaele Sollecito, il 24enne che, insieme ad Amanda Knox, è accusato dell’omicidio di Meredith Kercher. “Quando torno a pensare alle accuse incredibili che mi rivolgono – prosegue il giovane – nei momenti di solitudine e silenzio, mi guardo intorno e mi domando da chi o che cosa mi devo difendere”.

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