gennaio 23, 2009

Paolo Onofri non ragisce più

Posted in Cronaca tagged , , , , , at 01:50 di wildgreta

Onofri non reagisce, ha lo sguardo fisso nel vuoto da quando ha avuto un infarto
Il papà di Tommy come Eluana «Mi disse: non voglio vivere così»
La moglie Paola: «No all’accanimento, mi opporrei a una rianimazione»

«Sono contro l’accanimento terapeutico. Se a Paolo dovesse succedere qualcosa, se dovesse essere necessario rianimarlo o prendere nuovi farmaci, direi no, lasciatelo andare ».

Paolo Onofri come Eluana. Lo ammette a malincuore la moglie Paola. Il suo cuore batte, ma lui non lo sa. Gli occhi azzurri spalancati, lo sguardo fisso nel nulla. Da mesi la vita del papà del piccolo Tommy, il bimbo rapito e ucciso la sera del 2 marzo 2006, è tutta in un letto d’ospedale nel centro di riabilitazione «Cardinal Ferrari» di Fontanellato (Parma). Per il momento. Nel futuro ci sarà una struttura diversa, di sicuro non la cascina di Casalbaroncolo, il casale ristrutturato dove una sera di nebbia il figlioletto di 17 mesi, ammalato di epilessia, venne strappato dal seggiolone da due sequestratori improvvisati. L’incubo peggiore della sua vita, oggi, forse, neppure un vago ricordo. Perché Paolo è in stato vegetativo da quasi sei mesi. Se pensa o ragiona, se abbia o meno coscienza, non c’è alcuna certezza.

Colpa di un infarto, l’11 agosto scorso. Il cuore si ferma, il sangue non circola, il cervello resta privo di ossigeno. Quaranta minuti di buio. Poi il muscolo ricomincia a pompare. Ma per Onofri è il tramonto della coscienza, il sipario che cala su un destino beffardo.

Paolo come Eluana. La sorte non smette di sbalordire. E Paola lo sa: «Sono tre anni di massacro, ma dopo la fine che ha fatto mio figlio, forse, nulla più mi spaventa». Una vita a metà, senza più Tommy, senza più Paolo. «Vado a trovarlo, ma nulla è più come prima. I medici me l’hanno detto, sarà difficile che possa riprendersi». Le condizioni cliniche sono stazionarie: Paolo non è più attaccato alle macchine, respira da solo, mangia attraverso un sondino allo stomaco. Ma dove sia finita la sua mente, resta un mistero. E i dubbi non finiscono mai. «Prima che accadesse a me, ho sempre seguito la storia di Eluana, sono sempre stata dalla parte del padre Beppino. Ma ora che sono nelle sue condizioni, è difficile decidere».

Paolo Onofri con la moglie (Ap)
Paolo Onofri con la moglie (Ap)
Una questione non nuova, quella del «fine vita», che Paolo Onofri aveva affrontato. «Con mio marito ne avevo parlato, lui mi ha sempre detto che non avrebbe mai voluto vivere dipendendo completamente da altri. Ma adesso che si trova in queste condizioni, sinceramente non saprei cosa fare». Di fatto la speranza non manca: «I medici dicono che miglioramenti non ne ha avuti, che Paolo potrebbe restare così per tutta la vita. Ma chi ce l’ha la certezza? A me pare, a volte, di vedere una sua reazione, di sentire che dica qualcosa. È capitato quando sono andata a trovarlo con Sebastiano. Per questo voglio aspettare, chissà che non succeda qualcosa».

Speranza sì, ma mai ostinazione: «Ne ho parlato anche con la sorella di Paolo. Per quanto possa augurarmi che vada tutto per il meglio, una cosa è certa: se lui dovesse stare male, vorrei solo che lo lasciassero stare». Resta il pensiero di Tommy: «Il mio bambino mi sta aiutando, è lui che mi dà tanta forza. Forse non tutto succede per caso».

Il Corriere della sera Grazia Maria Mottola
23 gennaio 2009

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4 commenti »

  1. [...] Settembre 27, 2008 at 12:28 am (Cronaca) (condizioni salute, infarto, onofri lascia rianimazione, onofri trasferito reparto lungodegenza, paolo onofri, tommy) Note: L’articolo del gennaio 2009 su Paolo Onofri è qui. [...]

  2. Juliette said,

    Posso dirlo senza sembrare mostruosa? Non m’è mai piaciuto Paolo Onofri.

    Non mi piaceva quando, durante il sequestro del figlio, appariva in tv ad ogni pié sospinto dicendo e non dicendo, millantando e facendo intendere chissà cosa.
    Non mi piace la sua – tranquillamente ammessa persino davanti alla moglie, con cui all’epoca, lui stesso dichiarò, non andava d’accordo – frequentazione di locali di lap-dance, il suo atteggiamento un po’ tanto arrogante, la sua ambiguità ed il MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO trovato nella sua cantina (anche questo all’oscuro della moglie) che gli è costato una condanna – patteggiata e ricorsa in Cassazione, ricorso respinto perché non puoi impugnare il patteggiamento – a soli 6 mesi di reclusione.

    Non mi piacque il suo tornare ad apparire in tv, dopo, come lo sponsor di chissà cosa. Sinceramente mi pareva assai poco legittimato ad andarci, soprattutto dopo quel che gli avevano trovato nel PC, anche se in qualità di padre di una vittima. Anche i bambini brutalizzati nelle immagini del suo PC sono vittime, e a loro chi ci pensa?

    E sinceramente mi lasciò anche perplessa la sua grande amicizia col giovane e coraggioso (ed anche parecchio belloccio, lo dico en passant) fondatore di una nota onlus antipedofilia: ma come si può stringere amicizia, quando per mestiere si combattono i pedofili, con uno che nel suo pc centinaia di immagini di quel tipo?

    Paolo Onofri non mi piace, punto. E ammetto che la notizia del suo infarto non mi ha fatto né caldo né freddo. Molte persone soffrono. Molte persone che oso ritenere migliori di lui.

  3. wildgreta said,

    Io non augurerei mai la malattia neppure al mio peggior nemico. Ma ognuno è fatto a modo suo. Credo nella giustizia della terra e del cielo.

  4. Juliette said,

    Non ho mai detto questo né tantomeno mi sono permessa di augurare ad un uomo ancora giovane e con due figli piccoli una disgrazia simile. Anzi, ritendo che augurare la malattia (sia pure un raffreddore) a qualcuno sia un atteggiamento non proprio confacente. Mi sono limitata a dire che l’uomo in sé – per i suoi atteggiamenti, per il suo modo di porsi, per quel che aveva nel pc – non mi piace. Credo sia perfettamente lecito.

    Dal punto di vista umano mi spiace che, ripeto, un padre di famiglia di nemmeno 50anni sia ridotto in condizioni di non-vita (perché tale è lo stato vegetativo permanente). Nello specifico, però, non ho mai provato simpatia per la persona. Sarò cattiva, ma il solo pensiero di un padre che custodisce quella roba nel pc mi fa stare male, malissimo.


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