ottobre 27, 2008

IPNOTIZZAVA E VIOLENTAVA ANORESSICHE: DUE DEGLI AVVOCATI DEL CASO RIGNANO AVVERSARI IN UN ALTRO PROCESSO

Posted in abusi sessuali., Abusi sui minori, Cronaca tagged , , , , , , , , , , , , at 14:54 di wildgreta

Ipnotizzava e violentava anoressiche,ex primario condannato anche in appello

Di Wildgreta

Sono davvero strani i casi della vita. Ritroviamo l’avvocato Cardamone e il professor Coppi in un altro caso di abusi sessuali, questa volta con protagoniste una decina di ragazze dai 20 ai 30 anni (due sole quelle che si sono costituite parte civile). L’avvocato Coppi difende l’ex primario accusato di abusi sulle pazienti prevalentemente anoressiche o psichicamente fragili, mentre l’avvocato Cardamone, le vittime. Nel caso di pedofilia di Rignano Flaminio, l’avvocato Coppi difende l’autore Rai Gianfranco Scancarello e sue moglie Patrizia Del Meglio (maestra dell’asilo Olga Rovere), mentre l’avvocato Cardamone, difende alcune delle famiglie dei bambini di Rignano Flaminio che hanno nei mesi scorsi affrontato l’incidente probatorio ribadendo la loro verità sugli abusi subiti,(si attende il deposito degli atti da parte del PM) . Sappiamo benissimo che ogni caso fa storia a sè e che è facile per gli avvocati incontrarsi in diversi processi. La cosa che mi ha colpito in questo caso, però, è la linea difensiva adottata per l’ex primario condannato anche in appello:“i racconti dei denuncianti sarebbero frutto di un delirio erotico o di uno stato di allucinazione indotto dall’ipnosi.” E ancora, “il medico sarebbe stato vittima di un gruppo di pazienti, in contatto tra loro, che avrebbero travisato la realtà.” Più o meno quello che si dice dei bambini di Rignano:”Sarebbero stati suggestionati i genitori che a loro volta avrebbero suggestionato i bambini, i quali poi avrebbero raccontato fatti irreali frutto della sindrome da isteria collettiva”. Il problema è che questo ex primario, esperto nella tecnica dell’ipnosi, è stato accusato di essersi congiunto carnalmente con alcune pazienti approfittando della loro inferiorità psichica. In appello la condanna per violenza sessuale continuata è stata ridotta da 8 a 5 anni e mezzo, non sappiamo per quali ragioni.Quello che resta da chiarire è come mai nei casi di abuso sessuale, per gli imputati siano sempre gli altri ad aver frainteso e, se ad accusare sono più persone, queste debbano essersi contagiate a vicenda. La sindroma da “isteria collettiva”, o da”contagio emotivo” , può certamente scatenarsi in presenza di epidemie come l’aviaria (nessuno mangiava più il pollo) o di malattie dei bovini come la mucca pazza (nessuno mangiava più carne rossa), ma non è stato ancora dimostrato che ascoltando il racconto di un abuso sessuale da un’amica, frotte di persone si precipitino dai carabinieri a raccontare di averlo subìto anche loro.Io non credo che ciò sia possibile, perchè la violazione dell’intimità di una persona è qualcosa che non si può fraintendere, nè immaginare: si è subita o non la si è subita. Si mente, o si dice la verità. Non si può “fraintendere” una terapia con un abuso, nè una recita scolastica con una serie di abusi sessuali collettivi.
Ecco un articolo del 1999, quando venne alla luce il caso e un articolo di oggi, con il resoconto del processo di appello.

Antonio Sodaro, primario-chirurgo, denunciato da alcune pazienti
Mago dell’ ipnosi alla sbarra: molestie

La difesa: La pressione su certe parti del corpo e’ terapeutica
Antonio Sodaro, primario-chirurgo, denunciato da alcune pazienti

E’ stato primario di chirurgia alll’ ospedale San Pietro, sulla Cassia, fino a pochi mesi fa, quando ha raggiunto l’ eta’ della pensione. Ma per Antonio Aldo Sodaro, noto specialista, esperto nella tecnica dell’ ipnosi, il momento del riposo ancora non e’ arrivato. Tutt’ altro: il medico e’ imputato davanti alla seconda sezione del Tribunale per violenza sessuale, in particolare per aver molestato alcune sue pazienti dopo averle ipnotizzate, e quindi in questi giorni non pensa ad altro che a difendersi. La vicenda risale ai primi anni Novanta ma soltanto adesso, dopo una lunga inchiesta, e’ arrivata davanti ai giudici. Gli accertamenti della procura erano partiti dalla denuncia di una sola paziente, ma ben presto l’ indagine si era allargata: la donna che per prima aveva messo nei guai il professore aveva rivelato agli inquirenti i nomi di altre presunte vittime e alcune fra loro avevano finito per confermare le accuse. Cosi’ il segreto a lungo celato era venuto alla luce e ora a puntare il dito contro Sodaro sono una decina di ex pazienti, per lo piu’ giovani, fra i venti e i trent’ anni. Ieri il Tribunale ha ascoltato quattro testimoni, due ragazze e due mamme, anche loro chiamate in causa per confermare i racconti delle figlie. Altri testi hanno atteso invano di deporre: dovranno tornare il 30 novembre, data decisa dal Tribunale per il rinvio. Dal gruppo delle ex pazienti e dei familiari, comunque, nessun commento: “Vogliono soltanto dimenticare”, hanno spiegato i legali. Gli episodi che hanno portato Sodaro sul banco degli imputati sarebbero avvenuti, secondo l’ accusa, sia nel suo studio privato che a San Pietro, ospedale che lo psicanalista ha diretto dal 1985. Il professionista, assistito da Vincenzo Crupi e da Franco Coppi, lo stesso avvocato che ha difeso Giulio Andreotti a Perugia e a Palermo, ipnotizzava le pazienti durante le sedute e, sempre secondo il pm, avrebbe approfittato del loro stato di incoscienza. Le ragazze si trovavano tutte in una situazione psicologica di debolezza: la maggior parte soffriva di anoressia o di depressione, una si era appena separata dal marito. Sodaro, che potra’ dare ai giudici la sua versione soltanto alla fine del processo, durante le indagini ha sempre respinto le accuse e spiegato che la sua terapia ipnotica prevedeva pressioni su alcuni parti del corpo per stimolare le funzioni nervose. Quella dello specialista dunque era una forma di cura, nulla a che fare con le molestie sessuali. Opposta la versione delle ragazze, tra le quali una l’ ha denunciato pur ammettendo che si era innamorata di lui.
Di Gianvito Lavinia Pagina 48(27 ottobre 1999) – Corriere della Sera

Re dell´ipnosi violentava le anoressiche
L´ex primario di Villa San Pietro condannato a 5 anni e mezzo
di Marino Bisso

Curava con l´ipnosi le pazienti anoressiche, le addormentava sul lettino dell´ospedale e poi abusava di loro. È stato condannato anche in appello l´ex primario di chirurgia dell´ospedale Villa San Pietro nonché docente universitario di tecnica chirurgica e grande studioso dell´ipnosi, da lui utilizzata per interventi in sala operatoria senza ricorrere all´anestesia. Il professore Aldo Antonino Sodaro, 75 anni, specializzato nella cura dell´anoressia, è stato condannato a cinque anni e mezzo. I giudici della terza sezione penale della corte d´appello, pur riducendo la pesante condanna rimediata in primo grado nel 2003 (8 anni di reclusione) hanno creduto alla tesi dell´accusa.Le violenze denunciate risalirebbero agli inizi del Novanta quando Sodaro, in servizio presso l´ospedale romano sulla Cassia, si sarebbe «congiunto carnalmente» con due pazienti e avrebbe indotto altre cinque a commettere atti di libidine su se stesse o su di lui approfittando «della loro malattia di mente» o «dell´incapacità di resistergli a causa delle loro condizioni di inferiori psichica, da lui stesso aggravate mediante suggestione ipnotica» o, comunque «adottando una condotta insidiosa e fraudolenta (simulazione di atti terapeutici) o improvvisa, tale da non rendere possibile un´adeguata difesa».Fu proprio la denuncia presentata da una ex paziente, poi seguita da altre donne, a determinare le indagini del pm Marcello Cascini anche se soltanto due, attraverso gli avvocati Antonio Cardamone e Marcello Di Sante, hanno trovato la forza per costituirsi parte civile. Le accusatrici di Sodaro, che avevano all´epoca tra i venti e i trenta anni, si trovavano tutte in una situazione psicologica di estrema debolezza. La maggior parte soffriva di grossi problemi di anoressia, qualcuna era alle prese con crisi di ansia e ripetuti stati di panico. Per la difesa, rappresentata dagli avvocati Franco Coppi e Vincenzo Crupi, il racconto delle parti offese, da inquadrare come espressione di una patologia di gruppo, era frutto di un delirio erotico o di uno stato di allucinazione indotto dall´ipnosi.Il professor Sodaro, la cui terapia prevedeva pressioni su alcune parti del corpo (tra l´ombelico e il pube) per stimolare le funzioni nervose, ha sempre respinto le accuse sostenendo di essere stato vittima delle fantasie di un gruppo di pazienti, in contatto tra di loro, che avrebbero travisato la realtà. Invece, per i giudici, che si sono serviti anche di una perizia collegiale, le accuse contro il medico hanno un fondamento di verità, anche se pronunciate da pazienti tuttora con problemi e disturbi.

(La REPUBBLICA 26 ottobre 2008)

1 commento »

  1. Sono stata in cura dal prof. Sodaro molti anni fa ed ho fatto una ventina di sedute di ipnosi con lui: non è mai successo nulla di quanto affermano le pazienti che lo accusano anzi devo dire che le sue tecniche sono particolarmente efficaci, Il contatto fisico che ha utilizzato su di me erano le dita su una mia spalla che aveva un efficace effetto di rilassamento come la luce soffusa e dei suoni appena percettibili. inoltre il livello di ipnosi che si raggiunge nelle sedute di questo tipo, al contrario di quanto si vede negli show da circo in TV dove le persone raggiungono un completo stato di incoscienza, non permetterebbe assolutamente al terapeuta abusi sessuali. In diverse occasioni Io stessa ho presenziato sedute di ipnosi, su richiesta del terapeuta e con il consenso della paziente, onde evitare queste spiacevoli “fantasie” delle donne in cura. rosanna


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