Sorelline contese la fuga diventa un giallo.La madre in Francia: il mio ex marito mente, sono state rapite

Ottobre 13, 2008 at 01:35 (Cronaca) (, , , , , , )

L’italo-francese Rinaldo Gualtieri
RAPHAËL ZANOTTI
A cinque giorni dalla scomparsa restano le accuse del padre: «La mamma le picchiava, le minacciava di morte, per questo non volevano tornare da lei». Ma di Valerie e Sophie, nessuna traccia. A cinque giorni dalla scomparsa restano le accuse della madre: «Spero che il padre le tenga sotto sequestro perlomeno in un luogo sicuro». Ma della 11enne e della 13enne fuggite da Reims lunedì scorso, ancora nessuna notizia.

Bambine in fuga per l’Europa, con pochi spiccioli e qualche vestito? Oppure nascoste dal padre per non dover ottemperare alla decisione della corte d’appello di Reims di giovedì scorso che le restituiva alla madre? La Francia si divide, sui siti dei giornali come sulle televisioni. C’è chi non crede al padre, Rinaldo Gualtieri, italo-francese che già un anno fa sottrasse le figlie in Calabria. E chi alla madre, Katia Navigante, casalinga di 37 anni di Lametia Terme. Una lettera lasciata dalle bambine prima della loro scomparsa la accusa: «Meglio morire, piuttosto che tornare da quella».
Su internet, in mancanza di segnalazioni, si analizzano minuziosamente le foto: «Guarda come sono truccate! A 11 e 13 anni, sfido che non vogliano tornare con la madre, con un padre che lascia loro fare quello che vogliono» dichiara Swann su un sito. «Queste due ragazze sono abbastanza grandi da poter decidere con chi stare» risponde Quebec. Dibattito futile, mentre di Valerie e Sophie non si hanno notizie.

Katia Navigante è nella stanza di un albergo a Reims, insieme al suo nuovo compagno. È stata quattro ore in commissariato e oggi parlerà con un giudice delegato. È assolutamente convinta che le due ragazze siano manipolate dal padre e che non siano fuggite: «Spero stiano bene e conto di rivederle presto dovunque siano state nascoste – dice – Il mio ex marito non sopporta che il nostro matrimonio sia finito e per questo si rivale sulle bambine». Non è la prima volta che la madre perde le due figlie. Quando, un anno fa, il padre abitava ancora in Calabria e poteva vedere le bambine una sola volta alla settimana, per poche ore e tassativamente alla presenza degli assistenti sociali, aveva chiesto all’ex moglie un favore: «Fammele vedere per il mio compleanno, ti prego». Era il 17 luglio 2007. La madre ha acconsentito. E lui è scomparso con le figlie. «Abbiamo sporto denuncia per sottrazione di minori – spiega l’avvocato della madre Gianfranco Barbieri – la procura ha chiuso le indagini a settembre scorso, ma non è stata in grado di notificare il provvedimento. Nel frattempo abbiamo scoperto dov’erano le due bambine e attraverso il ministero di giustizia italiano abbiamo chiesto alla Francia di far valere la decisione del nostro tribunale». Il padre ha tentato di opporsi. In due lettere quasi identiche le due ragazze hanno sostenuto che la madre le picchiava e le minacciava di morte. I giudici francesi hanno aperto un’indagine, ma alla fine è arrivata prima la corte d’appello: «Tutte le indagini sono già state svolte dalle autorità italiane» hanno tagliato corto. E il giorno prima dell’arrivo della madre in Francia, le ragazze sono scomparse.

Piange, papà Rinaldo, si dice preoccupato della loro sorte. E piange anche mamma Katia, altrettanto preoccupata. Nel frattempo, però, gli investigatori francesi hanno smesso di trattare la vicenda delle due sorelle come una semplice fuga. Il procuratore della Repubblica di Reims, Madeleine Simoncello, ha aperto un fascicolo contro ignoti per rapimento. «Solo un accorgimento tecnico – spiegano dalla procura – un’inchiesta con questo tipo di reato permette indagini più approfondite». Probabilmente telefoni sotto controllo. Nel frattempo ieri sono stati sentiti tutti i familiari di Gualtieri. È difficile che due bambine che conoscono poco la zona (abitano lì solo da un anno) siano scomparse nel nulla. Forse qualche adulto le tiene nascoste in una casa.
La Stampa 12 ottobre 2008 (ha collaborato Giulia Veltri).

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