Masturbava i bimbi in oratorio, arrestato il parroco pedofilo. Le testimonianze dei bambini
Luglio 24, 2008 at 14:45 (Cronaca, Pedofilia, Scandali ecclesiastici) (arrestato prete pedofilo, ci vestiva da tarzan e ci faceva le foto, don mologni, don pierpaolo, in coma prete pedofilo dopo setticemia, indagine procura torino, lombardaro, masturbava i bimbi in oratorio, Pedofilia)

don Mologni
Dopo la denuncia il sacerdote si è improvvisamente ammalato di setticemia, poi è entrato in coma. Sequestrata la cartella clinica
Le testimonianze: «Ci vestiva da Tarzan e faceva le foto»
Note di Wildgeta
Vi posto uno dei commenti ricevuti dal sito che ha pubblicato questo articolo (cronacaqui). Lo faccio per far capire come, ogni volta, le reazioni della gente di fronte alla notizia che qualcuno che conosciamo e di cui ci fidiamo, potrebbe avere una doppia personalità, sono le medesime in qualunque parte il fatto si verifichi. Il messaggio lasciato per don Mologni, è identico a quelli lasciati per don Ruggero Conti. E allora? A Lombardore avranno ordito un complotto contro don Mologni? E i bambini che hanno testimoniato cose orribili, avranno inventato tutto? E i giornali avranno creato un mostro inesistente anche lì? E la polizia, avrà preso un abbaglio? Queste le cose che molte persone hanno scritto a proposito di don Ruggero Conti, il parroco di Roma, arrestato ai primi di luglio per violenza sessuale continuata e aggravata a danno di minori. Negati gli arresti domiciliari, don Ruggero resta in carcere, mentre fuori, una parte delle persone che lo hanno conosciuto, metterebbe non una ma due mani sul fuoco sulla sua innocenza.Ecco il messaggio per don Mologni: “LISA 24/07/2008, 10:21
cONOSCO BENE DON MOLOGNI , DA ALMENO 30 ANNI , ANCHE IO ANDAVO ALL ORATORIO E AGLI SCOUT , SON TUTTE FANDONIE E’ UN GRANDE SACERDOTE”
LOMBARDORE 24/07/2008 – L’orrore. È scoprire che il parroco del paese approfittava dei ragazzini dell’oratorio toccandoli, fotografandoli e talvolta masturbandoli. L’orrore è scoprire che quelle “voci” di paese si sono trasformate in realtà. Nei guai è finito don Pierpaolo Mologni, 60 anni. Parroco per lungo tempo a Lombardore. La Procura di Torino ne ha disposto gli arresti domiciliari dopo le lunghe indagini coordinate dal pubblico ministero Stefano De Montis e condotte da carabinieri. Ma don Pierpaolo, quegli arresti, difficilmente riuscirà a scontarli: al momento, infatti, si trova in coma presso il reparto di rianimazione dell’ospedale di Ivrea.
Costumino di Tarzan
Secondo quanto denunciato da alcune vittime del parroco direttamente ai carabinieri, don Pierpaolo era solito compiere i suoi gesti osceni presso la sua abitazione, dietro la chiesa di Lombardore. Con i più “svegli” si limitava a delle carezze. Con altri, di età compresa tra i 13 e i 15 anni, esagerava. Se loro non si ritraevano, in un attimo saltava fuori la macchina fotografica. E giù di foto osè, con i bimbi in posizioni inequivocabili, magari con indosso il costumino da Tarzan che il parroco 60enne aveva appositamente confezionato per le sue piccole vittime. Spesso e volentieri convinceva i ragazzini a fare la doccia nella sua abitazione: e anche in quei casi non perdeva l’occasione per scattare scabrose istantanee. I carabinieri, che hanno effettuato una perquisizione nei suoi alloggi di Ozegna, dove era stato trasferito un paio di mesi fa, hanno rinvenuto un migliaio di foto compromettenti. Alcune datate 1979.
Le confidenze
Quando don Pierpaolo era certo di aver ottenuto la fiducia della vittima, passava ad un livello superiore di molestie. Era solito far stendere il ragazzino in questione per masturbarlo direttamente sul suo letto. Successivamente, almeno in certi casi, finiva col masturbarsi lui stesso. Secondo gli inquirenti creava una sorta di rapporto di “fiducia” con la vittima e la convinceva in qualche modo a non raccontare nulla dei suoi comportamenti osceni.
Le indagini
A distanza di anni sono invece piovute due distinte denunce sui comportamenti di don Pierpaolo. Da due distinte famiglie. La macchina investigativa dei carabinieri ha poi fatto il resto trovando conferma delle parole di decine di ragazzini di Lombardore e paesi limitrofi nel computer del parroco, zeppo di foto e materiale compromettente. Dopo la perquisizione ad Ozegna, per don Mologni, è giunto anche un avviso di garanzia. Poi, improvvisamente, le sue condizioni di salute sono precipitate: prima un’improvvisa setticemia e, da qualche giorno, il coma profondo. Precauzionalmente la Procura ha fatto sequestrare la sua cartella clinica.
Le incredibili dichiarazioni dei bambini e lo stupore del paese
Le testimonianze: «Ci vestiva da Tarzan e faceva le foto»
LOMBARDORE 24/07/2008 – Raccontare in Procura gli abusi subiti anni fa è stato difficilissimo. Eppure molti ragazzini, un tempo alle prese con i comportamenti osceni di don Pierpaolo Mologni, hanno trovato il coraggio per combattere questo orrore, rivangando storie che, probabilmente, avevano deciso di dimenticare. Per sempre.
Alcuni di loro, oggi, sono appena maggiorenni. Allora avevano quindici o sedici anni. «Ci portava nei suoi alloggi in parrocchia sempre con la stessa scusa – racconta uno di loro – voleva “misurarci” per vedere se eravamo cresciuti». Una scusa banale alla quale i ragazzini, senza malizia, abboccavano senza sospetti. Poi la situazione degenerava se le vittime non reagivano sdegnate: «Massaggi, carezze, sfioramenti nelle parti intime – precisa uno dei giovani – a volte tirava fuori quel costumino di Tarzan dal quale si intravedeva tutto. Era troppo stretto. Magari scattava qualche foto». Poi la masturbazione: «Su un tappeto, oppure direttamente sul letto». Quanti ragazzini hanno avuto il coraggio di raccontare tutto subito? Praticamente nessuno. Poi due famiglie hanno deciso di rompere il silenzio, di denunciare una storia assurda e al tempo stesso ignobilmente reale.
Senza parole anche il sindaco di Lombardore, Diego Maria Bili, ben a conoscenza delle indagini dei carabinieri e della Procura: «Il nostro è un paese piccolo. Le cose si vengono a sapere quasi subito. Sapevo che molti cittadini ascoltati in Procura e dai militari dell’Arma. Ovviamente speravo che le voci di paese non fossero corrispondenti a quanto emerso». Bili, oltretutto, ammette di non aver mai avuto un rapporto molto sereno con don Mologni: «I nostri scontri erano alla luce del sole, lo ha sempre saputo anche il vescovo». Le dicerie del paese, però, non sembravano realtà: «Diciamo che le chiacchiere non sempre rappresentano la verità – conferma il sindaco – però è vero che c’erano strane voci anche prima che io diventassi sindaco. Nessuna prova, però, fino a qualche giorno fa».
Don Pierpaolo, per una decina d’anni parroco di Lombardore, aveva operato prima a Rivarolo e Mercenasco. Il suo trasferimento ad Ozegna nella primavera scorsa.
5 Commenti
Pubblica un Commento
Devi essere collegato per postare un commento.




pincopallino2 ha detto,
Luglio 24, 2008 a 15:43
Da La Stampa di Torino di oggi, pag. 78
http://pdf.presstoday.com/viewclip.php?pdfid=1398505&bbpos=1&rect
Qualche giorno dopo la perquisizione e la denuncia don Pierpaolo si è sentito male. Lo hanno portato in ospedale, prima a Cuorgnè e dopo a Ivrea. Grave, gravissimo. Una brutta setticemia. La Procura, per vederci chiaro, ha ordinato l’immediato sequestro delle cartelle cliniche: quella malattia è considerata troppo sospetta
——————
Mio commento:
Tentativo di suicidio? Vendetta?
pincopallino2 ha detto,
Luglio 24, 2008 a 16:01
Segnalo che nel numero odierno de La Stampa, pag. 78, al link sopra riportato, ci sono interessanti retroscena e approfondimenti sul caso. Purtroppo solo una parte del contenuto della pagina è estraibile col copia e incolla. Le altre parti della pagina possono essere ricopiate salvando l’immagine della stessa sul p.c. prima che la pagina non sia più disponibile tra qualche giorno.
titolando ha detto,
Luglio 25, 2008 a 17:36
il fatto è che questi episodi fanno così schifo che difficilmente si accettano, spesso si rifiutano. c’è una duplice implicazione in queste vicende: da un lato l’atto orribile, dall’altro la proiezione ideale della fede rappresentata da questi soggetti. Si perde fiducia nell’uomo e in dio per chi ci crede.
Purtroppo sembra che questa malattia, che altro non è che una forma orribile di devianza, sia altamente frequente nel clero… non bastano le dichiarazioni del papa…
è necessario altro! non sono complotti, se lo fossero non l’avrebbero arrestato…
è banale dirlo ma l’abito non fa il monaco e a parte l’indottrinamento o la formazione dell’istituzione ecclesiastica nessuno si preoccupa di capire se questi signori siano in grado o meno di stare al fianco dei nostri figli!
tra l’altro non sono nemmeno formati per farlo! e’ questa la vergogna!!!
Alessio in Asia ha detto,
Luglio 25, 2008 a 19:06
Pretaccio.
Dove è finito titolando? « Titolando ha detto,
Maggio 26, 2009 a 12:16
[...] 16) Wildgreta [...]