”Il corpo di Emanuela Orlandi gettato in una betoniera”. Incontrò un sacerdote?
Nascosta nel centro di Roma Incontro’ un sacerdote? Secondo quanto ha riferito la testimone ai pm romani Emanuela Orlandi venne rapita e prima di essere uccisa fu tenuta prigioniera in un appartamento del centro di Roma. La ragazza avrebbe incontrato un sacerdote. La teste, il cui racconto è al vaglio degli inquirenti, avrebbe partecipato a numerosi spostamenti della giovane prelevandola dalla sua prigione. In un caso, avrebbe riferito di averla accompagnata nella zona del Gianicolo ad un incontro con un uomo, da lei indicato presumibilmente come “un sacerdote”. La donna avrebbe spiegato anche che una volta arrivati a Torvajanica con i cadaveri di Emanuela Orlandi e Domenico Nicitra chiusi in un due sacchi, Renatino De Pedis e un’altra persona li fecero sparire gettandoli in una betoniera in un cantiere. Secondo quanto si apprende la teste non è iscritta al momento nel registro degli indagati della Procura di Roma né risulterebbero altre persone indagate. L’ipotesi di reato per cui procedono gli inquirenti è ancora quella di sequestro di persona.
La giovane scomparve il 22 giugno del 1983
La superteste, allora amante di Enrico De Pedis, ai pm della Procura di Roma: ”Fu uccisa e il suo cadavere, insieme a quello del figlio 11enne di Salvatore Nicitra, buttato a Torvaianica”. Ma nella deposizione ci sarebbero delle incongruenze
Roma, 23 giu. (Adnkronos/Ign) – Emanuela Orlandi sarebbe stata uccisa e il suo cadavere, insieme a quello di Domenico, il figlio 11enne di Salvatore Nicitra, imputato al processo contro la banda della Magliana, sarebbe stato gettato in una betoniera a Torvaianica. E’ questo il punto centrale della deposizione resa 15 giorni fa davanti ai pm della Procura di Roma Italo Ormanni, Andrea De Gasperis e Simona Maisto, dall’allora amante di Enrico De Pedis, il boss della banda della Magliana noto con il soprannome di ‘Renatino’, ucciso a Roma il 2 febbraio del 1990.In particolare, la testimone racconta di essere stata, insieme a un’altra persona e a De Pedis, a bordo della stessa auto sulla quale erano stati trasportati due sacchi, contenenti i cadaveri della ragazza scomparsa il 22 giugno del 1983 e del bimbo sparito il 21 giugno del 1993 insieme allo zio. Ed è proprio su quest’ultima circostanza e sull’incongruenza delle date, visto che la morte di ‘Renatino’ è precedente alla scomparsa del bambino, che gli inquirenti stanno cercando di fare chiarezza.
Ai magistrati la superteste avrebbe anche riferito di aver visto una ragazza che le sembrò potesse essere la Orlandi qualche mese prima dell’episodio di Torvaianica. Su incarico di De Pedis, aveva dovuto portare la giovane, che le era sembrata avere un’aria piuttosto intontita, dal bar del Gianicolo al benzinaio del Vaticano, dove, secondo quanto raccontato ai pm capitolini, l’avrebbe consegnata nelle mani di un sacerdote.



