Caso Marcelletti: “Un bravo medico doveva interrompere quel gioco”
“In certi ambienti si sa come incastrare chiunque”
La pediatra Amelia Romano difende il cardiochirurgo. Piu’ scettico invece il professor Iatrino
Palermo 12 mag. - La dottoressa Amelia Romano è medico pediatra presso l’Ospedale dei Bambini di Palermo, ovviamente, lavorando con i bambini, ha avuto diversi contatti dal punto di vista professionale con Carlo Marcelletti. Ha accettato di riliasciare un’intervista a La Voce.
Dottoressa, cosa pensa di quanto emerso?
Conosco Marcelletti, come chirurgo è assolutamente inattaccabile. Detto questo non posso essere a conoscenza delle carte dei magistrati. Sono indubbiamente sorpresa, ma ci vuole cautela su una vicenda emersa con tanta facilità e così repentinamente.
Comunque non si tratta di gogna mediatica, il cardiochirurgo ha ammesso lo scambio di mms con la tredicenne ed anche le irregolarità amministrative.
Ripeto, aspettiamo, oramai è luogo comune attaccare la sanità nella sua interezza, includendo professionisti che questo lavoro lo svolgono con passione.
Ma è innegabile che il quadro della sanità siciliana sia a tinte fosche, come lo hanno dipinto i difensori di Marcelletti.
Non è la sanità a non funzionare, ma la politica della gestione della sanità. La professionalità dei bravi medici, e ci sono, viene sacrificata per interessi più alti, senza distinzioni di colori, bandiere e partiti.
Guttadauro, Miceli, Aragona, sembra non esserci spazio per la meritocrazia?
Esatto, lobby politiche, se non peggio, che coltivano i loro interessi.
Quindi un Marcelletti non integrato, che non ha mai accettato il sistema, può essere diventato un obiettivo sensibile, questo a prescindere dai reati che verranno o meno accertati?
Con tutta sincerità non lo escludo, esistono diversi modi per far avanzare qualcuno, diciamo così, più morbido, a dispetto di un altro. Del resto è contraddittorio il fatto che i genitori dei piccoli pazienti di Marcelletti, manifestino sotto l’abitazione del cardiochirurgo, mentre l’Ordine dei Medici ha già pronta la procedura di sospensione, senza neppure il rinvio a giudizio. In certi ambienti si sa come incastrare chiunque.
Più scettico, invece, il professor Giovanni Iatrino, chirurgo specialista in trapianti di organi, presso il Policlinico di Palermo.
Di fronte al professionista mi tolgo tanto di cappello. Però se è vero quello che emerge dalle indagini, da questi capi d’accusa, se è vero il comportamento poco corretto tenuto da lui, allora ritengo che la sua figura, a livello umano, ne esca molto ridimensionata.
Giudizio tranciante nei confronti di un collega.
Il fatto che Marcelletti abbia confermato lo scambio di mms con questa bambina, ripeto bambina, mi fa pensare ad una persona che abbia dimenticato che esiste un codice deontologico da rispettare. Lo definirei un comportamento superficiale, perchè quel comportamento, che lui definisce un gioco, doveva interrompersi, se mai neppure cominciare. Un bravo medico, non superficiale, doveva interrompere quel gioco.
Il suo pensiero circa l’ipotesi della trappola politica.
Non reputo Marcelletti un martire. Lui oggi si erge a giudice di una politica corrotta, ma mi sembra di ricordare che si sia candidato, da una parte e dall’altra. E’ facile criticare la politica quando non si è riusciti a farne parte. Se è così, ci si è messo in mezzo da solo in questa vicenda.
Marco Grisafi
Riccardo Castagneri
lA VOCE 12 MAGGIO 2008


