Fritzl, fare sesso con mia figlia era una mania
Nuove rivelazioni sulla vicenda di Amstetten. A parlare ancora Josef Fritzl, l’uomo che ha segregato e stuprato la figlia per 24 anni. “E’ stato una specie di circolo vizioso, dal quale non c’era nessuna via d’uscita né per Elisabeth né per me: avere rapporti sessuali con lei era come una mania. Non ho stuprato mia figlia da quando aveva 11 anni, non sono un uomo che abusa di bambini piccoli”.
Sembra inoltre che l’uomo abbia ammesso di aver progettato la prigionia della figlia Elisabeth già da qualche anno. E’ vero, dev’essere stato il 1981 o il 1982, quando cominciai a trasformare la mia cantina in una cella, chiudendola con una pesante porta in cemento armato telecomandata. Poi ho creato l’isolamento acustico del bunker e ho installato una toilette e un lavandino, ci ho messo anche un letto, un fornello e un frigorifero.
Quello che Fritzl chiama “circolo vizioso” è il motivo, secondo lui, che lo ha portato a commettere i ripetuti abusi sulla figlia. E aggiunge: “Con ogni settimana, in cui tenevo prigioniera mia figlia, la mia situazione è diventata più folle e, veramente, ho pensato tante volte di lasciarla libera. Ho avuto paura di essere arrestato e paura che la mia famiglia e tutti gli altri sapessero del mio crimine”.
Comunque Fritzl sapeva che quello che stava facendo costituiva una violenza nei confronti della figlia che non era per nulla intenzionata ad accettare la situazione. Eppure Fritzl non riusciva a resistere all’impulso. Ha inoltre affermato di aver desiderato i figli che poi la figlia ha partorito tant’è che quando nacque il primo figlio di questi abusi, nel 1988, nella cantina-bunker c’erano già pronti asciugamani, disinfettanti, pannolini e dei libri di medicina perché la figlia potesse documentarsi. “Ero contento della nascita del bambino, perché per me è stato bello avere anche in cantina una famiglia vera, con una donna e con alcuni bambini”.
Alessio Morrone
IL Giustiziere degli angeli

