Austria: padre mostro nella casa degli orrori. La ricostruzione

Maggio 10, 2008 at 10:59 pm (Abusi sui minori, Cronaca, incesto austria, mostro austria, shock austria) (, , , , , , )

Sabato 10 Maggio 2008 Stefan Apfl - da Amstetten (Austria)

L’uomo nella foto ha l’aspetto di un vecchio clown alla fine dello spettacolo, come se si fosse appena tolto la maschera e struccato: i sopraccigli inarcati, le sottili labbra serrate. Le mani sono rugose, i lacci delle scarpe slegati. Josef Fritzl ha l’aria smarrita. La foto è stata scattata dai poliziotti austriaci domenica 27 aprile 2008, subito dopo l’arresto del 73enne che vive nella cittadina di Amstetten. È qui che l’ingegnere Fritzl ha vissuto e cresciuto sette figli con la moglie di 68 anni. Ma altrettanti ne ha concepiti incestuosamente e di nascosto dal mondo. Qui, per 24 anni, ha tenuto la figlia Elisabeth segregata in un bunker-prigione ricavato nello scantinato. Fino all’ultimo l’ha violentata: è da lei che ha avuto gli altri sette figli. Ma un atroce sospetto si fa strada fra gli inquirenti, che stanno cercando altre camere nascoste del bunker, da cui potrebbero emergere “ritrovamenti drammatici”.

Per 24 anni nessuno sembra essersi accorto di questo martirio.La casa della famiglia Fritzl si trova in una tranquilla zona a sud della cittadina di 24 mila abitanti. Da due settimane la via Ybbsstraße è invasa da giornalisti: filmano i poliziotti in tuta bianca e intervistano gli attoniti vicini per raccontare la storia dei Fritzl. Una storia horror piena di buchi neri e di domande ancora senza risposte.Come sono state condotte le indagini, sempre che ne siano state fatte?L’orrore era emerso una settimana prima dell’invasione dei giornalisti. Sabato 19 aprile arriva una telefonata all’assistenza pubblica di Amstetten. Al telefono è Fritzl. Racconta di aver trovato una giovane priva di sensi davanti alla porta di casa. I medici le riscontrano una disfunzione multiorganica; le sue condizioni sono critiche. La donna, anemica e molto magra, non ha neppure un’otturazione e non ha tesserino sanitario: ufficialmente non è mai esistita.Fritzl ha con sé una lettera: “Prendetevi cura della mia Kerstin malata”: l’avrebbe scritta, afferma, sua figlia Elisabeth, scomparsa dal 1984. Ben tre volte, negli ultimi 20 anni, un suo nipotino è stato abbandonato dinanzi alla porta di casa Fritzl. Glieli hanno fatti adottare: ma che indagini hanno svolto? Di certo nessuna prova del dna: Fritzl ha sempre sostenuto che erano lasciati da sua figlia, che prima di scomparire ogni volta lasciava una lettera. Gli hanno sempre creduto.Perché li ha fatti uscire dopo 24 anni?Il 19 aprile di quest’anno, però, non si trattava di un neonato, ma di una ragazza di 20 anni. Questa volta la procura della repubblica si insospettisce. Fritzl viene interrogato più volte e spiato. I medici non riescono a far luce sul quadro clinico della donna e trasmettono appelli pubblici alla madre affinché si presenti. Elisabeth vede uno degli appelli dal televisore che il padre ha installato nella prigione sotterranea. La donna riesce a convincere Fritzl a recarsi in ospedale con lei e i due figli che vivevano nello scantinato.È la prima volta, da 24 anni, che Elisabeth esce alla luce del sole: i figli, 5 e 18 anni, non avevano mai lasciato il sottosuolo. A tutt’oggi non è chiaro come mai Fritzl si sia fatto convincere a liberarli.Appena i quattro arrivano in ospedale, la polizia interviene. La donna 42enne ha i capelli bianchi, è piccola di statura, magra e ha la pelle non pigmentata. Dimostra vent’anni di più. È confusa, spaventata, non si fida della polizia. In seguito si scoprirà che proprio i tutori dell’ordine l’avevano riconsegnata al padre aguzzino, dopo che era fuggita e li aveva implorati di non riportarla dall’uomo che l’aveva violentata. Solo quando le viene garantito che non avrà più alcun contatto con il padre si decide a raccontare la sua storia.Elisabeth Fritzl è nata il 16 aprile 1966, ultimogenita dei sette figli di Josef e Rosemarie Fritzl. A quanto pare, suo padre avrebbe abusato di lei già dall’età di 11 anni. Al termine degli studi frequentò un apprendistato di gastronomia e a 17 anni cercò invano di scappare da casa.Chi ha fatto i lavori nel bunker? E nessuno si è accorto di nulla?Un anno dopo Josef Fritzl la rinchiuse nello scantinato. Qui, nell’angusto rifugio antiatomico costruito durante la guerra fredda, l’ha tenuta legata a un guinzaglio lungo appena 1 metro e mezzo e l’ha violentata. Il giorno dopo averla rinchiusa denuncia la sua scomparsa. Elisabeth Fritzl trascorrerà i primi 9 anni della sua prigionia in questa cella di 3 metri per 3: solo quando ha partorito due figli Josef Fritzl ha deciso di allargare la prigione sotterranea. Allestisce una seconda camera da letto e la figlia lo aiuta nei lavori, spesso costretta a scavare a mani nude.L’ingresso, dietro un mobile della cantina, è protetto da due robuste porte d’acciaio. La prigione è alta 1,70 m e da quando è stata allargata ha una superficie di 60 metri quadrati. I poliziotti trovano dettagli curati quasi con amore: fiori, animali di plastica e polpi dipinti sulle piastrelle del bagno striminzito. Josef Fritzl ha piastrellato da solo le pareti, ha ricoperto il soffitto di legno e ha insonorizzato la segreta. Nessuno avrebbe potuto lasciare lo scantinato contro la sua volontà.Quanto rischia Fritzl?È nello scantinato-bunker che Elisabeth Fritzl ha dato alla luce sette figli. Uno di loro, morto al momento del parto, è stato bruciato dal padre nella caldaia. Se si provasse che era nato vivo, Josef Fritzl potrebbe essere condannato all’ergastolo per omicidio. Al momento invece l’uomo, che ha confessato buona parte dei reati, rischia una condanna a un massimo di 15 anni per incesto, sequestro di persona, violenza carnale, lesioni fisiche e stupro con gravidanza. In Austria non esiste la sommatoria delle pene: conta solo il delitto più grave.Come ha scelto quali figli lasciare nel bunker e quali invece portare alla luce?Nel corso degli anni (nel 1993, 1994 e 1997) tre dei figli sono stati portati in casa, nella famiglia “ufficiale”. Fritzl ha fatto una selezione dei “figli urlatori”, come ha dichiarato nell’interrogatorio, perché facevano troppo chiasso nello scantinato. I coniugi hanno adottato i tre presunti trovatelli e li hanno cresciuti. Oggi i ragazzi hanno 15, 14 e 12 anni e sono ben integrati: lavorano nel gruppo giovanile dei vigili del fuoco, si allenano nella società sportiva della polizia, suonano strumenti musicali e sono bravi negli studi. Solo sabato scorso hanno scoperto che la loro madre biologica viveva sotto terra, dove ha cresciuto altri tre figli, insegnando loro a camminare, a parlare e a leggere.Ma davvero nessuno sapeva nulla?Come nel caso Kampusch, i media accusano tutti quelli che per anni hanno voltato lo sguardo dall’altra parte: i vicini, i parenti, le autorità. Com’è possibile che la moglie, descritta dai vicini come una donna “cortese” e “molto premurosa con i figli”, per 24 anni non si sia accorta di quanto accadeva nello scantinato? Gli esperti rispondono parlando della “rimozione” che prende le mogli quando i loro mariti abusano sessualmente dei figli. In sostanza, si rifiutano di vedere l’evidenza.Com’è possibile che un uomo condannato per stupro possa adottare tre bambini?Anche Josef Fritzl viene descritto dai vicini come “gentile” ed “elegante”. Tra le mura familiari deve però aver dominato come un tiranno: l’unico fratello maschio di Elisabeth, Josef jr, viene descritto come una persona estremamente dipendente dai genitori, a cui deve chiedere il permesso per uscire di casa, una volta alla settimana. Questa sua dipendenza spiegherebbe anche perché non abbia mai cercato la sorella “scappata con una setta”.Josef Fritzl ha studiato ed è ingegnere elettronico. Quando, nel 1983, la polizia gli riporta la figlia scappata di casa, è già stato condannato due volte, per stupro e tentato stupro: 18 mesi di prigione in tutto. Ma in Austria condanne del genere, una volta scontate, restano sulla fedina penale per 15 anni, poi vengono cancellate e non sono più disponibili nemmeno per le autorità che vagliano le adozioni.Nella casa plurifamiliare dei Fritzl hanno vissuto dal 1984 centinaia di inquilini. Alcuni di loro ricordano episodi che solo ora acquistano senso: si parla di un rumore di colpi e di Josef Fritzl che di notte, dal giardino, portava la spesa nello scantinato.È davvero possibile che Fritzl abbia agito da solo? Come ha fatto a trascinare in cantina le porte d’acciaio che pesano 300 chili? Come ha fatto ad accudire i suoi prigionieri quando andava in vacanza in Thailandia per settimane? Sono domande alle quali la polizia ancora non sa dare risposte. Finora lo considera un delinquente solitario. Alcuni dettagli resteranno per sempre oscuri, anche per proteggere le vittime.Le condizioni della 20enne Kerstin rimangono critiche. Il resto della famiglia Fritzl (lo psichiatra che si occupa del caso la divide in “quella del piano interrato” e “quella del piano di sopra”) è stato ricongiunto ed è seguito da un’équipe di psicologi che nell’ospedale hanno ricreato un ambiente buio e insonorizzato per ridurre il trauma degli emersi. Gli esperti dicono che ci vorranno almeno 5 anni prima che possano cominciare a vivere in una specie di normalità. È però difficile fare previsioni: non esistono precedenti.Anche la domanda chiave resta senza risposta: perché? “Il male non ha motivo sufficiente” ha scritto Armin Thurnher sul settimanale austriaco Falter. Delle dichiarazioni rese alla polizia trapela poco. L’avvocato chiede l’infermità mentale. Quello che resta è la sensazione che non solo tutto è possibile, ma anche che tutto si può fare, per anni, senza essere notati, nel cuore delle società più ricche. Quello che resta è la foto di un uomo con l’aspetto di un vecchio clown che si è appena struccato.(traduzione di Annita Brindani)

1 Commento

  1. Fac ha detto,

    Maggio 11, 2008 a 5:28 pm

    barbarie allo stato puro!
    eeeeeh!

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