Omicidio Meredith Kercher: ancora tanti (troppi) dubbi dopo la perizia medico legale
L’unica cosa che sembra certa è che dopo essere stata ferita al collo la studentessa inglese non poteva essere salvata: troppo poco il tempo a disposizione per fare qualsiasi cosa.
E’ questo il risultato del lavoro degli esperti - Anna Aprile, Mariano Cingolani e Gian Carlo Umani Ronchi - che è stato messo a disposizione delle parti.
I risultati dell’esame saranno esaminati nel corso di un’udienza in programma sabato prossimo davanti al gip.
Primo dubbio della perizia: Meredith Kercher ebbe rapporti sessuali in un momento “recente rispetto al decesso”, ma sulla base dei dati tecnico-biologici in possesso dei periti del gip di Perugia “non è possibile definire se si sia trattato di attività sessuale consenziente o meno”.
Seconda incertezza sul fatto che ci sia compatibilità tra le ferite al collo riscontrate a Meredith Kercher e il coltello da cucina sequestrato dalla polizia in casa di Raffaele Sollecito e sul quale sono state riscontrate tracce di Dna di Amanda Knox e della studentessa inglese.
Per i periti le ferite sono solo “non incompatibili”. Gli esperti hanno invece definito “incompatibili” le lesioni con gli altri due coltelli sequestrati al giovane pugliese.
Ampio l’intervello di tempo nel quale collocare il decesso sulla base degli accertamenti: tra le 18.50 del primo novembre e le 4.50 del 2, ma con la specificazione che la Kercher era “certamente in vita” alle 20.45 del primo novembre.
Causa della morte: di asfissia meccanica da strozzamento-soffocamento e sommersione interna (dovuta all’avere inspirato il suo sangue).
Infine: i valori dell’alcol nel sangue, nel fegato e nel contenuto gastrico “sembrano poco coerenti con una interpretazione farmaco-tossicologica unitaria e lasciano aperta la possibilità dell’intervento di un fattore esogeno legato alla conservazione del campione”.
In particolare è stato rilevato che il valore dell’alcolemia riscontrato nel corso dell’incidente probatorio è circa sei volte superiore a quello indicato dopo l’autopsia.
Varie le ipotesi avanzate per spiegare la differenza dei dati, da un errore nel campionamento iniziale, alle modalità di conservazione, ma anche a un inquinamento da parte di etanolo proveniente dall’esterno.
Tutto ciò si aggiunge al danneggiamento contemporaneo dei dischi rigidi di ben tre computer appartenenti agli interessati alla vicenda.


