Morta in tv, l’ultima offesa a Meredith

Aprile 2, 2008 at 8:40 pm (Cronaca, Giornalisti, Omicidio Perugia, omicidio meredith) (, , , , , )

2/4/2008 (7:29) - BUFERA SULL’EMITTENTE PUGLIESE TELENORBA: IL VIDEO GIRATO DALLA POLIZIA IL GIORNO DEL RITROVAMENTO

La studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa il 2 novembre scorso
Indaga il garante della privacy
La sorella: «Siamo sconvolti»
GUIDO RUOTOLO
ROMA
La telecamera inquadra i particolari, il sangue, il reggiseno strappato, il piede che sbuca dal piumone. E poi il corpo senza vita della povera Meredith. Senza risparmiare particolari raccapriccianti, il collo squarciato dalla lama, il seno e il sedere della studentessa inglese. Non è un film, è il video, a garanzia anche delle parti del processo, del sopralluogo della Scientifica del 2 novembre scorso in via della Pergola 7, Perugia. L’altra sera, Telenorba, televisione privata pugliese, l’ha mandato in onda. Il diritto-dovere di cronaca non c’entra nulla. E’ materia troppo incandescente perché, per dirla con l’indignato Garante della Privacy, in gioco è «la dignità della persona, ancorché defunta». E invece quel video, come le immagini dell’altro sopralluogo di metà dicembre, è stato mandato in onda alla vigilia della decisione della Cassazione, per dimostrare - secondo il direttore del Tg Norba, Enzo Magistà - le «leggerezze investigative».Il Garante per la Privacy indagherà, come l’Ordine dei giornalisti pugliesi, per verificare le violazioni deontologiche degli autori del programma. Il guaio però è stato fatto. Sconvolti i familiari di Meredith, avvisati dal loro avvocato: «Ho informato la sorella di Meredith, Stephanie Kercher e la stessa è rimasta sconcertata e turbata. Al momento non sono in grado di specificare circa la volontà della famiglia Kercher di contestare nelle sedi giudiziarie più opportune la spregevole iniziativa giornalistica della quale lo stesso direttore Magistà dovrà assumersi le eventuali responsabilità».

Alla trasmissione da dimenticare, ha partecipato anche uno dei legali di Raffaele Sollecito, Tiziano Tedeschi. La tesi del programma - come più volte sostenuto dai legali di Sollecito - è che la Polizia Scientifica ha sbagliato nel non «repertare» il lembo stracciato del reggiseno di Meedith sul quale, solo successivamente al secondo sopralluogo di dicembre, sono state trovate tracce di dna di Sollecito. Evidentemente non conoscendo gli atti (pubblici) dell’inchiesta del pm perugino, Giuliano Mignini, né tantomeno l’oggetto della valutazione della Cassazione: il ritrovamento del dna di Sollecito sul reggiseno non rappresenta la prova regina per la sua incriminazione. I giudici del Palazzaccio, infatti, si dovevano pronunciare sulle ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti dei tre indagati, Amanda, Raffaele e Rudy, e confermate dal Tribunale del Riesame, ben prima del reggiseno con il dna di Sollecito.

La Stampa 2 aprile 2008

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