aprile 30, 2008

Senza denti e anemici i figli segregati. Josef Fritzl forse coinvolto in un omicidio.

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Particolari sulle condizioni di salute dei tre ragazzini frutto degli abusi

Josef Fritzl forse coinvolto in un omicidio
La polizia austriaca indaga sul possibile coinvolgimento
del padre stupratore nella morte di una 17enne
VIENNA – I figli del padre-mostro hanno sui corpi le cicatrici di 24 anni di prigionia. Il «Times» ha rivelato i primi particolari sulle condizioni di salute dei tre ragazzini frutto degli abusi dell’ingegnere austriaco Josef Fritzl sulla figlia Elisabeth. I tre figli-nipoti di Fritzl – di 19, 18 e 5 anni – sono nati nella cella di 50-60 metri quadri, ricavata dall’uomo sotto casa, e da allora non sono mai stati visitati da un medico, nè da un dentista, tanto che la più grande, Kerstin ha perso tutti i denti. Tutti e tre, inoltre, hanno sviluppato problemi al sistema immunitario, soffrono di anemia e di mancanza di vitamina D, quella che regola il metabolismo del calcio. I ragazzini non hanno mai visto la luce – questo ha provocato loro qualche problema alla vista – e, costretti a camminare piegati, a causa dei soffitti alti circa 1,70 metri, hanno sviluppato una postura ricurva.

PROBLEMI PSICHICI – Negli anni di prigionia, la madre ha insegnato ai figli a scrivere qualche parola, ma nel bunker non c’erano libri, solo una tv, una radio e un video-registratore. La percezione della realtà che hanno i fratelli maggiori è quella mediata dalla tv, mentre il piccolo ha grossi ritardi cognitivi. «Una vasta squadra di psicologi infantile e dell’età adulta, terapisti, neurologi, logopedisti e fisioterapisti si sta occupando di loro», ha spiegato Berthold Kepplinger, direttore della clinica di Amstellen dove sono ricoverati, precisando che «ogni paziente ha traumi diversi ed è quindi sottoposto a terapia individuale».

LA PRIMA VOLTA – Domenica scorsa, intanto, è avvenuta la prima «reunion» della doppia famiglia incestuosa: i tre figli, tenuti segregati al piano di sotto, si sono incontrati con i tre fratelli, nati nel sotterraneo e «portati alla luce» dal padre (Fritzl raccontò che erano di figli di Elisabeth, scappata per entrare in una setta – in realtà la figlia fu rinchiusa dal 1984, quando aveva 18 anni – e che li aveva trovati davanti alla porta di casa). Gli uni inconsapevoli dell’esistenza degli altri fino allo scoppio del caso (al sotterraneo insonorizzato si accedeva attraverso una porta chiusa con combinazione e nascosta dietro uno scaffale), i sei fratelli hanno avuto un primo incontro «sereno e facile» ha spiegato Kepplinger. «È stata un’occasione felice, non forzata, e molto commovente, in particolare l’incontro tra Rosemarie (la moglie 68enne di Fritzl e madre di Elisabeth, ndr.) e la figlia», ha continuato. Rosemarie, che ha altri sei figli, oltre ai tre figli di Elisabeth in custodia (uno adottato, gli altri due in affido) era all’oscuro della doppia vita incestuosa del marito e credeva che la figlia fosse scomparsa e non sarebbe più tornata.

UN OMICIDIO – Potrebbe esserci un nuovo capitolo nella terribile vicenda. La polizia austriaca sta indagando sul possibile coinvolgimento dell’uomo nell’omicidio di una giovane donna che risale a 22 anni fa e di cui non è mai stato trovato il colpevole. La vittima era Martina Posch, al tempo 17enne. Il suo corpo fu ritrovato sulle sponde del lago di Mondsee, nell’alta Austria, dieci giorni dopo la sua scomparsa. La moglie di Fritzl gestiva un alberghetto dall’altra parte del lago, secondo quanto riporta la stampa austriaca. Il capo della polizia locale, Alois Lissl, ha detto che non ci sono indizi concreti sulla colpevolezza di Fritzl e gli inquirenti stanno cercando di appurare se il padre-mostro ha un alibi.

NATASCHA – Venticinquemila euro da Natascha Kampusch. La ragazza austriaca, tenuta segregata in una stanzetta per otto anni dal suo sequestratore, prima che riuscisse a fuggire il 23 agosto 2006, ha deciso di fornire «aiuti immediati» a Elisabeth Fritzl e ai suoi sei figli, frutto degli abusi compiuti dal padre. Kampusch ha lanciato un appello a favore dell’avvio di una vasta campagna in sostegno delle vittime e chiesto all’organizzazione benefica Sos Mitmensch di aprire un conto corrente per raccogliere le donazioni. La giovane ha, infine, riferito di essersi messa in contatto con l’avvocato di Elisabeth, rinchiusa per 24 anni in un bunker, insieme a tre dei suoi figli, per «determinare al più presto se sarà possibile fornire aiuto concreto».

La Repubblica  30 aprile 2008

Austria/ Elisabeth e i figli cambiano identità. Ecco il video delle vacanze in Thailandia del padre-mostro

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Rischia l’ergastolo il padre-mostro. Il Dna lo incastra

Mercoledí 30.04.2008 14:00

 IL VIDEO DELLA VACANZA

Austria/ Un amico del padre-mostro: “Andavamo insieme in Thailandia… lui comprava biancheria intima per Elisabeth”. Il video della vacanza

Una nuova identità per rifarsi una vita altrove: è la chance che le autorità austriache intendono dare ad Elisabeth Fritzl e ai suoi figli, frutto dell’incestuosa relazione tra la donna e il padre. Il capo dei locali servizi sociali, Hans-Heinz Lenze, ha ipotizzato che il cambio di nome potrebbe essere assicurato non solo alle vittime dirette, ma anche agli altri familiari del padre-mostro.

Intanto gli psichiatri a cui sono state affidati la sventurata donna, segregata per 24 anni,e i suoi figli ritengono che avranno bisogno di anni di psicoterapia per elaborare la loro drammatica vicenda. “Occorreranno tra i 5 e gli 8 anni”, ha detto Max Friedrich, lo psichiatra che si è occupato di un’altra vittima di un lungo sequestro, Natascha Kampusch.

E mentre le vittime sono state portate in una località segreta, emergono nuovi particolari sull’incredibile vicenda. E’ stato accertato per esempio che il padre-mostro godeva di una solida posizione economica. Ingegnere elettrico in pensione 73enne, l’uomo è l’unico proprietario di sei immobili, dislocati in varie località della Bassa Austria: oltre alla proprietà ad Amstetten, 3 edifici con numerosi appartamenti e locali commerciali, un’altra casa e un terreno, per un valore stimato di 2,2 milioni.

Ieri le analisi del Dna avevano confermato che Fritzl è il padre naturale di tutti i figli che la figlia Elisabeth, oggi 42enne, ha messo al mondo in condizioni disumane nel nascondiglio-bunker di 60 metri quadrati.
LE ACCUSE AL PADRE – Rischia l’ergastolo Josef Fritzl. Ma la prigione a vita sarebbe l’eventuale conseguenza del reato (se provato) di omicidio per omissione di soccorso di uno dei sette bambini: uno dei due gemelli che nacquero nella primavera del 1996, morto ancora neonato; il corpicino fu bruciato dal padre in una fornace. A parlare di ergastolo è il portavoce della procura di Sankt-Poelten.

La seconda accusa in ordine di gravità è lo “stupro con conseguente gravidanza”, da 5 a 15 anni di reclusione. L’incesto rappresenta un’aggravante e non un reato a se stante. Quanto al sequestro di persona, terzo capo di imputazione, è passibile di 10 anni di carcere. Ma le pene non sono cumulabili. Josef Fritzl ieri si era detto colpevole di sequestro di persona e di stupro, e aveva ammesso anche la nascita di sette bambini, la morte di uno di loro e la distruzione del cadavere. Però, di fronte al giudice istruttore, ha scelto il silenzio.

I risultati dell’esame del Dna hanno intanto confermato che Josef Fritzl è il padre dei sei bambini avuti dalla figlia Elisabeth, incastrando definitvamente l’uomo.

NATASCHA OFFRE IL SUO AIUTO – Natascha Kampusch, la ventenne austriaca vittima per otto anni di un aguzzino che l’ha tenuta chiusa in casa, ha offerto il suo aiuto nella vicenda di Elisabeth Fritzl, la donna per 24 anni violentata e segregata in casa con tre dei suoi figli dal padre ad Amstetten. La Kampusch dice di essere convinta di poter essere di aiuto alla Fritzl, sia come interlocutrice sia con un sostegno finanziario.

La ragazza ha detto che dopo aver saputo del caso le era venuta l’idea spontanea di offrire aiuto finanziario alle vittime. “Mi sembra molto sensato in questo caso”, ha precisato Natascha, dichiarando di essere in continuo contatto con gli inquirenti in Bassa Austria.

Fonte Affari Italiani 5alle5 30 aprile 2008

L’ex rapita austriaca Natacha Kampusch in aiuto dei figli dell’incesto

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L’ex rapita austriaca Natacha Kampusch in aiuto dei figli dell’incesto
Amstetten non vuole essere catalogata come la cittadina degli incesti. I residenti della località austriaca si sono così mobilitati per una fiaccolata di solidarietà con le vittime di Josef Fritzl, che per 24 anni ha tenuto sua figlia rinchiusa in una cantina facendole mettere al mondo sette bambini.Un’altra famosa ex rapita austriaca, Natacha Kampusch, ha offerto loro supporto, anche finanziario: “Penso che la maggior parte di coloro che stanno dando opinioni da esperti dovrebbero trattenersi perché probabilmente non hanno ragione. Credo che sarebbe stato meglio lasciare i bambini lì dove si trovavano perché era l’unico ambiente al quale erano abituati. Portarli improvvisamente via senza neanche un momento di transizione e isolamento non può essere un bene per loro”.

La posizione di Josef Fritzl, nonno-padre di sei figli, si è intanto aggravata. Alle accuse di sequestro di persona e violenza sessuale si è aggiunta quella di omicidio per omissione perché, sostiene l’accusa, un settimo bambino – morto poco dopo il parto – poteva essere salvato se affidato ai medici.

Euronews 30 aprile 2009

Austria,sussidio statale per i tre figli del mostro

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Allevava 3 figli  frutto di incesto: polemiche
Non solo Josef Fritzl, il 73enne accusato di aver segregato la figlia per 24 anni, è sotto accusa. Anche polizia e servizi sociali sono finiti nell’occhio del ciclone per il caso che ha sconvolto l’Austria. E’ infatti emerso che il “mostro” ha ricevuto un sussidio mensile dello Stato per mantenere tre dei sei “figli”, affidatigli dopo che li aveva fatti passare per i nipoti abbandonati dalla figlia Elisabeth scappata di casa.
Per ottenere gli iaiuti economici, lui che oltretutto era misteriosamente ricco (cinque case in Bassa Austria, un palazzo ad Amstetten e un camping con trattoria vicino Salisburgo), Fritzl aveva ricevuto per ben 21 volte la visita degli assistenti sociali. Senza che nessuno capisse cosa realmente si nascondeva in quella casa. E senza che nessuno andasse a indagare sul suo passato, tutt’altro che immacolato.

Intanto, dopo lo shock della scoperta c’è stato il primo incontro della famiglia, nel giorno del 12° compleanno di Alexander (uno dei tre che viveva con i nonni, gli altri sono Lisa, 16 anni e Monika, 15). Per la prima volta la madre di elisabeth, Rosemarie, ha riabbracciato la figlia, creduta persa da tutti questi anni. E’ stato anche il primo contatto tra i sei figli di Elisabeth.

”E’ stato un incontro molto toccante – ha raccontato il presidente distrettuale di Amstetten, Hans Heinz Lenze – . Viste le circostanze, c’è stato uno scambio abbastanza intenso tra i ragazzi”.

”Monika vorrebbe già tornare a scuola”, ha detto il direttore sanitario. Per il momento frequenta la scuola interna dell’ospedale e i suoi compagni le mandano i compiti. Il momento del suo ritorno nella vita normale sarà comunque deciso dai medici. Fin quando l’interesse mediatico sarà così grande, la ragazza resterà in un luogo protetto.

I ”bambini della cantina” si sanno esprimere, ma con un linguaggio molto limitato. Kerstin, Stefan e Felix finora risultavano sconosciuti all’anagrafe. I responsabili dei servizi sociali non escludono un cambio d’identità almeno per loro tre. Insieme alla madre dovranno superare un gravissimo trauma psicologico, ma anche forti disturbi fisici per tutti gli anni vissuti lontani dalla luce del sole.

 

TG COM 30 APRILE 2008

Austria, incesto: il padre pensava di liberare famiglia segreta

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AMSTETTEN – L’austriaco di 73 anni che ha messo al mondo sette figli con la propria figlia, rinchiusa per 24 anni in una cantina ad Amstetten, stava preparando il ritorno nella vita reale della sua famiglia segreta. Lo fa intuire una lettera che una figlia e nipote aveva con sé quando alcuni giorni fa era stata ricoverata all’ospedale.La ragazza, di 19 anni, che tutt’ora è in pericolo di morte per una grave malattia, probabilmente causata dall’incesto, era stata portata in extremis dal padre fuori dalla cantina, all’ospedale di Amstetten.

L’uomo – hanno spiegato gli inquirenti in un’affollatissima conferenza stampa – aveva costretto la figlia di 42 anni, e madre della giovane ricoverata, a scrivere una lettera nella quale spiegava la malattia e i disturbi della ragazza. Nella lettera – è stato detto – la donna accennava anche alla possibilità di tornare alla vita normale “entro un anno con altri due figli”. Il padre aveva sempre raccontato che sua figlia era finita in una setta satanica. L’uomo. probabilmente si era reso conto che, dopo il ricovero della figlia e nipote di 19 anni, sarebbe stato difficile proseguire la sua doppia vita.

Il suo piano è comunque fallito quando la figlia di 42 anni ha visto alla televisione un appello delle autorità diretto proprio a lei, in cui le si chiedeva di farsi viva perché sua figlia era in gravi condizioni. La donna ha quindi convinto il padre ad accompagnarla all’ospedale a visitare la figlia, e qui i sanitari hanno scoperto tutto.

L’uomo aveva in passato costretto sua figlia a scrivere altre lettere per motivare l’abbandono di tre dei suoi figli, che il nonno-padre aveva finto di avere ritrovato e che poi aveva cresciuto con sé e la moglie.

SDA-ATS 29 aprile

aprile 29, 2008

AUSTRIA/ ELISABETH, LA MADRE E I 5 FIGLI IN CURA DALLO PSICHIATRA

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Lo specialista: una riunione “incredibilmente facile”

E sembra stiano parlando due vicini di casa. Il mostro non sarebbe stato l’unico a possedere la chiave della cantina. Man mano che si avranno altre notizie le pubblicherò.

Amstetten, 29 apr. (Apcom) – I test del dna lo confermano: i sette figli nati da Elisabeth Fritzl sono il frutto dell’incesto. E a Amstetten, la cittadina austriaca sconvolta dalla tragedia della ragazza sequestrata e stuprata per 24 anni dal padre, adesso le fila della vicenda sono tenute da un lato dai giudici; dall’altro, dagli psichiatri che hanno preso in cura l’intera famiglia. Domenica scorsa, riferisce il direttore del centro psichiatrico, Berthold Kepplinger, Elisabeth, la madre Rosemarie e tutti e cinque i figli/nipoti sono stati fatti incontrare ed è stata una riunione “incredibilmente facile”.

Certo, “nello spazio di un giorno la vita di queste persone è stata sconvolta” prosegue lo psichiatra. E due ragazzini cresciuti in segregazione “hanno un modo di esprimersi tutto tranne che normale”.

Lo psicologo Paulus Hochgatterer sottolinea che le vittime di questa vicenda potranno essere esposte al mondo esterno “solo con gradualità” mentre i servizi sociali della cittadina pensano già a una “scolarizzazione normale” per i ragazzi vissuti fuori dal mondo. E l’amministrazione pubblica pensa anche a un cambiamento collettivo di cognome, perchè “Fritzl” è ormai “insudiciato”.

Sotto analisi psichiatrica adesso è anche il padre-aguzzino, Josef Fritzl, di cui i medici dicono per ora che è affetto da delirio di onnipotenza. Certo, visto che secondo gli inquirenti la moglie Rosemarie non sapeva davvero nulla, quest’uomo è riuscito per 24 anni nell’incredibile, spaventosa impresa di tenere sotto scacco tutti.

La figlia, che violentava da quando aveva 11 anni, e che appena maggiorenne ha sequestrato in cantina dietro un marchingegno elettronico. La moglie, assoggettata al suo dominio, che ha accettato senza fiatare non solo la notizia che Elisabeth sarebbe scomparsa perché entrata in una setta; ma anche i tre ragazzini-nipoti trovati sulla soglia di casa con un biglietto della figlia dispersa (che in realtà li aveva partoriti). I vicini di casa, e i servizi sociali che venivano a visitare i nonni e i nipotini. E infine, i tre altri figli di Elisabeth, quelli cresciuti nello scantinato senza mai vedere la luce del sole: la maggiore, Kerstin, portata in ospedale perché gravemente malata, è all’origine dell’esplosione del caso.

Secondo Kepplinger, Rosemarie, Elisabeth e i cinque ragazzini (Kerstin è tuttora in ospedale fra la vita e la morte) sono riusciti a interagire con grande naturalezza. Adesso, la scommessa è aiutare i ragazzini cresciuti in detenzione a rientrare in società, ma anche ridare a tutti una parvenza di normalità. Un lavoro che se riuscirà, potrebbe prendere anni. Ne fa fede proprio il caso di cui tutti parlano, quello della giovane Natasha Kempusch, sequestrata per otto anni a Vienna: ma Natasha non ha avuto figli, l’aguzzino era un vicino di casa, non il padre, e a diciott’anni è riuscita a liberarsi da sola.

Elisabeth Fritzl ha oggi 42 anni; i sei figli-fratelli vivi (il corpo di un settimo, morto dopo la nascita, è stato bruciato dal padre aguzzino) tre maschi e tre femmine, hanno fra i 5 e i 19 anni. Il padre le aveva lasciato i due maggiori e il più piccolo, portando via quelli di mezzo. Le tre adozioni avvennero nel 1993, 1994 e 1997. Rosemarie, la madre-nonna, di anni ne ha 69. Secondo gli psicologi è lei la più colpita, mentre il più innocente è il piccolo di 5 anni, felice di salire per la prima volta in una macchina. Infine c’è preoccupazione per Kerstin, 19 anni, in coma artificiale e in prognosi tuttora riservata.

Intanto, il ministero della Giustizia a Vienna ha annunciato misure per difendere la privacy della sventurata famiglia: chiunque pubblichi foto delle vittime rischia multe fino a 20.000 euro.

AUSTRIA, TEST DEL DNA CONFERMA INCESTO. FORSE QUALCUNO HA AIUTATO IL MOSTRO.

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 di Wildgreta

Non finisce l’orrore per questa storia che piano piano apre squarci di turpitudine inauditi sull’uomo e assoluto lassismo da parte delle istituzioni. Dov’era la società civile? E perchè quando accadono fatti mostruosi si dice sempre che i “colpevoli erano persone insospettabili”? Non sarà che la maggior parte di noi non ha capito in che mondo vive e di cosa è davvero capace l’uomo?

La 7 ore 17.20

I SEI BIMBI SONO FIGLI DEL MOSTRO

Fritzl era pregiudicato per abusi sessuali e forse aveva un complice

Servizio di Simona Buonomano

L’orribile conferma è giunta poco fa dal test del Dna: Josef Fritzl è il padre dei sei bambini avuti dalla figlia Elisabeth. Sono suoi quindi i figli nati dall’incesto, consumatosi nella cittadina austriaca di Amstellen. Ed è di oggi la notizia che Fritzl era pregiudicato proprio per abusi sessuali. Lo riferiscono il quotidiano austriaco “Die Presse” e il britannico “Times”, secondo cui a carico di Frtizl peserebbe anche un’altra condanna per incendio doloso risalente agli anni ’60. Ma un terribile interrogativo pesa sulle indagini: qualcuno potrebbe avere aiutato Frtizl a realizzare il suo piano criminale. Una fotografia scattata in Thailandia proverebbe che l’uomo nel 1998 era all’estero. Questo significherebbe che durante la sua assenza qualcuno ha accudito e portato cibo ai suoi prigionieri. Inoltre secondo alcuni vicini di casa Fritzl sarebbe stato un grande amante della Thailandia, nota meta di turismo sessuale. Clicca per vedere il Servizio Tg La 7

Mostro di Amstetten,shock in Austria.La moglie di Josef non sapeva nulla?

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Amstetten, la cittadina austriaca che suo malgrado ha ospitato il mostro, è ancora sotto shock. Come è possibile che un uomo tenga segregato e violenti la propria figlia per anni? Soprattutto, è credibile che la moglie di Josef Fritzl, il padre-padrone, non si sia mai accorta di nulla, credendo alle menzogne che lui le raccontava? Chi viene nella Ybbsstrasse per dare un’occhiata alla “casa degli orrori”, al numero 29, rimane sgomento.
“Chi avrebbe mai detto – si chiede una ragazza – che la nostra piccola città sarebbe finita sulla Cnn e la Bbc? E’ proprio incredibile”. “Vivo qui accanto e non mi sono mai accorto di nulla”, dice Walter Wermer. “Vedevo spesso i tre bambini che stavano con i nonni andare a scuola. Erano sereni di buon umore. Non avrei mai immaginato una cosa simile”.

Josef Fritzl e sua moglie Rosemarie erano addirittura considerati “bravi nonni” perché si erano occupati dei tre nipoti abbandonati dalla figlia “finita in una setta”. Con loro vivevano Lisa, 16 anni, Monica, 15, ed Alexander, 12, tutti nati dai rapporti incestuosi tra padre e figlia. “E pensare – racconta un’altra vicina – che Rosemarie era disperata perché sua figlia era finita in una setta diabolica. Mi faceva tanta pena”.

Tg com 29 aprile 2008

L’Austria s’interroga sulla storia della figlia segregata

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Com’è possibile che nessuno si sia accorto di nulla? E’ la domanda che gli austriaci, e non solo, si pongono di fronte alla storia dell’elettricista che ha segregato la figlia per 24 anni nello scantinato di casa facendole partorire 7 figli frutto del loro rapporto incestuoso. L’uomo, Joseph Fritzl, ha confessato tutto, anche di aver bruciato il corpo di uno dei figli morto pochi giorni dopo il parto.

Euro news 29 aprile 2008

Il governatore della città di Amstetten: “Le autorità hanno perso l’occasione di scoprire tutto quando 3e dei figli della coppia sono stati lasciati sulla porta di casa per essere adottati. Ggli assistenti sociali hanno giudicato la famiglia adottiva perfettamente in grado di accoglierli”.

La “casa degli orrori” si trova in uno stabile dove vivono altre famiglie, che non immaginavano nulla. Nello scantinato, Fritzl aveva costruito all’insaputa della moglie e di tutti un appartamento di 60 metri quadri, senza finestre, dove hanno vissuto la figlia e 3 dei bambini.

La compagna di classe di una delle figlie adottate la giudica un po’ strana, molto emotiva, con i genitori che la lasciavano uscire solo per poche ore.
Amstetten è una cittadina di 22 mila abitanti. Tranquilla, almeno fino a pochi giorni fa, ora precipitata nell’angoscia.

aprile 28, 2008

Il padre stupratore ha confessato.Nella cantina-prigione anche una cella imbottita

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Il caso di incesto che ha sconvolto l’Austria

L’uomo, 73 anni, sta confessando gli abusi.

 

– «E’ uno dei peggiori crimini della storia del Paese»: ha detto in conferenza stampa la polizia austriaca. Gli inquirenti hanno sottolineato come il 73enne sia riuscito a «ingannare tutti», compresa la moglie Rosemarie che era all’oscuro di tutto: la scomparsa della figlia era stata giustificata con delle lettere nelle quali la donna spiegava di essersi unita a una setta e pregava i genitori di non cercarla.

Il padre stupratore accompagnato nei locali della polizia (Afp)

VIENNA

LA CONFESSIONE - Ha iniziato a confessare gli orrori commessi per 24 anni ai danni della figlia, Josef F., l’ingegnere elettronico austriaco in pensione che ha tenuto segregata la donna in una cantina della sua abitazione, violentandola ripetutamente e mettendola incinta per sette volte. Lo ha riferito la polizia austriaca, secondo cui l’uomo ha ammesso anche di aver bruciato nel forno di casa il corpo di uno dei gemelli dati alla luce da Elisabeth e morto qualche giorno dopo la nascita per le cure insufficienti. L’uomo è stato portato nei locali della polizia di Amstetten e poi nella prigione di St. Polten, capoluogo della provincia. Secondo la Welt online, poco prima della confessione dell’uomo, che gestisce tuttora una piccola ditta di vendite di biancheria intima, la polizia aveva ritrovato una cella imbottita e insonorizzata all’interno del nascondiglio garage dove l’uomo teneva segregata la figlia, da 24 anni, e tre dei figli avuti dalla relazione incestuosa. Questi tre figli, fino a quando la polizia non è entrata nella cantina, non avevano mai visto la luce del sole.

ORRORE – L’Austria è sotto choc. Sulla stampa e in trasmissioni radiotelevisive che si occupano sul caso con massimo rilievo, emergono dettagli sempre più agghiaccianti sulla «casa degli orrori» di Amstetten, cittadina tranquilla di 23.000 abitanti della Bassa Austria a circa 130 chilometri a ovest di Vienna.

– Sembra che nella cantina-prigione della casa plurifamiliare di proprietà dei Fritzl ci fosse anche una cella imbottita, dove Joseph rinchiudeva la figlia se si mostrava riluttante nei suoi confronti, ha detto il presidente distrettuale di Amstetten, Heinz Lenze alla tv pubblica Orf. Lenze ha anche spiegato che la porta d’ingresso per la cantina – tutta in acciaio e chiusa con un meccanismo elettrico del quale solo Fritz conosceva il codice – era nascosta dietro uno scaffale pieno di barattoli e scatolette nel laboratorio dell’uomo. Secondo quanto indicato dal portavoce della procura del capoluogo della Bassa Austria, St. Poelten, Gerhard Sedlacek, la prigione in totale aveva una superficie tra i 50 e i 60 metri quadrati ed era suddivisa in tre stanze più un’altra stanzetta. In precedenza era emerso che l’altezza della cantina era di 170 centimetri nel punto più alto. Il tabloid «Oesterreich» pubblica uno schema della cantina segreta, composta di cinque stanzette: in una ci sono un televisore, un gabinetto e un angolo cottura, più quattro spazi chiusi con dentro un letto ciascuno.

La piantina della casa pubblicata dal tabloid «Oesterreich»

LA CELLA

Corriere della Sera 28 aprile 2008

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